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	<title>medio oriente Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Tajani incontra Parmelin alla Farnesina: focus su Crans-Montana, Svizzera-Ue e crisi internazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 17:02:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricevuto oggi alla Farnesina il presidente della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin, per un confronto sui principali dossier bilaterali e internazionali. Al centro dell’incontro la vicenda di Crans-Montana e i rimborsi sanitari legati alla tragedia che ha coinvolto giovani italiani. Tajani ha ribadito la posizione del Governo italiano: le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/05/tajani-incontra-parmelin-alla-farnesina-focus-su-crans-montana-svizzera-ue-e-crisi-internazionali/">Tajani incontra Parmelin alla Farnesina: focus su Crans-Montana, Svizzera-Ue e crisi internazionali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> ha ricevuto oggi alla Farnesina il presidente della Confederazione Svizzera, <strong>Guy Parmelin</strong>, per un confronto sui principali dossier bilaterali e internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell’incontro la vicenda di <strong>Crans-Montana</strong> e i rimborsi sanitari legati alla tragedia che ha coinvolto giovani italiani. Tajani ha ribadito la posizione del Governo italiano: le spese mediche per le cure ricevute in Svizzera non devono ricadere né sulle famiglie né sullo Stato italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro ha espresso apprezzamento per l’impegno manifestato da Parmelin affinché ai familiari non venga richiesto alcun onere. L’Italia, intanto, si è costituita parte civile nel procedimento avviato in Svizzera e continuerà a seguire l’accertamento delle responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il colloquio sono stati affrontati anche i temi internazionali più urgenti, dalla guerra in <strong>Ucraina</strong> alla crisi in <strong>Medio Oriente</strong>, con particolare attenzione alla situazione nell’area di <strong>Hormuz</strong>, agli attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti e alla necessità di un cessate il fuoco tra <strong>Israele e Libano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tajani ha inoltre confermato il sostegno dell’Italia al rafforzamento dei rapporti tra <strong>Svizzera e Unione Europea</strong>, anche su migrazione, sicurezza e difesa, e alla cooperazione transatlantica in materia di dazi e materie prime critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano economico, Italia e Svizzera hanno confermato l’impegno a consolidare una relazione già strategica: la Confederazione è il quinto mercato di sbocco per l’export italiano e ospita oltre mille imprese italiane, attive soprattutto nei settori energia, infrastrutture e difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due leader hanno infine concordato di proseguire il lavoro sul <strong>Dialogo italo-svizzero per la cooperazione transfrontaliera</strong>, con particolare attenzione all’accordo fiscale sui lavoratori frontalieri.</p>
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		<title>Medio Oriente, Save the Children: “Le scuole non sono campi di battaglia”. Appello urgente per la protezione dei minori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 19:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Escalation di violenze in Medio Oriente e nuove vittime tra i più giovani. Save the Children lancia un appello urgente alla comunità internazionale e a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iran e nella regione affinché venga garantita la protezione immediata dei bambini e delle infrastrutture civili, in particolare scuole e ospedali. L’Organizzazione interviene [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Escalation di violenze in Medio Oriente</strong> e nuove vittime tra i più giovani. Save the Children lancia un appello urgente alla comunità internazionale e a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iran e nella regione affinché venga garantita <strong>la protezione immediata dei bambini e delle infrastrutture civili</strong>, in particolare scuole e ospedali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione interviene dopo la notizia della morte di oltre 100 bambini negli attacchi che hanno colpito due scuole in Iran, denunciando una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“I bambini devono restare fuori dal conflitto”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children chiede un’immediata cessazione delle ostilità per ridurre i rischi sulla vita e sul benessere dei minori. Fino a quando le violenze continueranno, sottolinea l’Organizzazione, tutte le parti devono rispettare gli obblighi previsti dal <strong>diritto internazionale umanitario</strong> e dal <strong>diritto internazionale dei diritti umani</strong>, garantendo la protezione di civili e infrastrutture civili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare preoccupazione viene espressa per l’uso di <strong>armi esplosive in aree densamente popolate</strong>, che comporta un rischio elevato di danni gravi alla popolazione civile, soprattutto ai bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo sull’orlo di una guerra devastante che sta già producendo conseguenze orrende sui bambini e sulle loro famiglie”, ha dichiarato <strong>Inger Ashing</strong>, CEO di Save the Children International. “I bambini non dovrebbero mai essere coinvolti nei combattimenti e le loro case, scuole e comunità non possono diventare campi di battaglia. Le guerre hanno delle regole”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rischi crescenti per i minori</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’intensificarsi delle ostilità espone i minori a rischi sempre più gravi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sfollamento forzato,</li>



<li>interruzione dell’istruzione,</li>



<li>perdita dell’accesso a cure sanitarie e servizi essenziali,</li>



<li>ferimenti e perdite familiari.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">“Ogni guerra è una guerra contro i bambini”, ha aggiunto Ashing, ribadendo che la comunità internazionale non può restare inerte davanti alla sofferenza dei più vulnerabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’appello alla comunità internazionale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children invita tutte le parti coinvolte nelle violenze in Iran e nell’area circostante a <strong>ridurre immediatamente le tensioni</strong> e a rispettare pienamente il diritto internazionale, assicurando la protezione dei civili in ogni momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione, attiva in circa 110 Paesi nel mondo per la tutela dei diritti dell’infanzia, precisa di non operare attualmente in Iran, ma continua a monitorare con attenzione l’evolversi della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio è chiaro: <strong>le scuole non sono obiettivi militari, ma luoghi di protezione e futuro.</strong></p>
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		<title>Meloni e Trump approfondiscono il Medio Oriente alla cena dei leader Nato</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/25/meloni-e-trump-approfondiscono-il-medio-oriente-alla-cena-dei-leader-nato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 18:17:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla cena dei leader della Nato svoltasi al Palazzo Reale de L’Aja, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sono intrattenuti in un lungo colloquio, concentrato soprattutto sui recenti sviluppi in Medioriente e sugli altri dossier internazionali di maggiore rilevanza. All’evento, accanto a Meloni e Trump, erano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/25/meloni-e-trump-approfondiscono-il-medio-oriente-alla-cena-dei-leader-nato/">Meloni e Trump approfondiscono il Medio Oriente alla cena dei leader Nato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla cena dei leader della Nato svoltasi al Palazzo Reale de L’Aja, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sono intrattenuti in un lungo colloquio, concentrato soprattutto sui recenti sviluppi in Medioriente e sugli altri dossier internazionali di maggiore rilevanza.  </p>
<p>All’evento, accanto a Meloni e Trump, erano presenti numerosi capi di Stato e di governo: fra gli altri, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il presidente della Repubblica Ceca Petr Pavel e il segretario generale della Nato Mark Rutte.  </p>
<p>In precedenza, al ricevimento organizzato al palazzo Huis ten Bosch nei Paesi Bassi, avevano preso parte anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i rappresentanti dei quattro partner indo-pacifici e i vertici dell’Unione Europea. Durante la cena al Palazzo Reale, Meloni ha inoltre condiviso il tavolo con Sua Maestà il re Guglielmo Alessandro.</p>
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		<title>La ricerca della pace in un mondo da ricomporre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 18:41:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025, può essere l’anno decisivo per cercare soluzioni ai problemi aperti dalla guerra in Ucraina e in Medio Oriente, soluzioni che non si sono viste finora, ma lo scenario internazionale presenta elementi di novità che possono diventare occasioni, come la fragile tregua tra Israele e Hamas nella striscia di Gaza e l’elezione di Trump, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/29/la-ricerca-della-pace-in-un-mondo-da-ricomporre/">La ricerca della pace in un mondo da ricomporre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 2025, può essere l’anno decisivo per cercare soluzioni ai problemi aperti dalla guerra in <strong>Ucraina</strong> e in <strong>Medio Oriente</strong>, soluzioni che non si sono viste finora, ma lo scenario internazionale presenta elementi di novità che possono diventare occasioni, come la fragile tregua tra Israele e Hamas nella striscia di Gaza e l’elezione di <strong>Trump</strong>, per la seconda volta, alla presidenza degli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La politica, che sopravvive alle guerre anche se può esserne responsabile, sa quando è il momento di agire, perché è solo la politica che costruisce il risultato di ogni trattativa ed è, proprio per questa ragione, che il 2025 può essere l’anno in cui la diplomazia riuscirà a risolvere le grandi crisi in Europa e Medio Oriente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A guidare il fronte europeo che finora ha sostenuto l’<strong>Ucraina</strong>, che combatte per evitare di venire schiacciata dalla <strong>Russia</strong>, come è negli obiettivi di <strong>Putin</strong>, deve essere la convinzione che il nuovo Presidente americano, impegnato a rendere l’America più grande, non può permettersi accordi al ribasso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ruolo di <strong>Donald Trump</strong> riserverà qualche sorpresa, com’è nella natura dell’uomo, ma sono in molti, a ragion veduta, a sostenere che Trump non vorrà mai apparire come un perdente nei confronti del suo rivale russo. Solo partendo da questo presupposto si potrà lavorare, senza arretrare, pensando ad un accordo per chiudere con le ostilità e far entrare l’<strong>Ucraina</strong> nella UE, in tempi rapidi e assicurare così una tranquilla convivenza futura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà interessante vedere Trump all’opera, perché al tycoon serviranno strumenti più sottili e sofisticati di quelli utilizzati nel primo mandato, o delle promesse fatte in campagna elettorale; sarà interessante vederlo alla prova, una volta spenti i fuochi d’artificio della sua elezione alla Casa Bianca per un secondo mandato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto l’<strong>Europa</strong> ha la possibilità di tornare ad avere un ruolo importante nello scacchiere medio-orientale, partecipando alla ricostruzione di quanto la guerra nella <strong>striscia di Gaza</strong> e la caduta del regime di Bashar al Assad in <strong>Siria</strong>, con il suo spaventoso bilancio di vittime, sta rendendo &nbsp;più urgente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, sarà la politica chiamata a decidere, approfittando degli spazi che si sono aperti, in tempi che si spera brevi, e in grado di riempire un vuoto insidioso. La missione di <strong>Francia</strong> e <strong>Germania</strong> a Damasco fa capire la portata della sfida, perché solo la diplomazia può scongiurare derive autoritarie e restituire la <strong>Siria </strong>ai siriani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decapitazione parziale di <strong>Hamas </strong>e di <strong>Hezbollah</strong>, ha aperto nuovi scenari che richiedono una presa di coscienza da parte di <strong>Israele</strong>, sulla impraticabilità di prolungare all’infinito la situazione attuale, sulla necessità di risolvere una volta per tutte la questione palestinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tregua raggiunta a fatica e la restituzione dei prigionieri da ambo le parti sono indicative di una svolta che la comunità internazionale ha il dovere di facilitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 è l’anno per farlo, anche perché il tempo stringe e la politica, sempre più spesso, non riesce a trovare la migliore soluzione ai problemi che sorgono, perché indebolita dai tentativi di ridimensionare, se non addirittura minacciare, i valori della democrazia, come le derive autoritarie di più di un Paese dimostrano chiaramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sono messi in discussione, gli sforzi della diplomazia perdono di credibilità e la possibilità di riparare ai danni, che le guerre producono, svanisce nel nulla.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Angela Casilli&nbsp;</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/29/la-ricerca-della-pace-in-un-mondo-da-ricomporre/">La ricerca della pace in un mondo da ricomporre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>MO. Unicef: &#8220;A Gaza oltre 1.000 bimbi hanno subito perdita arto per bombardamenti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 20:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Gaza, secondo le notizie che ci arrivano, più di 1.000 bambini hanno subito la perdita di un arto a causa dei bombardamenti, cambiando profondamente la loro vita. Ogni bambino deve essere protetto. Così in un comunicato Unicef.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/01/23/mo-unicef-a-gaza-oltre-1-000-bimbi-hanno-subito-perdita-arto-per-bombardamenti/">MO. Unicef: &#8220;A Gaza oltre 1.000 bimbi hanno subito perdita arto per bombardamenti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">A Gaza, secondo le notizie che ci arrivano, più di 1.000 bambini hanno subito la perdita di un arto a causa dei bombardamenti, cambiando profondamente la loro vita. Ogni bambino deve essere protetto. Così in un comunicato Unicef.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/01/23/mo-unicef-a-gaza-oltre-1-000-bimbi-hanno-subito-perdita-arto-per-bombardamenti/">MO. Unicef: &#8220;A Gaza oltre 1.000 bimbi hanno subito perdita arto per bombardamenti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>MO. Gaza, USA bloccano risoluzione Onu per cessate il fuoco</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/12/08/mo-gaza-usa-bloccano-risoluzione-onu-per-cessate-il-fuoco/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 07:04:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Stati Uniti hanno bloccato l&#8217;approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu di una risoluzione che chiedeva &#8220;un cessate il fuoco umanitario immediato&#8221; nella Striscia di Gaza. Al Palazzo di vetro di New York in favore del testo si sono espressi 13 Stati membri su 15 dell&#8217;organismo. Washington ha bloccato la proposta, avanzata dagli [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti hanno bloccato l&#8217;approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu di una risoluzione che chiedeva &#8220;un cessate il fuoco umanitario immediato&#8221; nella Striscia di Gaza. Al Palazzo di vetro di New York in favore del testo si sono espressi 13 Stati membri su 15 dell&#8217;organismo. Washington ha bloccato la proposta, avanzata dagli Emirati Arabi Uniti, esercitando il proprio diritto di veto. La Gran Bretagna, un altro Paese membro permanente del Consiglio che può impedire l&#8217;approvazione delle risoluzioni, si è astenuta. In oltre due mesi di raid e incursioni dell&#8217;esercito di Israele, seguiti agli assalti dei commando di Hamas del 7 ottobre, a Gaza sono state uccise oltre 16mila persone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/08/mo-gaza-usa-bloccano-risoluzione-onu-per-cessate-il-fuoco/">MO. Gaza, USA bloccano risoluzione Onu per cessate il fuoco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Medio Oriente. Unicef: &#8220;Colera minaccia sopravvivenza bambini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 13:27:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;accelerazione dell&#8217;epidemia di colera in Siria e in Libano è allarmante e i rischi per la diffusione ulteriore della malattia in altri paesi della regione richiede azioni urgenti. È necessario supporto urgente per rispondere e contenere la diffusione della malattia. A causa dell&#8217;epidemia in fase acuta in Siria, dal suo inizio ci sono stati oltre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/25/medio-oriente-unicef-colera-minaccia-sopravvivenza-bambini/">Medio Oriente. Unicef: &#8220;Colera minaccia sopravvivenza bambini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;accelerazione dell&#8217;epidemia di colera in Siria e in Libano è allarmante e i rischi per la diffusione ulteriore della malattia in altri paesi della regione richiede azioni urgenti. È necessario supporto urgente per rispondere e contenere la diffusione della malattia. A causa dell&#8217;epidemia in fase acuta in Siria, dal suo inizio ci sono stati oltre 20.000 casi sospetti di diarrea acquosa acuta e 75 decessi associati al colera. In Libano i casi confermati di colera sono diventati 448 in solo due settimane, con 10 morti associate. Diversi paesi vicini solo già stati colpiti con un elevato numero di casi di diarrea acquosa acuta e potrebbero essere a rischio di colera&#8221;. Così Bertrand Bainvel, vicedirettore regionale dell&#8217;Unicef per il Medio Oriente il Nord Africa. &#8220;Le epidemie di colera e diarrea acquosa acuta si aggiungono alle lotte dei bambini in questi paesi- spiega Bainvel- I bambini malnutriti sono più vulnerabili a sviluppare una forma grave di colera, e l&#8217;epidemia di colera è l&#8217;ennesimo colpo inferto ai sistemi sanitari già sovraccarichi della regione. Il colera non conosce confini o linee di controllo e si diffonde con gli spostamenti della popolazione, compresi gli sfollamenti. Nei paesi più duramente colpiti, la diffusione della malattia è alimentata da deboli sistemi idrici e igienici, cattiva gestione dell&#8217;acqua, povertà incrementata, cambiamento climatico e conflitti &#8211; tutto ciò rende l&#8217;acqua sicura sempre più scarsa per le famiglie e i loro bambini e l&#8217;affidamento ad acqua non sicura li espone al rischio di contrarre la malattia trasmessa dall&#8217;acqua&#8221;. &#8220;Dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia, l&#8217;Unicef sta distribuendo aiuti e servizi sanitari, idrici e igienici alle aree colpite e sta aiutando le famiglie a migliorare le proprie pratiche igieniche. Contemporaneamente si stanno intensificando gli sforzi di preparazione e risposta nei Paesi vicini. Solo per Siria e Libano l&#8217;Unicef ha urgente bisogno di 40,5 milioni di dollari [3] per espandere la risposta di emergenza al colera. Questo include il sostegno nei settori della salute, dell&#8217;acqua, dell&#8217;igiene, della comunicazione del rischio e del coinvolgimento delle comunità nei prossimi tre mesi&#8221;, conclude Bainvel.</p>
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		<title>M.O.: scontri tra Israele e Gaza, morti e feriti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 17:53:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno stato di emergenza e&#8217; stato imposto nella citta&#8217; di Lod, nel centro geografico di Israele, dopo disordini e proteste che hanno coinvolto la comunita&#8217; araba locale mentre si intensificava lo scontro militare tra le forze armate di Tel Aviv e quelle palestinesi di Hamas. Secondo fonti rilanciate oggi dal quotidiano Haaretz, le vittime della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno stato di emergenza e&#8217; stato imposto nella citta&#8217; di Lod, nel centro geografico di Israele, dopo disordini e proteste che hanno coinvolto la comunita&#8217; araba locale mentre si intensificava lo scontro militare tra le forze armate di Tel Aviv e quelle palestinesi di Hamas. Secondo fonti rilanciate oggi dal quotidiano Haaretz, le vittime della nuova fiammata del conflitto sono almeno 40. Trentacinque i morti dal lato palestinese, in conseguenza di raid aerei compiuti nella Striscia di <span class="searchKey">Gaza</span>; cinque quelli israeliani, dovuti all&#8217;esplosione di razzi lanciati da postazioni di Hamas. A Lod i feriti in scontri e disordini sono stati almeno 12. Il sindaco della citta&#8217;, Taur Revivo, ha descritto la situazione come &#8220;una guerra civile&#8221;, aggiungendo che &#8220;e&#8217; scoppiata l&#8217;intifada&#8221; e che &#8220;bisogna mandare l&#8217;esercito&#8221;. A Lod, secondo fonti di stampa concordanti, un uomo di 52 anni e la sua figlia di 16 sono rimasti uccisi a seguito dell&#8217;esplosione di un razzo caduto nel cortile di casa. I disordini in citta&#8217; erano iniziati durante il funerale di uomo, arabo, che sarebbe stato ucciso la notte precedente da un assalitore ebreo. Fonti concordanti hanno riferito di sinagoghe e negozi dati alle fiamme.</p>
<p>Secondo il quotidiano Times of Israel, lo stato di emergenza e&#8217; stato imposto su ordine del primo ministro Benjamin Netanyahu e rappresenta il primo provvedimento del genere adottato a seguito di disordini che coinvolgono una comunita&#8217; araba nel Paese dal 1966. Verso Lod starebbero ora convergendo reparti militari gia&#8217; dispiegati in Cisgiordania, nei Territori palestinesi occupati. Nella notte razzi esplosi da Hamas hanno raggiunto anche l&#8217;area di Tel Aviv. Un raid israeliano ha colpito e sventrato un palazzo a piu&#8217; piani a Gaza che, secondo fonti militari, sarebbe stato utilizzato come base da dirigenti di Hamas.</p>
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		<title>Italia: vendute armi ad Africa e Medio Oriente per quasi 5 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/11/25/italia-vendute-armi-ad-africa-e-medio-oriente-per-quasi-5-miliardi-di-euro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 11:43:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 2010 e il 2014 l’Italia ha autorizzato esportazioni nell’Africa settentrionale e nel Medio Oriente per 4,8 miliardi di euro di armi. Dopo l’Europa, quest’area geografica è il nostro principale mercato di sbocco per la vendita di armamenti.Questi dati sono il frutto di un’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della CGIA su dati presenti nelle relazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il 2010 e il 2014 l’Italia ha autorizzato esportazioni <strong>nell’Africa settentrionale e nel Medio Oriente</strong> per <strong>4,8 miliardi di euro di armi.</strong> Dopo l’Europa, <strong>quest’area geografica è il nostro principale mercato di sbocco per la vendita di armamenti.</strong>Questi dati sono il frutto di un’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della <strong>CGIA</strong> su dati presenti nelle relazioni annuali al Parlamento redatte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle esportazioni di armamenti, così come previsto dalla legge n° 185/1990.</p>
<p><a title="" href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2015/11/113113230_0.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-26165" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2015/11/113113230_0-300x200.jpg" alt="esportazioni_armi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Nei 5 anni presi in esame dalla CGIA, le industrie italiane produttrici di armi sono state destinatarie di autorizzazioni definitive alle esportazioni per 17,47 miliardi di euro: di questi, 8,58 miliardi sono stati realizzati in Europa (pari al 49,2 per cento del totale), 4,85 miliardi in Africa settentrionale e nel vicino Medio Oriente (27,8 per cento del totale), 1,68 miliardi in Asia (9,6 per cento del totale), 1,22 miliardi in America settentrionale (7 per cento del totale), 670 milioni nell’America centro-meridionale (3,8 per cento del totale), 267,4 milioni in Oceania (1,5 per cento del totale) e 188,6 miliardi in Africa centro meridionale (1,1 per cento del totale) (vedi Tab. 1). <strong>Dall’analisi delle esportazioni in Nord Africa e Medio Oriente, il nostro principale partner commerciale è l’Algeria</strong>: tra il 2010 e il 2014 abbiamo “ceduto” armi per 1,37 miliardi di euro. <strong>Seguono l’Arabia Saudita</strong> per un importo di 1,30 miliardi di euro e gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> per un valore di 1,06 miliardi di euro. Le vendite in questi 3 Paesi costituiscono il 77,2 per cento del totale delle esportazioni autorizzate in quest’area (vedi Tab. 2)</p>
<p>La CGIA ricorda che la legge n. 185 del 9 luglio 1990 prevede che il Governo invii ogni anno al Parlamento una relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. Dalle relazioni relative agli anni 2010-2014 sono stati ricavati i dati sul valore delle esportazioni definitive di armi autorizzate nei singoli anni per l’industria italiana. Sono comprese armi di vario tipo distinte in più categorie (ad esempio armi o sistemi d’aria, munizioni, bombe, siluri, missili, apparecchiature per la direzione del tiro, veicoli terrestri, agenti tossici ecc., esplosivi e combustibili militari, navi da guerra, aeromobili, apparecchiature elettroniche, corazzature o equipaggiamenti di protezione e costruzioni, software ecc.). In riferimento all’ultimo anno in cui si dispongono i dati (2014), le prime 10 aziende italiane hanno “conseguito” l’83,8 per cento del valore complessivo delle autorizzazioni. Esse sono: <strong>AgustaWestland Spa; Alenia Aermacchi Spa; Selex Es Spa; Ge Avio Srl; Elettronica Spa; Oto Melara Spa; Piaggio Aero Industries Spa; Fabbrica d’Armi Beretta Spa; Whitehead Sistemi Subacquei Spa e Iveco Spa</strong> (vedi Tab. 3). Come abbiamo avuto modo di leggere nella Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento del 2014, i settori più rappresentativi dell’attività di esportazione sono stati<strong> l’aeronautica, l’elicotteristica, l’elettronica per la difesa e i sistemi d’arma</strong> (missili, artiglierie). La maggior parte delle prime 10 aziende sopra elencate sono possedute o in varia misura partecipate dal <strong>Gruppo Finmeccanica</strong>. (Dire)</p>
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		<title>Putin incontrerà il Papa, Renzi e Mattarella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 13:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
		<category><![CDATA[putin]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione che si sta vivendo in Ucraina e della questione dei Cristiani in Medio Oriente. Questi saranno i temi di discussione più caldi che verranno trattati nell’incontro tra papa Francesco ed il Presidente russo Vladimir Putin, in programma il prossimo 10 giugno in Vaticano. A rendere noti quelli che saranno gli argomenti della conversazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/putin-incontrera-il-papa-renzi-e-mattarella/">Putin incontrerà il Papa, Renzi e Mattarella</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione che si sta vivendo in Ucraina e della questione dei Cristiani in Medio Oriente. Questi saranno i temi di discussione più caldi che verranno trattati nell’incontro tra papa Francesco ed il Presidente russo Vladimir Putin, in programma il prossimo 10 giugno in Vaticano. A rendere noti quelli che saranno gli argomenti della conversazione tra i due importanti Capi di Stato, è stato il Consigliere Diplomatico del Cremlino Iuri Ushakov, il cui messaggio è stato ripreso e diffuso  dalle agenzie Tass e Interfax. Putin e Bergoglio discuteranno anche di “possibili ulteriori contatti”, tra i quali, forse, anche l’organizzazione di una possibile visita in Russia del Santo Padre, che però dovrà ovviamente ricevere il bene placito non solo dalla Federazione, ma anche della Chiesa ortodossa russa.</p>
<p>Prima di confrontarsi con il Papa, Putin avrà modo di incontrare anche il Primo Ministro Matteo Renzi, in occasione della Giornata Nazionale Russa ad Expo 2015. &#8220;A Milano” ha reso noto sempre  Ushakov.  “Il nostro presidente e il primo ministro italiano Matteo Renzi parteciperanno assieme alla Giornata nazionale della Russia a Expo 2015. E&#8217; anche atteso un intervento del nostro capo di Stato alla cerimonia di inaugurazione della Giornata nazionale&#8221;. Ushakov ha quindi fatto sapere che il leader del Cremlino e Renzi &#8220;visiteranno il padiglione russo e quello italiano&#8221; e che dopo &#8220;si terranno i colloqui&#8221; tra i due leader, in quello che è il secondo incontro tra i due leader nel 2015.</p>
<p>Successivamente, il discusso leader russo si sposterà anche a Roma, per il primo confronto con il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/putin-incontrera-il-papa-renzi-e-mattarella/">Putin incontrerà il Papa, Renzi e Mattarella</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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