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	<title>poverta Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Abruzzo: un cittadino su cinque a rischio povertà</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/29/uil-abruzzo-emergenza-poverta-un-cittadino-abruzzese-su-cinque-a-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[caritas 2026]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianze]]></category>
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		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[uil abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Uil Abruzzo segnala che il 20% dei residenti è a rischio povertà; Caritas registra aumento di centri e persone assistite in regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/29/uil-abruzzo-emergenza-poverta-un-cittadino-abruzzese-su-cinque-a-rischio/">Abruzzo: un cittadino su cinque a rischio povertà</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La Uil Abruzzo lancia un allarme sulle condizioni economiche della regione, evidenziando che il 20,0% dei residenti risulta a rischio povertà. I dati richiamati fanno riferimento al Rapporto Caritas 2026 e descrivono un fenomeno considerato ormai strutturale, legato a una progressiva precarizzazione del lavoro, difficoltà abitative e limiti di accesso ai servizi sanitari.</p>
<p>Il rapporto segnala un aumento delle persone assistite dalla rete territoriale: la Caritas Abruzzo-Molise ha incrementato il numero dei centri di ascolto passando da 65 nel 2024 a 75 nel 2025, raggiungendo 6.656 persone assistite rispetto alle 6.453 dell&#8217;anno precedente. Se si prendono in considerazione soltanto i nuclei familiari residenti e regolarmente seguiti dalla Caritas, in Abruzzo risultano 3.807 famiglie assistite su un totale di 569.260 nuclei censiti dall&#8217;Istat, con un&#8217;incidenza pari a 6,69 per mille.</p>
<p>La Uil sottolinea che le cifre rilevate dalle strutture di assistenza rappresentano solo una parte del fenomeno, escludendo le forme di povertà invisibili o transitorie che non vengono intercettate dalle anagrafi. Tra le persone prese in carico, il 78,1% presenta difficoltà economiche, il 44,2% segnala problemi legati all&#8217;occupazione e il 34,9% affronta fragilità abitative, a indicare come molti casi siano caratterizzati da vulnerabilità sovrapposte.</p>
<p>Un altro elemento di rilievo riguarda la salute: nell&#8217;area Abruzzo-Molise il 17,1% degli assistiti mostra fragilità sanitarie (patologie croniche, disabilità, problemi di salute mentale), una quota superiore alla media nazionale del 16,1%. La Uil mette in relazione questa condizione con la rinuncia alle cure, attribuita a liste d&#8217;attesa e all&#8217;impossibilità economica di rivolgersi al settore privato.</p>
<p>Il Rapporto evidenzia inoltre una forte polarizzazione generazionale. A livello nazionale il 52% delle famiglie aiutate è formato da nuclei con figli piccoli, mentre in Abruzzo gli over 65 rappresentano il 15,4% degli assistiti (quota che risulta raddoppiata rispetto al 2015) e sale al 26,3% se si considerano solo i cittadini italiani. Dall&#8217;analisi emerge che soltanto l&#8217;8% delle persone accompagnate dalla Caritas è preso in carico dai servizi pubblici territoriali.</p>
<p>Di fronte a questi dati la Uil Abruzzo sollecita le istituzioni regionali e locali a intervenire con misure strutturali: politiche attive del lavoro, contrasto alla precarietà, rafforzamento della sanità pubblica regionale, un piano sociale regionale straordinario e la piena attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS). Tra le richieste figura anche l&#8217;integrazione tra servizi per l&#8217;impiego, servizi sociali e sanitari per progettare interventi personalizzati e favorire il recupero di autonomia delle persone coinvolte.</p>
<p>La Uil segnala la necessità di sostenere in via prioritaria le oltre 3.800 famiglie abruzzesi in condizioni di povertà estrema e di evitare che il terzo settore diventi l&#8217;unico attore responsabile della tutela dei diritti fondamentali. L&#8217;organizzazione annuncia l&#8217;impegno a proseguire la mobilitazione per riportare al centro dell&#8217;agenda politica regionale inclusione sociale, dignità del lavoro e diritto alla salute.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/29/uil-abruzzo-emergenza-poverta-un-cittadino-abruzzese-su-cinque-a-rischio/">Abruzzo: un cittadino su cinque a rischio povertà</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Dispersione Scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[esclusione sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[poverta]]></category>
		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children: nelle 14 città metropolitane il 10,3% dei minorenni vive in aree fragili; povertà e dispersione scolastica raddoppiate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Secondo la ricerca “I luoghi che contano” pubblicata da Save the Children, nelle 14 città metropolitane italiane circa 142mila minorenni — il 10,3% del totale — risiedono in 158 aree classificate come di disagio socioeconomico urbano (ADU). In questi quartieri le condizioni socioeconomiche e educative risultano nettamente peggiori rispetto alla media delle città: il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa.</p>
<p>Il report evidenzia differenze marcate sul fronte scolastico. Nelle ADU il 15,4% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato la scuola o ha ripetuto l’anno, una quota doppia rispetto alla media dei capoluoghi (7,6%). Alla fine della scuola media il rischio di dispersione implicita è al 20,8% nelle scuole situate dentro o vicino alle aree fragili, contro l’11% medio nelle città metropolitane. Anche la variabilità di rendimento tra classi terze delle stesse scuole nelle ADU è più alta: un indice di dispersione pari a 10,2 rispetto a 2,3 della media comunale, segnale di possibile segregazione scolastica.</p>
<p>Le differenze si manifestano anche nelle scelte future degli studenti: solo il 36,5% dei 13enni che vivono nelle aree vulnerabili pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% dei coetanei in altri quartieri. L’indagine campionaria dell’organizzazione segnala inoltre che il 16,7% degli alunni dell’ultimo anno delle medie in queste aree non disponeva all’inizio dell’anno del materiale scolastico necessario (10,5% nelle altre zone) e che il 17,3% ha rinunciato a una gita per motivi economici (7,6% nelle altre aree).</p>
<p>Sul piano della sicurezza e della percezione sociale, quasi la metà degli studenti nelle periferie vulnerabili (49,1%) ritiene che il proprio quartiere sia giudicato negativamente, contro il 29,5% dei ragazzi di quartieri meno marginali. La percezione di sicurezza è più bassa: solo il 51,9% delle ragazze nelle aree fragili si sente al sicuro, rispetto al 75% delle studentesse di zone meno marginali.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, i giovani delle periferie dichiarano un forte senso di appartenenza e propongono interventi concreti per migliorare il proprio contesto: maggiore pulizia e raccolta rifiuti (54,2%), spazi di aggregazione per ragazzi (32,6%), campetti o palestre (26%) e parchi più curati (27,9%).</p>
<p>Le differenze territoriali emergono anche nelle singole città: Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo concentrano quasi il 73,5% dei minorenni che vivono nelle ADU; la sola città di Roma ne ospita oltre 30mila. La povertà familiare nelle ADU raggiunge livelli estremi in alcune realtà: a Palermo il 63,8% delle famiglie nelle aree fragili è in povertà relativa (36,8% la media cittadina); a Napoli la quota è del 60,1% contro il 39,6%.</p>
<p>A livello locale si osservano forti scostamenti anche nei tassi di abbandono o ripetenza: a Venezia nelle ADU la quota raggiunge il 21,7% (7,9% la media cittadina), a Napoli il 18,1% (9,8% la media), a Cagliari il 18,9% (9,7%). Altri esempi citati dallo studio mostrano ampie differenze nei rischi di dispersione implicita a Bologna, Milano, Firenze, Reggio Calabria, Torino e Cagliari.</p>
<p>La ricerca segnala inoltre criticità nell’offerta di tempo pieno: in 37 delle 158 ADU l’offerta è significativamente inferiore alla media. Tra le 106 scuole primarie nelle aree più fragili solo il 17,3% delle classi usufruisce del tempo pieno, rispetto a una media urbana del 40,3%; in 18 ADU il tempo pieno è assente e 8.813 bambini che frequentano 50 scuole primarie non hanno accesso a questo servizio.</p>
<p>Il rapporto mette in luce anche diseguaglianze socio-demografiche: il 41,8% degli studenti dell’ultimo anno delle medie nelle aree vulnerabili vive in famiglie con più di quattro componenti (24,6% nelle altre zone urbane); la quota di madri laureate è del 19,1% nelle ADU contro il 44,5% negli altri contesti cittadini, e solo il 49,9% delle madri lavora (69,7% la media comunale). A casa meno della metà degli studenti delle aree fragili (46,4%) dispone di una stanza tutta per sé, rispetto al 60% degli altri studenti.</p>
<p>In vista della biennale IMPOSSIBILE 2026, in programma il 21 maggio a Roma, l’organizzazione solleva la necessità di interventi strutturali: una strategia nazionale di rigenerazione urbana con risorse certe, un approccio che tenga conto della dimensione generazionale e l’istituzione di presidi socio-educativi nelle aree vulnerabili, luoghi accessibili e attivi tutto l’anno per attività culturali, sportive e di supporto educativo, psicologico e sociale. </p>
<p>La ricerca include anche testimonianze raccolte tra pari: “Il municipio si divide in due anime che faticano a guardarsi: una zona considerata più ordinata e tranquilla, e una che porta sulle spalle una reputazione difficile da scrollarsi di dosso&#8230; Siamo lo stesso corpo, frammentato da pregiudizi che nessuno ha mai davvero scelto ma che tutti, in qualche modo, continuiamo ad alimentare”, ha raccontato A. in una delle interviste. </p>
<p>“Centoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi città, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali&#8230; Serve una strategia nazionale di rigenerazione urbana, dotata di risorse certe, che guardi ai territori con una ‘lente generazionale’”, ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, richiamando l’urgenza di presidi socio-educativi e spazi pubblici dedicati ai giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Save the Children, la povertà assoluta minorile continua ad aumentare e registra il tasso più alto dal 2014</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/10/17/save-the-children-la-poverta-assoluta-minorile-continua-ad-aumentare-e-registra-il-tasso-piu-alto-dal-2014/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 10:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[poverta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati diffusi dall&#8217;Istat dimostrano che sono le bambine, i bambini e gli adolescenti i più colpiti dalla povertà in Italia. Sono infatti 1,29 milioni i minori in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/10/17/save-the-children-la-poverta-assoluta-minorile-continua-ad-aumentare-e-registra-il-tasso-piu-alto-dal-2014/">Save the Children, la povertà assoluta minorile continua ad aumentare e registra il tasso più alto dal 2014</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I dati diffusi dall&#8217;Istat dimostrano che sono le bambine, i bambini e gli adolescenti i più colpiti dalla povertà in Italia. Sono infatti 1,29 milioni i minori in povertà assoluta (il 13,8% del totale), il valore più alto dal 2014, rispetto al 9,7% della popolazione totale. L&#8217;incidenza della povertà minorile è più bassa al Nord (12,9%) e massima nel Mezzogiorno (15,9%), mentre al Centro si attesta al 13,1%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I valori massimi si registrano per i minori tra i 4 e i 6 anni (14,8%) e tra i 7 e i 13 (14,5%), ma sono più alti della media della popolazione anche nella fascia 0-3 anni (13,4%) e in quella tra i 14 e i 17 anni (12,7%).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori sono quasi 748mila (il 12,4%). Tra le più colpite quelle con 3 o più figli minori (18,8%) e quelle monogenitoriali (14,8%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le famiglie straniere con minori sono quelle che hanno visto peggiorare maggiormente la loro situazione rispetto al 2022. Tra le famiglie con minori composte da soli stranieri, infatti, la povertà colpisce poco più di 2 famiglie su 5 (il 41,4% contro il 36,1% nel 2022), e tra quelle con stranieri la povertà si attesta al 34,1% (era il 30,7% nel 2022) mentre tra le famiglie con minori di soli italiani il valore è dell&#8217;8,2% (era il 7,8% nel 2022).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non possiamo accettare che le condizioni materiali creino una frattura così profonda nella nostra società&nbsp;e&nbsp;un inasprimento ulteriore delle diseguaglianze sociali: è indispensabile mettere il tema della povertà minorile al centro del dibattito pubblico e delle attenzioni di Governo e Parlamento, in particolare alla vigilia dell&#8217;avvio dell&#8217;esame della legge di bilancio&#8221;, dichiara Giorgia D&#8217;Errico, Direttrice Public Affairs di Save the Children.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Congedi più lunghi per i padri per favorire l&#8217;occupazione e il rientro al lavoro delle madri dopo la nascita di un figlio e in tal modo evitare il rischio di impoverimento delle famiglie insieme a una genitorialità condivisa; sostegni materiali continui e regolari per i neogenitori per far fronte alle spese legate alla prima infanzia e garantire pari opportunità di crescita a bambini e bambine; mense e tempo pieno &nbsp;alla scuola primaria da definire e finanziare quali livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per contrastare la povertà educativa e quella alimentare: sono tutti strumenti fondamentali che non possono mancare per una efficace strategia di prevenzione e contrasto alla povertà di bambini, bambine e adolescenti e delle loro famiglie&#8221;, conclude D&#8217;Errico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children chiede che sia istituito un Fondo per il contrasto della povertà alimentare dei bambini e delle bambine, destinato ai Comuni che utilizzano risorse del proprio bilancio, per consentire l&#8217;accesso gratuito al servizio mensa agli studenti della scuola primaria appartenenti a famiglie in condizioni di difficoltà economiche. È cruciale, inoltre, che i congedi di paternità siano garantiti ed estesi ad almeno 3 mesi &#8211; per arrivare poi a 5, come i congedi di maternità &#8211; a tutti i lavoratori, non solo dipendenti; e che l&#8217;assegno unico e universale sia incrementato ed esteso nella misura del 50% a tutti i minori tra 0 e 3 anni, a prescindere dal numero di figli presenti nel nucleo familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La povertà che colpisce bambine, bambini e adolescenti in Italia è una grave ingiustizia: incide sui loro percorsi educativi e di crescita, mettendo a rischio le loro opportunità e penalizzando le aspettative per il futuro. Secondo una ricerca condotta da Save the Children<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=A%3dRfGgP%26H%3dF%26L%3dReIb%26B%3dcLaS%26Q%3dwRGL8_Pnye_aX_Nf1m_XU_Pnye_ZcOpT2PwCzDxJ1NtLN-ID.Q577CCKxLG.94K_Ewhx_Ol5CEO4LxH_7ypv_GnzDx9E7_2SMVx_QxRtR5ArF6HsP2J_4P4_Nf1m_XUlB90K2J9Q_Ewhx_OlSCFG9MC_Nf1m_XUkp_Nf1m_XJZWXFd_OfGb_mKACEP_7ypv_GcZY_7ypv_GcXf2GAK7G9AXQG79_YT-WO-ZWXI_.BB9C_Pnye_ZP_B9LN%260%3d2SFRra.AA9%26GF%3dbMaV%26P8%3dZWXIYWWLY9x7pOaMaT%26D%3dqYx9JBNfM0NaID3aND1cuBQeqAUYOc1ALZ1cHaxfrfOeNZOcOBPWNcyZFbOcIZ2b&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a> più di un adolescente tra i 15 e i 16 anni su quattro in difficoltà economiche (28,1%) afferma che non concluderà la scuola e andrà a lavorare, a fronte dell&#8217;8,9% dei coetanei più abbienti. Il 67,4% degli adolescenti in condizione di deprivazione materiale teme che anche lavorando non riuscirà a guadagnare abbastanza, rispetto al 25,9% dei coetanei più benestanti; il 67,3% di non riuscire a trovare un lavoro dignitoso, al riparo dallo sfruttamento (contro il 35,8% delle fasce più abbienti).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/10/17/save-the-children-la-poverta-assoluta-minorile-continua-ad-aumentare-e-registra-il-tasso-piu-alto-dal-2014/">Save the Children, la povertà assoluta minorile continua ad aumentare e registra il tasso più alto dal 2014</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Pensione: 8 italiani su 10 pessimisti sul proprio futuro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/09/12/pensione-8-italiani-su-10-pessimisti-sul-proprio-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 06:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.notizia]]></category>
		<category><![CDATA[italiani futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro pensionistico preoccupa gli italiani. Solo il 13%, infatti, pensa che riceverà un assegno che gli permetterà di mantenere un tenore di vita adeguato una volta uscito&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/12/pensione-8-italiani-su-10-pessimisti-sul-proprio-futuro/">Pensione: 8 italiani su 10 pessimisti sul proprio futuro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il futuro pensionistico preoccupa gli italiani. Solo il 13%, infatti, pensa che riceverà un assegno che gli permetterà di mantenere un tenore di vita adeguato una volta uscito dal mondo del lavoro. La maggioranza (80%) si dice invece pessimista sulla possibilità di contare su una pensione di base adeguata e, di questi, il 34% teme che non avrà nemmeno una pensione o risparmi sufficienti cui attingere per integrarla. Lo evidenzia l&#8217;ultima ricerca dell&#8217;Osservatorio Sara Assicurazioni. Le principali preoccupazioni legate alla quiescenza sono il rischio di non autosufficienza e l&#8217;impossibilità di sostenere le spese (44%), il dover gravare sulla famiglia (26%) per le proprie necessità economiche e il non riuscire ad aiutarla (25%) per carenza di risparmi. Ben uno su quattro (23%) teme poi di cadere in povertà. Insieme alla visione del domani pensionistico, l&#8217;indagine ha fatto emergere, e confermato, una bassa conoscenza dell&#8217;argomento tra gli italiani. Uno su due (51%), per esempio, non è in grado di definire che cosa sia la previdenza complementare, il 27% non sa che il Tfr può essere versato nelle soluzioni previdenziali e il 32% non è a conoscenza dei vantaggi fiscali che queste offrono. L&#8217;84% poi non si informa sulle novità riguardanti le pensioni e la riforma del sistema previdenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte di questo, tuttavia, un italiano su tre (33%) si dice interessato a valutare opzioni per rendere più sicura la condizione economica della propria vecchiaia, e a pensarci, capendo come fare e a chi rivolgersi, sono in particolare i giovani della fascia 25-34 anni, dove la percentuale sale al 45%. Questi dati sono coerenti con la volontà espressa dagli intervistati (61%) di acquisire in futuro un maggior livello di cultura previdenziale e del risparmio e di rivolgersi a consulenti qualificati per le proprie decisioni di investimento. Tra le soluzioni cui guarderebbero per integrare la pensione ci sono i piani individuali pensionistici assicurativi (28%), i conti deposito (23%) e i fondi pensioni aperti o negoziali (22%). Il 17% investirebbe sul mercato finanziario e il 14% in polizze vita. &#8220;Poter disporre di una rendita integrativa alla pensione di base è oggi quanto mai importante, e lo sarà sempre di più in futuro, considerata la ridotta capacità del welfare pubblico di consentire a chi conclude la carriera lavorativa di mantenere un tenore di vita adeguato- dichiara Emiliano De Salazar, direttore Vita di Sara Vita- Le soluzioni assicurative offrono la possibilità di rendere più sicura la condizione economica della propria vecchiaia in modo flessibile, personalizzato e con importanti vantaggi fiscali. È importante prendere queste decisioni di investimento fin da giovani perché l&#8217;orizzonte temporale di più lungo periodo offre l&#8217;opportunità di accumulare un capitale maggiore con cui affrontare in modo sereno il proprio futuro dopo la pensione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/12/pensione-8-italiani-su-10-pessimisti-sul-proprio-futuro/">Pensione: 8 italiani su 10 pessimisti sul proprio futuro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale: 3 mln di italiani senza soldi per mangiare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/04/26/sociale-3-mln-di-italiani-senza-soldi-per-mangiare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 16:15:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli oltre 3 milioni di italiani che hanno incontrato problemi nell&#8217;affrontare le spese alimentari durante la seconda ondata sono la punta dell&#8217;iceberg della situazione di disagio in cui&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/26/sociale-3-mln-di-italiani-senza-soldi-per-mangiare/">Sociale: 3 mln di italiani senza soldi per mangiare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli oltre 3 milioni di italiani che hanno incontrato problemi nell&#8217;affrontare le spese alimentari durante la seconda ondata sono la punta dell&#8217;iceberg della situazione di disagio in cui si trova una parte importante della popolazione. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti sulla base del Report Istat sui comportamenti e opinioni dei cittadini durante la seconda ondata pandemica. Il 6,3% della popolazione nazionale adulta &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha difficolta&#8217; a garantirsi il pasto ma la percentuale varia dal 3,2% al centro Italia al 5,6% del nord per salire al 9% nel mezzogiorno. Con la crisi determinata dalla pandemia Covid un numero crescente di persone e&#8217; costretta a far ricorso alle mense dei poveri e molto piu&#8217; frequentemente &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ai pacchi di aiuto alimentare, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Fra i nuovi poveri &#8211; continua la Coldiretti &#8211; ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attivita&#8217; saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid.</p>
<p>Persone e famiglie che mai prima d&#8217;ora &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; avevano sperimentato condizioni di vita cosi&#8217; problematiche. Per arginare questa situazione quasi 1 italiano su 3 (30%) &#8211; secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; &#8211; ha partecipato quest&#8217;anno a iniziative di solidarieta&#8217;, fa beneficienza e donazioni per aiutare le famiglie piu&#8217; bisognose piegate dal peso della crisi causata dall&#8217;emergenza Covid. Nel 2020 sono stati oltre 5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometri zero e di altissima qualita&#8217; distribuiti dagli agricoltori della Coldiretti e Campagna Amica per garantire un pasto di qualita&#8217; ai piu&#8217; bisognosi di fronte alla crescente emergenza provocata dalla pandemia Covid. E per Pasqua sono state circa ventimila le famiglie povere piegate dall&#8217;emergenza Covid che hanno potuto mettere in tavola i migliori prodotti agroalimentari Made in Italy e passare delle feste piu&#8217; serene grazie all&#8217;importante operazione di solidarieta&#8217; del sistema agroalimentare italiano promossa dalla Coldiretti insieme a Filiera Italia e Campagna Amica che ha coinvolto le piu&#8217; importanti realta&#8217; dell&#8217;agroalimentare nazionale come Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomi&#8217;, Casillo Group, Mutti, Banca Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/26/sociale-3-mln-di-italiani-senza-soldi-per-mangiare/">Sociale: 3 mln di italiani senza soldi per mangiare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cibo: allarme fame, in prossimi mesi 34 mln rischiano vita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/03/23/cibo-allarme-fame-in-prossimi-mesi-34-mln-rischiano-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 18:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fame nel mondo sta aumentando a livelli allarmanti in ben 20 Paesi e oltre 34 milioni di persone entro giugno &#8220;saranno a un passo dal perdere la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/03/23/cibo-allarme-fame-in-prossimi-mesi-34-mln-rischiano-vita/">Cibo: allarme fame, in prossimi mesi 34 mln rischiano vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fame nel mondo sta aumentando a livelli allarmanti in ben 20 Paesi e oltre 34 milioni di persone entro giugno &#8220;saranno a un passo dal perdere la vita per la mancanza di cibo&#8221;. A lanciare il monito e&#8217; lo studio &#8216;Hunger Hotspots&#8217; realizzato dall&#8217;Organizzazione per l&#8217;agricoltura e l&#8217;alimentazione (Fao) e del Programma alimentare mondiale (Wfp), diffuso oggi.<br />
Secondo i due organismi Onu, il livello di fame piu&#8217; acuta si registra in Yemen, Sud Sudan e Nigeria settentrionale, con rispettivamente 16 milioni, 7 milioni e 13 milioni di persone per le quali entro l&#8217;estate l&#8217;accesso al cibo sara&#8217; a rischio. Qui &#8220;la popolazione deve fare i conti con livelli di fame acuta catastrofici&#8221;, si legge nello studio congiunto, e ci sono &#8220;famiglie in alcune zone del Sud Sudan e dello Yemen gia&#8217; a rischio di morte&#8221;. Il report continua: &#8220;Sebbene la maggior parte dei paesi colpiti si trovi in Africa, la fame acuta e&#8217; destinata a crescere vertiginosamente nella maggior parte delle regioni del mondo: in Afghanistan, in Siria, in Libano, e ad Haiti.<br />
All&#8217;origine di questa crisi, c&#8217;e&#8217; la combinazione di guerre e instabilita&#8217;, disastri naturali e cambiamenti climatici nonche&#8217; l&#8217;impatto della pandemia di Covid-19 sulle economie. Per porre fine a questa situazione, il direttore esecutivo del Wfp, David Beasley, suggerisce tre condizioni: &#8220;I combattimenti devono cessare, dobbiamo avere accesso alle comunita&#8217; vulnerabili per fornire aiuti salvavita e, soprattutto, abbiamo bisogno di piu&#8217; donazioni fino a 5,5 miliardi di dollari&#8221;.<br />
In particolare, i conflitti armati o altre forme di violenza secondo le due organizzazioni delle Nazioni Unite potrebbero &#8220;proseguire o aumentare di intensita&#8217;&#8221; in Afghanistan, Repubblica Centrafricana, Sahel centrale, Etiopia &#8211; e in particolare nella regione del Tigray &#8211; Nigeria settentrionale, Mozambico settentrionale, Somalia, Sud Sudan e Sudan.<br />
La pandemia di Covid-19 invece &#8220;continuera&#8217; ad avere un impatto su numerosi paesi in tutto il mondo, lasciandoli altamente vulnerabili agli shock economici. L&#8217;America Latina e&#8217; la regione piu&#8217; colpita dal declino economico- si legge ancora- e sara&#8217; la piu&#8217; lenta a riprendersi. In Medio Oriente, Yemen, Siria e Libano sono gravemente colpiti da un rapido deprezzamento della valuta e da un&#8217;inflazione alle stelle&#8221;.<br />
I disastri naturali tra cui il fenomeno atmosferico de La Nina e i cambiamenti climatici &#8220;continueranno ad aprile e maggio, causando fame in diverse parti del mondo, dall&#8217;Afghanistan a Madagascar e Corno d&#8217;Africa&#8221;.<br />
Le invasioni di locuste del deserto in Africa orientale e sulla costa del Mar Rosso &#8220;continuano a destare preoccupazione.<br />
Nell&#8217;Africa meridionale, in alcune parti dell&#8217;Angola, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe, le locuste migratorie africane minacciano di devastare i raccolti estivi. L&#8217;accesso sempre piu&#8217; limitato in alcuni paesi per aiutare le persone bisognose ha peggiorato le cose&#8221;.<br />
In aggiunta ai paesi gia&#8217; citati, crisi nelle produzioni e nell&#8217;approvvigionamento di cibo si registrano in Venezuela, El Salvador, Guatemala, Honduras, poi Sierra Leone, Liberia, Burkina Faso, Mali, Niger, Sudan e Somalia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/03/23/cibo-allarme-fame-in-prossimi-mesi-34-mln-rischiano-vita/">Cibo: allarme fame, in prossimi mesi 34 mln rischiano vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Covid: salgono a 4mln i poveri senza cibo a Natale</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/11/09/covid-salgono-a-4mln-i-poveri-senza-cibo-a-natale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 14:37:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Salgono a 4 milioni i poveri che con l&#8217;aggravarsi della situazione sono costretti per Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/09/covid-salgono-a-4mln-i-poveri-senza-cibo-a-natale/">Covid: salgono a 4mln i poveri senza cibo a Natale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Salgono a 4 milioni i poveri che con l&#8217;aggravarsi della situazione sono costretti per Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari&#8221;. E&#8217; quanto, riportato in una nota, emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti, dopo l&#8217;entrata in vigore del nuovo DPCM, sulla base dell&#8217;andamento delle richieste degli Enti impegnati nel volontariato che registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto. &#8220;Fra i nuovi poveri nell&#8217;autunno 2020- sottolinea la Coldiretti- ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attivita&#8217; saltuarie. Persone e famiglie che mai prima d&#8217;ora- precisa l&#8217;organizzazione- avevano sperimentato condizioni di vita cosi&#8217; problematiche. Le situazioni di difficolta&#8217; sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticita&#8217; si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l&#8217;11% in Sicilia ma condizioni diffuse di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove piu&#8217; duramente ha colpito l&#8217;emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead.</p>
<p>&#8220;E&#8217; necessario subito accelerare nella presentazione dei bandi per gli aiuti agli indigenti con i 250 milioni stanziati per acquistare cibi e bevande Made in Italy di qualita&#8217; da distribuire ai nuovi poveri, chiede il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, in riferimento alla avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.276 del decreto del Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che suddivide lo stanziamento dei fondi dedicati al &#8216;Programma annuale di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti sulla base&#8217;. &#8220;Per far fronte alle crescenti richieste occorre- sottolinea Prandini- rendere al piu&#8217; presto disponibili i prodotti alimentari da acquistare con le importanti risorse stanziate nel Decreto Rilancio da destinare alle famiglie piu&#8217; povere per l&#8217;emergenza sociale senza precedenti che l&#8217;Italia sta affrontando. Si tratta di un primo intervento urgente per fare fronte alle crescenti richieste di aiuto che vengono agli Enti impegnati nel volontariato e, allo stesso tempo, sostenere il lavoro e l&#8217;economia del sistema agroalimentare tricolore duramente colpito dalle difficolta&#8217; delle esportazioni e della ristorazione in grave crisi&#8221;.</p>
<p>&#8220;In realta&#8217; il piano di aiuti pubblico- sottolinea la Coldiretti- e&#8217; stato gia&#8217; anticipato nei fatti dall&#8217;impegno di quasi 4 italiani su 10 (39%) che dichiarano di partecipare a iniziative di solidarieta&#8217; per aiutare chi ha piu&#8217; bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori di Campagna Amica con la spesa sospesa, secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217;. Circa 2 milioni di chili in frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualita&#8217; e a chilometri zero sono stati raccolti e donati dagli agricoltori di Campagna Amica ai piu&#8217; bisognosi nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa la &#8220;spesa sospesa&#8221; operativa lungo tutta la Penisola. Si tratta- spiega la Coldiretti- della piu&#8217; grande offerta gratuita di cibo mai realizzata dagli agricoltori italiani per aiutare a superare l&#8217;emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del coronavirus e dalle necessarie misure di contenimento. La lista dei prodotti 100 % italiani da acquistare per distribuire ai piu&#8217; indigenti prevista dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole comprende- ribadisce la Coldiretti- 36 milioni di euro per l&#8217;acquisto di prosciutto crudo Dop, cotto e salumi Dop/Igp; 8,4 milioni per salumi non da carne suina (tacchino, bresaola); 50 milioni per formaggi DOP; 20 mln per olio extravergine di oliva. Inoltre omogeneizzati di carne (5 milioni), omogeneizzati di frutta (4 milioni , pastina per infanzia (4 milioni), biscotti prima infanzia (5 milioni), latte crescita 2-3 per infanzia (1 milione), carne bovina sottovuoto &#8211; polli interi surgelati (10 milioni), carne in scatola (12 milioni), spezzatino con fagioli e piselli per mense (1,5 milioni) e nel formato 400 grammi (5 milioni), zuppe di cereali con verdure (6 milioni), minestrone con verdure (6 milioni), pasta secca nel formato 500 grammi di cui il 10% senza glutine (10 milioni), riso nel formato da 1 kg (6 milioni), preparati per risotti (6 milioni), passata di pomodoro (12 milioni), polpa di pomodoro o pelati formato per mense (1 milione), sughi pronti al ragu&#8217; e al basilico (8 milioni), verdure in scatola e in vetro (8 milioni) e nel formato per mense (2 milioni), legumi in scatola &#8211; fagioli e lenticchie (3 milioni), macedonia di frutta e frutta sciroppata (7 milioni), succo di frutta (6 milioni), purea di frutta (4 milioni) e, infine, crackers di cui il 10% senza glutine (4 milioni). Inoltre la copertura dei costi dei servizi logistici ed amministrativi prestati dalle organizzazioni di volontariato- conclude- sono ammissibili nel limite del 5% del costo di acquisto di derrate alimentari per singola aggiudicazione della fornitura del prodotto alimentare&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/09/covid-salgono-a-4mln-i-poveri-senza-cibo-a-natale/">Covid: salgono a 4mln i poveri senza cibo a Natale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus ed emergenza alimentare, L&#8217;Aquila: associazioni unite distribuiscono pacchi viveri alle famiglie in difficoltà</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/30/coronavirus-ed-emergenza-alimentare-laquila-associazioni-unite-distribuiscono-pacchi-viveri-alle-famiglie-in-difficolta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 14:18:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[L'Aquila pacchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diverse reti associative si sono unite e stanno lavorando sul territorio dell&#8217;Aquila per la distribuzione di viveri e di beni di prima necessità alle famiglie che si trovano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/30/coronavirus-ed-emergenza-alimentare-laquila-associazioni-unite-distribuiscono-pacchi-viveri-alle-famiglie-in-difficolta/">Coronavirus ed emergenza alimentare, L&#8217;Aquila: associazioni unite distribuiscono pacchi viveri alle famiglie in difficoltà</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diverse reti associative si sono unite e stanno lavorando sul territorio dell&#8217;Aquila per la distribuzione di viveri e di beni di prima necessità alle famiglie che si trovano in difficoltà e ne hanno urgente bisogno in queste settimane di emergenza sanitaria ed economica.</p>
<p>La disponibilità a consegnare a domicilio beni alimentari e di prima necessità è un&#8217;iniziativa comune di numerose organizzazioni, enti non profit e associazioni che stanno collaborando a stretto contatto per rispondere dal basso in una situazione difficile che purtroppo non terminerà a breve. La coscienza e l&#8217;azione civica deve essere il motore della ripartenza anche nel nostro territorio.</p>
<p>La solidarietà, il mutuo aiuto sono cardini del principio di uguaglianza sociale alla base delle nostre idee e soprattutto delle nostre azioni concrete. Nessuno deve restare indietro, perché solo uniti, solidali e determinati potremo farcela tutti insieme.</p>
<p>Per segnalare situazioni di disagio, ma anche fare donazioni o avere informazioni sul pacco spesa è possibile chiamare la Casa del Volontariato Provinciale (3496664098), la Caritas Diocesana (0862405169), la Croce Rossa Italiana dell&#8217;Aquila (800065510) o la Rete Solidale (3517944859).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/30/coronavirus-ed-emergenza-alimentare-laquila-associazioni-unite-distribuiscono-pacchi-viveri-alle-famiglie-in-difficolta/">Coronavirus ed emergenza alimentare, L&#8217;Aquila: associazioni unite distribuiscono pacchi viveri alle famiglie in difficoltà</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Redditi degli abruzzesi, allarme di Confcooperative Abruzzo: crescerà la povertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 16:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzesi]]></category>
		<category><![CDATA[Confcooperative Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[poverta]]></category>
		<category><![CDATA[reddito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Già Prima dell’emergenza coronavirus, più di un terzo della popolazione abruzzese viveva in una situazione di fragilità economica: ora questa fascia rischia di ampliarsi in maniera preoccupante, mettendo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/29/redditi-degli-abruzzesi-allarme-di-confcooperative-abruzzo-crescera-la-poverta/">Redditi degli abruzzesi, allarme di Confcooperative Abruzzo: crescerà la povertà</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Già Prima dell’emergenza coronavirus, più di un terzo della popolazione abruzzese viveva in una situazione di fragilità economica: ora questa fascia rischia di ampliarsi in maniera preoccupante, mettendo a rischio la tenuta sociale dell’Abruzzo. È l’allarme lanciato da Massimiliano Monetti, presidente di Confcooperative Abruzzo, che snocciola i dati di un’analisi del reddito Irpef degli abruzzesi nel 2017, realizzata dal Centro Studi dell’Agenzia per l’Abitare, il consorzio di Confcooperative Abruzzo che si occupa di dinamiche urbane, social housing, servizi all’abitazione e via dicendo.</p>
<p>Se il reddito medio in regione si attesta a 18.703 euro, già più basso di quello nazionale pari a 20.940 euro, il 63,05 per cento dei contribuenti si attesta sotto questa soglia: un dato che già da solo parla di un potere di acquisto e di spesa ridotto per oltre la metà degli abruzzesi. All’interno di questa maggioranza, l’1,10 per cento (pari a 9.789 contribuenti) vive in totale emergenza, con un reddito pari a zero, e il 34,61 per cento, equivalente a 309.363 contribuenti, oltre un terzo del totale, in una situazione di fragilità economica, con redditi che vanno da 0 a 10.000 euro annui, per un massimo di 833 euro al mese. A seguire, il 12,01 per cento (137.054 contribuenti) vive con redditi tra i 10 mila e i 15 mila euro (max 1.250 euro al mese) e 15,34 per cento (107.305 contribuenti) con redditi tra i 15 mila e i 18 mila euro, per un massimo di 1.500 euro al mese.</p>
<p>Commenta Monetti: “Già il quadro di partenza non è rassicurante. Con la crisi economica che si preannuncia particolarmente dura, moltissime persone perderanno il lavoro e quindi la fascia di popolazione fragile, che oggi vive con meno di 800 euro al mese, aumenterà significativamente, con quel che ne consegue in termini di capacità di spesa e di accesso a servizi essenziali come la salute e l’assistenza. In tanti si preoccupano giustamente per la ripresa economica, ma al tempo stesso dobbiamo essere pronti a fronteggiare un’emergenza sociale”. Confcooperative Abruzzo dunque lancia l’allarme: “Oggi più che mai è indispensabile strutturare un sistema di welfare integrato di territorio, che sul territorio sappia farsi capace di sostenere queste fragilità. Il mondo della cooperazione ancora una volta è pronto a fare la sua parte, nella certezza che lo Stato da solo non può farcela ad affrontare questa situazione mentre il privato, attento solo alla redditività, non può garantire servizi a una fascia di popolazione che non può più permetterseli. Si agisca subito, prima che la crisi da economica si trasformi in vera e propria emergenza sociale”. </p>
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		<title>Giornata internazionale delle donne rurali (15 ottobre) e della Giornata internazionale per lo sradicamento della povertà (17 ottobre)</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/16/giornata-internazionale-delle-donne-rurali-15-ottobre-e-della-giornata-internazionale-per-lo-sradicamento-della-poverta-17-ottobre3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 05:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[donne rurali]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata internazionale delle donne rurali]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata internazionale per lo sradicamento della povertà]]></category>
		<category><![CDATA[poverta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata internazionale delle donne rurali (15 ottobre) e della Giornata internazionale per lo sradicamento della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/16/giornata-internazionale-delle-donne-rurali-15-ottobre-e-della-giornata-internazionale-per-lo-sradicamento-della-poverta-17-ottobre3/">Giornata internazionale delle donne rurali (15 ottobre) e della Giornata internazionale per lo sradicamento della povertà (17 ottobre)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata internazionale delle donne rurali (15 ottobre) e della Giornata internazionale per lo sradicamento della povertà (17 ottobre) intende valorizzare il ruolo delle donne rurali nella promozione dello sviluppo rurale e socio economico e nello sradicamento della povertà.<br />
Assieme alla Giornata mondiale dell’alimentazione, le odierne ricorrenze costituiscono un monito mondiale alla sicurezza alimentare, all’uguaglianza di genere, all’emancipazione femminile, alla produzione agricola sostenibile e alla lotta alla povertà, così come stabilito tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile siglata dai paesi dell’ONU nel 2015.<br />
Oltre un miliardo di persone nel mondo continuano a vivere in condizioni inaccettabili di povertà e sono fortemente concentrate nelle aree rurali, specie in Asia e nell&#8217;Africa sub-sahariana dove le donne costituiscono la maggioranza della forza lavoro nei campi.<br />
Come dichiarato dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, &#8220;in quanto prime ad adottare nuove tecniche agricole, prime a rispondere alle crisi e imprenditrici di energia verde, le donne nelle aree rurali sono una forza potente che può guidare il progresso globale&#8221;.<br />
Esse infatti rappresentano un quarto della popolazione mondiale ed assicurano la sicurezza alimentare per le loro comunità; sono in grado di promuovere e mettere in pratica l’agroecologia sfruttando modelli di produzione e consumo sostenibili, rispettosi delle risorse naturali e delle conoscenze tradizionali; costruiscono la resilienza climatica e rafforzano le economie.<br />
Tuttavia, mediamente, esse svolgono lavori sempre più pesanti, vivono in povertà e subiscono gravi discriminazioni di genere e violenze, sono private del potere decisionale sulle questioni che le riguardano ed escluse dalla partecipazione politica nelle famiglie e nelle comunità rurali. Le donne rurali non hanno accesso a risorse finanziarie e beni produttivi, né all’istruzione ed all’assistenza sanitaria, rimanendo sempre più sole a causa dell’emigrazione degli uomini verso l’occidente.<br />
Tutto ciò comporta condizioni di vita particolarmente dure, con un alto indice di mortalità materna e infantile.<br />
Grazie ad un’inchiesta di Radheshyam Jadhav, abbiamo appreso che nell’India occidentale, precisamente nel Maharashtra, essere una donna rurale impegnata nelle piantagioni di tè e canna da zucchero implica l’isterectomia come rimedio al “problema” mestruale. Poiché la mestruazione condiziona la resa delle operaie sui campi, l’asportazione dell’utero viene imposta dagli appaltatori e avallata dalle famiglie e dai mariti, con irreversibili conseguenze sulla salute di queste donne ed un ripugnante oltraggio alla dignità femminile.<br />
È di tutta evidenza, dunque, che quella che la FAO definisce una vera e propria “femminilizzazione dell’agricoltura” e “femminilizzazione della povertà” dei paesi in via di sviluppo, necessiti del pieno riconoscimento e rispetto dei diritti delle donne, del loro accesso alle risorse e ai servizi essenziali, alla terra, al credito ed alla formazione. Solo così gli affamati del mondo potranno diminuire.<br />
Nel nostro paese la presenza di donne rurali è in discreto aumento. Ad oggi, secondo i dati dell’Europarlamento, le donne italiane che lavorano nell’agricoltura sono il 32% con una percentuale superiore alla media Ue che è pari al 28%. Esse operano nelle imprese agricole e sempre più spesso sono esse stesse imprenditrici del settore agroalimentare.<br />
Se, tuttavia, la condizione delle donne rurali italiane è di gran lunga migliore di quella delle donne che vivono nelle aree in via di sviluppo, la povertà non risparmia il nostro paese e si concentra principalmente nelle periferie urbane.<br />
Secondo i dati Istat del 2018, oltre 1,8 milioni di famiglie italiane vivono in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4% della popolazione), prevalentemente nel Mezzogiorno (9,6% nel Sud e 10,8% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni territoriali (6,1% nel Nord-Ovest e 5,3% nel Nord-est e del Centro).<br />
Vi sono in particolare dei quartieri di periferia tristemente noti per le condizioni di degrado e povertà in cui versano gli abitanti tra cui ricordiamo, solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, quartieri come Quarto Oggiaro (Milano), Tor Cervara e Corviale (Roma), Scampia (Napoli) o lo Z.E.N. ( Palermo). Sono quartieri in cui la dignità umana viene calpestata dall’impossibilità di autodeterminarsi a causa delle condizioni economiche e sociali che riducono gli abitanti a vivere in uno stato di segregazione sociale dal resto della popolazione.<br />
In queste che potremmo definire delle vere e proprie aree di frontiera, la scuola costituisce per i più giovani l’unica presenza dello Stato e i docenti, che si approcciano agli alunni con dedizione e coraggio per risparmiarli al vortice della criminalità locale, sono vittime di aggressioni personali, saccheggi alle strutture scolastiche e, troppo spesso, dimenticati dal resto del mondo della scuola.<br />
Il CNDDU intende manifestare tutta la propria solidarietà e stima ai colleghi impegnati in questi territori e propone al Miur la realizzazione di una rete digitale nazionale tra docenti di tutte le scuole italiane, compresi quelli del contingente estero, supportata da una piattaforma su cui poter condividere, e mettere a disposizione di altri colleghi, le attività didattiche e progettuali avviate nei propri istituti.<br />
Solo facendo rete può attivarsi un concreto confronto e sostegno tra docenti per ottimizzarne il potere educativo della scuola italiana.<br />
#nessundocenteèsolo<br />
#ruralequalityfornopoverty</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Veronica Radici</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/16/giornata-internazionale-delle-donne-rurali-15-ottobre-e-della-giornata-internazionale-per-lo-sradicamento-della-poverta-17-ottobre3/">Giornata internazionale delle donne rurali (15 ottobre) e della Giornata internazionale per lo sradicamento della povertà (17 ottobre)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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