Sismicità, ricerca e sicurezza dei cittadini. Sismologo Ortolani: “Qualcosa non va!”

L’esempio del terremoto del 30 ottobre 2016. Stiamo assistendo agli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 nella zona di Amatrice e propagatisi il 30 ottobre 2016 fino alla zona di Norcia con un terremoto di 6,5 di magnitudo che ha ampliato l’area devastata e danneggiata. I rilievi satellitari evidenziano che con quest’ultimo terremoto si […]

L’esempio del terremoto del 30 ottobre 2016.
Stiamo assistendo agli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 nella zona di Amatrice e propagatisi il 30 ottobre 2016 fino alla zona di Norcia con un terremoto di 6,5 di magnitudo che ha ampliato l’area devastata e danneggiata.
I rilievi satellitari evidenziano che con quest’ultimo terremoto si è determinato un abbassamento della superficie del suolo fino al massimo di circa 70 cm.
Un aspetto molto importante riguarda le accelerazioni di gravità misurate che sono circa il doppio dei valori che vanno adottati nei calcoli delle strutture antisismiche.
Questi terremoti sono una “sorpresa geologica”, o meglio la magnitudo dell’evento del 30 ottobre 2016 rappresenta una “sorpresa geologica”?
NO!

Nel 2003 due colleghi, Fabrizio Galadini dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, CNR, Roma, e Paolo Galli del Servizio Sismico Nazionale, DPC (Dipartimento della Protezione Civile), Roma, hanno pubblicato sulla rivista scientifica ANNALS OF GEOPHYSICS, VOL. 46, N. 5, October 2003, la nota scientifica dal titolo “Paleoseismology of silent faults in the Central Apennines (Italy): the Mt. Vettore and Laga Mts. Faults.”
In questa nota gli autori evidenziano che le faglie del Monte Vettore da diversi secoli non hanno causato terremoti e che, per la lunghezza della faglia, ben individuata con rilievi geomorfologici, strutturali e con trincee, si possono originare terremoti fino alla magnitudo di 6,5.
Gli autori evidenziano pure che conseguentemente alla loro ricerca dovevano essere elaborati scenari con la previsione dei danni attesi in relazione ad un futuro terremoto di magnitudo 6,5 essendo l’area caratterizzata da vari centri abitati con numero di abitanti variabile da qualche migliaio a circa 10.000.

I colleghi citati, autori di questa pregevole ricerca, lavorano in istituzioni pubbliche e la ricerca è stata finanziata con il denaro pubblico; i prodotti delle loro ricerche sono fondamentali per avere un quadro dettagliato del pericolo rappresentato dalle faglie attive e dai terremoti che esse possono innescare.
I risultati delle loro ricerche, pertanto, costituiscono conoscenze a disposizione dei responsabili istituzionali nazionali e locali che devono tenerne conto per agire in modo da attenuare i rischi per i cittadini, il patrimonio abitativo, artistico e culturale.
Si presume che i dati della ricerca citata siano stati trasmessi ai responsabili istituzionali citati.
A giudicare dai risultati conseguenti ai terremoti succedutisi da agosto ad ottobre sembra che non sia stato fatto tesoro dei risultati della pregevole ricerca geologica pubblicata da Galadini e Galli ben 13 anni fa.
Come mai?
E’ evidente che qualcosa non va!
Si ravvisa una omissione di atti d’ufficio?

Se non si utilizzano in tempo reale i validi ed innovativi risultati, conseguiti dai geologi, per mitigare gli effetti di futuri terremoti, perchè si finanziano le loro ricerche?
Non credo che si faccia per “tenerli buoni” e dare loro un contentino.
Si tratta di ricerche i cui risultati devono avere una immediata applicazione.
Ora fa rabbia leggere che i due autori citati ricevono solo i complimenti per la validità delle loro ricerche e constatare che a niente sono serviti i risultati acquisiti 13 anni fa.
Si, perchè il terremoto del 30 ottobre 2016 è stato di magnitudo 6,5 proprio come previsto da Galadini e Galli nel 2003.

Da cittadino mi domando: chi doveva utilizzare questi dati dal 2003 e non lo ha fatto, perchè non lo ha fatto?

Franco Ortolani