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	<title>partiti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Partiti. Mistipe, nato il primo partito fondato da Rom e Sinti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 18:26:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si chiama Mistipe&#8217; che nella lingua romani&#8217; significa amore, bene e rispetto reciproco&#8221;. Lo presenta cosi&#8217; Giulia Di Rocco, presidentessa della formazione politica, il primo partito nazionale che rappresenta rom e sinti fondato il 4 dicembre 2020. L&#8217;organigramma vede come vice presidente Virginia Morello, come segretario lo studente Anthony Guarnieri, come tesoriere Concetta Sarachella, stilista e presidente dell&#8217;associazione Rom in Progress. &#8220;Quello che vorremmo ottenere col partito e&#8217; proprio il rispetto della nostra etnia- aggiunge- ma contemporaneamente rispettare anche la societa&#8217;. Il partito e&#8217; nato dall&#8217;Unione dei rom molisani e abruzzesi, tutti cittadini italiani, ma la sede e&#8217; qui in <span class="searchKey">Abruzzo</span> a Lanciano perche&#8217; qui la presenza della comunita&#8217; risale al 1300. Siamo tre donne e non e&#8217; un caso. La donna rom e&#8217; doppiamente discriminata, come rom e come donna, all&#8217;interno della sua stessa comunita&#8217; ha un ruolo di subalternita&#8217; all&#8217;uomo&#8221;. È mancato un movimento femminista &#8220;non c&#8217;e&#8217; mai stata una donna rom preparata che sensibilizzasse le altre donne mostrando loro un&#8217;alternativa al matrimonio, che si puo&#8217; essere madre e mogli, ma ugualmente impegnate nel sociale e nel lavoro. Abbiamo voluto ribaltare questa concezione mettendo al comando tre donne rom&#8221;. Sono tutte &#8220;impegnate da 15-20 anni per combattere la discriminazione verso la nostra comunita&#8217; che non e&#8217; piu&#8217; un fattore sociale ne&#8217; un fattore solo culturale&#8221; la mancata integrazione &#8220;e&#8217; una responsabilita&#8217; puramente politica&#8221;. Per questo hanno deciso di candidarsi, nonostante negli anni i candidati rom non siano mai andati oltre il consiglio comunale. Il problema e&#8217; che &#8220;abbiamo bisogno di una rappresentanza valida&#8221; per colmare &#8220;la lacuna della politica che si propone di risolvere la questione rom senza interpellare i rom&#8221;. Pero&#8217; &#8220;si ricordano di noi solo sotto elezioni&#8221;, la sinistra &#8220;promette case, lavoro e servizi&#8221;, la destra &#8220;ci usa come capro espiatorio, siamo lo 0.026%, 180 mila italiani e 26 mila di nuova integrazione, ma quale minaccia potremmo mai essere. È sempre colpa del rom che non vuole integrarsi, non vuole lavorare, ma vuole delinquere senza fare alcuna distinzione. Io cittadina italiana sono considerata come straniera a casa mia&#8221;. L&#8217;integrazione permetterebbe di &#8220;superare il modello del campo&#8221; con tutti i problemi che ne conseguono, primo quello &#8220;della delinquenza. Se una persona ha un lavoro e puo&#8217; mantenere la propria famiglia dignitosamente sarebbe un pazzo ad andare a rubare giocandosi cosi&#8217; il benessere familiare&#8221;.</p>
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		<title>Nunzia De Girolamo (Fi):  “Berlusconi? L’unico leader possibile per il centrodestra&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/10/13/nunzia-de-girolamo-fi-berlusconi-lunico-leader-possibile-per-il-centrodestra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 07:21:58 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/13/nunzia-de-girolamo-fi-berlusconi-lunico-leader-possibile-per-il-centrodestra/">Nunzia De Girolamo (Fi):  “Berlusconi? L’unico leader possibile per il centrodestra&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Berlusconi? L’unico leader possibile per il centrodestra. Salvini? un ottimo colonnello ma non è un generale. Il governo? Disastroso. Ncd? Uno strapuntino di Renzi. Cosa fare per il Sud? Tre anni senza tasse a chi investe. Queste e altre le dichiarazioni di Nunzia De Girolamo a Tribunapoliticaweb.it e/retewebitalia.net</em></p>
<p>Certo non è stato facile “tenerla a bada” per Ncd, il partito di Angelino Alfano. In realtà non ci sono riusciti affatto. Ma non perché reclamasse poltrone. A quelle, è abituata a rinunciare, se occorre, per difendere le sue idee. Da mesi andava dicendo che il partito si stava appiattendo su Renzi. E così, senza grandi clamori ma con una polemica politica ferma, ha fatto le valigie ed è tornata in Forza Italia, là dove è nata politicamente. Ripartendo dall’ultima fila. Laureata in giurisprudenza, avvocato, rinuncia all’attività forense per entrare in politica nel 2007. Sposata, una figlia di tre anni, Gea. “La politica è una grande passione – dice – a volte sacrifico, con dolore, il tempo per la mia bambina, perché vorrei consegnarle un mondo migliore di quello che ho trovato io”.</p>
<p><em>Nata con Forza Italia, poi Ncd. Ora il ritorno, che si è consolidato nelle ultime settimane con la riunione dei 120 amministratori campani che l’hanno seguita. Quali le ragioni del suo ritorno in Forza Italia?</em></p>
<p>Innanzitutto una grandissima voglia di ricostruire il centrodestra. Vorrei dare il mio contributo in un’operazione che all’interno di Ncd non era più all’ordine del giorno. Ncd era stato fondato, ed io sono stata cofondatore, con l’obiettivo di contribuire all’ammodernamento del centrodestra in modo tale da renderlo più europeo, più riformista. Invece è diventato uno strapuntino del governo che è guidato da una forza per noi alternativa, come il Partito Democratico. Diciamo che ci sono anche motivazioni di carattere personale, come quella di voler restituire a Silvio Berlusconi una piccola parte di quella fiducia che lui ci ha sempre dato e mi ha sempre dato. Ecco perché, controcorrente rispetto ad altri, ho lasciato la comoda maggioranza per andare in una scomoda opposizione.</p>
<p><em>Alfano nel giugno scorso ha detto: “De Girolamo cerca pretesti per andare via”…</em></p>
<p>Bah, direi che è la reazione di chi ha una malattia e se la prende con il medico, invece di prendere una medicina. Nell’ultimo anno ho fatto quello che ritenevo di dover fare, e l’ho fatto alla luce del sole, dicendo ciò che pensavo con estrema chiarezza. Ho avvertito il mio partito di allora, e cioè Ncd, che era in un tunnel senza uscita e che l’inesistenza di un progetto che avesse un obiettivo chiaro ci avrebbe portato in un burrone. Angelino Alfano pur di non vedere i problemi che esistevano nel partito, ha preferito dare responsabilità ai singoli. Non trovo sia una tattica vincente.</p>
<p><em>Forza Italia attraversa un momento difficile. E’ stato a lungo il traino e la sintesi del centrodestra. Come pensa possa essere rilanciato? Da dove cominciare perché ritorni a essere il catalizzatore unificante che Berlusconi vuole?</em></p>
<p>Forse dovremmo tornare all’antico, adeguandoci ai tempi della modernità. I valori della famosa rivoluzione liberale di Berlusconi sono oggi ancora l’unica via di uscita per il nostro Paese. Lo credo fortemente. Non ci sono slide del Premier Renzi che mi possano far cambiare idea. Forza Italia deve tornare ai suoi valori, alle piazze, alle strade, ai luoghi d’incontro, alle assemblee di lavoratori, artigiani professionisti. La crisi del partito credo sia soprattutto determinata dall’allontanamento della gente. Se saremo capaci di costruire una rete nei territori, avremo un’ottima possibilità di rilanciare Forza Italia. Rispetto ai nostri validissimi alleati, penso abbia una marcia in più. E’ presente sul territorio, nel cuore della gente, nella mente. Un partito trasversale diffuso dalle Alpi alla Sicilia. Siamo un Paese di moderati: abbiamo grande spazio.</p>
<p><em>E poi c’è Silvio Berlusconi. L’ha incontrato più volte ultimamente. Le sembra determinato a riunire il centrodestra?</em></p>
<p>Assolutamente sì. Berlusconi è l’unico in grado di esercitare una funzione di sintesi della coalizione. E lo ha già dimostrato. Poi sarà lui stesso a decidere cosa fare. Penso che Berlusconi abbia ancora la forza e l’energia per stare in campo e noi dobbiamo essere accanto a lui.</p>
<p><em>A proposito di leadership, si è affacciato Salvini. Ha ottenuto grandi risultati per la Lega Nord. Lei accetterebbe un centrodestra guidato da Salvini?</em></p>
<p>Le leadership non si costruiscono a tavolino e non si sorteggiano neppure. Le costruiscono comunque e sempre i cittadini. Matteo Salvini è stato bravissimo a far resuscitare, di fatto, la Lega Nord. Ma un leader non può pensare solo al suo marchio di fabbrica. Deve riuscire a fare sintesi, come ha fatto, e per tanti anni, Berlusconi. Un colonnello può essere bravissimo nel guidare un battaglione ma l’esercito poi lo comanda un generale che conosce i soldati e sa come schierarli. Penso che Matteo, attualmente, sia un eccellente colonnello e diriga il suo battaglione perfettamente. Comunque, prima di pensare al generale bisogna pensare all’esercito. Ritengo sia indispensabile la figura di Silvio Berlusconi, per quanto ha fatto e per quello che ancora vuole fare.</p>
<p><em>Però Salvini per crescere ha anche caratterizzato il suo intervento in modo estremo. Un po’ scomodo, per un centrodestra moderato?</em></p>
<div></div>
<p>Siamo stati sempre alleati di Matteo Salvini, sia nelle grandi regioni sia nel governo. Penso che tutto debba girare intorno a Forza Italia, che deve tornare centrale come in passato. In questo caso anche gli estremismi svaniranno.</p>
<p><em>In questi giorni si è tornato a parlare di Nazareno3 in occasione delle votazioni al Senato sulle riforme. Come vede il percorso delle riforme?</em></p>
<p>Forza Italia è un opposizione di governo, nel senso che non voterà mai no a un provvedimento che sia utile per i cittadini. Non esiste nessun Nazareno3. C’è un’opposizione responsabile che vuole governare il Paese come ha fatto negli anni, con risultati di gran lunga migliori di Matteo Renzi. Basta chiedere a un cittadino per strada, in un mercato o a un taxista, se stavano meglio prima o stanno meglio adesso. Credo che la risposta sarebbe automatica, e non c’entra solo la crisi internazionale, che sicuramente è forte.</p>
<p><em>E le riforme?</em></p>
<p>Penso che queste riforme siano un pasticcio. Andrebbero riviste e corrette per il bene della nazione e non per il bene di Forza Italia. Del resto, la sinistra di pasticci ne ha fatti altri. Pensiamo solo all’Articolo Quinto: ne paghiamo ancora le conseguenze, le province non sono state abrogate. Renzi mi pare più interessato alla sua rielezione, anzi alla sua elezione, visto che non ha avuto un mandato popolare. Non vorrei essere ripetitiva ma l’ultimo premier eletto dal popolo si chiama Berlusconi,</p>
<p><em>A proposito delle intenzioni di Berlusconi, questi recentemente ha affermato che “vuole vincere con un nuovo programma con alcuni meno e molti più”. Può dirci di più?</em></p>
<p>Come ha spiegato Renato Brunetta, il mio capogruppo, l’Italia ha bisogno di essere “alleggerita”. Di contro, questo governo ha determinato un’imposizione fiscale sconcertante. L’Italia va alleggerita di regole, di tassazioni, di tutti gli inghippi burocratici che non consentono a chi lavora onestamente, cioè la maggioranza del popolo italiano, di creare benessere. Così possiamo creare crescita. Non c’è una ricetta miracolosa, ma meno burocrazia, meno leggi, più giustizia vera e più libertà: questo potrebbe consentire all’Italia di ripartire davvero. Oggi l’Italia è un paese a sovranità limitata e non credo il cittadino percepisca lo Stato come amico, ma come nemico.</p>
<p><em>Renzi dice che queste cose lui le sta facendo o le ha già fatte…</em></p>
<p>A me pare che Renzi abbia annunciato a tutto questo. A oggi non ho visto un risultato rilevante. Basti pensare agli 80 euro. Li ha spacciati come riduzione delle tasse, ma nel bilancio dello Stato sono scritti come spesa corrente. Non riguardano tutti i cittadini, ma solo una parte. E insieme gli 80 euro che lo hanno fatto arrivare al 40% alle elezioni (l’’ho ritenuto un ottimo spot elettorale), le tasse locali sono aumentate. Basta chiedere alle famiglie che a fine mese non riescono ad andare avanti.</p>
<p><em>Altro grande tema il Sud, a cui lei è particolarmente vicina. Come giudica l’azione di Governo in questo campo?</em></p>
<p>Governo disastroso, perché il sud nell’agenda di Renzi non esiste. Il mezzogiorno ha grandi risorse culturali, intellettuali, agroalimentari. Abbiamo però la disoccupazione giovanile più alta della storia della Repubblica. Il premier ci ha propinato la solita slide, il solito fotoromanzo e la novità delle novità è il rifinanziamento delle opere pubbliche. Che però già esiste, si chiama contratto di programma. Qualcuno dei consulenti di Renzi dovrebbe spiegarlo al nostro premier.</p>
<p><em>Che cosa serve allora?</em></p>
<p>Al Sud serve un grande choc, ad esempio l’abolizione delle tasse per chi investe per un periodo sufficientemente lungo, come 3 anni. Penso a dieci opere strategiche che possano rilanciare le infrastrutture. Basta girare la Calabria, Sicilia, Campania e altre realtà per capire il disastro che stiamo vivendo nelle infrastrutture. Basta prendere un treno di pendolari a livello regionale per rendersi conto di come siamo arretrati. In più, il Ministro Delrio lo scorso anno ha sottratto al Sud 3,5 miliardi di risorse per poi utilizzarle a livello nazionale. Ancora una volta il Sud si è visto privato delle risorse necessarie al suo rilancio</p>
<p><em>Se Berlusconi volesse puntare su una donna per la leadership di FI, lei se la sentirebbe di farsi avanti?</em></p>
<p>Io ero in maggioranza, con tutte le comodità che si possono avere. Se qualcuno si comporta bene e non dà fastidio, di solito un posto in maggioranza lo trova. Ho fatto una scelta di testa e di cuore e sono tornata nell’opposizione. Sono stata Ministro, ho avuto questo grande onore, sono stata capogruppo e sono tornata soldato semplice. Ora rispondo al presidente Berlusconi, al mio capogruppo Renato Brunetta e lavoro per il Paese con umiltà grazie al mio partito, tutti i giorni. In Forza Italia ci sono molte persone capaci. Io sono appena tornata a casa. Mi siedo all’ultimo posto, in ultima fila e sono molto serena. Diciamo che questa serenità ritrovata, insieme all’entusiasmo e alla felicità, sono elementi che non intendo perdere.</p>
<p style="text-align: right;">Dario Tiengo- <strong><em>tribunapoliticaweb.it</em></strong></p>
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		<title>Sicurezza stradale: dieci proposte per i politici</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 09:19:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;In campagna elettorale non abbiamo sentito ad oggi affrontare da nessuno il tema della sicurezza stradale, ne&#8217; abbiamo letto proposte specifiche nei programmi dei partiti. Peccato che nessuno di loro pensi a come ridurre la prima causa di morte dei nostri giovani e portarla a livello dei migliori paesi europei dimezzandola, oppure pensi ad abbattere quei 30 miliardi di euro che ogni anno buttiamo via a causa della violenza stradale. Potremmo eliminare l&#8217;Imu sulla prima casa riducendo del 15% questo spreco&#8221;. Lo afferma Giordano Biserni, presidente dell&#8217;Associazione sostenitori polizia stradale (Asaps), che prova &#8221;a stimolare i potenziali leader chiedendo loro, prima delle elezioni, di sottoscrivere un&#8217;agenda per la sicurezza stradale. Dieci cose da fare per il nuovo governo e il nuovo Parlamento&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Asaps chiede un&#8217;Agenzia interministeriale sul modello di quella francese che, guidata dal capo del governo, faccia lavorare insieme ministeri, forze di polizia e associazioni di cittadini &#8221;e che sviluppi e porti avanti un piano per la sicurezza stradale con obiettivi e misure&#8221;. L&#8217;insicurezza stradale, aggiunge l&#8217;associazione, costa al paese 11 morti e 800 feriti al giorno: l&#8217;Agenzia dovrebbe definire un piano triennale e finanziarlo coi proventi delle multe, per potersi sviluppare e migliorare autonomamente.</p>
<p>&#8221;L&#8217;incremento delle pattuglie, almeno del 20%, consentirebbe poi di contestare le violazioni su cui l&#8217;elettronica non incide e che, invece, sono spesso comportamenti ad alta letalita&#8221;&#8217;, sottolinea l&#8217;Asaps, che suggerisce anche &#8221;di interrompere il biennale aumento delle sanzioni se si abbassa la mortalita&#8217; annua di una percentuale almeno pari alla media europea, e recuperare il &#8216;tesoretto&#8217; rappresentato dalle migliaia di contravvenzioni elevate in danno di conducenti stranieri che, invece, sfuggono a notifica e riscossione&#8221;. In agenda anche l&#8217;incremento quantitativo e qualitativo dei controlli ai veicoli pesanti, l&#8217;approvazione della proposta di omicidio stradale, sconti del 20-30% per la riscossione immediata delle sanzioni, aumento dei controlli sulle ebbrezze, obbligo per i Comuni (o consorzi di Comuni) con piu&#8217; di 5.000 abitanti o piu&#8217; di cinque agenti in servizio di dotarsi di etilometri e narcotest, destinazione dei proventi delle violazioni agli art.186 e 187 contestate dalle Polizie Locali direttamente alle casse dei Comuni o Province, educazione stradale &#8221;certa e continua&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/13/sicurezza-stradale-dieci-proposte-per-i-politici/">Sicurezza stradale: dieci proposte per i politici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fiat: trattativa non convince i partiti, Monti va avanti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2012 06:49:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Partiti e sindacati restano preoccupati per il futuro della Fiat in Italia nonostante il vertice di ieri a Palazzo Chigi, ma il governo ha intenzione di andare avanti,sottolineando&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/24/fiat-trattativa-non-convince-partiti-ma-monti-va-avanti/">Fiat: trattativa non convince i partiti, Monti va avanti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiti e sindacati restano preoccupati per il futuro della Fiat in Italia nonostante il vertice di ieri a Palazzo Chigi, ma il governo ha intenzione di andare avanti,sottolineando di avere incassato l&#8217;impegno del Lingotto a rimanere. Si studiano incentivi alla competitivita&#8217; e alla produttivita&#8217;, utili, in prospettiva, non solo per la Fiat ma anche per altre imprese. Oggi conferenza internazionale sulle riforme strutturali in Italia.</p>
<p>&#8220;E&#8217; certamente positivo l&#8217;avvio di un percorso condiviso tra Fiat e governo nel corso del quale dovrà essere protetto il reddito dei lavoratori &#8211; dice il segretario del Pdl Angelino Alfano -. In quest&#8217;ottica, pensiamo necessaria e possibile la conservazione di tutti i siti produttivi. Il governo dovrà, quindi, individuare misure per la generalità delle imprese e non solo per Fiat, con particolare riguardo al sostegno della contrattazione aziendale, del salario di produttività, dell&#8217;esportazione e della ricerca. Sosteniamo, infine, il sindacato riformista che in questi anni ha saputo assumere responsabilità concorrendo al salvataggio di Fiat e agli investimenti su Pomigliano e Grugliasco&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci sembra che non sia cambiato nulla rispetto al giorno prima&#8221;. Questo il commento del segretario generale della Cgil Susanna Camusso sull&#8217;incontro-maratona. &#8220;La Fornero aveva preannunciato un incontro con le parti sociali subito dopo quello che si è svolto ieri &#8211; ha aggiunto il segretario della Cgil -. Credo sia il caso di accelerare i tempi e invitare all&#8217;incontro anche l&#8217;azienda&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/24/fiat-trattativa-non-convince-partiti-ma-monti-va-avanti/">Fiat: trattativa non convince i partiti, Monti va avanti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>L’insulto naviga in rete (e non solo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2012 08:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bersani]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/27/linsulto-naviga-in-rete-e-non-solo/">L’insulto naviga in rete (e non solo)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si insultano reciprocamente sul web Bersani e Grillo, con epiteti antichi (fascista e piduista, rispettivamente), mentre la scatolallia è divenuta preoccupante e non solo in rete e un giornale on-line, denunciato da un ex Pdl di area Scaiola, vince la causa per aver pubblicato un commento, firmato con uno pseudonimo, in cui l’ex uomo politico, veniva accusato di “leccaculismo”.</p>
<p>Internet, in generale, e i social network in particolare rappresentano uno strumento meraviglioso per condividere le proprie passioni e formulare le proprie idee, ma oggi, con crescente frequenza, è divenuto il luogo privilegiato per l’insulta grave e sovente gratuito, sopratutto fra ed in ambito politico.</p>
<p>Sempre più spesso le discussioni che nascono sui social network – qualunque sia l’argomento – deragliano con una velocità impressionante verso un percorso disseminato di insulti gratuiti e contraddistinto da una maleducazione e una volgarità insopportabili oltre che ingiustificate.</p>
<p>In questo modo proseguire la discussione su un binario “normale” risulta impossibile, ed è oltremodo frustrante.</p>
<p>E non è, solo Beppe Grillo a fare dell’insulto uno strumento dialettico e muscolare da “hard bollied” di bassa lega, perché spesso è in compagnia di Di Pietro e molti altri, senza distinzione di schieramento e di lateralità.</p>
<p>Perché il punto oggi non è essere di destra, di sinistra, di sopra o di sotto, per la politica tonda o quadrata, per il sistema dei partiti o per quello dei califfati, per il popolo o per la corona: il problema è che chiunque, politici e cittadini frequentatori di social-network, si sentono Unti dall’Alto e l’unica cosa che ti preme è trovare o una piazza colma o una finestra alla quale affacciarti e un editto da proclamare, usando il più possibile la volgarità e l’insulto.</p>
<p>In un articolo di oggi (“Insulto dunque navigo), si ragiona sul fatto che considerare l&#8217;insulto come la forma più genuina di democrazia, ed etichettare come pavido chi cerca di essere ragionevole, non è solo irritante: sta diventando rischioso.</p>
<p>Se il capo di un movimento, il segretario di un partito e noti commentatori politici usano l&#8217;anatema come normale mezzo di discussione, molti si sentiranno autorizzati a fare altrettanto.</p>
<p>Anzi, essendo semplici cittadini, andranno oltre.</p>
<p>Insultare concorrenti ed avversari è un trucco che i frequentatori dei bar d&#8217;Italia conoscevano bene; ma, un tempo, tutto finiva in un brindisi e una risata.</p>
<p>La nuova cattiveria invece aleggia a lungo, come un alito pesante, e accompagna un Paese stanco verso elezioni importanti.</p>
<p>E mentre i capi, i segretari e gli editorialisti si incrociano nelle serate estive, e si sorridono nel gioco delle parti, i loro epigoni trasportano il livore accumulato nei social network, sui blog e nei forum.</p>
<p>Ha detto Eric Schmidt, presidente di Google, all&#8217;Aspen Ideas Festival in giugno: «”acciamocene una ragione: l&#8217;uno per cento della popolazione è pazzo. Ha vissuto nel seminterrato per anni, e la mamma gli portava ogni giorno da mangiare. Due anni fa la mamma gli ha regalato la connessione a banda larga. Mi chiedo, tuttavia, se sia una consolazione. E se non sia il caso, a questo punto, di parlare con le mamme”.</p>
<p>Ma il fatto è che nel nostro Paese la follia in rete supera di gran lunga l’1% e la protervia con cui la classe politica italiana ha trattato i cittadini ha demolito gli argini, sicchè non c’è da meravigliarsi del “raccolto” a cui, anche in ambito linguistico e dialettico, stiamo assistento.</p>
<p>Un imbarbarimento antropologico che genera una nuova specie di uomo tecnologico, quello webizzato, certamente più ottosu, violento e volgare del suo antenato sapiens sapiens.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/27/linsulto-naviga-in-rete-e-non-solo/">L’insulto naviga in rete (e non solo)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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