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	<title>ospedali Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Giappone. Covid, gli esperti temono arrivo decima ondata</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/02/12/giappone-covid-gli-esperti-temono-arrivo-decima-ondata/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 20:19:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stando all&#8217;ultimo bollettino fornito dal ministero della Salute giapponese, il numero di pazienti affetti da coronavirus ricoverati negli ospedali del paese ha registrato un aumento per l&#8217;undicesima settimana&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/12/giappone-covid-gli-esperti-temono-arrivo-decima-ondata/">Giappone. Covid, gli esperti temono arrivo decima ondata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Stando all&#8217;ultimo bollettino fornito dal ministero della Salute giapponese, il numero di pazienti affetti da coronavirus ricoverati negli ospedali del paese ha registrato un aumento per l&#8217;undicesima settimana consecutiva, raggiungendo una media tra le circa 5mila istituzioni mediche monitorate dal ministero di 16,15 casi, ed un numero totale di pazienti confermati in aumento dell&#8217;8% rispetto alla settimana precedente a 79.605. &#8220;I nuovi casi sono chiaramente in aumento poiché ci troviamo già nel pieno della decima ondata di infezioni. Invitiamo le strutture pubbliche a monitorare la situazione con attenzione, anche per la possibile concomitanza dell&#8217;epidemia di influenza stagionale&#8221;, ha dichiarato Hiroshi Mukae, direttore generale della Japanese Respiratory Society e professore all&#8217;Università di Nagasaki.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/12/giappone-covid-gli-esperti-temono-arrivo-decima-ondata/">Giappone. Covid, gli esperti temono arrivo decima ondata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Covid. Gimbe: &#8220;Con questo tasso crescita casi rischiamo intasamento ospedali&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/01/03/covid-gimbe-con-questo-tasso-crescita-casi-rischiamo-intasamento-ospedali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 09:44:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La situazione dei numeri non ci incoraggia particolarmente, ma ci sono anche buone notizie. Abbiamo una quantità enorme di casi, mai vista, tanto che molti hanno definito la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/03/covid-gimbe-con-questo-tasso-crescita-casi-rischiamo-intasamento-ospedali/">Covid. Gimbe: &#8220;Con questo tasso crescita casi rischiamo intasamento ospedali&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La situazione dei numeri non ci incoraggia particolarmente, ma ci sono anche buone notizie. Abbiamo una quantità enorme di casi, mai vista, tanto che molti hanno definito la omicron come il virus più contagioso della storia e i numeri che stiamo vedendo la dicono chiaro in questo senso. Abbiamo in media mobile circa 100mila casi al giorno&#8221;. Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ospite della trasmissione &#8216;L&#8217;Italia s&#8217;è desta&#8217;, contenitore di Radio Cusano Campus. Cartabellotta ha poi aggiunto: &#8220;La buona notizia è che al crescere dei nuovi casi non corrisponde un parallelo incremento dei ricoveri. Ovviamente crescono anche questi numeri, ma le percentuali rispetto al totale dei positivi si riducono progressivamente. Ogni 100mila persone positive, 1100 vengono ricoverate in area medica e 120 in terapia intensiva&#8221;. Il presidente della Fondazione Gimbe ha poi sottolineato che &#8220;sicuramente è dovuto all&#8217;aumento delle dosi booster e ci auguriamo anche alla minore virulenza della variante omicron. C&#8217;è una congestione degli ospedali meno veloce, però comunque l&#8217;impatto c&#8217;è e con questo tasso di crescita rischiamo di arrivare a 2 milioni di positivi e se anche il tasso dei ricoveri fosse l&#8217;1% avremmo 20mila persone in ospedale. Bisogna dunque provare ad abbassare la circolazione del virus. Il 6,8% di positività dei tamponi antigenici dimostra che c&#8217;è una grandissima circolazione virale&#8221;. Secondo Cartabellotta, però, &#8220;tutte le misure messe in campo finora dal governo sono una sommatoria di pannicelli caldi che non riescono a rallentare la circolazione. Adesso vediamo cosa verrà fuori dal prossimo consiglio dei ministri. Bisogna limitare i contatti sociali, magari incrementando lo smart working. Mi preoccupa che si prenda tempo prima di assumere decisioni, perché i numeri sono già evidenti&#8221;. Interpellato sulla scuola, Cartabellotta ha infine dichiarato che &#8220;la scuola rappresenta un bacino di contagi. È chiaro che non avendo lavorato sugli aspetti strutturali, possiamo modificare quanto vogliamo le modalità di screening e quarantena, ma con questa circolazione virale così alta bisogna fare delle valutazioni. Se decidiamo di tenere aperte le scuole bisognerà chiudere qualcos&#8217;altro perché non abbiamo tanti margini per far circolare il virus&#8221;, ha concluso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: NurPhoto.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/03/covid-gimbe-con-questo-tasso-crescita-casi-rischiamo-intasamento-ospedali/">Covid. Gimbe: &#8220;Con questo tasso crescita casi rischiamo intasamento ospedali&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>MO: il blocco su Gaza colpisce gli ospedali, a rischio vite</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/01/21/mo-il-blocco-su-gaza-colpisce-gli-ospedali-a-rischio-vite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 19:15:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il blocco alla fornitura di carburante da parte di Israele nella Striscia di Gaza sta mettendo a rischio la salute di centinaia di pazienti, ricoverati nei 13 ospedali&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/21/mo-il-blocco-su-gaza-colpisce-gli-ospedali-a-rischio-vite/">MO: il blocco su Gaza colpisce gli ospedali, a rischio vite</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il blocco alla fornitura di carburante da parte di Israele nella Striscia di Gaza sta mettendo a rischio la salute di centinaia di pazienti, ricoverati nei 13 ospedali pubblici della Striscia e negli oltre 50 centri medici. A dare l&#8217;allarme e&#8217; l&#8217;Organizzazione mondiale della sanita&#8217; (Oms), che in una nota avverte: &#8220;Saranno direttamente interessati centinaia di pazienti&#8221;, soprattutto coloro &#8220;il cui trattamento richiede una fornitura elettrica ininterrotta&#8221;. Rappresentanti del ministero della Sanita&#8217; di Gaza nei giorni scorsi in conferenza stampa hanno confermato che cinque dei principali ospedali della Striscia sono stati costretti a chiudere, a causa della carenza di carburante per alimentare i generatori. Solo il Beit Hanoun Hospital, a nord, fornisce servizi a 340mila persone. Il blocco alle importazioni di prodotti di base prosegue dalla guerra del 2006 e in questi giorni si sta facendo sentire maggiormente. &#8220;L&#8217;acuta carenza di carburante sta rapidamente esaurendo le ultime capacita&#8217; di risposta del sistema sanitario a Gaza, che gia&#8217; lotta con la cronica carenza di farmaci, forniture mediche ed elettricita&#8217;&#8221; ha detto Gerald Rockenschaub, capo dell&#8217;ufficio dell&#8217;Oms per la Cisgiordania e Gaza, nella nota diffusa quest&#8217;oggi. &#8220;Senza una soluzione rapida&#8221; a tale carenza di carburante, ha proseguito Rockenschaub, &#8220;la salute dei pazienti piu&#8217; vulnerabili sara&#8217; messa a rischio&#8221;. A seguito delle nostre visite a Gaza per valutare la situazione, chiediamo a tutte le parti di depoliticizzare la questione della salute e assicurare collettivamente che i servizi sanitari siano garantiti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/21/mo-il-blocco-su-gaza-colpisce-gli-ospedali-a-rischio-vite/">MO: il blocco su Gaza colpisce gli ospedali, a rischio vite</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, 267 morti. Nuove scosse</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/08/26/95976/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 07:39:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il bilancio delle vittime del terremoto nel Centro Italia sale a 267 morti, 207 dei quali ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. I feriti sono 387. La terra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/26/95976/">Terremoto, 267 morti. Nuove scosse</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il bilancio delle vittime del terremoto</strong> nel Centro Italia sale a <strong>267 morti</strong>, 207 dei quali ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. I feriti sono 387.</p>
<p><strong>La terra continua a tremare</strong>. Una forte scossa di magnitudo 4.8 è stata avvertita ad Amatrice (Rieti) alle 6:28 di questa mattina, provocando <strong>nuovi crolli nel paese</strong>. Indenni  vigili del fuoco che scavano ancora in due punti di corso Roma alla ricerca di dispersi, all&#8217;Hotel Roma e in una casa privata.</p>
<p>Il consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza e lo stanziamento dei primi 50 milioni di euro per l&#8217;emergenza. Lo annuncia il premier Matteo Renzi al termine del consiglio dei ministri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/26/95976/">Terremoto, 267 morti. Nuove scosse</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siria, il Consiglio di sicurezza agisca per porre fine agli attacchi contro gli ospedali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/05/04/siria-il-consiglio-di-sicurezza-agisca-per-porre-fine-agli-attacchi-contro-gli-ospedali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2016 10:25:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amnesty International ha chiesto al Consiglio di sicurezza di imporre sanzioni mirate nei confronti di tutti coloro che colpiscono ospedali e compiono altri crimini di guerra e contro l&#8217;umanità&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/04/siria-il-consiglio-di-sicurezza-agisca-per-porre-fine-agli-attacchi-contro-gli-ospedali/">Siria, il Consiglio di sicurezza agisca per porre fine agli attacchi contro gli ospedali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Amnesty International ha chiesto al <strong class="userFormat1">Consiglio di sicurezza di imporre sanzioni mirate </strong>nei confronti di tutti coloro che <strong class="userFormat1">colpiscono ospedali e compiono altri crimini di guerra e contro l&#8217;umanità</strong> in Siria. Queste azioni violano la <strong class="userFormat1">risoluzione 2254</strong> che chiede la fine degli attacchi contro la popolazione civile e gli obiettivi civili, comprese le strutture sanitarie.</p>
<p>L&#8217;organizzazione ha raccolto <strong class="userFormat1">terrificanti testimonianze</strong> sulla morte di centinaia di civili, bambini compresi, a seguito dell&#8217;intensificarsi dei bombardamenti aerei da parte delle forze governative siriane, a partire dal 21 aprile.</p>
<p>Medici e attivisti di Aleppo hanno confermato che l&#8217;<strong class="userFormat1">ospedale al-Quds</strong>, sostenuto da Medici senza frontiere e <strong class="userFormat1">attaccato il 27 aprile, era una struttura ampiamente conosciuta</strong> e chiaramente <strong class="userFormat1">identificabile</strong> e si trovava a oltre un chilometro di distanza dalla più vicina installazione militare. L&#8217;attacco ha causato <strong class="userFormat1">27 morti</strong> tra medici, altro personale sanitario e pazienti.</p>
<p>Il <strong class="userFormat1">29 aprile un missile ha colpito un ospedale da campo ad al-Maeji</strong>, un quartiere di Aleppo controllato dall&#8217;opposizione. Il centro era chiuso e<strong class="userFormat1"> nessuno è rimasto ferito</strong>.</p>
<p>Il <strong class="userFormat1">3 maggio è stata la volta dell&#8217;ospedale al-Dabeet</strong>, situato nella zona di al-Mohafaza controllata dalle forze governative. Un missile è esploso all&#8217;esterno della struttura distruggendo il pronto soccorso, <strong class="userFormat1">uccidendo quattro donne e ferendo numerose altre persone</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo attacco è stato attribuito da fonti locali all&#8217;opposizione armata. In precedenza, Amnesty International aveva documentato come le forze russe e siriane avessero portato avanti una strategia bellica basata su attacchi <strong class="userFormat1"><a href="http://www.amnesty.it/Siria-bombardamenti-degli-ospedali-da-parte-delle-forze-siriane-e-russe-sono-una-strategia-di-guerra">sistematici contro gli ospedali</a> nelle aree di Aleppo e dintorni </strong>controllate dall&#8217;opposizione.</p>
<p>Secondo<strong class="userFormat1"> l&#8217;ufficio di medicina legale</strong> che si trova nella parte di Aleppo controllata dall&#8217;opposizione, <strong class="userFormat1">tra il 21 e il 30 aprile negli attacchi aerei sono stati uccisi 193 civili</strong>, tra cui 40 bambini mentre i feriti sono stati almeno 398.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/04/siria-il-consiglio-di-sicurezza-agisca-per-porre-fine-agli-attacchi-contro-gli-ospedali/">Siria, il Consiglio di sicurezza agisca per porre fine agli attacchi contro gli ospedali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Amnesty International: in Yemen bloccate le forniture agli ospedali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/02/10/89973/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2016 09:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amnesty International ha denunciato che da tre mesi il gruppo armato houti e i suoi alleati stanno bloccando l&#8217;ingresso di forniture mediche vitali e di cibo nella città&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/10/89973/">Amnesty International: in Yemen bloccate le forniture agli ospedali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="BLOBWidth100">
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Amnesty International ha denunciato che <strong class="userFormat1">da tre mesi il gruppo armato </strong><em class="userFormat2"><strong class="userFormat1">houti</strong></em><strong class="userFormat1"> e i suoi alleati stanno bloccando l&#8217;ingresso di forniture mediche vitali e di cibo nella città di Ta&#8217;iz</strong>, mettendo in questo modo in pericolo la vita di migliaia di civili, in flagrante violazione del diritto internazionale umanitario.</p>
<p>Le testimonianze di 22 abitanti e impiegati degli ospedali della terza città dello Yemen, raccolte dall&#8217;organizzazione per i diritti umani, descrivono un allarmante quadro di sofferenza e lotta per la sopravvivenza. <strong class="userFormat1">La maggior parte degli ospedali è chiusa</strong> e i pochi rimasti aperti sono sull&#8217;orlo del collasso a causa della mancanza di forniture. Un neonato è morto dopo poche ore di vita a causa della mancanza di scorte di ossigeno.</p>
<p><em class="userFormat2">&#8220;Le forze houti sembrano volutamente impedire l&#8217;ingresso di forniture a scopo civile, come quelle mediche e alimentari, esasperando la crisi umanitaria in atto con conseguenze devastanti per gli abitanti di Ta&#8217;iz&#8221;</em> &#8211; ha dichiarato James Lynch, vicedirettore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.</p>
<p><em class="userFormat2">&#8220;<strong class="userFormat1">Bloccare gli aiuti umanitari è una grave violazione del diritto internazionale umanitario.</strong> Gli abitanti di Ta&#8217;iz sono di fatto intrappolati in un&#8217;enclave. Privarli di beni di prima necessità equivale a una punizione collettiva nei confronti della popolazione civile&#8221;</em> &#8211; ha aggiunto Lynch.</p>
<p>Tutte le entrate e le uscite dalla città sono controllate dagli <em class="userFormat2">houti </em>e dai loro alleati. Le restrizioni sono aumentate con gli sviluppi del conflitto. Solo l&#8217;ingresso di al-Duhi, sul lato occidentale di Ta&#8217;iz, è aperto a intermittenza.</p>
<p>Gli abitanti di Ta&#8217;iz hanno riferito ad Amnesty International che gli <em class="userFormat2">houti </em>e i loro alleati bloccano, e in alcuni casi sequestrano, frutta, verdura, carne, vestiti, bombole del gas per cucinare e bombole di ossigeno per gli ospedali. <strong class="userFormat1">Il diritto internazionale umanitario contiene l&#8217;assoluto divieto di bloccare le forniture mediche.</strong> Tutte le parti in conflitto devono consentire l&#8217;ingresso senza ostacoli di soccorsi umanitari imparziali per la popolazione civile.</p>
<p>Amnesty International ha parlato con cinque medici di Ta&#8217;iz alla disperata ricerca di anestetici, ossigeno e strumenti chirurgici per curare i feriti negli scontri tra gli <em class="userFormat2">houti</em> e i gruppi <em class="userFormat2">anti-houti</em>all&#8217;interno della città.</p>
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<p><strong class="userFormat1">In città restano in funzione solo quattro ospedali</strong>, che aprono e chiudono sulla base della disponibilità di forniture mediche, che nella maggior parte dei casi arrivano tramite una rotta di contrabbando che passa superando un valico montano di 3000 metri.</p>
<p>A dicembre, Mohammad Shihabi ha cercato disperatamente ossigeno per salvare la vita di suo figlio in cinque diversi ospedali, ma invano:</p>
<p><em class="userFormat2">&#8220;È morto 14 ore dopo la nascita. I medici ci avevano subito detto che aveva bisogno di terapia intensiva e di ossigeno perché non c&#8217;era sufficiente fluido in circolazione. Abbiamo chiesto a tutti gli ospedali aperti ma non c&#8217;è stato niente da fare. Ho cercato di uscire da Ta&#8217;iz, ma non c&#8217;è stato modo&#8221;.  </em></p>
<p>I medici hanno riferito ad Amnesty International che negli ultimi mesi <strong class="userFormat1">la mancanza di ossigeno ha provocato la morte di almeno 18 persone</strong>, tra cui cinque bambini.</p>
<p>Il direttore dell&#8217;ospedale al-Rawdha ha denunciato che non è più possibile accettare pazienti che necessitano di terapie intensive o interventi chirurgici (a dicembre, dai 15 ai 20 ricoveri al giorno), a causa della mancanza di ossigeno. Mancano anche le incubatrici. Un altro ospedale, al-Thawra, sta terminando le scorte di ossigeno.</p>
<p>Secondo la Commissione medica di Ta&#8217;iz, un organismo locale istituito per cercare di affrontare l&#8217;emergenza sanitaria e distribuire le scorte rimanenti, <strong class="userFormat1">prima dello scoppio del conflitto gli ospedali della città avevano bisogno di 200-250 bombole di ossigeno al giorno</strong>. <strong class="userFormat1">Attualmente,</strong> i quattro ospedali ancora in parte funzionanti devono dividersi <strong class="userFormat1">20, al massimo 30, bombole di ossigeno al giorno</strong>, che arrivano a dorso d&#8217;asino attraverso la rotta dei contrabbandieri. Il prezzo è salito da 20 a 70 dollari.</p>
<p><em class="userFormat2">&#8220;Tutte le parti in conflitto devono garantire l&#8217;ingresso delle forniture mediche a Ta&#8217;iz. Ostacolarlo volontariamente ha già avuto conseguenze drammatiche per i civili bisognosi di cure e interventi urgenti&#8221;</em> &#8211; ha sottolineato Lynch.</p>
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<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"> Samar Ameen, un&#8217;attivista del quartiere occidentale di Khadeer, ha riferito ad Amnesty International che a gennaio gli <em class="userFormat2">houti</em> hanno sequestrato una fornitura di 34 bombole di ossigeno destinata all&#8217;ospedale al-Thawra:</div>
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<p><em class="userFormat2"><strong class="userFormat1">&#8220;Hanno trattenuto l&#8217;autista per tre giorni. Mi ha raccontato che lo hanno umiliato e lo hanno costretto con la forza a confessare che stava portando l&#8217;ossigeno ai gruppi di opposizione&#8221;</strong></em><strong class="userFormat1">.</strong></p>
<p>Nonostante i ripetuti tentativi di Samar Ameen di recuperare la fornitura, avendo più volte chiarito che era destinata all&#8217;ospedale al-Thawra, gli <em class="userFormat2">houti</em> non l&#8217;hanno restituita.</p>
<p>Circa l&#8217;80 per cento degli esercizi commerciali di Ta&#8217;iz è chiuso. Il prezzo delle merci di contrabbando è salito alle stelle. <strong class="userFormat1">I beni di prima necessità ora costano quattro o cinque volte di più</strong>. Molti abitanti lottano disperatamente per rimediare cibo per sé stessi e per le loro famiglie.</p>
<p><strong class="userFormat1">Persino il prezzo del pane è raddoppiato</strong>. Abdullah Ali, padre di sei bambini, abitante nel quartiere di al-Sameel, uno dei più poveri di Ta&#8217;iz, ha detto ad Amnesty International:</p>
<p><em class="userFormat2">&#8220;Sono disoccupato e non ci sono opportunità di lavoro&#8230; Ogni pasto è una lotta&#8230; Abbiamo bisogno almeno di un filone di pane per fare un pasto&#8221;.</em></p>
<p>Alla fine di gennaio il Programma alimentare mondiale, Medici senza frontiere e la coalizione militare a guida saudita hanno avuto l&#8217;autorizzazione a far entrare piccole forniture di aiuti ma queste sono risultate del tutto insufficienti.</p>
<p><em class="userFormat2">&#8220;Tutte le parti in conflitto hanno l&#8217;obbligo di assicurare che la popolazione civile nelle aree sotto il loro controllo abbia accesso agli aiuti umanitari. Bloccando le forniture, gli houti stanno profondamente aggravando il ciclo di sofferenza della popolazione civile di Ta&#8217;iz e violando in modo flagrante il diritto internazionale&#8221;</em> -ha concluso Lynch.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/10/89973/">Amnesty International: in Yemen bloccate le forniture agli ospedali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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