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	<title>scosse Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Magnitudo 4.6: scossa nel sud dell’isola di Creta</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 08:20:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Alle 3:47 (ora italiana) l’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) ha rilevato una scossa di magnitudo 4.6 al largo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Alle 3:47 (ora italiana) l’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) ha rilevato una scossa di magnitudo 4.6 al largo del sud-est dell’isola di Creta. Dal 24 aprile, la stessa area ha registrato numerosi eventi sismici, come confermato anche dall’USGS (United States Geological Survey).  </p>
<p>Ieri mattina, alle 6:18, l’Istituto di Geodinamica dell’Osservatorio Nazionale di Atene ha localizzato un terremoto di magnitudo 5.7 a circa 23 chilometri a sud-sud-ovest di Lasithi, a una profondità di 9,7 km. Non risultano vittime né danni immediati a seguito di queste scosse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/26/magnitudo-4-6-scossa-nel-sud-dellisola-di-creta/">Magnitudo 4.6: scossa nel sud dell’isola di Creta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Campi Flegrei. Vescovo Pozzuoli a cittadini: &#8220;La Chiesa vi è vicina&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/10/05/campi-flegrei-vescovo-pozzuoli-a-cittadini-la-chiesa-vi-e-vicina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 18:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/10/05/campi-flegrei-vescovo-pozzuoli-a-cittadini-la-chiesa-vi-e-vicina/">Campi Flegrei. Vescovo Pozzuoli a cittadini: &#8220;La Chiesa vi è vicina&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da qualche giorno, ormai, assistiamo all&#8217;intensificarsi di queste scosse legate al bradisismo, in un territorio come il nostro così ricco di storia, di cultura, di bellezza, ma che si rivela altrettanto fragile e causa di paura e insicurezza per coloro che lo vivono. Comprendo il vostro stato d&#8217;animo, la paura e l&#8217;insicurezza dell&#8217;oggi e del domani dei vostri figli: a tutti voi voglio esprimere la mia personale vicinanza e quella di tutta quanta la Chiesa di Pozzuoli con i suoi pastori&#8221;. Inizia così una lettera che il vescovo di Pozzuoli Carlo Villano ha voluto indirizzare ai cittadini del territorio flegreo. &#8220;Sentiamo di stare accanto a voi, condividendo le vostre stesse ansie e le vostre stesse preoccupazioni; cogliamo in questi eventi &#8211; il messaggio del vescovo &#8211; la possibilità di prenderci per mano, di sostenerci, di infondere coraggio reciproco; insieme possiamo farcela, insieme possiamo affrontare al meglio questo tempo che sta segnando in profondità le nostre vite, le nostre giornate&#8221;. La Chiesa puteolana &#8220;vive e cammina insieme con voi; con voi condividiamo ansie e difficoltà. I parroci, i sacerdoti della nostra Chiesa &#8211; si legge ancora nella lettera &#8211; sapranno accogliere il vostro grido di dolore e sostenervi nelle difficoltà quotidiane; tutti siamo chiamati ad essere testimoni di prossimità, tutti siamo chiamati ad essere esperti in umanità. Sentiamo, in questo tempo così fortemente caratterizzato dalla parola Sinodo, di dover dire che nessuno sarà lasciato da solo. Le porte delle nostre Chiese sono aperte per dire a tutti che la Chiesa è casa di tutti e per tutti: ciascuno si senta accolto, ascoltato ed accompagnato&#8221;. &#8220;Come credenti in Cristo sentiamo di poter chiedere al Signore di sostenerci in questo tempo della prova dove tutto sembra essere precario: nella speranza che queste scosse abbiano vita breve e possiamo tornare a vivere giorni più sereni nella nostra casa comune. A tutti &#8211; conclude il vescovo &#8211; assicuro la mia personale vicinanza con tutta la Chiesa di Pozzuoli&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/10/05/campi-flegrei-vescovo-pozzuoli-a-cittadini-la-chiesa-vi-e-vicina/">Campi Flegrei. Vescovo Pozzuoli a cittadini: &#8220;La Chiesa vi è vicina&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Turchia. Erdogan proclama sette giorni di lutto nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 19:32:26 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/06/turchia-erdogan-proclama-sette-giorni-di-lutto-nazionale/">Turchia. Erdogan proclama sette giorni di lutto nazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In un comunciato ufficiale, il presidente ecep Tayyip Erdogan ha proclamato sette giorni di lutto nazionale in seguito ai due terremoti di magnitudo 7.8 e 7.6 che hanno colpito nell&#8217;arco di circa dodici ore ben dieci province del Paese: Kahramanmaras, Kilis, Diyarbakir, Adana, Osmaniye, Gaziantep, Sanlirurfa, Adiyaman, Malatya e Hatay. Il bilancio delle vittime è salito a 1.651 persone e i soccorritori continuano a scavare tra le macerie delle centinaia di edifici distrutti. Nella nota il capo del governo di Ankara ha aggiunto che le bandiere sventoleranno a mezz&#8217;asta dal tramonto di oggi fino a domenica 12 febbraio anche nelle sedi istituzionali della Turchia all&#8217;estero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/06/turchia-erdogan-proclama-sette-giorni-di-lutto-nazionale/">Turchia. Erdogan proclama sette giorni di lutto nazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto Albania, nuove scosse: almeno 13 vittime e 600 feriti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/terremoto-albania-nuove-scosse-almeno-13-vittime-e-600-feriti/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 18:17:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono almeno 13 le vittime del terremoto che ha colpito nella notte l&#8217;Albania: lo ha riferito oggi un portavoce del ministero della Difesa, citato dai media di Tirana.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/terremoto-albania-nuove-scosse-almeno-13-vittime-e-600-feriti/">Terremoto Albania, nuove scosse: almeno 13 vittime e 600 feriti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono almeno 13 le vittime del terremoto che ha colpito nella notte l&#8217;Albania: lo ha riferito oggi un portavoce del ministero della Difesa, citato dai media di Tirana.<br />
Secondo fonti di stampa concordanti, i feriti provocati dal sisma sono invece oltre 600.<br />
L&#8217;epicentro del terremoto, con magnitudo di 6,4 gradi, seguito in giornata da nuove scosse, e&#8217; stato localizzato a 34 chilometri a nord-ovest di Tirana. Il sisma e&#8217; stato avvertito anche in Sud Italia e in Serbia, fino a Novi Sad, a 700 chilometri di distanza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/terremoto-albania-nuove-scosse-almeno-13-vittime-e-600-feriti/">Terremoto Albania, nuove scosse: almeno 13 vittime e 600 feriti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto: a 3 anni dalle scosse agricoltori e pastori in piazza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/18/terremoto-a-3-anni-dalle-scosse-agricoltori-e-pastori-in-piazza/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 18:55:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 26 ottobre 2019 a tre anni dalle scosse gli agricoltori, gli allevatori ed i pastori delle aree terremotate di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo lasciano le campagne&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/18/terremoto-a-3-anni-dalle-scosse-agricoltori-e-pastori-in-piazza/">Terremoto: a 3 anni dalle scosse agricoltori e pastori in piazza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 26 ottobre 2019 a tre anni dalle scosse gli agricoltori, gli allevatori ed i pastori delle aree terremotate di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo lasciano le campagne per raggiungere la Capitale con i propri prodotti. L&#8217;iniziativa &#8220;La terra non trema: la riscossa dei contadini&#8221; e&#8217; della Coldiretti che ha voluto dedicare alla solidarieta&#8217; la ricorrenza del 75esimo anno dalla propria Fondazione avvenuta proprio a fine ottobre 1944. Nel centro di Roma in Piazza San Silvestro a partire dalle ore 9,00 di sabato 26 ottobre il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini, insieme a rappresentanti delle Istituzioni nazionali e territoriali, aprira&#8217; il piu&#8217; grande mercato delle specialita&#8217; contadine sopravvissute al sisma che ha sconvolto la vita e il lavoro di ampie zone delle regioni del centro Italia. Sara&#8217; possibile assaggiare i piatti simbolo del terremoto, dalla pasta alla Amatriciana al panino con la porchetta, ma anche acquistare i prodotti salvati dal sisma direttamente dagli produttori agricoli locali. Una occasione per aiutare la lenta ripresa dei territori colpiti ma anche per fare un bilancio a tre anni dalle scosse del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016, con i risultati acquisiti, gli interventi ancora attesi e le storie di chi con grande coraggio e dignita&#8217; e&#8217; rimasto a vivere e lavorare nelle campagne ferite. Ai danni diretti alle aziende agricole si aggiungono quelli provocati dall&#8217;abbandono forzato di interi Paesi dove non esiste piu&#8217; mercato per i prodotti delle terra, come emerge dalla prima analisi della Coldiretti delle perdite economiche nelle campagne che sara&#8217; divulgata nell&#8217;occasione. Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola che e&#8217; importante sostenere concretamente affinche&#8217; la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell&#8217;economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/18/terremoto-a-3-anni-dalle-scosse-agricoltori-e-pastori-in-piazza/">Terremoto: a 3 anni dalle scosse agricoltori e pastori in piazza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, forte scossa al Nord Italia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/09/22/terremoto-forte-scossa-al-nord-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 13:45:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alle 14:58 di oggi pomeriggio, una forte scossa di terremoto, di magnitudo 3.8, ha colpito il Friuli Venezia Giulia. L’epicentro si è verificato a Zuglio, circa 3 km&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/22/terremoto-forte-scossa-al-nord-italia/">Terremoto, forte scossa al Nord Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 14:58 di oggi pomeriggio, una forte scossa di terremoto, di magnitudo 3.8, ha colpito il Friuli Venezia Giulia. L’epicentro si è verificato a Zuglio, circa 3 km a NW di Tolmezzo (UD). Il terremoto è stato avvertito in tutto l&#8217;alto Friuli ma anche a Udine e Pordenone. La profondità stimata è stata di circa 13.3 Km. Al momento non ci sarebbero danni a cose o persone.</p>
<p>L&#8217;area Italo-Mediterranea è fortemente ballerina da ieri con la scossa in <a href="http://www.improntalaquila.com/2019/09/21/terremoto-in-albania-paura-in-puglia/">Albania di 5.8</a> e quella di ieri sera in Campania di 4.3</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/22/terremoto-forte-scossa-al-nord-italia/">Terremoto, forte scossa al Nord Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto in Albania, paura in Puglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 16:21:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due violente scosse di terremoto sono state registrate intorno alle 16,00 di oggi pomeriggio in Albania, nella costa settentrionale poco distante da Durres. Panico e feriti a Durazzo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/terremoto-in-albania-paura-in-puglia/">Terremoto in Albania, paura in Puglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due violente scosse di terremoto sono state registrate intorno alle 16,00 di oggi pomeriggio in Albania, nella costa settentrionale poco distante da Durres. Panico e feriti a Durazzo. Secondo quanto riferito dall&#8217;Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il primo terremoto, il più intenso è avvenuto alle ore 16:04, avrebbe avuto una magnitudo pari a 5.8 della scala Richter. Il suo epicentro sarebbe stato individuato appena 5 chilometri a Nord-Ovest rispetto alla nota città turistica di Durazzo. Il secondo evento si è verificato alle ore 16:15, sempre stando ai dati forniti dall&#8217;Ingv, avrebbe avuto una magnitudo inferiore, pari a 5.3 sulla scala Richter, sempre con epicentro presso Durazzo. Entrambi gli eventi avrebbero avuto il proprio ipocentro collocato a 20 chilometri di profondità.</p>
<p>Tanta paura anche in Puglia,&nbsp; separata solo da pochi chilometri di mare Adriatico dall&#8217;Albania (Taranto, Lecce e Brindisi). &#8220;Pensavo fosse passato un treno e per quello tremasse tutto&#8221; twittano dalla Puglia.</p>
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		<title>Terremoto: da nuove scosse paura anche in Abruzzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 18:38:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche all’Abruzzo fanno paura le nuove scosse di terremoto che si sono verificate nella notte tra sabato e domenica nelle Marche suscitando preoccupazione nelle regioni vicine, a poco&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche all’Abruzzo fanno paura le nuove scosse di terremoto che si sono verificate nella notte tra sabato e domenica nelle Marche suscitando preoccupazione nelle regioni vicine, a poco più di tre anni dal sisma che nell’agosto 2016 devastò ampie aree del centro Italia. Torna l’allarme e la preoccupazione soprattutto nelle zone in cui si scontano i ritardi della ricostruzione e dove si fatica a guardare il futuro con ottimismo.</p>
<p>“C’è paura soprattutto per l’economia e per il lavoro delle zone più interne dell’Abruzzo, dove si registrano ancora alcune difficoltà con il turismo e con i numeri delle vendite della produzione locale di agricoltori e allevatori – dice Emanuela Ripani, presidente di Coldiretti Teramo e allevatrice terremotata &#8211; La terra è tornata ancora a tremare ricordandoci un passato che stiamo cercando, con fatica, di dimenticare. In Abruzzo per certi versi è ancora lontano il ritorno alla normalità, soprattutto se pensiamo alle difficoltà delle popolazioni locali e alla necessità di far tornare i turisti, oltre naturalmente ai pesanti ritardi della ricostruzione. Molte aziende, soprattutto in provincia di Teramo, hanno chiuso i battenti impossibilitate ad andare ad avanti. Altre hanno invece rilanciato aprendo una fase di rinascita che però ha in sé tantissime difficoltà che vanno superate e sostenute da parte delle istituzioni nel breve periodo”.</p>
<p>Coldiretti Abruzzo ricorda che, nelle zone del terremoto, c’è una significativa presenza di allevamenti di mucche, pecore e maiali e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio conosciute in tutto il mondo. Ma anche l’agriturismo è un settore presente nel cratere con ben 444 strutture di cui 42 in Abruzzo con particolare riferimento alle province di Teramo e L’Aquila. “L’allevamento e l’agriturismo sono i due settori maggiormente colpiti dalle conseguenze del terremoto e, nonostante con il tempo abbiano ricominciato a dare segnali di ripresa, scontano ancora la paura e l’incertezza. Basti pensare ai moltissimi turisti che, se una volta sceglievano per le proprie vacanze la nostra regione, oggi ci pensano due volte – sottolinea la Ripani &#8211; E’ necessario quindi lavorare con il supporto delle Istituzioni per rilanciare una regione dalle grandissime potenzialità. Oggi più che mai è necessario promuovere una nuova idea di Abruzzo legata alla sue bellezze architettoniche, naturalistiche e paesaggistiche ma soprattutto alla qualità del suo cibo e delle sue produzioni che non hanno da invidiare niente a nessuno”.</p>
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		<title>6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:37:21 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/04/6-aprile-2009-il-nostro-grazie-a-10-anni-dal-terremoto-dellaquila/">6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Immota manet&#8221;. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al disastro che la colpisce. Da secoli questa la sua indole, aliena dall’ostentazione del dolore, intima nell’elaborazione dei propri lutti. Invece non sono rimasti fermi palazzi e monumenti, case e chiese, alle scosse del serpe che il 6 aprile si è agitato terribilmente nel suo ventre, che si agita ancora. Quella notte del 6 aprile, nel cuore d’una notte stellata e chiara di luna, L’Aquila ed i meravigliosi borghi del suo circondario sono stati squassati dal terremoto per lunghissimi, interminabili secondi, oltre venti. L’ho vissuta l’esperienza, meglio non descriverla. Mi resta nel profondo la sensazione dei primi minuti, delle prime ore della sopravvivenza. Mi si è impressa nella mente l’atmosfera irreale, sospesa, allucinata, che aleggiava sulle case distrutte nel centro storico della mia Paganica, un bel paese di oltre cinquemila abitanti a 9 km dall’Aquila. Lì sono nato e vivo. L’hanno indicato subito come l’epicentro del sisma. Abito in periferia. La mia casa è stata costruita trent’anni fa, in cemento armato. E’ davvero strano che la tua casa, per antonomasia rifugio che ti dà sicurezza, d’improvviso diventi una minaccia. Ti si sovverte il mondo, la vita. Dopo la scossa delle 3 e 32, la corrente elettrica mancata, guadagnata l’uscita calpestando oggetti e stoviglie rotte, con i miei di famiglia siamo andati subito via da casa, per luoghi più aperti. Abbiamo transitato accanto al centro antico di Paganica. La settecentesca chiesa della Concezione con la facciata in bilico, squarciata, in parte crollata, ha fatto il giro del mondo, in quello stato. Lì vicino la parrocchiale di Santa Maria Assunta, impianto duecentesco riadattato nel Seicento, dall’esterno non sembra aver avuto grossi traumi, ma sarà solo un’impressione. Contrastano con il cielo, d’un colore livido, il profilo delle case e la fuga scomposta dei tetti che s’inerpicano verso il Colle, quartiere alto dove imponente domina la chiesa di Santa Maria del Presepe costruita sul sito del castello distrutto nel 1424 nella guerra dell’Aquila che sconfisse Fortebraccio da Montone. […] »</p>
<p>Fu questo fu l’incipit del lungo racconto che scrissi all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, una testimonianza raccolta da molte testate della stampa italiana all’estero. Dieci anni sono passati da allora. Oggi è il giorno del ricordo di quella notte sconvolgente, quando il terremoto squassò L&#8217;Aquila e 55 altri comuni, sconvolgendo le vite delle popolazioni del cratere sismico. La città capoluogo d&#8217;Abruzzo fu lacerata, paralizzata nei suoi servizi, mutilata e ferita nel suo straordinario patrimonio d&#8217;arte e d&#8217;architetture, uno dei centri storici più preziosi e vasti d’Italia. 309 le vittime. Di loro faremo sempre memoria. A loro va il nostro raccoglimento, la nostra preghiera muta, rispettosa dei familiari rimasti con la lacerazione perenne del cuore.</p>
<p>In questo primo decennale molti saranno i bilanci, le analisi, i giudizi. Sulle condizioni dell’Aquila, sullo stato della ricostruzione materiale e sociale, sugli obiettivi raggiunti, su quelli ancora lontani, sui ritardi, sui problemi, sulle criticità. Com’è comprensibile, molte saranno le voci che giudicheranno questi 10 anni, tanti i servizi giornalistici e gli speciali televisivi, le testimonianze, gli approfondimenti scientifici sui terremoti e sulla prevenzione sismica. Le analisi certamente riferiranno sui risultati finora raggiunti nella ricostruzione dell’Aquila e degli altri centri, sulle innovazioni ardite e sulle tecniche d’avanguardia che stanno restituendo una città sicura &#8211; caso di studio per molte università italiane e straniere -, tra le più sicure d’Europa. E tra le più belle città d’arte, diventata sin da quel 6 aprile di dieci anni fa città patrimonio del mondo, come universale è il messaggio di pace e di perdono che da otto secoli essa custodisce nel dono della Perdonanza, il primo giubileo della cristianità, e nell’eccezionale magistero di papa Celestino V.</p>
<p>Ma l’attenzione dei media si concentrerà soprattutto sugli errori, sui ritardi e sulle occasioni mancate nei dieci anni trascorsi dal quel tragico 6 aprile del 2009. E’ giusto che sia così. Ho grande rispetto e gratitudine per questa attenzione scrupolosa verso la nostra città. Aiuta a tenere accesa sempre una luce su ogni aspetto della nostra rinascita. Molte le analisi già svolte in questi giorni che precedono il 6 aprile, alcune rigorose, altre meno per il retaggio di consumati stereotipi, sovente lontani dalla realtà. Mi asterrò, in questa circostanza, da valutazioni e da personali giudizi nei confronti dei governi che si sono succeduti e delle amministrazioni che hanno guidato la Regione, gli enti locali e in particolare la Città capoluogo. Ho avuto l’onore di servire L’Aquila per quasi un trentennio, nelle funzioni di consigliere, assessore e vicesindaco, fino al 2007. So quanto peso gravi sulle spalle di ogni amministratore civico che con serietà e coscienza si mette al servizio della propria comunità. Figurarsi quale sia la responsabilità e l’immane onere di doverlo fare in situazioni tragiche ed eccezionali, dopo un terremoto come quello del 2009, i cui precedenti similari per gravità, nella storia della città che tanti ne ha subìti, furono quelli del 1703, 1461 e 1349.</p>
<p>Vorrei invece tornare oggi con il pensiero, quantunque nella tristezza degli eventi di cui facciamo memoria &#8211; le cui immagini restano nitide come fossero di qualche giorno fa -, non solo al ricordo del dolore di quei giorni tremendi, ma anche dell’affetto immenso che ci circondò. Non possiamo non rammentare, con profonda gratitudine, l’abnegazione, la solidarietà, l’impegno straordinario e generoso dei Vigili del Fuoco e delle decine di migliaia di Volontari giunti da ogni parte d&#8217;Italia, organizzati nelle associazioni che resteranno per sempre nel nostro cuore (Alpini dell’ANA, Croce Rossa, Protezione Civile delle varie Regioni italiane, Misericordie, Caritas, e tante altre ancora), delle Forze dell&#8217;Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), dell&#8217;Esercito. Una gara di affettuosa premura verso la popolazione dell’Aquila e dei borghi colpiti dal sisma.</p>
<p>Non potremo mai dimenticare questa che è stata una pagina splendida, l’immagine della più bella Italia, quella del Volontariato e della Solidarietà. Come pure non dimenticheremo mai l&#8217;amore e la solidarietà di tutti gli Italiani nel mondo &#8211; in particolare degli Abruzzesi e delle loro associazioni -, espresse con innumerevoli gesti di grande valore morale e di significativa generosità. In questi anni, visitando le nostre comunità all’estero nelle Americhe, in Australia, in Africa e in tutta Europa, il mio primo e preminente pensiero è stato sempre quello di ringraziare tutti i nostri connazionali dal profondo del cuore, come semplice cittadino ma anche a nome dell’intera comunità aquilana (quando si è stati amministratori civici lo si rimane moralmente per sempre). Li ho ringraziati per l’affetto, la vicinanza, la tenerezza profonda dei gesti d’aiuto e di solidarietà nei giorni e nei mesi del dopo terremoto. Tantissimi italiani sono venuti a soccorrerci. Un numero impressionante a trovarci nei mesi e negli anni successivi al sisma. Tanti ci hanno poi accolti ed ospitati, per qualche giorno di serenità, dal Trentino alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia alla Sardegna, dal Friuli alla Calabria. Un’Italia premurosa e materna, fortemente unita nei suoi abitanti dalle Alpi fino a Lampedusa. In ogni dove sempre con il cuore aperto, come aperto e generoso è sempre il cuore dell’Italia in occasione delle calamità che ci colpiscono, esaltando in ciascuno il senso della comunità nazionale e della fratellanza tra italiani. Serve ricordare queste fatti, sono davvero educativi per i tempi complicati che stiamo ora vivendo, quando sembrano affermarsi i messaggi più beceri, egoisti e lontani dalla nostra umanità.</p>
<p>Vorrei anche qui ricordare l&#8217;attenzione di tanti Paesi del mondo di fronte alla nostra tragedia, alcuni dei quali ebbero occasione di verificare direttamente le lacerazioni inferte dal sisma al patrimonio architettonico e artistico dell’Aquila nel luglio del 2009, quando la città ospitò i capi di Stato e di governo nelle riunioni del G8 e G20. Alcuni degli Stati più potenti al mondo s’impegnarono meritoriamente a restaurare dei monumenti, altri hanno generosamente contribuito con donazioni a comuni, università e ospedali, per costruire opere di pubblica utilità o ricostruire importanti emergenze architettoniche. Qualche Stato non ha dato seguito alla promessa solennemente assunta. Orbene, grazie alle risorse assicurate dal governo nel 2013 con un impegno pluriennale, i centri colpiti dal terremoto stanno risorgendo dalle macerie, la ricostruzione sta andando avanti. L’Aquila tornerà più bella di prima.</p>
<p>In questi anni difficili la comunità aquilana ha dato un grande esempio di dignità e di resilienza. Come nei secoli passati, dopo gli altri terremoti che sconvolsero L’Aquila, anche questa volta ce la faremo. Nella tragedia è emersa la parte migliore della nostra gente, l’indole forte e tenace. Ma non possiamo tuttavia nasconderci che ha messo in luce, in una ridotta minoranza, anche i lati peggiori del comportamento umano, piccole e grandi miserie morali. C’è pure da registrare che sul &#8220;cantiere più grande d&#8217;Europa&#8221;, come è stato definito, hanno girato e girano anche altri interessi poco chiari, che tuttavia Magistratura e reparti dedicati della polizia giudiziaria, con un assiduo efficace e penetrante controllo, vanno man mano scoprendo, inquisendo i sospettati, rinviando a giudizio e condannando i responsabili dei reati. Fenomeni contenuti, tuttavia, rispetto alla dimensione economica della ricostruzione. Non aggiungo altre considerazioni su questa parte un po’ squallida delle vicende legate alla gestione dell’emergenza post sismica e alla ricostruzione.</p>
<p>Un pensiero ancora sento di esprimere sulla ricostruzione morale, sulla rinascita d’un nuovo senso della comunità degli aquilani. La ricostruzione materiale è in corso, andrà comunque avanti con tempi più o meno soddisfacenti. Ma la cura che più ci preme riguarda la ricostruzione morale delle lacerazioni interiori delle persone, poco o per nulla apparenti, conseguenti al terremoto. Tralasciamo riferimenti più puntuali a studi scientifici e sociali, che pure in questi anni sono stati prodotti. Mi sembrano illuminanti al caso alcuni spunti che traggo dal messaggio per il decennale dell’arcivescovo dell’Aquila, Cardinale Giuseppe Petrocchi, ieri uscito sulla stampa.</p>
<p>Inizia con queste parole l’intenso messaggio agli aquilani del Cardinale Petrocchi: «Per la decima volta, quest’anno, sentiremo i rintocchi della campana che ricordano i 309 “martiri” del terremoto. Facciamo memoria di tutte le vittime di quella immane tragedia; le stringiamo a noi con un unico abbraccio e, al tempo stesso, le chiamiamo per nome: una ad una. La “notte crocifissa” del sisma ha suscitato lunghi giorni di dolore, ma anche ha acceso la luce di una graduale “risurrezione”, più forte della furia devastante del sisma. Le lacrime versate si sono rivelate feconde, ed hanno generato una abbondante fioritura di fraternità e solidarietà. La ricorrenza – che celebriamo con raccoglimento e volontà di ricostruzione “integrale” – ci obbliga a fare, insieme, una&nbsp;seria revisione. Per questo,&nbsp;non parlerei di “terremoto”, ma di “terremoti”, non solo perché abbiamo avuto nuove repliche telluriche (nel 2016 e 2017), ma anche perché il sisma è un evento complesso e multiforme, difficile da cogliere nella sua distruttiva “globalità”. Quando sono venuto a contatto con gli effetti demolitivi delle scosse, mi sono accorto che, accanto alle macerie “visibili” (materiali), c’erano pure quelle “invisibili” (spirituali);&nbsp;allora ho cominciato a parlare di “terremoto dell’anima”, che costituisce l’altra faccia (quella meno esplorata) della storia del sisma. […]».</p>
<p>Sarà questo l’impegno più arduo cui dover assolvere, pensando alla parte più fragile della nostra gente. E ancora l’altro rilevante impegno di pensare anzitutto al futuro delle nostre giovani generazioni, che nella città ricostruita e nel suo territorio debbono poter trovar modo d’esprimere il loro talento, in opportunità di lavoro e di costruzione di nuove famiglie. L’Aquila ricostruita nelle sue case, nei suoi palazzi, nei suoi monumenti, negli uffici e nelle fabbriche, dovrà riaccogliere la sua gente, che vi torna a vivere con la speranza di un futuro. Nel decimo anniversario del sisma, quindi, oltre alla gratitudine per la vicinanza affettuosa che abbiamo avvertito, vogliamo essere aperti alla speranza di futuro per la nostra comunità. Certo augurandoci una più sollecita ricostruzione materiale, che sconta più d’un ritardo specie nella ricostruzione pubblica, ma soprattutto nella speranza operosa d’una forte ricostruzione sociale e morale della nostra comunità. Una comunità che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme con i valori antichi del Bene comune, quello che nei secoli ha fatto e mantenuto grande L&#8217;Aquila. Fraternità sociale, rispetto, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, creatività, attaccamento alla propria terra, amore per la propria storia e gratuita dedizione al Bene comune sono i riferimenti per disegnare il nostro futuro, il futuro dell&#8217;Aquila nuova, non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima. Questo ricordo, con il forte senso di speranza e di futuro, è il modo migliore per ricordare le 309 vittime del terremoto dell&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: right;">Goffredo Palmerini</p>
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		<title>Terremoto a Catania, 4 scosse nella notte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2018 18:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Etna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paura in provincia di Catania per una forte scossa di terremoto:&#160;la terra ha tremato alle 2.34&#160;di questa mattina, 6 ottobre, con una scossa che l’Istituto nazionale di geofisica&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Paura in provincia di Catania per una forte scossa di terremoto:&nbsp;la terra ha tremato alle 2.34&nbsp;di questa mattina, 6 ottobre, con una scossa che l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha classificato inizialmente come di&nbsp;magnitudo&nbsp;4.8, rivisto poi a&nbsp;4.6.</p>
<p>L’epicentro è stato individuato a&nbsp;Santa Maria di Licodia. Panico anche tra le popolazioni di altri comuni del Catanese e nei paesi alle pendici dell’Etna: Paternò, Biancavilla, Ragalna, Belpasso e Adrano. A Santa Maria di Licodia&nbsp;sono crollate parti dei cornicioni&nbsp;della chiesa e di Palazzo Ardizzone. A Biancavilla la scossa ha sorpreso gli abitanti ancora svegli per via della festa del partrono, San Placido, appena conclusa.</p>
<p>&nbsp;Il sisma è stato avvertito a Catania e in tutta la provincia, oltre che a Siracusa, Enna e Messina. Dopo la scossa delle 2.34&nbsp;la terra è tornata a tremare alle 2.59&nbsp;e questa volta è stata Biancavilla la città più vicina all’epicentro: magnitudo 2.5. Alle 2.14 e alle 2.26, invece, era stata la città di Bronte a sentire più da vicino le scosse di magnitudo 2.2 e 2.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/06/terremoto-a-catania-4-scosse-nella-notte/">Terremoto a Catania, 4 scosse nella notte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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