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	<title>sintomi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Salute. Dengue e malaria? guida ai sintomi e ai rimedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 18:31:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dengue o malaria? Sono due le zanzare responsabili, e diversa la tipologia di contagio. Ma in un mondo che viaggia nessuno è immune. &#8216;In Italia la malaria non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/27/salute-dengue-e-malaria-guida-ai-sintomi-e-ai-rimedi/">Salute. Dengue e malaria? guida ai sintomi e ai rimedi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dengue o malaria? </strong>Sono due le zanzare responsabili, e diversa la tipologia di contagio. Ma in un mondo che viaggia nessuno è immune. &#8216;In Italia la malaria non è presente e, dunque, possiamo stare tranquilli. In alcune zone del nostro Paese, in particolare nella zona del delta del Po, in Toscana e in Sicilia, sono state identificate zanzare del genere Anopheles ma non quelle capaci di trasmettere la malaria. La zanzara che trasmette la malaria vive in acque molto pulite e in Italia, Paese molto inquinato, è praticamente impossibile che trovi il suo habitat: sicuramente non prolifera nei tombini delle città. E non vi è allarme anche sul fronte della dengue, anche perché possiamo contare sul vaccino&#8217;. Lo spiega all&#8217;agenzia Dire la professoressa Susanna Esposito, ordinaria di pediatria all&#8217;Università di Parma, responsabile del Tavolo tecnico Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip) e presidente della Sipps Emilia-Romagna e della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (WAidid).<br>&#8216;Come sottolineato alcuni giorni fa dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia- prosegue l&#8217;esperta riferendosi al dengue- dobbiamo comunque tenere alta l&#8217;attenzione sull&#8217;eventuale arrivo di questi vettori provenienti da altri Paesi in cui è frequente e continuo il rischio di contrarre la malattia e che possono essere importati anche con merci trasportate da noi. È inoltre necessario mantenere alto il livello di sorveglianza ed effettuare tutte le operazioni di bonifica necessarie laddove si riscontrino focolai di infezioni trasmesse da vettori, come quelle realizzate con i droni lo scorso anno in Emilia-Romagna, quando la regione fu colpita dall&#8217;alluvione. La situazione è, comunque, sotto controllo&#8217;.<br>&#8216;È chiaro, però- precisa- che il cambiamento climatico impatta in maniera consistente sulla trasmissione di queste malattie, soprattutto con l&#8217;aumento delle temperature. Allo stesso tempo è indubbio che malaria e dengue, ma anche zika e chikungunya, rappresentino un grave rischio per la salute globale e si prevede che si espanderanno notevolmente nel prossimo futuro se non saranno sviluppate misure di contenimento adeguate&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LE DUE ZANZARE &#8211; </strong>&#8216;La malaria- evidenzia Susanna Esposito- è una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium. Il contagio avviene proprio attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Anopheles. Se la zanzara punge una persona già infetta con assunzione del sangue, preleva i microscopici Plasmodi, il parassita migra nella saliva dell&#8217;insetto e, dopo circa una settimana, i Plasmodi sono maturi e pronti per essere trasmessi a un soggetto sano del cui sangue la zanzara andrà a cibarsi. La malaria, oltre che dalla puntura di zanzara, può essere trasmessa o attraverso siringhe infette o trasfusioni sempre di sangue infetto. Non viene invece trasmessa sessualmente, né da persona a persona attraverso contatti di vario genere. È diffusa nelle zone calde e tropicali del mondo e, più raramente, la sua presenza si può registrare nelle zone a clima temperato&#8217;.<br>Nei Paesi occidentali, però, la malattia è praticamente assente. &#8216;Nelle zone in cui è endemica- afferma Susanna Esposito- la malaria rappresenta una delle principali cause di morte e viaggiare in aree tropicali e in via di sviluppo comporta un concreto rischio di contagio attraverso la puntura di una zanzara, a meno che non si faccia la profilassi&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SINTOMI MALARIA &#8211; </strong>Le specie più frequenti di parassiti che provocano la malaria negli uomini sono Plasmodium falciparum, Plasmodium vivax, Plasmodium ovale e Plasmodium malariae.<br>&#8216;Possono causare quattro forme diverse di malattia- rende noto- e la più pericolosa è quella diffusa nell&#8217;Africa subsahariana, causata dal Plasmodium falciparum. I sintomi della malaria includono brividi scuotenti, sintomi influenzali, febbre spesso molto elevata, vomito, diarrea e ittero, ovvero il colorito giallastro della cute e delle sclere. Nelle forme più gravi può causare una forte anemia e può arrivare a ostruire i capillari del cervello, la malaria cerebrale, o di altri organi vitali, come reni, milza, fegato&#8217;.<br>La professoressa Esposito informa poi che &#8216;oltre alle misure di protezione personale contro le punture di zanzara, quali zanzariere alle finestre e da letto impregnate con insetticida, uso di repellenti su cute e abiti, la chemioprofilassi è indicata per i viaggiatori diretti in aree endemiche. Non esiste un unico schema profilattico applicabile ovunque: pertanto la profilassi idonea per chi si reca in zona di endemia va studiata caso per caso. La scelta dei farmaci dipende principalmente dal Paese visitato, dalla tipologia di viaggio e dal tempo di permanenza.<br>Inoltre, nelle aree endemiche dopo il tramonto è raccomandato indossare abiti con le maniche lunghe e pantaloni lunghi evitando colori scuri, che sembrano attirare le zanzare&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ITALIA E MALARIA </strong>-L&#8217;Italia, come detto, non è interessata dalla presenza della malaria. &#8216;Sono passati 51 anni- ricorda Esposito- da quando, il 17 novembre del 1970, l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità-Oms dichiarò l&#8217;Italia ufficialmente libera dalla malaria&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SINTOMI DEL DENGUE &#8211;</strong>L&#8217;esperta accende poi i riflettori sulla dengue, che &#8216;è caratterizzata da febbre ed è tipica durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, a causa dei cambiamenti climatici, la dengue si è diffusa in molti Paesi europei&#8217;.<br>&#8216;Il problema- sottolinea la professoressa- è che la dengue viene trasmessa da un agente infettivo diverso, ovvero le zanzare del genere Aedes. Il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati numerosi casi trasmessi da Aedes albopictus, conosciuta come zanzara tigre. La zanzara tigre è autoctona anche nel nostro Paese e dalla sorveglianza dell&#8217;Istituto superiore di sanità sulle arbovirosi emerge come nel corso del 2023 in Italia siano stati riportati 362 casi di dengue, di cui 82 autoctoni&#8217;.<br>Susanna Esposito fa poi chiarezza. &#8216;Tra la dengue e la malaria, la più pericolosa è quest&#8217;ultima, non c&#8217;è ombra di dubbio. La letalità della malaria, se non viene curata o diagnosticata, è estremamente elevata. Solitamente la dengue non è fatale. In genere il paziente ha una febbre alta accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, un&#8217;eruzione cutanea che può apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall&#8217;insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini&#8217;.<br>&#8216;Non esiste un trattamento specifico per la dengue- aggiunge- e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. In qualche caso, la stanchezza può persistere per alcune settimane. Le seconde infezioni da virus della dengue sono abitualmente più gravi e possono causare manifestazioni emorragiche&#8217;.<br>Naturalmente va fatta una pronta diagnosi. &#8216;Una diagnosi- dichiara la responsabile del Tavolo tecnico Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip) e presidente della Sipps Emilia-Romagna e della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (WAidid)- che per quanto riguarda la malaria si basa sulla clinica e sulla diagnosi microscopica eseguita su striscio di sangue e goccia spessa, con eventuale supporto di test rapidi immuno-cromatografici e metodiche molecolari. La diagnosi di dengue è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più confermata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue. A fronte di un paziente che presenta febbre alta con brividi scotenti bisogna sempre informarsi su un suo eventuale viaggio in aree endemiche per malattie tropicali e arbovirosi. Se non c&#8217;è stato alcun viaggio e se i sintomi sono suggestivi per una dengue, è necessario comunque ricercare il virus e/o gli anticorpi specifici. Si tratta di un&#8217;informazione importante perché se una persona ha avuto la dengue, in realtà può essere soggetta una seconda volta a manifestazioni cliniche decisamente più gravi&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VACCINO &#8211;</strong> Il vaccino per la malaria è ancora in fase di studio ma, come detto, esiste una profilassi, che viene effettuata grazie alla somministrazione di farmaci differenti a seconda della destinazione. &#8216;In genere- dice ancora- l&#8217;associazione atovaquone/proguanil è quella oggi più utilizzata per i viaggi turistici. Il farmaco è raccomandato per viaggi fino a due settimane. Si prende il giorno prima di partire e tutti i giorni mentre si è in loco e si prosegue poi per una settimana, tutti i giorni, dopo il viaggio. Esiste anche la formulazione pediatrica e anche in questo caso la terapia è ben tollerata. Una alternativa spesso utilizzata è la meflochina, che ha un costo decisamente inferiore rispetto ad atovaquone/proguanil e che richiede la somministrazione una volta alla settimana e per quattro settimanale al rientro: può, però, causare maggiori effetti collaterali, tra cui disturbi del sonno, cefalea e vertigini&#8217;.<br>&#8216;Non esiste un farmaco antimalarico che possa dare la certezza assoluta di non venire contagiati- precisa- ma un&#8217;assunzione regolare permette nella peggiore delle ipotesi di prevenire gravi complicazioni. Alla luce di questa considerazione, oltre ad usare i farmaci, occorre sempre prendere misure precauzionali personali anti-zanzare&#8217;.<br>Per quanto riguarda la dengue è da poco arrivato il semaforo verde all&#8217;uso del vaccino. &#8216;Esiste un vaccino disponibile in Italia e approvato dall&#8217;Aifa e che ha un&#8217;efficacia dell&#8217;80% a 12 mesi dalla seconda dose. Attualmente il vaccino è raccomandato solo per persone residenti in aree endemiche e che abbiano avuto una precedente infezione da dengue, confermata attraverso dei test di laboratorio. Per quanto ci siano dei casi autoctoni nel nostro Paese, la sua somministrazione in Italia non è attualmente ritenuta necessaria. Per ridurre il rischio di epidemie di dengue, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia.<br>Ciò significa eliminare tutti i ristagni d&#8217;acqua in prossimità delle zone abitate, ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di Aedes&#8217;.<br>&#8216;Bisogna ricordare- conclude l&#8217;ordinaria di pediatria all&#8217;Università di Parma- che il clima sta cambiando diventando sempre più caldo e l&#8217;ambiente cittadino è perfetto per la zanzara tigre. Non esiste un sistema unico per combattere questi insetti, ma il metodo da usare è quello che punta alla disinfestazione contro le larve. Non dimentichiamo che la zanzara è &#8216;democratica&#8217;: punge tutti&#8217;.</p>
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		<title>Salute. Aumento disturbi sonno e ansia, ecco studio su lockdown</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/06/16/salute-aumento-disturbi-sonno-e-ansia-ecco-studio-su-lockdown/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 13:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disturbi del sonno, attacchi d&#8217;ansia, aumento dell&#8217;irritabilita&#8217;. Sono i sintomi piu&#8217; frequenti di cui hanno sofferto le bambine, i bambini e gli adolescenti nel nostro Paese durante l&#8217;isolamento&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Disturbi del sonno, attacchi d&#8217;ansia, aumento dell&#8217;irritabilita&#8217;. Sono i sintomi piu&#8217; frequenti di cui hanno sofferto le bambine, i bambini e gli adolescenti nel nostro Paese durante l&#8217;isolamento a casa per l&#8217;emergenza coronavirus. Lo evidenzia l&#8217;indagine sull&#8217;impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia, promossa dall&#8217;Irccs Giannina Gaslini di Genova e guidata dal neurologo Lino Nobili, che dirige il dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell&#8217;istituto. Il questionario e&#8217; stato raccolto a quindici giorni di distanza dall&#8217;inizio del lockdown, tra il 24 marzo e il 3 aprile.<br />
Dall&#8217;analisi delle risposte e&#8217; emerso che la situazione di isolamento ha determinato una condizione di stress con ripercussioni non solo sulla salute fisica, ma anche su quella emozionale-psichica, sia dei genitori che dei figli. &#8220;Ringrazio il Gaslini per l&#8217;impegno profuso anche in questa occasione a favore della salute dei piu&#8217; piccoli e degli adolescenti. È importante oggi essere consapevoli di quanto le misure assunte dal governo di chiusura e isolamento, che pure hanno messo in sicurezza la salute delle famiglie italiane, abbiano pesato su bambine, bambini e adolescenti. Sono loro quelli che hanno pagato un prezzo particolarmente alto durante il lockdown&#8221;, ha spiegato la sottosegretaria di Stato alla Salute, Sandra Zampa, nella conferenza stampa di presentazione dell&#8217;indagine. &#8220;Non poter andare a scuola, non poter vedere le proprie maestre e i propri compagni di classe, non poter correre e giocare in un parco con i propri amici li ha certamente penalizzati. Per questo- aggiunge Zampa- dobbiamo oggi fare in modo di accompagnarli per mano fuori per far ritorno a una quotidianita&#8217; che vorremmo fosse la piu&#8217; bella e sicura possibile. Dobbiamo fare in modo che alla fine di un&#8217;esperienza che ricorderanno per tutta la vita, si sentano piu&#8217; forti e sicuri, consapevoli che si puo&#8217; combattere e vincere anche una battaglia difficilissima come quella che abbiamo condiviso contro il Coronavirus&#8221;. Al questionario, sottoposto in forma anonima mediante la piattaforma Google Form e tramite il sito web dell&#8217;istituto, hanno aderito 6.800 soggetti da tutta Italia (in particolare dalle regioni del Nord e alta Toscana), di cui quasi la meta&#8217; (3.245) con figli minorenni a carico. Il 64.7% delle persone che hanno compilato il campione e&#8217; di sesso femminile, con un eta&#8217; media che si colloca nella fascia dei 40-45 anni. &#8220;L&#8217;Irccs Gaslini ha scelto di raccogliere durante il lockdown il prezioso e irripetibile contributo di quasi 7.000 famiglie in Italia, che ne descrivevano gli effetti sulla propria salute. L&#8217;analisi dei dati emersi consente ora di offrire risposte precoci e fondate ai tanti disturbi rilevati&#8221;, ha dichiarato Paolo Petralia, direttore generale del Gaslini.<br />
Questa ricerca e&#8217; &#8220;un ulteriore stimolo a recuperare al piu&#8217; presto, pur con le necessarie precauzioni, le opportunita&#8217; di interazione diretta tra coetanei, strumento essenziale per lo sviluppo emotivo e l&#8217;acquisizione di competenze&#8221;, ha aggiunto lo psichiatra Fabrizio Starace, membro della task force di Vittorio Colao per la ripartenza economica e sociale del Paese.<br />
L&#8217;indagine nel dettaglio:</p>
<p><strong>RISULTATI SUI BAMBINI 0-6 ANNI</strong> &#8211; Dall&#8217;analisi dei dati relativi alle famiglie con figli minori di 18 anni a carico (3.251 questionari) e&#8217; emerso che &#8220;nel 65% e nel 71% dei bambini con eta&#8217; rispettivamente minore o maggiore di 6 anni sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione. Per quel che riguarda i bambini al di sotto dei sei anni i disturbi piu&#8217; frequenti sono stati l&#8217;aumento dell&#8217;irritabilita&#8217;, disturbi del sonno e disturbi d&#8217;ansia (inquietudine, ansia da separazione)&#8221;.<br />
Sono questi i primi numeri forniti dal Gruppo di studio guidato da Nobili, tra cui Sara Uccella, specialista in Neuropsichiatria infantile (Npi) all&#8217;IRCCS G. Gaslini, Fabrizio De Carli, consulente statistico del Cnr di Genova; e il team della Npi, della Psicologia, dell&#8217;Unita&#8217; di Crisi, dell&#8217;ufficio Informazioni e Relazioni con il Pubblico del Gaslini.</p>
<p><strong>DATI NEI MINORI 6-18 ANNI</strong> &#8211; Nei bambini e adolescenti (eta&#8217; 6-18 anni) i disturbi piu&#8217; frequenti hanno interessato la &#8220;componente somatica&#8221; (disturbi d&#8217;ansia e somatoformi come la sensazione di mancanza d&#8217;aria) e i disturbi del sonno (difficolta&#8217; di addormentamento, difficolta&#8217; di riveglio per iniziare le lezioni per via telematica a casa). In particolare, in questa popolazione e&#8217; stata osservata una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al &#8220;ritardo di fase&#8221; (adolescenti che vanno a letto molto piu&#8217; tardi e non riescono a svegliarsi al mattino), come in una sorta di &#8220;jet lag&#8221; domestico. In questa popolazione di piu&#8217; grandi, si legge nella ricerca, e&#8217; stata inoltre riscontrata una aumentata instabilita&#8217; emotiva con irritabilita&#8217; e cambiamenti del tono dell&#8217;umore.</p>
<p>L&#8217;indagine del Gaslini mette sotto la lente di ingrandimento anche l&#8217;importanza del contesto familiare: <strong>INTERDIPENDENZA TRA MALESSERE FIGLI E GENITORI</strong> &#8211; &#8220;Il livello di gravita&#8217; dei comportamenti disfunzionali dei bambini/ragazzi correlava in maniera statisticamente significativa con il grado di malessere circostanziale dei genitori. All&#8217;aumentare di sintomi o comportamenti suggestivi di stress conseguenti alla condizione &#8216;Covid&#8217; nei genitori (disturbi d&#8217;ansia, dell&#8217;umore, disturbi del sonno, consumo di farmaci ansiolitici e ipnotici), i dati hanno mostrato un aumento dei disturbi comportamentali e della sfera emotiva nei bambini e negli adolescenti- affermano gli studiosi dell&#8217;IRCCS G. Gaslini- indipendentemente dalla pregressa presenza di disturbi della sfera psichica nei genitori.<br />
D&#8217;altra parte i disturbi della sfera emozionale dei genitori conseguenti alla &#8216;condizione Covid&#8217; sono risultati essere significativamente accentuati nel caso di pregresse problematiche di natura psichica. Inoltre, il malessere psichico dei genitori legato alla &#8216;condizione Covid&#8217; e&#8217; risultato significativamente piu&#8217; frequente e intenso nella famiglie al cui interno erano presenti sia persone anziane che bambini&#8221;.<br />
In conclusione questi dati preliminari sottolineano come la &#8220;situazione di confinamento abbia determinato una condizione di stress notevolmente diffusa, con ripercussioni significative a livello non solo della salute fisica ma anche di quella emozionale psichica dei genitori e dei bambini. Aver messo in atto dei percorsi di supporto psicologico e neuropsichiatrico alle famiglie e ai bambini, come e&#8217; stato fatto dal nostro Istituto- aggiunge il gruppo di studio guidato dal professore Nobili- non solo ha fornito un aiuto nella fase acuta, ma potrebbe ridurre i rischi di sintomalogie post-traumatiche perduranti nel tempo. Come espresso dal gruppo dell&#8217;University College of London, in collaborazione con il National Institute for Health (NIH), oltre alla necessita&#8217; di misure di controllo del rischio di contaminazione e&#8217; necessario mettere in atto procedure di tutela del benessere mentale sia delle popolazioni fragili che degli altri&#8221;.</p>
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		<title>Coronavirus. DPC:  &#8220;210.717 contagiati totali, 1389 più di ieri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 17:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ad oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus e&#8217; 210.717, con un incremento rispetto a ieri di 1.389 nuovi casi. Il numero totale di attualmente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/03/coronavirus-dpc-210-717-contagiati-totali-1389-piu-di-ieri/">Coronavirus. DPC:  &#8220;210.717 contagiati totali, 1389 più di ieri&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus e&#8217; 210.717, con un incremento rispetto a ieri di 1.389 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi e&#8217; di 100.179, con una decrescita di 525 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.501 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 38 pazienti rispetto a ieri. Lo riferisce la Protezione Civile nel bollettino quotidiano, precisando che 17.242 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 115 pazienti rispetto a ieri, 81.436 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 174 e portano il totale a 28.884. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 81.654, con un incremento di 1.740 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.926 in Lombardia, 15.638 in Piemonte, 9.045 in Emilia-Romagna, 7.299 in Veneto, 5.328 in Toscana, 3.551 in Liguria, 4.385 nel Lazio, 3.198 nelle Marche, 2.726 in Campania, 1.247 nella Provincia autonoma di Trento, 2.955 in Puglia, 2.203 in Sicilia, 1.087 in Friuli Venezia Giulia, 1.868 in Abruzzo, 665 nella Provincia autonoma di Bolzano, 183 in Umbria, 689 in Sardegna, 109 in Valle d&#8217;Aosta, 702 in Calabria, 194 in Basilicata e 181 in Molise.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/03/coronavirus-dpc-210-717-contagiati-totali-1389-piu-di-ieri/">Coronavirus. DPC:  &#8220;210.717 contagiati totali, 1389 più di ieri&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. Istituto superiore di Sanita&#8217;: &#8220;In media 8 giorni tra sintomi e decesso&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/03/18/coronavirus-istituto-superiore-di-sanita-in-media-8-giorni-tra-sintomi-e-decesso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 13:33:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[decessi]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto superiore di Sanita']]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nelle persone decedute positive al Covid-19 la terapia antibiotica e&#8217; stata quella piu&#8217; utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%), piu&#8217; raramente la terapia steroidea (27%)&#8221;.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/18/coronavirus-istituto-superiore-di-sanita-in-media-8-giorni-tra-sintomi-e-decesso/">Coronavirus. Istituto superiore di Sanita&#8217;: &#8220;In media 8 giorni tra sintomi e decesso&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nelle persone decedute positive al Covid-19 la terapia antibiotica e&#8217; stata quella piu&#8217; utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%), piu&#8217; raramente la terapia steroidea (27%)&#8221;. Lo afferma il Report dell&#8217;Istituto superiore di Sanita&#8217; sulle caratteristiche dei pazienti deceduti morti pubblicato sul sito Epicentro ed aggiornato a ieri. Il documento mostra anche i tempi mediani, in giorni, che trascorrono &#8220;dall&#8217;insorgenza dei sintomi al decesso (8 giorni), dall&#8217;insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (4 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (4 giorni)&#8221;. Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di 1 giorno piu&#8217; lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (5 giorni contro 4 giorni). &#8220;Il comune utilizzo di terapia antibiotica- si legge nel documento- puo&#8217; essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o e&#8217; compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di COVID-19. In 25 casi (14,9%) sono state utilizzate tutte 3 le terapie&#8221;. Per quanto riguarda le caratteristiche dei deceduti, il numero medio di patologie osservate in questa popolazione e&#8217; &#8220;di 2.7. Complessivamente, 3 pazienti, e non 12 come era stato indicato in precedenza per un refuso, presentavano 0 patologie (0,8% del campione), 89 (25,1%) presentavano 1 patologia, 91 presentavano 2 patologie (25.6%) e 172 (48,5%) presentavano 3 o piu&#8217; patologie&#8221;. Sempre su Epicentro e&#8217; stato pubblicato anche l&#8217;aggiornamento epidemiologico sui dati raccolti attraverso la piattaforma web dedicata. La degenza in un reparto di ricovero e&#8217; riportata &#8220;per 3.281 casi (13,1% dei casi totali); di questi 397 (12%) risultano ricoverati in terapia intensiva. Al 16 marzo 2020, 106 province italiane su 107 (tutte ad eccezione di Isernia) hanno segnalato almeno un caso di COVID-19. I casi si concentrano soprattutto nel nord Italia, in particolare in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, e nelle Marche dove sono stati segnalati al sistema di sorveglianza oltre 1.000 casi&#8221;, conclude il documento. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/18/coronavirus-istituto-superiore-di-sanita-in-media-8-giorni-tra-sintomi-e-decesso/">Coronavirus. Istituto superiore di Sanita&#8217;: &#8220;In media 8 giorni tra sintomi e decesso&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Autismo: dieta a basso indice glicemico allevia sintomi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/06/15/autismo-dieta-a-basso-indice-glicemico-allevia-sintomi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 11:34:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[indice glicemico]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe essere una scoperta di grandissima importanza per le persone malate di autismo e per le loro famiglie, quella proveniente dalla California. Una dieta a basso indice glicemico,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/15/autismo-dieta-a-basso-indice-glicemico-allevia-sintomi/">Autismo: dieta a basso indice glicemico allevia sintomi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe essere una scoperta di grandissima importanza per le persone malate di <strong>autismo </strong>e per le loro famiglie, quella proveniente dalla California. <strong>Una dieta a basso indice glicemico</strong>, simile a quella seguita dalle persone che soffrono di diabete, <strong>può alleviare i sintomi dell&#8217;autismo</strong>. Quando gli ingredienti principali sono <strong>frutta, verdura e cereali integrali</strong> si riducono i sintomi della malattia. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori californiani del <strong>Salk Institute for Biological Studies (Usa)</strong>, in uno studio pubblicato sulla rivista <strong>Molecular Psychiatry</strong>.</p>
<p>L&#8217;indice glicemico è una misura di quanto velocemente gli alimenti contenenti carboidrati, come pane o altri prodotti da forno, aumentano i livelli di glucosio nel sangue. Quelli che causano un picco elevato dei livelli di zucchero nel sangue per un periodo di due ore sono ad alto indice glicemico. Mentre quelli che non causano questo aumentano (verdure, pesce, carni magre e cereali) hanno un basso indice glicemico. Lo studio ha coinvolto dei topolini allevati per sviluppare sintomi simili all&#8217;autismo. Dopo averli sottoposti a diete diverse, i ricercatori hanno trovato che quelli che seguivano una dieta a basso indice glicemico riportavano <strong>sintomi dell&#8217;autismo più lievi</strong>, rispetto agli altri. Analizzando il cervello degli animali, i ricercatori hanno trovato segnali di produzione di nuovi neuroni più nei topi che hanno mangiato alimenti a basso indice glicemico rispetto a quelli che hanno consumato cibi ad altro indice glicemico, che al contrario hanno espresso più geni associati all&#8217;infiammazione. Lo studio ha anche suggerito un&#8217;associazione con l&#8217;ecosistema dei batteri intestinali, sui quali i ricercatori hanno deciso di concentrare la loro attenzione in futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/15/autismo-dieta-a-basso-indice-glicemico-allevia-sintomi/">Autismo: dieta a basso indice glicemico allevia sintomi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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