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	<title>scrittore Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Stefan Zweig, il cuore impaziente dell&#8217;Europa perduta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 19:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Chi ha conosciuto soltanto uomini ragionevoli non conosce l&#8217;uomo.&#8221;— Stefan Zweig Stefan Zweig fu uno degli intellettuali più raffinati e sensibili del Novecento europeo. Scrittore, saggista, biografo e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/05/stefan-zweig-il-cuore-impaziente-delleuropa-perduta/">Stefan Zweig, il cuore impaziente dell&#8217;Europa perduta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Chi ha conosciuto soltanto uomini ragionevoli non conosce l&#8217;uomo.&#8221;</em><br>— <strong>Stefan Zweig</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stefan Zweig fu uno degli intellettuali più raffinati e sensibili del Novecento europeo. Scrittore, saggista, biografo e osservatore acuto dell&#8217;animo umano, visse con dolore e sgomento la progressiva distruzione di quel mondo mitteleuropeo che aveva rappresentato per lui non solo un orizzonte culturale, ma un&#8217;identità profonda, spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Vienna nel 1881, nel cuore dell&#8217;Impero austro-ungarico, visse da testimone privilegiato il tramonto di una civiltà: quella dell&#8217;<em>Austria felix</em>, della cultura cosmopolita, della tolleranza, della musica e della lingua tedesca come veicolo di pensiero e di bellezza. Quando quell&#8217;universo crollò — sotto il peso delle guerre mondiali, del totalitarismo, dell&#8217;odio razziale e della barbarie ideologica — Zweig non fu più in grado di sentirsi al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il recente saggio di Raoul Precht, <em>Stefan Zweig. La fine di un mondo</em> (Ares, 2025), ci guida con lucidità e rispetto attraverso le tappe di questa frattura interiore. L&#8217;opera non è solo una biografia: è anche una meditazione sull&#8217;identità europea, sulla fragilità della cultura umanistica e sul dolore di chi non trova più una casa nel proprio tempo. Zweig, con una coerenza dolorosa, rifiutò di aderire a ideologie, partiti, schieramenti — non per indifferenza, ma per fedeltà al dubbio, alla complessità, alla libertà di pensiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I suoi libri, sempre misurati e appassionati, continuano ad affascinare per la capacità di entrare nel cuore dell&#8217;esperienza umana. Nelle biografie di personaggi come Maria Antonietta, Maria Stuart o Magellano, Zweig cercava l&#8217;anima dietro il mito, l&#8217;errore dietro la gloria, la paura dentro il gesto eroico. In racconti brevi e intensissimi come <em>Bruciante segreto</em> o <em>Paura</em>, scavava nella psicologia dei suoi personaggi con precisione quasi clinica, ma mai disumanizzante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento chiave della sua formazione intellettuale fu il rapporto, profondo e complesso, con Sigmund Freud. Zweig ammirava il padre della psicoanalisi, e ne condivise la curiosità per l&#8217;inconscio, per i moti profondi dell&#8217;animo umano, per ciò che si nasconde sotto la superficie del comportamento. Lo frequentò negli anni dell&#8217;esilio londinese e gli fu vicino fino alla morte, tanto che fu tra coloro che assistettero, con discrezione, al suo suicidio assistito nel 1939.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legame non fu solo personale, ma anche teorico. Freud apprezzava l&#8217;arte biografica di Zweig, ma con riserva. In una lettera ad Arnold Zweig (non a Stefan), scrisse che &#8220;chi diventa biografo si impegna alla menzogna, al segreto, all&#8217;ipocrisia&#8230; perché la verità biografica non è disponibile&#8221;. Zweig non ignorava questa critica: la accoglieva come monito, e cercava, in ogni pagina, un equilibrio fragile tra empatia e rigore. Freud stesso, nel lavorare a <em>Mosè e il monoteismo</em>, definì la propria opera come un &#8220;romanzo storico&#8221;, un termine che ben si adatta anche alla narrazione storica e umana di Zweig, sempre sospesa tra verosimiglianza e impossibilità della verità assoluta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è nell&#8217;ultimo gesto della sua vita, compiuto in Brasile nel febbraio del 1942, che si coglie il punto più tragico e, al tempo stesso, più coerente della sua traiettoria esistenziale. Sradicato, senza più patria né lingua, ospite grato ma straniero in Sudamerica, decise di togliersi la vita insieme alla moglie Lotte. Accanto al letto venne ritrovato un biglietto, la sua <em>Declaração</em>, che racchiude il senso del suo addio — non solo alla vita, ma a un mondo intero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dichiarazione di addio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Petrópolis, 22 febbraio 1942)</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ogni giorno ho imparato ad amare di più questo meraviglioso Paese, il Brasile, che mi ha offerto e al mio lavoro un rifugio tanto gentile e ospitale.<br>Ma quanto più serenamente si vive qui, tanto più dolorosamente sento che il mio mondo, la mia patria spirituale, l&#8217;Europa, si è autodistrutta e non potrà mai più risorgere.<br>Dopo sessant&#8217;anni, bisogna avere un&#8217;energia straordinaria per cominciare tutto da capo. E la mia forza è finita da troppo tempo.<br>Così mi trovo meglio a concludere in tempo e in piedi una vita nella quale il lavoro intellettuale è sempre stato la più pura gioia e la libertà personale il bene più alto sulla terra.<br>Saluto tutti i miei amici! Che dopo questa lunga notte possano vedere l&#8217;alba. Io, troppo impaziente, li precedo.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quel &#8220;troppo impaziente&#8221; è il cuore del dramma zweighiano: l&#8217;impazienza di chi non riesce a separare la bellezza dalla speranza, la libertà dalla dignità, la parola dalla civiltà. Zweig non volle sopravvivere a ciò che dava senso alla sua esistenza. Il suo suicidio non fu un gesto di fuga, ma un&#8217;ultima, radicale dichiarazione d&#8217;amore per un mondo che non c&#8217;era più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, nei suoi libri, quella civiltà continua a vivere. Chi legge Zweig non solo conosce un autore che non tradisce mai, ma ritrova, pagina dopo pagina, l&#8217;eco di un&#8217;Europa che ancora sa pensare, sentire, e ricordare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella stessa nostalgia, visiva e poetica, ha ispirato anche il cinema contemporaneo. Il film <em>The Grand Budapest Hotel</em> (2014) di <strong>Wes Anderson</strong> è esplicitamente tratto dagli scritti e dall&#8217;universo di Stefan Zweig, in particolare dalle <em>Memorie di un europeo</em> e da alcuni racconti. Anderson ha reso omaggio allo spirito mitteleuropeo, all&#8217;eleganza perduta e all&#8217;ironia malinconica di Zweig, restituendoci in forma cinematografica l&#8217;incanto e la decadenza del suo mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se <em>Eyes Wide Shut</em> (1999) di <strong>Stanley Kubrick</strong> è tratto da <em>Traumnovelle</em> di Arthur Schnitzler, non da Zweig, i due autori erano contemporanei e profondamente affini: entrambi esploravano con finezza le ambiguità morali, i desideri repressi, le crepe interiori della borghesia viennese. La sensibilità psicologica e il rigore stilistico di Kubrick trovano dunque, indirettamente, un&#8217;eco nell&#8217;opera di Zweig.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;Europa che si è smarrita, che fatica a ritrovare una direzione spirituale e culturale, leggere Zweig non è solo un esercizio letterario: è un atto necessario. È ascoltare la voce di chi ci mette in guardia dal baratro, senza urlare, ma con la calma forza della memoria e della coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E con lui, è urgente tornare ai grandi testimoni della crisi e della dignità umana: <strong>Joseph Roth</strong>, con la sua <em>Marcia di Radetzky</em> e il lamento funebre per l&#8217;Impero dissolto; <strong>Romain Rolland</strong>, l&#8217;amico e mentore di Zweig, con la sua fiducia nella forza etica dell&#8217;arte; <strong>Victor Klemperer</strong>, che annotò ogni giorno il linguaggio della propaganda e dell&#8217;odio; <strong>Simone Weil</strong>, che cercò verità e giustizia senza compromessi; <strong>Hannah Arendt</strong>, che analizzò le origini del totalitarismo con lucidità e compassione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggere questi autori, oggi, non è nostalgia. È resistenza. È memoria attiva. È un modo per rimanere umani — nonostante tutto.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Cultura. Presentazione di &#8220;Oceans&#8221; di Fabio Iuliano: un appuntamento Letterario e Musicale al LiberaMia dell&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 16:04:39 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Il libro &#8216;<strong>Oceans</strong>&#8216;, scritto dal giornalista aquilano <strong>Fabio Iuliano</strong> e pubblicato da Radici Edizioni, verrà svelato al pubblico sabato 14 ottobre alle 18.30, al caffè letterario LiberaMia, sito in via Scardassieri 42, L&#8217;Aquila. Alla presentazione parteciperanno non solo l’autore, ma anche l&#8217;editore <strong>Gianluca Salustri,</strong> <strong>Giuseppe Tomei</strong> (scrittore e direttore di Spazio Rimediato) e <strong>Rosamaria Lisi </strong>(scrittrice e docente).<strong> Barbara Bologna</strong> curerà le letture, che saranno impreziosite dall&#8217;accompagnamento musicale di <strong>Francesca Catenacci.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oceans </strong>è un racconto che sa di saudade e serendipity, di sale dei mari del Nord. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È la storia di Simone, della sua vita di blogger e musicista che scorre a passo lento, fino a quando un’onda lo strappa dal presente morbido in cui si è rifugiato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Swansea, Roma, Lisbona.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre città e tre tempi, per illuminare con i riflettori lo spicchio di palco occupato da chi cerca di lasciarsi alle spalle le cicatrici di Parigi e il ricordo di <em>quella</em> notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Autore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fabio Iuliano</strong> è giornalista, docente di lingue, turista della musica e dello sport. Lucky loser. Tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal+. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America  – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato<em> </em>New York, Andalusia del Cemento. Il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice. È direttore editoriale del magazine The Walk of Fame. Il suo sito è www.fabioiuliano.it.</p>
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		<title>Migranti. Lo scrittore Behrouz Boochani ottiene asilo in Nuova Zelanda</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/07/24/migranti-lo-scrittore-behrouz-boochani-ottiene-asilo-in-nuova-zelanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 13:41:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Behrouz Boochani, scrittore curdo-iraniano, per anni detenuto in un centro per migranti nell&#8217;isola australiana di Manus, ha ottenuto lo status di rifugiato in Nuova Zelanda. Al quodiano Guardian&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Behrouz Boochani, scrittore curdo-iraniano, per anni detenuto in un centro per migranti nell&#8217;isola australiana di Manus, ha ottenuto lo status di rifugiato in Nuova Zelanda.<br />
Al quodiano Guardian Australia oggi l&#8217;autore ha detto di sentirsi sollevato ma di non poter &#8220;festeggiare appieno&#8221; pensando ai tanti compagni ancora prigionieri nell&#8217;isola che &#8220;stanno lottando per la liberta&#8217;&#8221;.<br />
Lo scrittore, 37 anni, aveva denunciato le condizioni di detenzione dei migranti a Manus tramite i social network, contribuendo cosi&#8217; a rivelare al mondo le politiche di Canberra.<br />
Un approccio, questo australiano, fondato anche su respingimenti in mare e detenzioni offshore, non solo a Manus ma anche a Nauru.<br />
Insieme con lo status di rifugiato, Boochani ha ottenuto un visto di lavoro di un anno che dovrebbe permettergli di fare richiesta per la cittadinanza neozelandese. La notorieta&#8217; internazionale era giunta nel 2018 con la pubblicazione di un libro, &#8216;No Friend But The Mountains: Writing from Manus Prison&#8217;, premiato in Australia. Al momento della stesura era ancora detenuto: invio&#8217; all&#8217;editore passaggi del testo via WhatsApp.</p>
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		<title>Addio a Roberto Gervaso</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 19:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto oggi a Milano, all&#8217;età di 82 anni, il giornalista e scrittore Roberto Gervaso. Lascia la moglie Vittoria e la figlia Veronica, giornalista del Tg5. &#8220;Sei stato&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morto oggi a Milano, all&#8217;età di 82 anni, il giornalista e scrittore Roberto Gervaso. Lascia la moglie Vittoria e la figlia Veronica, giornalista del Tg5.</p>
<p>&#8220;Sei stato il più grande, colto e ironico scrittore che abbia mai conosciuto. E io ho avuto la fortuna di essere tua figlia.<br />
Sono sicura che racconterai i tuoi splendidi aforismi anche lassù. Io ti porterò sempre con me. Addio&#8221;. Con questo post su Twitter Vittoria Gervaso, giornalista del Tg5, ha ricordato il padre Roberto.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire alla moglie e alla figlia di Roberto Gervaso le sue condoglianze per la scomparsa di &#8220;un uomo di finissima cultura, protagonista, per lunghi anni, del giornalismo e della vita culturale del nostro Paese&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/02/addio-a-roberto-gervaso/">Addio a Roberto Gervaso</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. Addio allo scrittore Luis Sepulveda</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 15:12:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto Luis Sepulveda. Lo riferiscono i media spagnoli. Lo scrittore cileno era ricoverato da fine febbraio all&#8217;ospedale di Oviedo, dopo aver contratto il coronavirus durante un festival&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/16/coronavirus-addio-allo-scrittore-luis-sepulveda/">Coronavirus. Addio allo scrittore Luis Sepulveda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morto Luis Sepulveda. Lo riferiscono i media spagnoli. Lo scrittore cileno era ricoverato da fine febbraio all&#8217;ospedale di Oviedo, dopo aver contratto il coronavirus durante un festival letterario in Portogallo. Aveva 70 anni. Sepulveda aveva accusato i primi sintomi della polmonite a fine febbraio. Dopo la positivita&#8217; al Covid-19, lo scrittore era stato trasferito da Gijon all&#8217;ospedale di Oviedo. Anche la moglie Carmen Yanes era stata ricoverata, e a meta&#8217; marzo aveva smentito che suo marito fosse in coma. Negli ultimi giorni, pero&#8217;, le condizioni dello scrittore si sono aggravate, fino alla morte. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/16/coronavirus-addio-allo-scrittore-luis-sepulveda/">Coronavirus. Addio allo scrittore Luis Sepulveda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Morto Luciano De Crescenzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 15:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano De Crescenzo]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È morto a Roma Luciano De Crescenzo. De Crescenzo si è spento intorno alle 16.00 presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS per le conseguenze di una grave&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/18/morto-luciano-de-crescenzo/">Morto Luciano De Crescenzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È morto a Roma Luciano De Crescenzo. De Crescenzo si è spento intorno alle 16.00 presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS per le conseguenze di una grave malattia. L’artista, scrittore, regista e attore era nato a Napoli nel quartiere San Ferdinando, nella zona di Santa Lucia, il 18 agosto del 1928.</p>
<p>Tra i suoi lavori cinematografici più celebri la pellicola ‘Così parlò Bellavista’.</p>
<p>Accanto a lui i familiari e gli amici più cari.</p>
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		<title>Cultura. Addio a Andrea Camilleri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 08:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[Andrea Camilleri]]></category>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto Andrea Camilleri. Lo scrittore Camilleri era stato ricoverato il 17 giugno, un mese fa, all&#8217;ospedale Santo Spirito per arresto cardio-respiratorio. Le sue condizioni sono sempre state&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/17/cultura-addio-a-andrea-camilleri/">Cultura. Addio a Andrea Camilleri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morto Andrea Camilleri. Lo scrittore Camilleri era stato ricoverato il 17 giugno, un mese fa, all&#8217;ospedale Santo Spirito per arresto cardio-respiratorio. Le sue condizioni sono sempre state critiche. Per volonta&#8217; del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate.</p>
<p>&#8220;Montalbano sono&#8221;. E&#8217; racchiusa nella battuta piu&#8217; celebre del suo commissario &#8211; il personaggio piu&#8217; amato e conosciuto nato dalla sua immaginazione &#8211; l&#8217;intera carriera di Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano, nato a Porto Empedocle nel 1925, e&#8217; stato uno dei protagonisti della cultura italiana. Regista teatrale, sceneggiatore, scrittore di successo, Camilleri ha rappresentato il volto buono e saggio dell&#8217;Italia che crede nel bene e non si arrende davanti alle difficolta&#8217;, ma da&#8217; libero sfogo al potere piu&#8217; grande: l&#8217;immaginazione. I suoi romanzi hanno venduto oltre 30 milioni di copie e sono stati tradotti in ben 120 lingue. La grande notorieta&#8217; arriva tra il 1992 e il 1994 con la pubblicazione de &#8216;La forma dell&#8217;acqua&#8217;, primo romanzo dedicato a Montalbano. Da li&#8217; in poi un crescendo inarrestabile di vendite e successi, che lo porta a scrivere piu&#8217; di trenta libri sulla saga (alcuni, compresa la fine di Montalbano, sono inediti), ma in totale sono oltre cento le opere dello scrittore siciliano. In ognuno di essi Camilleri ha saputo infondere lo spirito e i colori della sua isola, prendendo spunto sia dall&#8217;attualita&#8217;, sia da fatti realmente accaduti del passato.</p>
<p>Per settant&#8217;anni Camilleri e&#8217; stato regista teatrale e sceneggiatore. Nel 1949 entra nell&#8217;Accademia di Arte drammatica Silvio d&#8217;Amico di Roma e realizza diverse opere, ispirandosi a Pirandello. Sono gli anni in cui conosce la moglie Rosetta, dalla quale avra&#8217; tre figlie. &#8220;Rosetta e&#8217; stata la spina dorsale della mia esistenza&#8221; ha dichiarato piu&#8217; volte Camilleri. Nel 1957 il debutto in Rai, mentre negli anni Settanta ottiene il ruolo di insegnante di regia all&#8217;Accademia di Arte drammatica. La passione per la scrittura, pero&#8217;, lo porta a pubblicare, nel 1987, &#8216;Il corso delle cose&#8217;, con cui ottiene un discreto riscontro di pubblico. Poi arrivera&#8217; il vero e grande successo con il commissario Montalbano. Nelle ultime interviste Camilleri ha dichiarato: &#8220;Ho avuto una vita fortunata. Non ho rimpianti e non ho paura di niente, neanche della morte&#8221;. A Roma stava preparando uno spettacolo che si sarebbe dovuto tenere il 15 luglio alle Terme di Caracalla, dove avrebbe raccontato la sua Autodifesa di Caino. &#8220;Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio &#8216;cunto&#8217;, passare tra il pubblico con la coppola in mano&#8221;. In un certo senso e&#8217; andata proprio cosi&#8217;. Grazie Andrea Camilleri.</p>
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		<title>L&#8217;Aquila: morto l&#8217;editore e scrittore Iapadre, il cordoglio del sindaco Biondi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 18:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
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		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217;scomparso all&#8217;età di 95 anni Leandro Ugo Iapadre, editore, scrittore e proprietario della storica libreria che prima del sisma del 2009 era situata su Corso Federico II all&#8217;Aquila.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/04/laquila-morto-leditore-e-scrittore-iapadre-il-cordoglio-del-sindaco-biondi/">L&#8217;Aquila: morto l&#8217;editore e scrittore Iapadre, il cordoglio del sindaco Biondi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;scomparso all&#8217;età di 95 anni Leandro Ugo Iapadre, editore, scrittore e proprietario della storica libreria che prima del sisma del 2009 era situata su Corso Federico II all&#8217;Aquila.<br />
“Ci ha lasciati uno dei protagonisti della diffusione della cultura e della conoscenza in questa città. Una figura poliedrica, che ha contribuito alla crescita intellettuale e artistica della nostra comunità. Ai famigliari giungano le più sentite condoglianze personali e della municipalità aquilana”. E&#8217; il commento del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.</p>
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		<title>Addio allo scrittore israeliano Amos Oz</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/12/28/addio-allo-scrittore-israeliano-amos-oz/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 18:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Amos Oz]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ morto lo scrittore israeliano Amos Oz, da tempo impegnato in una lunga battaglia contro il cancro. Amos Oz nato a Gerusalemme il 4 maggio 1939, studiò all’università&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/28/addio-allo-scrittore-israeliano-amos-oz/">Addio allo scrittore israeliano Amos Oz</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ morto lo scrittore israeliano Amos Oz, da tempo impegnato in una lunga battaglia contro il cancro.<br />
Amos Oz nato a Gerusalemme il 4 maggio 1939, studiò all’università ebraica di Gerusalemme e a Oxford. Partecipò attivamente al dibattito politico per una risoluzione del conflitto israeliano-palestinese, cui dedicò i saggi: In terra di Israele (1983) e Contro il fanatismo (2004), oltre che numerosi interventi sulla stampa internazionale. Numerosi sono i suoi romanzi che riflettono i conflitti aperti nella società israeliana e la difficile convivenza delle due culture, europea e araba, in una visione ironica, priva di ottimismo.<br />
Pacifista militante, nel 1992 lo scrittore fu insignito del premio per la Pace dell’Associazione dei librai tedeschi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/28/addio-allo-scrittore-israeliano-amos-oz/">Addio allo scrittore israeliano Amos Oz</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>E&#8217; morto Oliviero Beha</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/05/13/98651/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 22:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[conduttore televisivo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Oliviero Beha]]></category>
		<category><![CDATA[saggista]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto il giornalista Oliviero Beha. Lo scrittore, 68 anni, era malato da tempo. Giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico, Beha era nato a Firenze il 14&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/13/98651/">E&#8217; morto Oliviero Beha</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; morto il giornalista Oliviero Beha</strong>. Lo scrittore, 68 anni, era malato da tempo. <strong>Giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico, Beha era nato a Firenze il 14 gennaio 1949.</strong><br />
Ha iniziato la carriera giornalistica, occupandosi di sport, a Paese Sera, per poi passare a Repubblica che lasciò a inizio anni Ottanta.</p>
<p>Ha lavorato in Rai e continuato a scrivere fino all&#8217;ultimo.</p>
<p>E&#8217; stato inoltre autore di testi teatrali, di numerosi saggi e raccolte di poesie, che hanno vinto diversi premi. Tra i libri pubblicati: &#8216;Sono stato io&#8217; (Tropea Editore, 2004), &#8216;Crescete &amp; Prostituitevi&#8217; (Bur, 2005), &#8216;Indagine sul calcio&#8217; (Bur, 2006, con Andrea Di Caro), &#8216;Italiopoli&#8217; (Chiarelettere, 2007, prefazione di Beppe Grillo), &#8216;Dopo di lui il Diluvio&#8217; (Chiarelettere, 2010), &#8216;Il calcio alla sbarra&#8217; (Bur, 2011, insieme ad Andrea di Caro), &#8216;Il culo e lo stivale&#8217; (Chiarelettere, 2012), &#8216;Un cuore in fuga&#8217; (Piemme, 2014).&nbsp;</p>
<p><strong>La figlia, in un lungo posto pubblicato sul sito Olivierobeha.it. lo ricorda così</strong>: “E ahimè oggi, mi presento… sono una delle figlie. Nelle ultime settimane mi è capitato di essere le mani di papà che hanno trasferito in parole scritte su un monitor quello che lui velocemente mi dettava. Si perché, gli articoli lui, li aveva in testa, non seguiva appunti, non doveva cambiare o correggere delle frasi… lui parlava ed io scrivevo perché animare, vibrare e far venire vere le parole, Lui, l’aveva come dono: Scrivo queste righe perché con grande orgoglio, sono convinta che papà lascerà un vuoto profondo nel mondo dell’informazione perché a dispetto del suo carattere burrascoso, a volte irriverente, spesso ironico, dispotico e a tratti per alcuni arrogante, è stato, è, e rimarrà un giornalista libero. La “libertà è un lusso di pochi” mi ripeteva…”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/13/98651/">E&#8217; morto Oliviero Beha</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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