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	<title>siria Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Siria. Voci da Afrin: &#8220;Sisma devastante, ma restiamo sotto assedio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 17:28:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il nostro campo profughi è assediato: truppe turche e milizie pro-Ankara a nord e a est, gruppi armati vicini all&#8217;Iran a ovest, forze armate siriane a sud. Gli aiuti per sostenerci dopo il terremoto dovrebbero passare per decine di check-point e chi li volesse inviare dovrebbe pagare tasse molto care. Chiediamo alla comunità internazionale di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il nostro campo profughi è assediato: truppe turche e milizie pro-Ankara a nord e a est, gruppi armati vicini all&#8217;Iran a ovest, forze armate siriane a sud. Gli aiuti per sostenerci dopo il terremoto dovrebbero passare per decine di check-point e chi li volesse inviare dovrebbe pagare tasse molto care. Chiediamo alla comunità internazionale di fare lo sforzo di venire qui di persona e di aiutarci direttamente perché siamo isolati&#8221;. L&#8217;appello affidato all&#8217;agenzia Dire dal giornalista e attivista Jan Hasan arriva dal campo profughi per sfollati di Shahba, situato nel governatorato di Aleppo, nel nord della Siria, a meno di una cinquantina di chilometri dall&#8217;omologo capoluogo. La regione è fra quelle colpite dal terremoto che ha provocato vittime e distruzioni nella Turchia meridionale e appunto nel nord della Siria. Diverse scosse a partire dall&#8217;alba di ieri, fino a 7.9 gradi di magnitudo sulla scala Richter e con epicentro nella provincia turca di Kahramanmaras, le più forti, e poi anche di Gaziantep e altre. Oltre 5mila le vittime nei due Paesi, stando a fonti ufficiali. Hasan vive a Shabha insieme con circa 1.500 persone sfollate, dove coordina una piccola ong, ed è in contatto diretto con la sua città natale, Jeindireis. La località è un sobborgo di Afrin, città a maggioranza curda fra le più colpite dal sisma situata una quindicina di chilometri a nord-ovest, sempre nel governatorato di Aleppo. &#8220;Sono fuggito da Jeindireis dopo l&#8217;operazione militare turca del 2018 e mi sono stabilito con la mia famiglia qui&#8221;, riferisce parlando di Shabha. &#8220;Il campo profughi è costituito da tende e da case basse e questo ha fatto sì che i danni delle scosse siano stati pochi, solo alcune persone sono rimaste ferite. Abbiamo paura però e dormiamo in auto, mentre il clima è freddo e piovoso&#8221;. L&#8217;attivista continua: &#8220;La mia città natale è stata invece fra le più colpite dal terremoto: da quello che sappiamo 84 edifici sono rimasti completamente distrutti. Parliamo di una città di poco più di 25mila abitanti che rischia verosimilmente di avere circa 1000 vittime&#8221;. Gli effetti delle scosse hanno colpito Hasan anche personalmente. &#8220;Sono almeno 15 i miei parenti che hanno perso la vita, da quello che so al momento&#8221;, sospira il giornalista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terremoto ha colpito un Paese già debilitato da una guerra civile che dura dal 2011 e che nel corso degli anni ha determinato una divisione del territorio per zone di influenza di milizie, eserciti e potenze regionali. Shabha, dalla ricostruzione di Hasan, sembra essere emblematica della parcelizzazione che caratterizza il Paese: &#8220;Il campo è sostenuto dal Consiglio di Afrin e dalle autorità autonome della Siria del nord e del nord-est, anche con matrice curda. Questi organismi forniscono gratis elettricità, tre ore al giorno, e acqua potabile&#8221; spiega l&#8217;attivista. &#8220;L&#8217;area del governatorato di Aleppo dove ci troviamo noi è ufficialmente sotto il controllo delle milizie delle opposizioni siriane, sostenute direttamente dalla Turchia&#8221;. Il cronista prosegue: &#8220;Il villaggio che ospita il campo si trova in una posizione particolare, de facto assediata su tutti i fronti: i turchi, le milizie pro-Iran, e poi le forze armate al servizio del governo del presidente Bashar al-Assad, che hanno messo su numerosi check-point e che impongono il pagamento di pesanti tasse a chiunque provi a portare qualcosa gli abitanti del campo&#8221;. Da questa situazione deriva un sostanziale isolamento, che l&#8217;organizzazione gestita da Hasan, sostenuta dall&#8217;ong tedesca Sos Afrin della pastora Oliver Keske, è riuscita ad alleviare. &#8220;Siamo riusciti a consegnare dei cestini con del cibo agli abitanti, ma il blocco che ci è stato imposto è scioccante&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui l&#8217;appello alla comunità internazionale: &#8220;Venite qui e sosteneteci direttamente: non passate per il governo siriano, come fanno agenzie delle Nazioni Unite: quegli aiuti finiscono in larga parte nel nulla&#8221;. Le parole di Hasan giungono in un contesto di conflitto che neanche il terremoto, fra i più devastanti dell&#8217;ultimo secolo a detta di esperti concordanti, è riuscito a fermare. &#8220;Ieri&#8221;, riferisce l&#8217;attivista, &#8220;le truppe turche hanno sparato colpi di artiglieria verso i campi coltivati nei pressi del villaggio, solo per incutere terrore. Ormai ci siamo abituati a questo: Ankara colpisce ogni giorno&#8221;.</p>
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		<title>Turchia. Erdogan proclama sette giorni di lutto nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 19:32:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un comunciato ufficiale, il presidente ecep Tayyip Erdogan ha proclamato sette giorni di lutto nazionale in seguito ai due terremoti di magnitudo 7.8 e 7.6 che hanno colpito nell&#8217;arco di circa dodici ore ben dieci province del Paese: Kahramanmaras, Kilis, Diyarbakir, Adana, Osmaniye, Gaziantep, Sanlirurfa, Adiyaman, Malatya e Hatay. Il bilancio delle vittime è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In un comunciato ufficiale, il presidente ecep Tayyip Erdogan ha proclamato sette giorni di lutto nazionale in seguito ai due terremoti di magnitudo 7.8 e 7.6 che hanno colpito nell&#8217;arco di circa dodici ore ben dieci province del Paese: Kahramanmaras, Kilis, Diyarbakir, Adana, Osmaniye, Gaziantep, Sanlirurfa, Adiyaman, Malatya e Hatay. Il bilancio delle vittime è salito a 1.651 persone e i soccorritori continuano a scavare tra le macerie delle centinaia di edifici distrutti. Nella nota il capo del governo di Ankara ha aggiunto che le bandiere sventoleranno a mezz&#8217;asta dal tramonto di oggi fino a domenica 12 febbraio anche nelle sedi istituzionali della Turchia all&#8217;estero.</p>
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		<title>Cibo: allarme fame, in prossimi mesi 34 mln rischiano vita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/03/23/cibo-allarme-fame-in-prossimi-mesi-34-mln-rischiano-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 18:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fame nel mondo sta aumentando a livelli allarmanti in ben 20 Paesi e oltre 34 milioni di persone entro giugno &#8220;saranno a un passo dal perdere la vita per la mancanza di cibo&#8221;. A lanciare il monito e&#8217; lo studio &#8216;Hunger Hotspots&#8217; realizzato dall&#8217;Organizzazione per l&#8217;agricoltura e l&#8217;alimentazione (Fao) e del Programma alimentare mondiale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fame nel mondo sta aumentando a livelli allarmanti in ben 20 Paesi e oltre 34 milioni di persone entro giugno &#8220;saranno a un passo dal perdere la vita per la mancanza di cibo&#8221;. A lanciare il monito e&#8217; lo studio &#8216;Hunger Hotspots&#8217; realizzato dall&#8217;Organizzazione per l&#8217;agricoltura e l&#8217;alimentazione (Fao) e del Programma alimentare mondiale (Wfp), diffuso oggi.<br />
Secondo i due organismi Onu, il livello di fame piu&#8217; acuta si registra in Yemen, Sud Sudan e Nigeria settentrionale, con rispettivamente 16 milioni, 7 milioni e 13 milioni di persone per le quali entro l&#8217;estate l&#8217;accesso al cibo sara&#8217; a rischio. Qui &#8220;la popolazione deve fare i conti con livelli di fame acuta catastrofici&#8221;, si legge nello studio congiunto, e ci sono &#8220;famiglie in alcune zone del Sud Sudan e dello Yemen gia&#8217; a rischio di morte&#8221;. Il report continua: &#8220;Sebbene la maggior parte dei paesi colpiti si trovi in Africa, la fame acuta e&#8217; destinata a crescere vertiginosamente nella maggior parte delle regioni del mondo: in Afghanistan, in Siria, in Libano, e ad Haiti.<br />
All&#8217;origine di questa crisi, c&#8217;e&#8217; la combinazione di guerre e instabilita&#8217;, disastri naturali e cambiamenti climatici nonche&#8217; l&#8217;impatto della pandemia di Covid-19 sulle economie. Per porre fine a questa situazione, il direttore esecutivo del Wfp, David Beasley, suggerisce tre condizioni: &#8220;I combattimenti devono cessare, dobbiamo avere accesso alle comunita&#8217; vulnerabili per fornire aiuti salvavita e, soprattutto, abbiamo bisogno di piu&#8217; donazioni fino a 5,5 miliardi di dollari&#8221;.<br />
In particolare, i conflitti armati o altre forme di violenza secondo le due organizzazioni delle Nazioni Unite potrebbero &#8220;proseguire o aumentare di intensita&#8217;&#8221; in Afghanistan, Repubblica Centrafricana, Sahel centrale, Etiopia &#8211; e in particolare nella regione del Tigray &#8211; Nigeria settentrionale, Mozambico settentrionale, Somalia, Sud Sudan e Sudan.<br />
La pandemia di Covid-19 invece &#8220;continuera&#8217; ad avere un impatto su numerosi paesi in tutto il mondo, lasciandoli altamente vulnerabili agli shock economici. L&#8217;America Latina e&#8217; la regione piu&#8217; colpita dal declino economico- si legge ancora- e sara&#8217; la piu&#8217; lenta a riprendersi. In Medio Oriente, Yemen, Siria e Libano sono gravemente colpiti da un rapido deprezzamento della valuta e da un&#8217;inflazione alle stelle&#8221;.<br />
I disastri naturali tra cui il fenomeno atmosferico de La Nina e i cambiamenti climatici &#8220;continueranno ad aprile e maggio, causando fame in diverse parti del mondo, dall&#8217;Afghanistan a Madagascar e Corno d&#8217;Africa&#8221;.<br />
Le invasioni di locuste del deserto in Africa orientale e sulla costa del Mar Rosso &#8220;continuano a destare preoccupazione.<br />
Nell&#8217;Africa meridionale, in alcune parti dell&#8217;Angola, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe, le locuste migratorie africane minacciano di devastare i raccolti estivi. L&#8217;accesso sempre piu&#8217; limitato in alcuni paesi per aiutare le persone bisognose ha peggiorato le cose&#8221;.<br />
In aggiunta ai paesi gia&#8217; citati, crisi nelle produzioni e nell&#8217;approvvigionamento di cibo si registrano in Venezuela, El Salvador, Guatemala, Honduras, poi Sierra Leone, Liberia, Burkina Faso, Mali, Niger, Sudan e Somalia.</p>
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		<title>Siria. Mogherini(Ue): &#8220;Necessaria un&#8217;alleanza globale anti-Isis&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/siria-mogheriniue-necessaria-unalleanza-globale-anti-isis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 20:16:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Massimo impegno verra&#8217; assunto &#8220;nel richiedere l&#8217;immediata convocazione della coalizione globale anti-Isis&#8221;, come conseguenza dell&#8217;offensiva militare turca nel nord-est della Siria, e alla luce della &#8220;seria minaccia che il ritorno dell&#8217;Isis costituisce non solo per l&#8217;Unione europea, ma per l&#8217;intera regione e la comunita&#8217; internazionale&#8221;. Ad affermarlo e&#8217; l&#8217;Alto rappresentante per gli Affari esteri e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/siria-mogheriniue-necessaria-unalleanza-globale-anti-isis/">Siria. Mogherini(Ue): &#8220;Necessaria un&#8217;alleanza globale anti-Isis&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo impegno verra&#8217; assunto &#8220;nel richiedere l&#8217;immediata convocazione della coalizione globale anti-Isis&#8221;, come conseguenza dell&#8217;offensiva militare turca nel nord-est della Siria, e alla luce della &#8220;seria minaccia che il ritorno dell&#8217;Isis costituisce non solo per l&#8217;Unione europea, ma per l&#8217;intera regione e la comunita&#8217; internazionale&#8221;. Ad affermarlo e&#8217; l&#8217;Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza europea Federica Mogherini, al termine del Consiglio Ue per gli Affari esteri che si e&#8217; svolto quest&#8217;oggi a Lussemburgo. Tutti i ministri degli esteri, ha detto Mogherini, &#8220;hanno dato il loro importante contributo&#8221; per raggiungere &#8220;una posizione comune&#8221; sulla questione del conflitto siriano, con &#8220;una chiara condanna all&#8217;azione militare turca nel nord-est della Siria&#8221;. L&#8217;Alto rappresentante ha ringraziato tutti i ministri degli esteri Ue per l&#8217;impegno dimostrato &#8220;nel prendere chiare e dure opposizioni nazionali per quanto riguarda la politica delle esportazioni delle armi in Turchia&#8221;. Assicurando che sul tema esiste una &#8220;politica comune&#8221;, Mogherini ha detto che tale politica sara&#8217; &#8220;applicata da ogni Stato membro&#8221;. Impegno immediato e&#8217; stato espresso anche nell&#8217;affrontare la crisi umanitaria in atto, alla luce &#8220;di quanto si e&#8217; potuto accertare in queste ore nella regione nord-est siriana&#8221;. Infine, Mogherini ha concluso: &#8220;Vogliamo che la Commissione costituzionale per la Siria che si e&#8217; appena costituita tramite le Nazioni Unite possa iniziare immediatamente i propri lavori a Ginevra&#8221;, ribadendo il pieno sostegno e supporto delle istituzioni europee al lavoro dell&#8217;Onu. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/siria-mogheriniue-necessaria-unalleanza-globale-anti-isis/">Siria. Mogherini(Ue): &#8220;Necessaria un&#8217;alleanza globale anti-Isis&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Erdogan ordina l&#8217;attacco in Siria</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/09/erdogan-ordina-lattacco-in-siria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 18:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il via all’offensiva militare di Ankara nel nord della Siria è stato annunciato oggi dal presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Secondo il capo di Stato, l’obiettivo dell’avanzata è creare “una zona di sicurezza” al riparo dalle milizie curde. Nell’area, stando al governo di Ankara, potrebbe essere accolta parte dei circa tre milioni e 600mila [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/09/erdogan-ordina-lattacco-in-siria/">Erdogan ordina l&#8217;attacco in Siria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il via all’offensiva militare di Ankara nel nord della Siria è stato annunciato oggi dal presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Secondo il capo di Stato, l’obiettivo dell’avanzata è creare “una zona di sicurezza” al riparo dalle milizie curde. Nell’area, stando al governo di Ankara, potrebbe essere accolta parte dei circa tre milioni e 600mila profughi siriani oggi in territorio turco.</p>
<p>“Sono stato appena informato che la Turchia ha assunto un’iniziativa unilaterale sulla quale non posso che esprimere preoccupazione. La preoccupazione è che siano assunte iniziative che possano portare a un’ulteriore destabilizzazione della Regione, iniziative che possano finire per portare ulteriori sofferenze alla comunità locale”. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine dell’incontro con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, a Palazzo Chigi. La stessa preoccupazione che si evitino azioni che “destabilizzino” l’area è stata espressa da Stoltenberg.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/09/erdogan-ordina-lattacco-in-siria/">Erdogan ordina l&#8217;attacco in Siria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siria: Save the Children, ucciso un bambino al giorno ad Idlib</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2019 14:39:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In 17 giorni sono stati uccisi 17 bambini ad Idlib[1], in Siria. Uno ogni giorno. È il drammatico allarme lanciato da Save the Children, l&#8217;Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Secondo gli ultimi dati disponibili[2], almeno 39 incidenti hanno coinvolto strutture sanitarie dopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In 17 giorni sono stati uccisi 17 bambini ad Idlib[1], in Siria. Uno ogni giorno. È il drammatico allarme lanciato da Save the Children, l&#8217;Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati disponibili[2], almeno 39 incidenti hanno coinvolto strutture sanitarie dopo l&#8217;escalation della violenza iniziata alla fine di aprile. A causa dei continui rischi per le strutture sanitarie, le strumentazioni pesanti e i registri dei pazienti sono stati spostati per garantire che non vengano distrutti dai combattimenti in corso.</p>
<p>In meno di tre settimane sono stati registrati oltre 70.000 nuovi spostamenti. Dal primo maggio di quest&#8217;anno, sono stati registrati più di 590.000 nuovi episodi di evacuazione, con famiglie sfollate tre o quattro volte in pochi mesi. Le immagini satellitari mostrano che almeno 17 villaggi sono stati quasi completamente rasi al suolo, comprese le aree residenziali e commerciali, abitate da civili.</p>
<p>&#8220;Siamo profondamente preoccupati per i crescenti rischi per i bambini ad Idlib. Essi sono particolarmente esposti alle armi esplosive e sono stati coinvolti nelle violenze in corso nelle ultime settimane. Secondo i rapporti dei nostri partner, ad Idlib in 17 giorni, è stato ucciso almeno un bambino ogni giorno. Circa 40.000 bambini sono stati costretti a spostarsi, spesso non per la prima volta, nelle ultime tre settimane. Le scuole sono chiuse e le strutture sanitarie corrono enormi rischi nel continuare a operare. Il conflitto in Siria non è finito e i bambini di Idlib continuano a soffrire&#8221; ha dichiarato Sonia Khush, direttrice nazionale in Siria di Save the Children.</p>
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		<title>Siria: liberato Sergio Zanotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 17:54:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A conclusione di una complessa e delicata attivita&#8217; di intelligence, investigativa e diplomatica, condotta in maniera sinergica, in data odierna siamo riusciti a ottenere la liberazione di Sergio Zanotti, rapito in Siria nell&#8217;aprile 2016. Il nostro connazionale appare in buone condizioni generali e tra qualche ora rientrera&#8217; in Italia, a Roma. Un ulteriore successo delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A conclusione di una complessa e delicata attivita&#8217; di intelligence, investigativa e diplomatica, condotta in maniera sinergica, in data odierna siamo riusciti a ottenere la liberazione di Sergio Zanotti, rapito in Siria nell&#8217;aprile 2016. Il nostro connazionale appare in buone condizioni generali e tra qualche ora rientrera&#8217; in Italia, a Roma. Un ulteriore successo delle nostre Istituzioni e, in particolare, dell&#8217;Aise: a loro il mio piu&#8217; vivo e sentito ringraziamento&#8221;. Cosi&#8217; il presidente del consiglio Giuseppe Conte.</p>
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		<title>Siria. Ferito fotografo Micalizzi: &#8220;Non e&#8217; in pericolo di vita&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2019 16:59:25 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non&nbsp; e&#8217; in pericolo di vita e sara&#8217; presto trasferito in aereo in Italia, Gabriele Micalizzi, fotografo rimasto ferito in Siria: lo ha riferito il &#8216;Rojava Information Center&#8217;, portale che fa riferimento alle forze curdo-siriane in lotta contro il gruppo Stato islamico. Secondo questa ricostruzione, Micalizzi e&#8217; rimasto ferito nell&#8217;area di Deir Ezzor, dove la coalizione guidata dagli Stati Uniti con i soldati delle Forze democratiche siriane stava combattendo per liberare alcuni villaggi occupati dall&#8217;Is. Le foto di Micalizzi sono state pubblicate su testate internazionali come &#8216;New York Times&#8217;, &#8216;Newsweek&#8217; e &#8216;Wall Street Journal&#8217;. Il reporter ha fondato il collettivo Cesura Lab insieme a Luca Santese e Andrea Rocchelli, ucciso durante la guerra in Ucraina nel 2014. e</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/02/11/siria-ferito-fotografo-micalizzi-non-e-in-pericolo-di-vita/">Siria. Ferito fotografo Micalizzi: &#8220;Non e&#8217; in pericolo di vita&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siria. 2mila giorni senza padre Dall&#8217;Oglio, ma come lui sono migliaia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 17:57:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi ricorrono cinque anni e mezzo dalla scomparsa di padre Paolo Dall&#8217;Oglio, il missionario gesuita scomparso a Raqqa nel 2013. Le sue tracce si perdono il 29 luglio, giorno in cui incontro&#8217; miliziani islamisti per negoziare il rilascio di alcuni manifestanti. Quel gruppo di miliziani di li&#8217; a pochi mesi avrebbe fondato il cosiddetto Stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/29/siria-2mila-giorni-senza-padre-dalloglio-ma-come-lui-sono-migliaia/">Siria. 2mila giorni senza padre Dall&#8217;Oglio, ma come lui sono migliaia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ricorrono cinque anni e mezzo dalla scomparsa di padre Paolo Dall&#8217;Oglio, il missionario gesuita scomparso a Raqqa nel 2013. Le sue tracce si perdono il 29 luglio, giorno in cui incontro&#8217; miliziani islamisti per negoziare il rilascio di alcuni manifestanti. Quel gruppo di miliziani di li&#8217; a pochi mesi avrebbe fondato il cosiddetto Stato islamico. &#8220;La sorte del nostro fratello e padre fondatore Paolo Dall&#8217;Oglio e&#8217; ancora sconosciuta&#8221; hanno lamentato i confratelli di Mar Musa, la comunita&#8217; da lui fondata in Siria, che aveva tra i suoi obiettivi anche quello di incoraggiare il dialogo tra cristiani e musulmani. Nel messaggio diffuso a dicembre, in occasione del Natale, i correligionari di padre Paolo hanno lasciato un pensiero anche &#8220;per le migliaia di scomparsi della guerra siriana, di cui le famiglie non hanno notizie&#8221;. La questione dei &#8216;desaparecidos siriani&#8217; continua in effetti ad animare il dibattito internazionale, soprattutto da parte delle organizzazioni dei familiari degli scomparsi. Secondo il collettivo Families for freedom, centinaia di migliaia di siriani sono stati rapiti e uccisi dalle milizie armate, oppure torturati a morte nelle carceri del regime di Damasco, nel tentativo di reprime l&#8217;ondata di manifestazioni contro il governo iniziate nel 2011. Della maggior parte di questi detenuti politici si e&#8217; persa traccia, pertanto le comunita&#8217; della diaspora siriana chiedono non solo di ottenere informazioni sulla sorte dei loro cari, ma anche procedimenti giudiziari contro i responsabili.</p>
<p>Di recente, alcuni Paesi hanno deciso di riaprire le loro ambasciate in Siria, oppure hanno manifestato la volonta&#8217; di farlo. Tra questi anche l&#8217;Italia, che a inizio anno si e&#8217; detta pronta a &#8220;valutare&#8221; uno sviluppo del genere. Una posizione che contraddice la volonta&#8217; di Francia, Germania e Regno Unito di mantenere isolato il governo di Bashar Al-Assad: &#8220;E&#8217; un fatto scioccante&#8221; dichiara all&#8217;agenzia &#8216;Dire&#8217; Noura Ghazi Safadi, moglie del noto blogger Bassel Safadi, giustiziato dopo 4 anni di reclusione per il suo attivismo online. Noura e&#8217; anche membro di Families for freedom: &#8220;E&#8217; un fatto molto negativo &#8211; dice &#8211; perche&#8217; segna da un lato la fine dell&#8217;impegno della comunita&#8217; internazionale, e dall&#8217;altro la vittoria del regime. Cosi&#8217; la popolazione siriana ha perso la possibilita&#8217; di ottenere giustizia per i crimini commessi dagli esponenti del regime. Inoltre, in questo modo noi siriani veniamo lasciati senza garanzie per la nostra sicurezza e il nostro desiderio di tornare nel nostro Paese. E&#8217; frustrante vedere che gli interessi individuali delle altre nazioni prevalgano su quello di milioni di civili siriani&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/29/siria-2mila-giorni-senza-padre-dalloglio-ma-come-lui-sono-migliaia/">Siria. 2mila giorni senza padre Dall&#8217;Oglio, ma come lui sono migliaia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra finché siamo in tempo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/04/14/portare-litalia-fuori-dal-sistema-di-guerra-finche-siamo-in-tempo/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2018 18:08:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’attacco missilistico condotto da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia contro la Repubblica Araba Siriana, Stato sovrano membro delle Nazioni Unite, viola ogni più elementare norma del diritto internazionale. È un crimine di guerra compiuto dagli aggressori in base a un’accusa, rivolta al Governo siriano, rivelatasi falsa. Vi sono prove inconfutabili che l’attacco chimico a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/14/portare-litalia-fuori-dal-sistema-di-guerra-finche-siamo-in-tempo/">Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra finché siamo in tempo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attacco missilistico condotto da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia contro la Repubblica Araba Siriana, Stato sovrano membro delle Nazioni Unite, viola ogni più elementare norma del diritto internazionale.</p>
<p>È un crimine di guerra compiuto dagli aggressori in base a un’accusa, rivolta al Governo siriano, rivelatasi falsa. Vi sono prove inconfutabili che l’attacco chimico a Duma è stato una messa in scena organizzata dai servizi segreti occidentali. Non a caso Stati uniti, Gran Bretagna a Francia hanno lanciato i missili contro la Siria nel momento in cui stavano arrivando gli ispettori Onu.</p>
<p>L’Italia, anche se non ha direttamente partecipato all’aggressione come invece ha fatto nel 2011 contro la Libia, ne condivide la responsabilità. L’operazione bellica è stata diretta e supportata dai comandi e dalle basi Usa/Nato in Italia.</p>
<p>La Nato, di cui l’Italia è paese membro, ha ufficialmente dichiarato il proprio appoggio a questa azione bellica effettuata dalle tre maggiori potenze dell’Alleanza.</p>
<p>Non si sa ancora quali saranno le conseguenze di questo atto di guerra, compiuto volutamente contro la Russia intervenuta a sostegno della Repubblica Araba Siriana, Stato che Usa e Nato vogliono demolire come hanno già fatto sette anni fa con quello libico.</p>
<p>È comunque certo che, proseguendo lungo questa via, si va alla catastrofe.</p>
<p>Che fare? In Italia non c’è che un modo per contribuire a disinnescare questa disastrosa escalation: rifiutare che il nostro territorio nazionale sia usato quale una sorta di portaerei per le guerre Usa/Nato nel Mediterraneo.</p>
<p>Occorre per questo battersi perché il nostro territorio nazionale sia liberato dalla presenza di comandi e basi anche nucleari Usa/Nato; perché l’Italia, in base all’Articolo 11 della propria Costituzione, esca da questo sistema di guerra.</p>
<p>Per fare questo non c’è che un modo: uscire dalla Nato assumendo lo status di Paese sovrano e neutrale.</p>
<p>COMITATO NO GUERRA NO NATO</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/14/portare-litalia-fuori-dal-sistema-di-guerra-finche-siamo-in-tempo/">Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra finché siamo in tempo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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