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	<title>Sismicità Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoti. Etna, da INGV mappa zone maggiore pericolosità sismica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 14:46:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 26 dicembre 2018 una scossa sismica di magnitudo Mw 4.9 ha interessato il fianco sud-orientale dell&#8217;Etna, causando ingenti danni alle zone urbane di nove comuni etnei. Su&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/31/terremoti-etna-da-ingv-mappa-zone-maggiore-pericolosita-sismica/">Terremoti. Etna, da INGV mappa zone maggiore pericolosità sismica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 dicembre 2018 una scossa sismica di magnitudo Mw 4.9 ha interessato il fianco sud-orientale dell&#8217;Etna, causando ingenti danni alle zone urbane di nove comuni etnei. Su impulso del Commissario straordinario designato dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la ricostruzione dell&#8217;area etnea, l&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) ha messo a disposizione l&#8217;esperienza di ricercatori altamente specializzati nel rilevamento geo-strutturale e nella pianificazione territoriale di aree vulcano-tettoniche attive, per l&#8217;elaborazione di una mappa statica ed interattiva (WebGIS) delle &#8220;microzone omogenee&#8221; delle faglie etnee attivate dal sisma del 2018, pubblicata nei giorni scorsi dal Commissario (https://commissariosismaareaetnea.it/). La mappa &#8211; spiega una nota INGV &#8211; e&#8217; frutto del lavoro di un team di esperti coordinato da Marco Neri, ricercatore dell&#8217;INGV in comando presso la Struttura Commissariale, e composto anche da geologi del Genio Civile di Catania e dell&#8217;Agenzia Invitalia. Nella mappa si individuano sia le faglie che si sono attivate in occasione del sisma, sia le zone di maggiore pericolosita&#8217; sismica nel territorio, distinguendole in Zone di Attenzione (ZAFAC), Zone di Suscettibilita&#8217; (ZSFAC) e Zone di Rispetto (ZRFAC). Il team di ricercatori e professionisti individuati dal Commissario ha lavorato confrontando i rilievi geostrutturali di terreno con i numerosi studi (aerofotogrammetrici, geofisici, satellitari) pubblicati su riviste scientifiche nazionali ed internazionali e avvalendosi, inoltre, dei dati acquisiti dal gruppo specializzato EMERGEO dell&#8217;INGV. Tutte le fasi dello studio sono state condivise con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale e della Regione Siciliana.</p>
<p>&#8220;Questa esperienza e&#8217; stata particolarmente importante&#8221;, spiega Carlo Doglioni, presidente dell&#8217;INGV, &#8220;giacche&#8217; la ricerca scientifica e&#8217; stata letteralmente &#8220;applicata&#8221; al territorio, traducendo in una forma comprensibile alcune attivita&#8217; di studio estremamente complesse e condotte dall&#8217;INGV, offrendole a tutta la popolazione con risvolti di grande utilita&#8217; pubblica&#8221;. Si tratta di &#8220;un risultato importante ed imprescindibile per la Struttura Commissariale e per le popolazioni terremotate, poiche&#8217; consente di procedere rapidamente ed in sicurezza alla ricostruzione del territorio interessato dal sisma&#8221;, aggiunge il Commissario Salvatore Scalia. &#8220;Le persone sono consapevoli della pericolosita&#8217; geo-vulcanologica e sismica dell&#8217;Etna, ma il sisma del 26 dicembre 2018, diversamente da altri eventi del passato, ha prodotto anche una vistosa &#8220;fagliazione superficiale&#8221; del territorio che e&#8217; stato possibile mappare con precisione, delle vere e proprie spaccature del terreno che si sono propagate anche nelle aree urbanizzate, danneggiandole gravemente&#8221;, prosegue Marco Neri. In questi casi, quindi, per una ottimale gestione del territorio si deve tener conto non soltanto dello &#8220;scuotimento&#8221; generato dal sisma ma, altresi&#8217;, considerare l&#8217;esistenza delle fratture superficiali che hanno prodotto una deformazione permanente del suolo e che condizionano, quindi, le scelte da operare nella pianificazione della ricostruzione.</p>
<p>Per la migliore conoscenza e diffusione possibile dei risultati raggiunti dall&#8217;importante lavoro, segnala INGV, la mappa e&#8217; stata pubblicata sul sito del Commissario ed alcuni contenuti sono stati digitalizzati, semplificati e resi disponibili anche attraverso un&#8217;applicazione WebGIS, ovvero mediante una elaborazione grafica di immediata comprensione e facilmente accessibile attraverso qualunque supporto informatico, compreso i comuni smartphone. Il WebGIS permette di &#8220;navigare&#8221; sul territorio scegliendo tra diversi tipi di visualizzazione geografica, evidenziando le faglie e le zone pericolose ed individuando la posizione di un determinato sito di interesse, come la propria casa, semplicemente digitando il suo indirizzo nell&#8217;apposita casella dell&#8217;applicazione. La mappa interattiva sara&#8217; eventualmente aggiornata man mano che verranno acquisite le ulteriori risultanze delle indagini geologiche e geofisiche previste dal Commissario per ogni singola istanza di contributo per la ricostruzione. &#8220;La mappa risulta quindi importante sia per la gestione dell&#8217;attuale fase di ricostruzione delle zone terremotate, sia per la pianificazione territoriale futura dei siti interessati&#8221;, conclude il Commissario Salvatore Scalia.</p>
<p><strong>Link alle Mappe delle microzone omogenee delle faglie attive e capaci (FAC): </strong><br />
<strong><a href="https://commissariosismaareaetnea.it/ente/mappe-delle-microzone-omogenee-delle-faglie-attive-e-capaci-fac/">https://commissariosismaareaetnea.it/ente/mappe-delle-microzone-omogenee-delle-faglie-attive-e-capaci-fac/</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/31/terremoti-etna-da-ingv-mappa-zone-maggiore-pericolosita-sismica/">Terremoti. Etna, da INGV mappa zone maggiore pericolosità sismica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, forte scossa al Nord Italia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/09/22/terremoto-forte-scossa-al-nord-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 13:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle 14:58 di oggi pomeriggio, una forte scossa di terremoto, di magnitudo 3.8, ha colpito il Friuli Venezia Giulia. L’epicentro si è verificato a Zuglio, circa 3 km&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/22/terremoto-forte-scossa-al-nord-italia/">Terremoto, forte scossa al Nord Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 14:58 di oggi pomeriggio, una forte scossa di terremoto, di magnitudo 3.8, ha colpito il Friuli Venezia Giulia. L’epicentro si è verificato a Zuglio, circa 3 km a NW di Tolmezzo (UD). Il terremoto è stato avvertito in tutto l&#8217;alto Friuli ma anche a Udine e Pordenone. La profondità stimata è stata di circa 13.3 Km. Al momento non ci sarebbero danni a cose o persone.</p>
<p>L&#8217;area Italo-Mediterranea è fortemente ballerina da ieri con la scossa in <a href="http://www.improntalaquila.com/2019/09/21/terremoto-in-albania-paura-in-puglia/">Albania di 5.8</a> e quella di ieri sera in Campania di 4.3</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/22/terremoto-forte-scossa-al-nord-italia/">Terremoto, forte scossa al Nord Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sismicità, ricerca e sicurezza dei cittadini. Sismologo Ortolani: &#8220;Qualcosa non va!&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/11/01/sismicita-ricerca-e-sicurezza-dei-cittadini-sismologo-ortolani-qualcosa-non-va/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 19:38:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;esempio del terremoto del 30 ottobre 2016. Stiamo assistendo agli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 nella zona di Amatrice e propagatisi il 30 ottobre 2016 fino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/01/sismicita-ricerca-e-sicurezza-dei-cittadini-sismologo-ortolani-qualcosa-non-va/">Sismicità, ricerca e sicurezza dei cittadini. Sismologo Ortolani: &#8220;Qualcosa non va!&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esempio del terremoto del 30 ottobre 2016.<br />
Stiamo assistendo agli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 nella zona di Amatrice e propagatisi il 30 ottobre 2016 fino alla zona di Norcia con un terremoto di 6,5 di magnitudo che ha ampliato l’area devastata e danneggiata.<br />
I rilievi satellitari evidenziano che con quest’ultimo terremoto si è determinato un abbassamento della superficie del suolo fino al massimo di circa 70 cm.<br />
Un aspetto molto importante riguarda le accelerazioni di gravità misurate che sono circa il doppio dei valori che vanno adottati nei calcoli delle strutture antisismiche.<br />
Questi terremoti sono una &#8220;sorpresa geologica&#8221;, o meglio la magnitudo dell&#8217;evento del 30 ottobre 2016 rappresenta una &#8220;sorpresa geologica&#8221;?<br />
NO!</p>
<p>Nel 2003 due colleghi,<strong> Fabrizio Galadini</strong> dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, CNR, Roma, e <strong>Paolo Galli</strong> del Servizio Sismico Nazionale, DPC (Dipartimento della Protezione Civile), Roma, hanno pubblicato sulla rivista scientifica ANNALS OF GEOPHYSICS, VOL. 46, N. 5, October 2003, la nota scientifica dal titolo “Paleoseismology of silent faults in the Central Apennines (Italy): the Mt. Vettore and Laga Mts. Faults.”<br />
In questa nota gli autori evidenziano che le faglie del Monte Vettore da diversi secoli non hanno causato terremoti e che, per la lunghezza della faglia, ben individuata con rilievi geomorfologici, strutturali e con trincee, si possono originare terremoti fino alla magnitudo di 6,5.<br />
Gli autori evidenziano pure che conseguentemente alla loro ricerca dovevano essere elaborati scenari con la previsione dei danni attesi in relazione ad un futuro terremoto di magnitudo 6,5 essendo l’area caratterizzata da vari centri abitati con numero di abitanti variabile da qualche migliaio a circa 10.000.</p>
<p><strong>I colleghi citati, autori di questa pregevole ricerca, lavorano in istituzioni pubbliche e la ricerca è stata finanziata con il denaro pubblico; i prodotti delle loro ricerche sono fondamentali per avere un quadro dettagliato del pericolo rappresentato dalle faglie attive e dai terremoti che esse possono innescare.</strong><br />
<strong> I risultati delle loro ricerche, pertanto, costituiscono conoscenze a disposizione dei responsabili istituzionali nazionali e locali che devono tenerne conto per agire in modo da attenuare i rischi per i cittadini, il patrimonio abitativo, artistico e culturale.</strong><br />
<strong> Si presume che i dati della ricerca citata siano stati trasmessi ai responsabili istituzionali citati.</strong><br />
<strong> A giudicare dai risultati conseguenti ai terremoti succedutisi da agosto ad ottobre sembra che non sia stato fatto tesoro dei risultati della pregevole ricerca geologica pubblicata da Galadini e Galli ben 13 anni fa.</strong><br />
<strong> Come mai?</strong><br />
<strong> E&#8217; evidente che qualcosa non va!</strong><br />
<strong> Si ravvisa una omissione di atti d&#8217;ufficio?</strong></p>
<p>Se non si utilizzano in tempo reale i validi ed innovativi risultati, conseguiti dai geologi, per mitigare gli effetti di futuri terremoti, perchè si finanziano le loro ricerche?<br />
Non credo che si faccia per &#8220;tenerli buoni&#8221; e dare loro un contentino.<br />
Si tratta di ricerche i cui risultati devono avere una immediata applicazione.<br />
Ora fa rabbia leggere che i due autori citati ricevono solo i complimenti per la validità delle loro ricerche e constatare che a niente sono serviti i risultati acquisiti 13 anni fa.<br />
Si, perchè il terremoto del 30 ottobre 2016 è stato di magnitudo 6,5 proprio come previsto da Galadini e Galli nel 2003.</p>
<p><strong>Da cittadino mi domando: chi doveva utilizzare questi dati dal 2003 e non lo ha fatto, perchè non lo ha fatto?</strong></p>
<p style="text-align: right;">Franco Ortolani</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/01/sismicita-ricerca-e-sicurezza-dei-cittadini-sismologo-ortolani-qualcosa-non-va/">Sismicità, ricerca e sicurezza dei cittadini. Sismologo Ortolani: &#8220;Qualcosa non va!&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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