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	<title>Somalia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Somalia: Save the Children, oltre 55mila bambini a rischio a causa dei tagli agli aiuti umanitari</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/15/somalia-save-the-children-oltre-55mila-bambini-a-rischio-a-causa-dei-tagli-agli-aiuti-umanitari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 17:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[bambini a rischio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Almeno 55mila bambine e bambini sostenuti da Save the Children in Somalia[1] perderanno l&#8217;accesso ai servizi nutrizionali salvavita entro giugno, a causa dei tagli agli aiuti umanitari che costringeranno alla chiusura 121 centri di assistenza gestiti dall&#8217;Organizzazione.&#160; Save the Children è la più grande Organizzazione che fornisce servizi sanitari e nutrizionali ai bambini in Somalia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/15/somalia-save-the-children-oltre-55mila-bambini-a-rischio-a-causa-dei-tagli-agli-aiuti-umanitari/">Somalia: Save the Children, oltre 55mila bambini a rischio a causa dei tagli agli aiuti umanitari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Almeno 55mila bambine e bambini sostenuti da Save the Children in Somalia<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=9%3dFZIeD%26B%3dH%26J%3dGQLd%26z%3dWNYG%26K%3dyP5F0_Nbsg_YL_Hhya_RW_Nbsg_XQIrRpJyAn8zHoHvJB.Iy7357KtDA.9zC_9wdp_Il49AA4_Hhya_RWoeac5-NE4Qy5_9wdp_IlOEtQx55Pt_Hhya_RLXK36Jo9CE49_9wdp_IlNE4Qy5_9wdp_IlNE4Qy9t7A96Jp_Hhya_RWsp4z7_3qjv_CftO_3qjv_CUIfp_Hhya_RLXKD6Pp_Hhya_RLXKIA7xFr_Nbsg_XQRQXF_Hhya_RWid_Hhya_RLXKQQc-CZIa-dE47w9r_Nbsg_X7l1rFRQ8lCsEy9_9wdp_IaCZr_Nbsg_XFRQNtItDtE_9wdp_IaCZr_Nbsg_XFRQ9lK07_3qjv_CUIfo5z_Nbsg_XFRQPl73E_3qjv_CUIfl73E_3qjv_CUIfl9BPt_Hhya_RLXKK47y9A739-Ha-KU-IfCU.uKnN_9wdp_IY_qJ5W%26o%3dCBO73J.JpJ%26zO%3dHQIf%265I%3dIfCUQaBUQcDQQb%26s%3d3u9JZM7CTwdqXw9qXNaqRMWD5r9CYvcl6vaE5req5P8DQQ9B2IXo3Q7BTuBK2vbJ&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a> perderanno l&#8217;accesso ai servizi nutrizionali salvavita entro giugno, a causa dei tagli agli aiuti umanitari che costringeranno alla chiusura 121 centri di assistenza gestiti dall&#8217;Organizzazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children è la più grande Organizzazione che fornisce servizi sanitari e nutrizionali ai bambini in Somalia, assistendone ogni anno circa 260mila. I tagli agli aiuti umanitari annunciati all&#8217;inizio del 2025, provocheranno l&#8217;interruzione a giugno dei servizi di più di un quarto (27%) delle strutture sanitarie e nutrizionali sostenute nel Paese, mettendo a rischio la vita di almeno 55mila bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tagli agli aiuti, i continui sfollamenti dovuti agli attacchi dei gruppi armati e le precipitazioni inferiori alla media stanno aggravando la situazione umanitaria dei bambini nel Paese. Secondo i dati della Food Security and Nutrition Analysis Unit<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=5%3dKfPaI%26H%3dO%26F%3dLWSZ%265%3dcUUL%26Q%3d6L0LG_Jgyn_UQ_Nouf_Xd_Jgyn_TVOyNuP67sD7DtN3FG.O638ADGyJH.55I_Fsiv_Ph9EH79_Nouf_Xdkjgj1-SKAM4A_Fsiv_PhTK1M3ABLy_Nouf_XSTP9CFtEJA9E_Fsiv_PhSKAM4A_Fsiv_PhSKAM4E13FECFu_Nouf_Xdou073_8wqr_Hl1K_8wqr_HaPbu_Nouf_XSTPJCLu_Nouf_XSTPOH33Ly_Jgyn_TVXXTK_Nouf_Xdei_Nouf_XSTPWXY-HfPW-iKA32Ey_Jgyn_T3q7yKXX4qIzA4E_Fsiv_PWHfy_Jgyn_TKXXJyO10yK_Fsiv_PWHfy_Jgyn_TKXX5qQG3_8wqr_HaPbtA7_Jgyn_TKXXLqC0A_8wqr_HaPbqC0A_8wqr_HaPbqEILy_Nouf_XSTPQA34EH38E-OW-Pa-PbHa.2GsT_Fsiv_PU_vPBT%26t%3dIIKB9Q.FuP%267K%3dMWPb%260O%3dPbHaXWGaXYIWXX%26x%3ddRTNa3XufS8GeXaMf3aJ84SGXR5Mf2UuYX4J9U6IXS6vAySM82UHcT6HZ1buW25O&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[2]</a>, quest&#8217;anno in Somalia 1,8 milioni di bambini affronteranno la malnutrizione acuta e 479mila la malnutrizione acuta grave che, se non curata e può essere letale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Baidoa, nel sud della Somalia, è particolarmente colpita dalla siccità e dal conflitto e attualmente ospita circa 800mila sfollati interni. Ma purtroppo è anche una delle aree in cui l&#8217;impatto dei tagli costringerà Save the Children a chiudere tutte le proprie strutture nutrizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fatima*, 25 anni, vive in un campo sfollati a Baidoa. È fuggita dal suo villaggio dopo che una lunga siccità ha danneggiato i raccolti della famiglia e ucciso il bestiame, lasciando lei e suo marito senza alcun mezzo per sfamare i propri figli. Di recente, un operatore di Save the Children ha diagnosticato a suo figlio, Fardowso*, di 1 anno, una grave malnutrizione acuta: il bambino ha ricevuto tutte le cure, i farmaci e gli alimenti ad alto contenuto nutritivo necessari presso un centro sostenuto da Save the Children e ora sta iniziando a recuperare peso e a riprendersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Se non potessimo ricevere medicinali e supporto nutrizionale qui, non avremmo altra scelta che assistere inermi alla morte dei nostri figli – ha dichiarato Fatima* &#8211; Qui non ci sono altri servizi, quindi non potremo fare altro che veder peggiorare progressivamente le loro condizioni&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entro la fine della stagione delle piogge, a giugno, si prevede che le cliniche sostenute da Save the Children a Baidoa arriveranno al limite. Si tratta infatti del periodo dell&#8217;anno in cui la fame e la malnutrizione normalmente aumentano in Somalia, ma a fronte di un aumento dell&#8217;11% del numero dei bambini gravemente malnutriti rispetto al 2024<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=4%3dNc2ZL%26E%3d1%26E%3dOT5Y%268%3dZ7TO%26N%3dhKCIs_IjvP_TT_KQti_UF_IjvP_SYLaMxMh6vAiCwKeEJ.Lh2A8pF2Gt.48F_rrls_2gBBt6B_KQti_UFjmdLz-VHmL78_rrls_2gWHcL68nK2_KQti_U5SS6oEwBv0BB_rrls_2gVHmL78_rrls_2gVHmL7Bc2IBoEx_KQti_UFnx7i2_AtSq_KicJ_AtSq_KX2ax_KQti_U5SSGoKx_KQti_U5SSLt26Ia_IjvP_SYU0SN_KQti_UFdl_KQti_U5SST0X-Kc2V-lHm25Ba_IjvP_S2t4aNU03tFb07B_rrls_2VKca_IjvP_SNU0I2Lc92H_rrls_2VKca_IjvP_SNU04tNs2_AtSq_KX2aw8i_IjvP_SNU0Kt0l0_AtSq_KX2at0l0_AtSq_KX2atBuK2_KQti_U5SSNm27Bt2AB-1V-SX-2aKX.dFvQ_rrls_2T_yMnT%26w%3dFuJE63.ExM%26iJ%3dPT2a%26CL%3d2aKX0VJX0XLT0W%261%3dc5RJc6TP927vWaYRUbWJbeXtZ07uT9aPc1Zxc1TN6dTvX8ZQUaTLb27MY25Saf5v&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[3]</a>, le strutture gestite dalle organizzazioni umanitarie per curarli diminuiranno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dottor Mustafa Mohammed lavora in un centro di stabilizzazione sostenuto da Save the Children a Baidoa, dove ai bambini affetti da malnutrizione acuta grave vengono somministrate flebo idratanti e latte arricchito con vitamine e una pasta di arachidi, ricca di proteine. Oltre il 95% dei bambini ricoverati nel centro si riprende dopo il trattamento. Ma il numero di famiglie che vi si rivolgono per le cure sta continuando ad aumentare, dato che altre strutture sono state costrette a chiudere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Se il nostro centro chiude, bambini come questi saranno messi in grave pericolo. Non c&#8217;è nessun altro posto dove possano andare&#8221;, ha dichiarato il dottor Mohammed.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È spaventoso immaginare l&#8217;impatto di questi tagli agli aiuti sulla Somalia a pochi mesi di distanza, in un Paese in cui le comunità sanno fin troppo bene cosa significhi la fame estrema e persino la carestia – ha dichiarato Mohamud Mohamed Hassan, Direttore di Save the Children per la Somalia &#8211; In comunità come Baidoa, stiamo facendo di tutto perché i servizi salvavita e i nostri programmi nutrizionali restino aperti il più possibile, ma non riusciremo a farlo all&#8217;infinito. Se non si trovano fondi, ci saranno conseguenze mortali per i bambini, anche perché questi tagli si stanno combinando con gli effetti di anni di siccità ricorrente e scontri politici. Non fornire i fondi che possono aiutare a prevenire la fame estrema è una scelta politica, ma deve essere cambiata prima che sia troppo tardi per milioni di bambini in Somalia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche prima di questi ultimi tagli agli aiuti, la risposta umanitaria in Somalia è stata cronicamente sottofinanziata, mentre la fame è rimasta ostinatamente alta a causa dei ricorrenti shock climatici, come le precipitazioni inferiori alla media.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children opera in Somalia e Somaliland dal 1951 e ha programmi in tutto il Paese a sostegno delle esigenze sanitarie, educative e alimentari dei bambini. Lo scorso anno l&#8217;Organizzazione ha raggiunto 3,2 milioni di persone, tra cui 1,9 milioni di bambini.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=3%3dBa5Y0%26C%3d4%26D%3dCR8X%26v%3dX0SC%26L%3dkJ1Gv_HXtS_SH_ITsW_SI_HXtS_RMJdLlKk5j9lBkIhD8.Jk1y6sEpEw.3vD_uqZq_5fz0w5z_ITsW_SIiabOy-JFpKu6_uqZq_5fKFfKt6qJp_ITsW_S8RG4rDk0y9z0_uqZq_5fJFpKu6_uqZq_5fJFpKu0f170rDl_ITsW_SIml5l1_yrVp_9gfI_yrVp_9V5Zl_ITsW_S8RGErJl_ITsW_S8RGJw1tGd_HXtS_RMSCRB_ITsW_SIcZ_ITsW_S8RGRCW-9a5U-ZFp1s0d_HXtS_R1h2dBSC2hDe9u0_uqZq_5U9ad_HXtS_RBSCHpJf8pF_uqZq_5U9ad_HXtS_RBSC3hLv1_yrVp_9V5Zk6l_HXtS_RBSCJh8o9_yrVp_9V5Zh8o9_yrVp_9V5Zh0xJp_ITsW_S8RGLp1u0w1y0-4U-GV-5Z9V.gEjO_uqZq_5S_mKqHl74%264%3dtLvLjT.q51%260v%3dW8SC%26Jz%3dSCRBa8QBa0S8a9%268%3dh50U9391k6eW9VdWiW048V4Zh4d4G3dUj36ZC44504AZ038WhYg4i7g3F6d4k25X&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a> Secondo un&#8217;analisi interna di Save the Children sui progetti colpiti. Il totale dei bambini che potrebbero essere colpiti a causa dei tagli ai finanziamenti di Save the Children e di altri partner è di almeno 290.000.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=5%3dFhDaD%26J%3dC%26F%3dGYGZ%26z%3deIUG%26S%3dtL5N5_Jb1b_UL_Pcua_ZR_Jb1b_TQQmNpRt7nFuDoPqFB.Qt33C2GtL6.5zK_4sdx_Dh4G674_Pcua_ZRkeiX1-NMyMyC_4sdx_DhOMoMxCzLt_Pcua_ZGTKA1FoG8A4G_4sdx_DhNMyMyC_4sdx_DhNMyMyGo3AG1Fp_Pcua_ZRopBu3_3yer_CnoK_3yer_CcDbp_Pcua_ZGTKL1Lp_Pcua_ZGTKQ63xNm_Jb1b_TQZLTF_Pcua_ZRed_Pcua_ZGTKYLY-ChDW-dMy3wGm_Jb1b_T3l9mFZL4lKnAyG_4sdx_DWChm_Jb1b_TFZLJtQo0tM_4sdx_DWChm_Jb1b_TFZL5lS53_3yer_CcDboCu_Jb1b_TFZLLlExA_3yer_CcDblExA_3yer_CcDblG7Lt_Pcua_ZGTKSy3yG633G-CW-Kc-DbCc.pGnV_4sdx_DU_qRzJpDD%266%3dxS5Nna.z75%26G5%3dYBZL%26L4%3dZLTFhGSFhIUBhH%260%3dpAHaGCJTFcn7BAnYCDpXHbm4Kho5BgI4FBKWmam5KapWFfmaCeKYHBISIZm4KbH8&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[2]</a> Somalia: Acute Malnutrition Projection Update for April &#8211; June 2025, <a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=9%3dDh4eB%26J%3d3%26J%3dEY7d%26x%3de9YE%26S%3djP3Nu_NZ1R_YJ_PSyY_ZH_NZ1R_XOUyS.rNeEwDq.K1E_twbx_4lrNe-9xSpP1W-cJjJ1OrQ_twbx_4lmCv7rJu-IjN_twbx_4lnL_twbx_4ll_PSyY_ZHW0cAaDY_twbx_4l%26m%3dKwO5A5.JnR%26kO%3dFY4f%263Q%3d4fAcBa0cBcBYBb%26q%3d9dZBg6aIe8ZAZe9A7j9ch5eFAcAoA7Aofe7EbdAIC3fmhAemb790Cf7nafdBCfcl93bC&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ipcinfo.org/ipc-country-analysis/details-map/en/c/1159551/</a>. La Classificazione Integrata delle Fasi della Sicurezza Alimentare (IPC) è la scala globale per classificare le crisi alimentari e nutrizionali e in Somalia è guidata dall&#8217;Unità di Analisi della Sicurezza Alimentare (FSNAU) e da partner come le agenzie di risposta umanitaria e il governo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=9%3dPbFeN%26D%3dE%26J%3dQSId%260%3dYKYQ%26M%3dvPEH7_Nlud_YV_Jeyk_TT_Nlud_XaKoRzLvAx0wHyJsJL.Kv7C74K4F8.90E_6wnr_FlDA8AD_Jeyk_TToocZ5-XG1Q97_6wnr_FlYGqQ872P4_Jeyk_TIXU53JyA0EDA_6wnr_FlXG1Q97_6wnr_FlXG1Q9Aq7KA3Jz_Jeyk_TTsz6w7_Csgv_MhqO_Csgv_MWFfz_Jeyk_TIXUF3Pz_Jeyk_TIXUK878Ho_Nlud_XaTNXP_Jeyk_TTin_Jeyk_TIXUSNc-MbFa-nG177Ao_Nlud_X7v3oPTN8vEpE9A_6wnr_FaMbo_Nlud_XPTNN4KqD4G_6wnr_FaMbo_Nlud_XPTN9vM77_Csgv_MWFfy7w_Nlud_XPTNPv9zE_Csgv_MWFfv9zE_Csgv_MWFfvA9P4_Jeyk_TIXUM179A87CA-Ea-UW-FfMW.rKxP_6wnr_FY_1L2Nz8G%260%3d8M7RxU.2AE%26A7%3dcLTN%26PD%3dTNXPbIWPbKYLbJ%26D%3dSXI7wSpeTUrbRWpYTUKZO5r8S6GeTZNYQUp81SE9O7LcLUpbQ6EcT6J01SsbR7If&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[3]</a> In base al confronto tra il numero di bambini sotto i 5 anni che si prevede saranno gravemente malnutriti nel 2025 (466.000) e il dato relativo allo stesso periodo del 2024 (430.000), secondo l&#8217;IPC.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/15/somalia-save-the-children-oltre-55mila-bambini-a-rischio-a-causa-dei-tagli-agli-aiuti-umanitari/">Somalia: Save the Children, oltre 55mila bambini a rischio a causa dei tagli agli aiuti umanitari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Somalia. A Baidoa 230 bambini morti per malnutrizione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/11/21/somalia-a-baidoa-230-bambini-morti-per-malnutrizione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 17:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un singolo cimitero di Baidoa, città meridionale della Somalia, sono già stati seppelliti i corpi di 230 bambini uccisi dalla malnutrizione che sta salendo a livelli mai visti dall&#8217;ultima carestia dichiarata nel Paese 11 anni fa. Famiglie esauste &#8211; molte delle quali hanno camminato per giorni dai villaggi colpiti dalla siccità per cercare aiuto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/21/somalia-a-baidoa-230-bambini-morti-per-malnutrizione/">Somalia. A Baidoa 230 bambini morti per malnutrizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In un singolo cimitero di Baidoa, città meridionale della Somalia, sono già stati seppelliti i corpi di 230 bambini uccisi dalla malnutrizione che sta salendo a livelli mai visti dall&#8217;ultima carestia dichiarata nel Paese 11 anni fa. Famiglie esauste &#8211; molte delle quali hanno camminato per giorni dai villaggi colpiti dalla siccità per cercare aiuto nella città &#8211; vi stanno seppellendo i propri bambini ogni giorno. Ogni piccola tomba è segnata da rocce e cespugli spinosi su cui le famiglie piangono e pregano. Lo rende noto Save the Children in una nota. A Baidoa il numero di bambini trattati per la peggiore forma di malnutrizione è aumentato di oltre cinque volte tra gennaio e ottobre, secondo i dati raccolti dalle organizzazioni umanitarie, tra cui Save the Children &#8211; l&#8217;Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare la vita delle bambine e dei bambini e garantire loro un futuro. I dati preliminari di un&#8217;indagine condotta dagli operatori sanitari della comunità su 90.000 bambini della città indicano che i tassi di malnutrizione acuta sono pari a quelli del 2011. Circa 260.000 persone sono morte durante la carestia del 2011-12, metà delle quali prima ancora che fosse dichiarata. Circa il 50% delle vittime erano bambini di età inferiore ai cinque anni. Anche se non c&#8217;è ancora stata una dichiarazione ufficiale di carestia, chi scava le fosse per seppellire le vittime sta lavorando sotto il sole cocente con temperature di 35 gradi, sebbene questa dovrebbe essere la stagione delle piogge mentre è caduto meno del 60% della pioggia attesa, un segnale di allarme che preannuncia la quinta stagione mancata consecutiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più di 600.000 persone costrette a lasciare le loro case dalla crisi climatica, spiega Save the Children, si sono accampate in 500 campi intorno alla città alla disperata ricerca di acqua e cibo, dopo che i loro pozzi si sono prosciugati, sono mancati i raccolti e il bestiame è morto. Molti sono arrivati troppo tardi per poter ricevere le cure salvavita per i loro bambini malati. In un tumulo in un&#8217;altra zona della città chi ha seppellito racconta di 17 bambini, tra cui fratelli e sorelle piccoli, sotterrati uno accanto all&#8217;altro. Una delle bambine sepolte qui è Mana Madey, che aveva sette anni. &#8220;Non era malata. È stata la fame. Si è ammutolita, sono rimasta con lei ed è morta&#8221;, ha raccontato sua madre, Sirad, seduta accanto al letto vuoto della bambina nella tenda della sua famiglia. La donna e suo marito avevano bestiame e capre finché la siccità non ha colpito i loro animali. I loro sette figli rimasti sono tenuti in vita grazie al cibo e all&#8217;acqua dei vicini che condividono con loro quel poco che hanno. &#8220;Stiamo affrontando problemi che nessuno dovrebbe affrontare&#8221;, ha aggiunto Sirad. &#8220;Siamo fuggiti dalla fame, ma la fame ci ha seguiti fin qui. Ho cercato di trovare aiuto, ma per Ahmed era troppo tardi. Ha esalato gli ultimi due respiri ed è finita lì. Non ha nemmeno pianto&#8221;, ha raccontato Mahupo Ali, madre di tre figli. Era incinta quando è arrivata in un campo vicino e lì ha partorito il suo bambino ma non è riuscita a produrre abbastanza latte per nutrirlo. Era troppo affranta per partecipare alla sepoltura. Altre donne hanno perso i figli durante faticosi viaggi a piedi di diversi giorni mentre i mariti andavano in direzioni diverse in cerca di lavoro. Si stima che quest&#8217;anno in Somalia la siccità abbiamo costretto a sfollare fino a 1,1 milioni di persone, soprattutto donne, bambini e anziani. &#8220;Dentro di me mi sento come se stessi bruciando, ma fuori devo rimanere calma per gli altri miei figli&#8221;, ha dichiarato Safiyo Nur, 28 anni, che ha lasciato la sua casa nella vicina regione di Bakool dopo la morte di tutte le 30 capre che aveva la sua famiglia. Era partita con sei figli ma è arrivata a Baidoa con cinque. Sua figlia, Ajapo, 5 anni, è morta tra le sue braccia sotto un albero il primo giorno di cammino. Non ha avuto altra scelta che seppellirla sul ciglio della strada e continuare il viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Migliaia di donne si stanno riversando negli accampamenti di fortuna di Baidoa dove montano strutture di bastoni e le coprono con indumenti e tessuti dai colori vivaci per proteggere le loro famiglie dalle intemperie. Alcune si sono fatte strada attraverso i combattimenti mentre le forze governative cercano di respingere Al-Shabaab, un gruppo armato che controlla ampie zone della campagna. &#8220;Ce ne siamo andati per mancanza di acqua e di cibo. Sono stata una delle ultime a lasciare il mio villaggio&#8221;, ha raccontato Asli, 40 anni, che viveva a 120 km a nord di Baidoa fino a quando il mese scorso ha perso il suo bestiame ed è rimasta solo con le galline. La donna ha dovuto fare una deviazione nel percorso a causa dei combattimenti vicino al confine della Somalia con l&#8217;Etiopia poi suo figlio di due anni, Mohammed ha contratto il morbillo ed è morto. Sebbene gli altri otto figli stiano ricevendo cure mediche, la donna teme per la loro vita. Il centro di stabilizzazione di Save the Children a Baidoa è un&#8217;opportunità di salvezza per i bambini più gravemente malnutriti che vi accedono. Oltre il 90% dei bambini ricoverati recupera abbastanza da essere dimesso entro 14 giorni. Molti vengono sottoposti a flebo per idratarli e ricevono latte arricchito di vitamine e una pasta di arachidi ricca di proteine. Alcuni vengono trattati per la polmonite con semplici antibiotici. Il sollievo sui volti delle madri è evidente. &#8220;Abbiamo perso sette bambini il mese scorso. Non è normale. Sono impegnato 24 ore al giorno per la mia gente e la mia città&#8221;, ha raccontato il dottor Mohamed Orman Wehliye, mentre con 12 infermieri si stava occupando di 70 bambini sotto i cinque anni, parlando con grande passione del loro lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro degli Affari umanitari dello Stato sud-occidentale della Somalia, Abdinasir Abdi Arush, ha detto di sperare che non venga dichiarata la carestia. &#8220;Credo che abbiamo l&#8217;opportunità di evitarla&#8221;, ha detto, ma Claire Sanford, Vicedirettore umanitario di Save the Children UK, sottolinea che i bambini stanno morendo di fame indipendentemente dal fatto che la soglia tecnica ufficiale della carestia non sia stata raggiunta. &#8220;I nostri centri sono invasi da madri che fanno tutto il possibile per evitare che i loro figli diventino un altro tumulo in un cimitero. C&#8217;è un disperato bisogno di più denaro per aiutarle a salvarli&#8221;, ha affermato Sandford. Gli ultimi dati delle Nazioni Unite mostrano che la metà dei 15 milioni di abitanti della Somalia sta affrontando una grave carenza di cibo e si prevede che più di 300.000 persone si troveranno in condizioni di carestia entro dicembre di quest&#8217;anno. Il numero di persone colpite dalla grave siccità è salito a 7,8 milioni nell&#8217;agosto di quest&#8217;anno, rispetto ai 3,2 milioni dello scorso dicembre. Save the Children opera in Somalia e Somaliland dal 1951 e ha programmi in tutto il Paese a sostegno delle esigenze sanitarie, educative e alimentari dei bambini. Lo scorso anno il suo lavoro nella regione ha raggiunto direttamente oltre 3 milioni di persone, tra cui 1,7 milioni di bambini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/21/somalia-a-baidoa-230-bambini-morti-per-malnutrizione/">Somalia. A Baidoa 230 bambini morti per malnutrizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ilaria Alpi: sfiducia dei familiari a 25 anni dall&#8217;assassinio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 19:14:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[assassinio Mogadiscio]]></category>
		<category><![CDATA[Hrovatin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 20 marzo 1994 l&#8217;assassinio a Mogadiscio (Somalia) degli inviati del Tg3, Ilaria Alpi e l&#8217;operatore Miran Hrovatin. La commemorazione e&#8217; stata anticipata di un giorno a Trieste, nella Fondazione intitolata anche all&#8217;operatore triestino accanto ai giornalisti del Tgr del Friuli Venezia Giulia Marco Luchetta, Alessandro Sasa Ota e Dario D&#8217;Angelo, uccisi da una granata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 marzo 1994 l&#8217;assassinio a Mogadiscio (Somalia) degli inviati del Tg3, Ilaria Alpi e l&#8217;operatore Miran Hrovatin. La commemorazione e&#8217; stata anticipata di un giorno a Trieste, nella Fondazione intitolata anche all&#8217;operatore triestino accanto ai giornalisti del Tgr del Friuli Venezia Giulia Marco Luchetta, Alessandro Sasa Ota e Dario D&#8217;Angelo, uccisi da una granata a Mostar (Bosnia Erzegovina) neppure due mesi prima di Miran. &#8220;Sono passati 25 anni, mica uno- commenta il fratello dell&#8217;operatore Tv ucciso, Danilo, presente alla cerimonia con l&#8217;altro fratello Janko- Lo sapete tutti come sono successe le cose e perche&#8217;. Sono quegli affari di Stato di cui l&#8217;Italia e&#8217; piena, e quindi io sono abbastanza pessimista, troppo. A questo punto non ci credo piu&#8217;- si sfoga il familiare-, perche&#8217; gli altri casi simili sono sempre li&#8217;. Facciamo l&#8217;elenco, Ustica, le stragi, ci ha provato anche il presidente della Repubblica ogni tanto, ma niente. Cambiano i presidenti e le cose rimangono li'&#8221;. A 25 anni di distanza infatti, l&#8217;indagine sulla morte di Ilaria e Miran non ha portato a nessun risultato, se non a una detenzione per quasi 17 anni del somalo Hashi Omar Hassan poi riconosciuta innocente, e l&#8217;attuale richiesta di archiviazione da parte del pm. &#8220;Mi spiace molto dirlo, questa storia e&#8217; manovrata e a Roma si conoscono molto bene i motivi e i risultati- conclude Hrovatin-. Ma se non vogliono parlare, non saro&#8217; sicuramente io o mio fratello, o chi per noi, a tirare fuori la verita&#8217; da un muro di gomma&#8221;.</p>
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		<title>Somalia: 110 morti di colera nel sud in 2 giorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2017 22:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[decessi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217; epidemia di colera nel sud della Somalia, 110 persone sono morte negli scorsi due giorni e numerose altre sono in gravi condizioni. Lo ha fatto sapere il primo ministro del Paese, Hassan Ali Khaire. Ha precisato che i decessi sono avvenuti nella regione di Bay, nel corso della grave carestia che ha colpito il Paese. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/03/04/somalia-110-morti-di-colera-nel-sud-in-2-giorni/">Somalia: 110 morti di colera nel sud in 2 giorni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217; e<strong>pidemia di colera nel sud della Somalia, 110 persone sono morte negli scorsi due giorni</strong> e numerose altre sono in gravi condizioni<b>. </b>Lo ha fatto sapere il primo ministro del Paese, Hassan Ali Khaire. Ha precisato che i decessi sono avvenuti nella regione di Bay, nel corso della grave carestia che ha colpito il Paese.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Agricoltura della regione, Mohamed Hassan Fiqi, ha spiegato che la situazione legata al colera è fuori controllo per le autorità locali e ha chiesto aiuti d&#8217;emergenza al governo centrale e alla comunità internazionale. &#8220;Il colera è esploso a Goof-guduud, Awdiinle e Berdale nella regione di Bay. Bambini, donne e anziani sono tra i morti, il bilancio delle vittime continua a salire e la nostra amministrazione non ce la fa&#8221;, ha affermato.</p>
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		<title>Somalia: Save the Children, il paese rischia il caos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 13:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Somaliland, regione autonoma del nordovest della Somalia, è attualmente colpito da una delle peggiori siccità degli ultimi anni che rischia di destabilizzare un Paese già fragile, se la comunità internazionale non interverrà per evitare una carestia. In questo momento ci sono 510.000 persone – più di 250.000 sono bambini – alla disperata ricerca di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/26/90519/">Somalia: Save the Children, il paese rischia il caos</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Somaliland, regione autonoma del nordovest della<strong> Somalia</strong>, è attualmente colpito da una delle peggiori siccità degli ultimi anni che rischia di destabilizzare un Paese già fragile, se la comunità internazionale non interverrà per evitare una carestia. In questo momento ci sono 510.000 persone – più di 250.000 sono bambini – alla disperata ricerca di cibo, perché la siccità che ha colpito gravemente il Puntland e il Somaliland ha causato una grave mancanza di generi alimentari e acqua. Questo l’allarme lanciato oggi da <strong>Save the Children</strong> sulla situazione in un altro Paese del Corno d’Africa, insieme all’Etiopia, colpito drammaticamente dalle conseguenze di El Niño.</p>
<p>La critica mancanza di acqua in Puntland e Somaliland è una delle conseguenze di una siccità prolungata: con i livelli di acqua che continuano a scendere e la produzione di cereali che si è ridotta dell’87% rispetto al periodo 2011/2014, la situazione è destinata a deteriorarsi ancora nei prossimi mesi, raggiungendo un livello critico nel mese di giugno. Nel Puntland sono 215.000 le persone colpite dalla siccità e nel Somaliland sono 295.000. Sono circa 305mila i bambini affetti da malnutrizione acuta in Somalia e Somaliland, mentre quasi 60.000 sono fortemente malnutriti. Più del 70% della popolazione della Somalia/Somaliland non ha accesso ad acqua potabile e meno di una persona su quattro ha accesso a servizi sanitari adeguati.</p>
<p>“La Somalia è già uno dei luoghi più difficili del mondo in cui vivere per un bambino e centinaia di migliaia di loro fanno parte della seconda generazione che cresce senza un governo stabile, in un Paese bloccato da un conflitto. Decine di migliaia di persone sono morte nella carestia del 2011/2012 e non vogliamo che questa situazione si ripeta”, spiega Hassan Noor Saadi, Direttore di Save the Children in Somalia e Somaliland. “Sono venute a mancare le ultime due stagioni di pioggia e questo significa che le fonti di acqua si sono prosciugate in molte aree e le terre che un tempo erano fertili, ormai sono trasformate in polvere. Man mano che la siccità avanza, le famiglie di pastori sono costrette a vendere il loro bestiame per acquistare acqua, cibo e altri generi di prima necessità. La situazione sta peggiorando di giorno in giorno e temiamo per la salute e la protezione delle donne e dei bambini, che in condizioni come queste sono i più vulnerabili”.</p>
<p>Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e tutelarne i diritti, lavora in Somalia dal 1951 con programmi di supporto all’istruzione, sicurezza alimentare e protezione dei bambini e la fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari. L’intervento di contrasto alla siccità da parte dell’Organizzazione prevede di raggiungere 205.000 persone in Somaliland e Puntland, tra cui 100.000 bambini. Per raggiungere l’obiettivo sarà necessario il supporto immediato da parte della comunità internazionale per aiutare a fornire acqua e servizi igienici, affrontare la carenza di cibo, supportare donne e bambini con assistenza sanitaria di emergenza e sostegno psicologico e infine intervenire per contrastare la malnutrizione tra i bambini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/26/90519/">Somalia: Save the Children, il paese rischia il caos</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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