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	<title>tumori Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Fibrosi polmonari, Di Marco (Boehringer): Devastanti come tumori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:30:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Viviamo di ricerca perché abbiamo al centro il paziente. Come azienda abbiamo un investimento globale molto importante di 6,2 miliardi di euro all&#8217;anno in ricerca e sviluppo, che rappresentano quasi il 24% del nostro fatturato. Nell&#8217;area delle fibrosi polmonari e della respirazione in generale, in particolare modo, abbiamo una storia quasi centenaria come azienda e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Viviamo di ricerca perché abbiamo al centro il paziente. Come azienda abbiamo un investimento globale molto importante di 6,2 miliardi di euro all&#8217;anno in ricerca e sviluppo, che rappresentano quasi il 24% del nostro fatturato. Nell&#8217;area delle fibrosi polmonari e della respirazione in generale, in particolare modo, abbiamo una storia quasi centenaria come azienda e la volontà di cambiare la vita dei pazienti, lo abbiamo fatto per generazioni&#8221;. Così Francesco Di Marco, Global Head of Human Pharma Regions – Boehringer Ingelheim, intervistato dai giornalisti oggi a Roma in occasione della conferenza stampa dal titolo &#8216;Le fibrosi polmonari: un bisogno di salute pubblica insoddisfatto&#8217;, promossa dalla senatrice Elena Murelli, con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim. Nel corso dell&#8217;evento, che si è svolto al Senato, è stato presentato un documento di posizionamento sulle fibrosi polmonari, con quattro proposte chiave, realizzato da un gruppo multidisciplinare composto da esponenti delle società scientifiche, associazioni di pazienti e rappresentanti istituzionali, volto a definire &#8220;strategie concrete per una presa in carico più efficace e strutturata delle persone affette da queste patologie&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo portato i primi farmaci nelle fibrosi multiple- ha proseguito Di Marco- siamo stati però anche coscienti che questi farmaci aiutavano ma non risolvevano la condizione dei pazienti. Quindi abbiamo continuato ad investire in ricerca e siamo stati molto fieri della recente presentazione ad un congresso negli Stati Uniti dei nuovi dati dello studio &#8216;Fibroneer&#8217;, in cui l&#8217;Italia ha giocato un ruolo veramente importante, anche di coordinamento di questi studi: è la prima volta, dopo dieci anni, che un nuovo farmaco ha dei risultati positivi. Adesso ci apprestiamo ad affrontare l&#8217;iter regolatorio e poi di approvazione per poter portare il più presto possibile questa nuova soluzione, che ha la potenzialità di cambiare davvero la vita dei pazienti. Ed è questo che ci rende felici, perché è lo scopo di tutto quello che facciamo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quanto è importante la partecipazione di tutti gli stakeholder nella ricerca? &#8220;È importante, ancora prima che nella ricerca, per la presa in carico dei pazienti- ha risposto Di Marco alla Dire- perché la ricerca è funzionale al trattare i pazienti. Le fibrosi polmonari sono una malattia complessa, che però non viene considerata alla stregua dell&#8217;oncologia, pur avendo gli stessi impatti devastanti di un tumore. Quindi è importante che gli stakeholder lavorino assieme per portare avanti il bisogno di avere una diagnosi precoce e di una presa in carico a 360 gradi, con tutti i componenti della filiera della salute a partire dal medico di base, dallo pneumologo al reumatologo fino al radiologo, ma anche e soprattutto delle associazioni dei pazienti, che possono davvero supportare questo miglioramento della vita dei pazienti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi al Senato è stato lanciato anche un appello di sensibilizzazione su queste patologie a tutte le È un appello importante che parte dalla gravità della patologia- ha commentato ancora Di Marco- che di fatto oggi non è presa in carico come dovrebbe. È stato molto bello vedere oggi riunite politica, associazioni dei pazienti e di categoria e un&#8217;azienda come la nostra, che si sono ritrovate insieme per dire che i pazienti non stanno ancora bene e che si sono confrontate su cosa fare per migliorare. Noi abbiamo delle soluzioni e siamo molto fieri di poterle portare, ma senza una collaborazione a 360 gradi non si va da nessuna parte. L&#8217;innovazione ha un effetto quando viene portata nelle mani dei pazienti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia, grazie alla sua eccellenza, rappresenta intanto un tassello &#8220;essenziale&#8221; nello sviluppo dei Noi portiamo il 90% dei nostri studi clinici e in generale a livello globale è un investimento importante- ha aggiunto Di Marco- perché senza il contributo del nostro Paese non potremmo sviluppare questi farmaci. Possiamo contare su eccellenze, anche su opinion leader di fama mondiale, che aiutano la coordinazione di questi studi e contribuiscono anche al loro successo. Per cui siamo molto fieri di essere italiani- ha concluso- e di poter partecipare a livello internazionale per influenzare l&#8217;azienda globale a continuare ad investire e a credere nell&#8217;Italia&#8221;.</p>
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		<title>Salute. L&#8217;oncologa: &#8220;In ambienti contaminati nascono tumori, stimolano errori nel DNA&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 16:28:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I tumori nascono da un accumulo di mutazioni e questo succede in modo particolare quando siamo sottoposti ad agenti cancerogeni. Gli ambienti contaminati, per loro definizione, stimolano un qualche errore che si può replicare all&#8217;interno del nostro patrimonio genetico e da qui, nel tempo, può insorgere il tumore&#8221;. Lo ha spiegato all&#8217;agenzia Dire la coordinatrice [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I tumori nascono da un accumulo di mutazioni e questo succede in modo particolare quando siamo sottoposti ad agenti cancerogeni. Gli ambienti contaminati, per loro definizione, stimolano un qualche errore che si può replicare all&#8217;interno del nostro patrimonio genetico e da qui, nel tempo, può insorgere il tumore&#8221;. Lo ha spiegato all&#8217;agenzia Dire la coordinatrice del progetto &#8216;One Healthon&#8217; e ordinario di oncologia medica all&#8217;università Politecnica delle Marche, Rossana Berardi, a margine dell&#8217;evento dal titolo &#8216;One health day dal laboratorio all&#8217;ambiente: un approccio one health per la prevenzione delle malattie&#8217;, ospitato oggi presso la Sala della Regina, a Montecitorio. &#8220;È chiaro- ha proseguito l&#8217;oncologa- che sono importanti tre elementi fondamentali: la dose dell&#8217;agente cancerogeno al quale ci esponiamo, il tempo di esposizione, che deve essere mediamente lungo e, infine, la latenza, ovvero da quando inizia l&#8217;esposizione all&#8217;agente cancerogeno a quando si sviluppa un tumore, mediamente passano anni&#8221;. &#8220;In realtà- ha poi tenuto a precisare Berardi- da quando compare la prima cellula precancerosa, quindi non è ancora un tumore, a quando vediamo, di fatto, l&#8217;insorgenza del tumore, passano anni, ma anche decenni&#8221;. &#8220;Quindi- ha concluso- abbiamo del tempo per poter agire in una dinamica di prevenzione oltre che, ovviamente, di diagnosi precoce&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/11/03/salute-loncologa-in-ambienti-contaminati-nascono-tumori-stimolano-errori-nel-dna/">Salute. L&#8217;oncologa: &#8220;In ambienti contaminati nascono tumori, stimolano errori nel DNA&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Salute. Allarme Tumori: in Italia mancano dati, se succede qualcosa non lo capiamo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/03/22/salute-allarme-tumori-in-italia-mancano-dati-se-succede-qualcosa-non-lo-capiamo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 18:10:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sui tumori molte stime e proiezioni, pochissimi i dati. Questo può voler dire non capire in tempo se ci fosse un cambiamento dirompente nell&#8217;andamento della malattia oncologica. Nel 2022, in Italia, sono stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600), 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. In due anni, l&#8217;incremento è stato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sui tumori molte stime e proiezioni, pochissimi i dati. Questo può voler dire non capire in tempo se ci fosse un cambiamento dirompente nell&#8217;andamento della malattia oncologica. Nel 2022, in Italia, sono stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600), 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. In due anni, l&#8217;incremento è stato di 14.100 casi. Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2022, è il carcinoma della mammella. La parola chiave che si nasconde tra le cifre prodotte, in questo caso dall&#8217;ultima relazione dell&#8217;Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica) è &#8216;diagnosi stimate&#8217;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando leggiamo i &#8216;Numeri del cancro 2022&#8217; pensiamo che siano dati reali, ma invece sono stime basate su dati prodotti nel recente passato, dal 2013, 2015, 2016; si tratta di proiezioni sull&#8217;esperienza degli ultimi anni. Un intervallo di tempo usuale, ma che sta crescendo ed è difforme tra le regioni. Se oggi succede qualcosa, come è accaduto con la pandemia, non siamo in grado di capirlo, non siamo in grado di registrarlo in tempi accettabili&#8221;. A lanciare questo allarme alla Dire sui numeri del cancro e l&#8217;assenza di un &#8220;reale&#8221; registro nazionale è Eugenio Paci, medico epidemiologo, coordinatore Lilt Regione Toscana, ex direttore Registro Tumori Regione Toscana, e segretario nazionale Airtum. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In Italia c&#8217;è differenza tra il registro nazionale previsto da una legge del 2019 e la sua esistenza reale. Quella legge ancora non si è avverata. I registri tumori sono nati da iniziative locali, negli Anni 80 e 90. In prevalenza nel Nord, Centro e nella provincia di Ragusa. Negli anni Duemila era cominciato il loro sviluppo fino ad arrivare a coprire quasi un 50/60% della popolazione raccolti in una database Airtum nazionale. Ora però- spiega Paci- se andiamo a vedere l&#8217;ultima pubblicazione della rivista Epidemiologia e Prevenzione sulla sopravvivenza dei malati di cancro, essa riguarda solo 6 aree italiane&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> E nel resto del Paese che succede? Un ritardo ancor più imperdonabile dopo la pandemia: &#8220;Abbiamo imparato che i dati per incidere sulla realtà devono essere aggiornati e ben comunicati, ma noi abbiamo solo proiezioni su dati che sono spesso vecchi. Il nuovo Piano oncologico 2023-2027 ha fatto il punto, dice di voler rilanciare i registri ma a fine anno il professor Stracci, presidente Airtum, ha detto che ancora ci sono problemi da risolvere&#8221;. T</p>



<p class="wp-block-paragraph">ra questi la privacy, un nodo mai del tutto sciolto, come ricorda Paci e i soldi, anche se ora i fondi del Pnrr dovrebbero muovere qualcosa. I dati dei registri tumori richiedono lavoro e tempo per essere disponibili, &#8220;ma oggi è difficile vedere quando si tornerà a fornirli in maniera adeguata e tempestiva&#8221;, ricorda Paci, che auspica un &#8220;accordo regioni-ministero Salute per muoversi praticamente e subito&#8221;. Un ruolo attivo, come previsto dallo stesso piano oncologico nazionale, lo possono avere le associazioni del terzo settore e di volontariato che sono spesso sensibili a questo tema, come le associazioni femminili di donne operate al seno o come fa Lilt, Lega Italiana contro i Tumori, che a livello nazionale, ricorda sempre l&#8217;esperto, &#8220;sta continuamente riproponendo la necessità della sorveglianza del cancro e soprattutto della comunicazione. Molto è stato fatto, come sempre in Italia, perché si sono mossi i territori&#8221;, ma oggi non sappiamo dire cosa succede su un determinato tumore in Calabria o in Molise, e &#8220;il tempo di attesa per i dati nazionali affinché siano siano utilizzabili per cambiare la pratica e comunicare i cambiamenti sta diventando lungo… troppo&#8221;, conclude l&#8217;esperto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/22/salute-allarme-tumori-in-italia-mancano-dati-se-succede-qualcosa-non-lo-capiamo/">Salute. Allarme Tumori: in Italia mancano dati, se succede qualcosa non lo capiamo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Salute. Tumori, nel 2022 in Italia stimati 390.700 nuovi casi, +14.100 in 2 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 18:02:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022, in Italia, sono stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600), 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. In due anni, l&#8217;incremento è stato di 14.100 casi. Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2022, è il carcinoma della mammella (55.700 casi, +0,5% rispetto al 2020), seguito dal colon-retto (48.100, +1,5% negli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/19/salute-tumori-nel-2022-in-italia-stimati-390-700-nuovi-casi-14-100-in-2-anni/">Salute. Tumori, nel 2022 in Italia stimati 390.700 nuovi casi, +14.100 in 2 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022, in Italia, sono stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600), 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. In due anni, l&#8217;incremento è stato di 14.100 casi. Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2022, è il carcinoma della mammella (55.700 casi, +0,5% rispetto al 2020), seguito dal colon-retto (48.100, +1,5% negli uomini e +1,6% nelle donne), polmone (43.900, +1,6% negli uomini e +3,6% nelle donne), prostata (40.500, +1,5%) e vescica (29.200, +1,7% negli uomini e +1,0% nelle donne). La pandemia ha determinato, nel 2020, un calo delle nuove diagnosi, legato in parte all&#8217;interruzione degli screening oncologici e al rallentamento delle attività diagnostiche, ma oggi si assiste alla ripresa dei casi di cancro come in altri Paesi europei. Che rischia di peggiorare, se non si pone un argine agli stili di vita scorretti: il 33% degli adulti è in sovrappeso e il 10% obeso, il 24% fuma e i sedentari sono aumentati dal 23% nel 2008 al 31% nel 2021. Dall&#8217;altro lato, va letta positivamente la ripresa dei programmi di screening, tornati nel 2021 ai livelli prepandemici, in particolare quello mammografico raggiunge la copertura del 46%, per il colon-retto del 30% e per la cervice uterina del 35%. Alla riattivazione dei programmi di prevenzione secondaria corrisponde un incremento del numero di interventi chirurgici per cancro del colon-retto e della mammella, anche in stadio iniziale. E nell&#8217;assistenza oncologica assume un ruolo di primo piano la vaccinazione anti Covid. Il rischio di morte, tra le persone con storia di cancro e positività all&#8217;infezione da Sars-CoV-2, e? 2-3 volte superiore tra quelle non vaccinate rispetto alle vaccinate. È il censimento ufficiale, giunto alla dodicesima edizione, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell&#8217;Associazione Italiana di oncologia medica (Aiom), Airtum (Associazione Italiana registri tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio nazionale screening (Ons), Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), Passi d&#8217;Argento e della Società Italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica (Siapec-Iap), raccolto nel volume &#8216;I numeri del cancro in Italia 2022&#8217;, presentato oggi in una conferenza stampa a Roma, al ministero della Salute, con l&#8217;intervento del ministro Orazio Schillaci. &#8216;L&#8217;aumento a 390.700 del numero assoluto dei casi nel 2022- afferma il presidente Aiom, Saverio Cinieri- pone interrogativi per i quali attualmente non ci sono risposte esaurienti. Queste stime per l&#8217;Italia per il 2022 sembrano indicare un aumento del numero assoluto dei tumori, in gran parte legato all&#8217;invecchiamento della popolazione, in apparente contrasto con l&#8217;andamento decrescente dei tassi di incidenza osservato se, ipoteticamente, si considera invariata l&#8217;età dei cittadini&#8217;. &#8216;Questi dati aggiornati- prosegue- invitano sempre di più a rafforzare le azioni per contrastare il ritardo diagnostico e per favorire la prevenzione secondaria e soprattutto primaria, agendo sul controllo dei fattori di rischio a partire dal fumo di tabacco, dall&#8217;obesità, dalla sedentarietà, dall&#8217;abuso di alcol e dalla necessità di favorire le vaccinazioni contro le infezioni note per causare il cancro, come quella contro l&#8217;Hpv&#8217;. &#8216;Il volume- spiega nella prefazione del libro il ministro della Salute, Orazio Schillaci- costituisce un supporto di grande valore per il Servizio sanitario nazionale, per il ministero della Salute e, indubbiamente, per i pazienti oncologici, ai quali, mai come adesso, è necessario offrire le pratiche migliori di prevenzione, cura e assistenza&#8217;. &#8216;Come emerge dall&#8217;analisi, a seguito di decenni caratterizzati da notevoli progressi- continua- la pandemia di Covid-19 ha determinato una battuta d&#8217;arresto nella lotta al cancro, causando in Italia, nel complesso, un forte rallentamento delle attività diagnostiche in campo oncologico, con conseguente incremento delle forme avanzate della malattia. Questi ritardi sicuramente influiranno sull&#8217;incidenza futura delle patologie neoplastiche. Inoltre, per quanto riguarda i fattori di rischio comportamentali, i dati raccolti durante il biennio 2020-2021 segnano un momento di accelerazione per lo più in senso peggiorativo&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8216;Si tratta- afferma ancora Schillaci- di un dato che non può non destare preoccupazione se si considera che il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati intervenendo su fattori di rischio prevenibili, soprattutto sugli stili di vita&#8217;. È infatti necessario sensibilizzare i cittadini sulle regole di prevenzione primaria. &#8216;I dati Passi sugli stili di vita- afferma Maria Masocco, responsabile scientifico dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi d&#8217;Argento, coordinati dall&#8217;Istituto superiore di sanità- confermano la non ottimale aderenza dei cittadini ad uno stile di vita sano. Dall&#8217;analisi delle serie storiche dei fattori di rischio comportamentali, emerge che non ci sono stati grandi miglioramenti negli ultimi 15 anni e, ad eccezione dell&#8217;abitudine al fumo di sigaretta che continua la sua lenta riduzione da oltre un trentennio, il consumo di alcol a rischio, la sedentarietà e l&#8217;eccesso ponderale, complessivamente, peggiorano o restano stabili&#8217;. &#8216;Non solo. In piena pandemia, durante il biennio 2020-2021- sottolinea- questi trend hanno subito modifiche per lo più in senso peggiorativo. L&#8217;impatto della pandemia sugli stili di vita è più visibile nel 2020 e sembra, in parte, rientrare nel 2021. Ma gli sforzi per sensibilizzare i cittadini sull&#8217;importanza della prevenzione primaria non devono fermarsi&#8217;. Come emerge dall&#8217;indagine che ha coinvolto10 anatomie patologiche per i tumori della mammella e 12 per il colon-retto, il numero di carcinomi della mammella operati nel 2020 è risultato inferiore del 4,7% (-151 casi) rispetto al 2019, per poi risalire nel 2021 (+ 441 casi, +14,5%). Nel 2020, il numero di carcinomi del colon-retto operati è risultato inferiore del 10,8% (-238 casi) rispetto al 2019, mentre è cresciuto di 233 casi (+11,9%) nel 2021 rispetto al 2020. &#8216;Questa edizione- evidenzia Guido Mazzoleni, Azienda sanitaria di Bolzano, registro tumori di Bolzano, referente Siapec-Iap- contiene l&#8217;aggiornamento al 2021 dell&#8217;indagine contenuta nella scorsa edizione sull&#8217;impatto dell&#8217;infezione da SARS-CoV-2 sugli interventi chirurgici dei tumori della mammella e del colon-retto. I risultati aggiornati fanno emergere, in generale e per entrambi i tumori, un aumento dei casi operati nel 2021 rispetto al 2020 e un incremento della percentuale dei tumori pTis, cioè in stadio iniziale, nel 2021 rispetto agli anni precedenti, sia nella mammella che nel colon-retto, a conferma di una ripresa degli screening oncologici. Va, inoltre, segnalato un aumento in entrambe le neoplasie delle categorie N0 e N1a, verosimile indicatore di una presa in carico più precoce dei tumori diagnosticati&#8217;. Nel 2021 si osserva, infatti, un ritorno ai dati pre-pandemici anche per quanto riguarda la copertura dei programmi di prevenzione secondaria. Per la mammografia il valore medio italiano, che nel 2020 si era attestato al 30%, nel 2021 ritorna in linea (46,3%) con i valori di copertura (cioè la proporzione di donne che hanno effettuato la mammografia sul totale della popolazione avente diritto) del periodo 2018-2019. Per lo screening colorettale (ricerca del sangue occulto nelle feci) il valore complessivo si attestava intorno al 30%, per ridursi al 17% nel 2020 e risalire al 30% nel 2021. Lo screening cervicale presentava valori pre-pandemici intorno al 38-39%, un calo al 23% nel 2020 e un livello di copertura del 35% nel 2021. &#8216;Questi dati- dichiara la direttrice Osservatorio nazionale screening, Paola Mantellini- ci consegnano un Paese a due, se non a tre velocità, ma anche con notevoli capacità di rispondere alle emergenze. La maggior parte delle attività di screening non è stata ferma durante la pandemia, ma il Covid-19 ha messo in risalto ancora di più le fragilità di questi programmi, già evidenti in epoca pre-pandemica. L&#8217;obiettivo non è recuperare i ritardi indotti dall&#8217;emergenza sanitaria, ma ottenere livelli di copertura ottimali che, in determinate aree del Paese e per alcuni programmi, non si sono raggiunti nemmeno prima della pandemia&#8217;. &#8216;Perché più i livelli di copertura saranno elevati, maggiore sarà la nostra capacità di diagnosticare la malattia in fase precoce. È infatti importante segnalare- dice inoltre- che, all&#8217;interno di ogni singola macro-area, ci sono regioni con maggiore capacità di ripresa ed altre in evidente difficoltà anche nel 2021&#8217;. Un capitolo del libro è dedicato all&#8217;impatto del Covid sui pazienti con tumore. &#8216;In Italia- informano Fabrizio Stracci, presidente Airtum, e Diego Serraino, direttore Soc epidemiologia oncologica e registro tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di riferimento oncologico, Irccs, Aviano- la pandemia ha causato un aumento della mortalità dei pazienti oncologici, soprattutto nei maschi, in età avanzata, con tumore diagnosticato da meno di 2 anni e nelle neoplasie ematologiche È fondamentale che i pazienti fragili, tra cui rientrano quelli oncologici, si vaccinino&#8217;. &#8216;Infatti- aggiungono- uno studio su tutti i residenti in Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Reggio Emilia ha evidenziato che il rischio di morte tra gli individui con storia di cancro e di positività all&#8217;infezione da Sars-CoV-2 e? 2-3 volte superiore tra i non vaccinati rispetto ai vaccinati&#8217;. A fronte dei 2 milioni e mezzo di cittadini che vivevano in Italia nel 2006 con una pregressa diagnosi di tumore, si è passati a circa 3,6 milioni nel 2020, il 37% in più di quanto osservato solo 10 anni prima. L&#8217;aumento è stato particolarmente marcato per coloro che vivono da oltre 10 o 15 anni dalla diagnosi. Nel 2020, circa 2,4 milioni di persone (65% del totale) hanno ricevuto la diagnosi da più di 5 anni, mentre 1,4 milioni (39% del totale) da oltre un decennio. Sono oltre un quarto (27%) le persone guarite tra quelle che vivono dopo una diagnosi di tumore. &#8216;Nella stragrande maggioranza dei casi- rende poi noto il presidente della Fondazione Aiom, Giordano Beretta- una persona libera da malattia oltre i 10 anni dal termine del trattamento può, in assenza di recidiva, essere considerata guarita. Fanno eccezione a questa regola alcuni tumori in cui il tempo di guarigione è più lungo e le neoplasie insorte nell&#8217;età infantile e adolescenziale, in cui possono bastare 5 anni&#8217;. &#8216;Il fatto che una persona, a cui è stata diagnosticata una patologia oncologica, possa essere considerata guarita- continua- rappresenta un radicale cambiamento di paradigma, che diventa anche un elemento motivante per l&#8217;adesione agli screening, una volta che si sia compreso che la guarigione è tanto più facile quanto più precoce è la diagnosi&#8217;. &#8216;In Italia i pazienti oncologici guariti, però, rischiano ancora di incontrare concrete difficoltà quando, ad esempio, cerchino di stipulare un&#8217;assicurazione sulla vita o richiedano un mutuo o un finanziamento bancario. Ecco perché- conclude- è fondamentale attuare, anche in Italia, una legge sul &#8216;Diritto all&#8217;oblio&#8217;, seguendo l&#8217;esempio di altri Paesi europei&#8217;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/19/salute-tumori-nel-2022-in-italia-stimati-390-700-nuovi-casi-14-100-in-2-anni/">Salute. Tumori, nel 2022 in Italia stimati 390.700 nuovi casi, +14.100 in 2 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale. Eccellenze italiane, presidente Lilt premiato per impegno lotta a tumori</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 10:31:21 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/02/sociale-eccellenze-italiane-presidente-lilt-premiato-per-impegno-lotta-a-tumori/">Sociale. Eccellenze italiane, presidente Lilt premiato per impegno lotta a tumori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In occasione della cerimonia del Premio d&#8217;Eccellenza &#8220;100 Eccellenze Italiane&#8221;, svoltasi ieri presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, il presidente della Lilt &#8211; Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Francesco Schittulli, è stato premiato per il suo profondo impegno nel sociale e nella lotta ai tumori. Il riconoscimento testimonia il fondamentale contribuito del senologo-chirurgo oncologo e della Lilt nel tracciare il percorso della cultura della prevenzione in Italia, attraverso la promozione di campagne di sensibilizzazione e lo sviluppo di iniziative volte alla diffusione della corretta informazione e di uno stile di vita sano come efficace arma per difendersi dai tumori. Il presidente della Lilt ha commentato così il riconoscimento ricevuto: &#8220;Ringrazio l&#8217;Osservatorio Eccellenze Italiane per avermi inserito tra i protagonisti delle Storie di Eccellenza scelte per il 2022. La storia della Lilt, in effetti, è un esempio virtuoso di come, grazie all&#8217;impegno e alla perseveranza, si possano raggiungere traguardi in grado di cambiare il futuro di un&#8217;intera comunità. In questo secolo di attività abbiamo dimostrato che il cancro, se diagnosticato precocemente, può essere sconfitto. Ma per rendere tutto questo possibile servono finanziamenti, investimenti e una cultura che metta la salute in cima alle priorità di un Paese. Premi come questo sono la dimostrazione che stiamo andando nella direzione giusta e ci danno la spinta per continuare a combattere per raggiungere il nostro più grande obiettivo: un futuro senza cancro&#8221;. Le storie di successo selezionate, raccolte nel volume 100 Eccellenze Italiane, raccontano e celebrano i protagonisti dell&#8217;Italia migliore, quella del sapere e del saper fare. Un vero e proprio tributo al Made in Italy nella sua accezione più completa, che ha l&#8217;intento di valorizzare l&#8217;emblema di un marchio distintivo, riconosciuto in tutto il mondo. L&#8217;iniziativa, giunta all&#8217;ottava edizione, è promossa dall&#8217;associazione Liber, in collaborazione con la casa editrice Rde dell&#8217;editore Riccardo Dell&#8217;Anna, e la manifestazione celebrativa, presentata dalla giornalista e conduttrice TV Alda D&#8217;Eusanio, è stata patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e degli altri Ministeri.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/02/sociale-eccellenze-italiane-presidente-lilt-premiato-per-impegno-lotta-a-tumori/">Sociale. Eccellenze italiane, presidente Lilt premiato per impegno lotta a tumori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. Italia indietro nella costruzione delle reti oncologiche</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/09/23/sanita-italia-indietro-nella-costruzione-delle-reti-oncologiche/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 14:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La necessità di accelerare sulla costruzione delle reti oncologiche regionali ha acceso il dibattito durante il Cracking cancer forum in corso a Torino. Durante il panel &#8220;Europa ed Italia: come il Pnrr impatta sull&#8217;oncologia&#8221;, tre tra i massimi esperti e addetti ai lavori sul tema hanno avuto modo di esprimere le loro preoccupazioni sull&#8217;avanzamento dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/23/sanita-italia-indietro-nella-costruzione-delle-reti-oncologiche/">Sanità. Italia indietro nella costruzione delle reti oncologiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La necessità di accelerare sulla costruzione delle reti oncologiche regionali ha acceso il dibattito durante il Cracking cancer forum in corso a Torino. Durante il panel &#8220;Europa ed Italia: come il Pnrr impatta sull&#8217;oncologia&#8221;, tre tra i massimi esperti e addetti ai lavori sul tema hanno avuto modo di esprimere le loro preoccupazioni sull&#8217;avanzamento dei lavori sulle reti oncologiche: &#8220;Non c&#8217;è dubbio che il Pnrr può fare alcune cose: purtroppo la mancanza di organizzazione, e l&#8217;inesistenza di reti in Italia realmente funzionanti impedisce di destinare risorse direttamente alla rete per metterla in condizioni di operare e rispondere a quello che è il ruolo della rete oncologica&#8221;, ha sottolineato il professor Francesco De Lorenzo, presidente di Favo, la Rete italiana delle associazioni di volontariato in oncologia. &#8220;Purtroppo questo ruolo non è ancora fattibile per i malati&#8221;, ha aggiunto De Lorenzo, &#8220;Agenas dal 2019 sta lavorando per definire questo modello, i lavori sono terminati ma non vengono individuati i risultati al ministero della Salute. Abbiamo denunciato nel piano oncologico nazionale l&#8217;impossibilità per i malati di accedere alle reti per la mancanza di coordinamento e di un modello esistente&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ad oggi sappiamo che reti oncologiche strutturate ci sono in Piemonte, Val d&#8217;Aosta, Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Sicilia, Campania e Puglia. Abbiamo qualche movimento in area Emilia-Romagna e Marche. E poi abbiamo dichiarazioni di principio. Ma credo che il tempo sia arrivato per dire: non è più oggetto di discussione, è in discussione come farlo&#8221;, ha dichiarato il professore Gianni Amunni, direttore del Dipartimento di Oncologia, Azienda Usl Toscana Nord Ovest. Sul tema il professore Massimo Aglietta, coordinatore della Rete oncologica Piemonte e Val d&#8217;Aosta, ha aggiunto: &#8220;Il Pnrr, costruire nuove strutture, è esattamente lo strumento che ci permette di rendere efficace un&#8217;organizzazione completamente diversa, basata sulla continuità di trattamento. E&#8217; un&#8217;occasione che noi dobbiamo usare e dobbiamo farlo adesso&#8221;.</p>
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		<title>Salute, 40-50% casi tumore prevenibili</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 17:23:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il 40-50% di casi di tumore sono prevenibili, dipendono da fattori non genetici. Fumo, alcol e stili di vita non corretti possono causare il cancro. Dobbiamo quindi partire dai ragazzi affinché abbiano consapevolezza sui comportamenti a rischio. L&#8217;oncologia è propensa a fare comunicazione e questo è fondamentale perché, come letto nel Piano di Programma contro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/22/salute-40-50-casi-tumore-prevenibili/">Salute, 40-50% casi tumore prevenibili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il 40-50% di casi di tumore sono prevenibili, dipendono da fattori non genetici. Fumo, alcol e stili di vita non corretti possono causare il cancro. Dobbiamo quindi partire dai ragazzi affinché abbiano consapevolezza sui comportamenti a rischio. L&#8217;oncologia è propensa a fare comunicazione e questo è fondamentale perché, come letto nel Piano di Programma contro il cancro 2022-2027, a livello europeo si punta molto sulla prevenzione. Rispetto a prima della pandemia oggi i giovani hanno un atteggiamento diverso verso la malattia, che in passato era considerata qualcosa di lontano. Il Covid li ha fatti cadere in una realtà diversa, visti i contagi in quasi tutte le famiglie, e spinti a una profonda riflessione. Oggi sono più legati alla salute. Se prima il loro tema di rivolta e voglia di cambiamento era magari per l&#8217;ambiente, ora c&#8217;è più quello dell&#8217;ascolto: parlano maggiormente di problemi psicologici e chiedono maggiore attenzione&#8221;. Lo afferma Loredana Masseria, responsabile della comunicazione per la Rete Oncologica-ASL Città di Torino, in occasione del Cracking Cancer Forum a Torino. La prima giornata dell&#8217;evento, dedicato interamente alla lotta al cancro e a una sua comunicazione positiva, si è tenuta oggi all&#8217;Hotel NH Collection Torino Piazza Carlina &#8211; Piazza Carlo Emanuele II. Un&#8217;iniziativa che ha richiamato numerosi professionisti della salute da tutta Italia, oltre che rappresentanti delle istituzioni. Il Cracking Cancer Forum proseguirà domani nella stessa sede con nuovi seminari e tavole rotonde. &#8220;Tre anni fa abbiamo iniziato a collaborare con le scuole e da allora abbiamo lavorato in 5 scuole di Torino e coinvolto 250 studenti &#8211; aggiunge Masseria &#8211; I ragazzi hanno necessità di essere ascoltati e coinvolti, il processo di service learning che abbiamo iniziato punta a parlare con loro, dargli gli strumenti e poi raccogliere i feedback. Abbiamo fatto lo scorso anno una campagna sul fumo e poi hanno espresso la necessità di conoscere le professioni sanitarie. Utilizzando la comunicazione dobbiamo far capire anche il privilegio di un Servizio Sanitario Nazionale che si occupa di prevenzione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presente oggi tra gli altri anche Alessandro Stecco, Presidente Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte. &#8220;Questo evento, giunto alla sua quarta edizione, è la somma dei contributi della lotta al cancro. La collegialità, l&#8217;impegno anche delle istituzioni per un&#8217;organizzazione migliore che possa centrare quel motto &#8216;curare tutti, tutti insieme&#8217;, assolutamente fondamentale. Ovvero prendersi carico del paziente, assisterlo e garantirgli un accesso alle cure. Grazie anche a nuove tecnologie e modelli organizzativi oggi si possono colmare i gap esistenti, dovuti magari a carenze di personale o a difficoltà geografiche. La telemedicina o una rete oncologica più performante, attraverso risorse umane e organizzazione, permettono di superare questi limiti. La rete oncologica piemontese è stata la prima a nascere in Italia e ora è una delle più strutturate. L&#8217;anno scorso l&#8217;abbiamo modificata con un&#8217;organizzazione che guardasse non solo all&#8217;ospedale ma anche al territorio, al mondo dell&#8217;università e della ricerca. Prima i malati di cancro venivano gestiti solo nelle mura dell&#8217;ospedale, oggi bisogna pensare anche che buona parte di loro si cronicizza e possono essere seguiti in alcuni casi sul territorio. Dobbiamo identificare sempre di più la casa come luogo di cura del paziente, andare dove possibile a colmare le distanze, avvicinarci al paziente&#8221;. Alessandro Stecco ha poi aggiunto: &#8220;Il Piemonte ha molti Comuni piccoli, in gran parte in zone montane o collinari, e questo è un aspetto che si ricollega al tema dello screening e della comunicazione. Alla rete oncologica piemontese vengono forniti ogni anno 1,5 milioni di euro, un&#8217;attenzione da parte della Regione. La lotta al cancro è un argomento multidisciplinare e complesso ma che si può affrontare mettendo insieme le persone, come è riuscito a fare questo Forum&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/22/salute-40-50-casi-tumore-prevenibili/">Salute, 40-50% casi tumore prevenibili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Salute. Tumori, Lancet: &#8220;Quasi la metà decessi potrebbe essere prevenuta&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 14:18:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fumo, alcol e obesità, si sa, non fanno certo bene alla salute. Ora, però, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;The Lancet&#8217; conferma, nero su bianco, come proprio questi tre fattori siano i maggiori responsabili dei tumori in tutto il mondo e, soprattutto, che quasi il 50% delle morti per cancro nel mondo è causato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/02/salute-tumori-lancet-quasi-la-meta-decessi-potrebbe-essere-prevenuta/">Salute. Tumori, Lancet: &#8220;Quasi la metà decessi potrebbe essere prevenuta&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Fumo, alcol e obesità, si sa, non fanno certo bene alla salute. Ora, però, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;The Lancet&#8217; conferma, nero su bianco, come proprio questi tre fattori siano i maggiori responsabili dei tumori in tutto il mondo e, soprattutto, che quasi il 50% delle morti per cancro nel mondo è causato proprio da fattori di rischio prevenibili. Lo studio ha analizzato i risultati del Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD) 2019 utilizzando dati provenienti da oltre 200 paesi. Nel 2019 il numero totale di decessi per cancro attribuibili a tutti i fattori di rischio stimati dallo studio è stato di 4,45 milioni di persone, pari al 44,4% di tutti i decessi per cancro. Nello specifico del genere: il 50,6% dei decessi per cancro nei maschi e il 36,3% nelle femmine. Il fumo, l&#8217;uso di alcol e un indice di massa corporea (BMI) elevato, che può essere indicativo di obesità, sono stati i maggiori fattori che hanno contribuito allo sviluppo di tumori. &#8220;Questi risultati- osservano i ricercatori- evidenziano che una parte sostanziale dei casi di cancro a livello globale potrebbero essere potenzialmente prevenuti attraverso interventi volti a ridurre l&#8217;esposizione a fattori di rischio di cancro noti, ma anche che una larga parte dei tumori potrebbe non essere evitabile attraverso il controllo dei fattori di rischio attualmente stimati. Pertanto- concludono- gli sforzi di riduzione del rischio di cancro devono essere accoppiati a strategie di controllo del tumore complete che includano sforzi per supportare la diagnosi precoce e un trattamento efficace&#8221;.</p>
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		<title>Salute. Tumori, al via nuova terapia sperimentale con fasci di neutroni</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 20:04:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cnao, Centro nazionale di adroterapia oncologica, l&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), il Politecnico di Milano e l&#8217;Università di Pavia hanno firmato un accordo di collaborazione per sviluppare una terapia sperimentale che prevede l&#8217;utilizzo di neutroni per colpire le cellule di tumori particolarmente aggressivi. L&#8217;accordo, della durata di 5 anni, ruota attorno all&#8217;acceleratore per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Cnao, Centro nazionale di adroterapia oncologica, l&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), il Politecnico di Milano e l&#8217;Università di Pavia hanno firmato un accordo di collaborazione per sviluppare una terapia sperimentale che prevede l&#8217;utilizzo di neutroni per colpire le cellule di tumori particolarmente aggressivi. L&#8217;accordo, della durata di 5 anni, ruota attorno all&#8217;acceleratore per la produzione di fasci di neutroni che sarà installato al Cnao nel 2024 e sarà utilizzato per sviluppare la Boron Neutron Capture Therapy (Bnct) che consiste nell&#8217;irraggiare con fasci di neutroni le cellule tumorali dopo aver veicolato al loro interno un farmaco contenente un atomo di un particolare elemento chimico, il Boro-10. L&#8217;interazione tra i neutroni e il Boro-10 determina la distruzione selettiva delle cellule tumorali e si prevede possa essere molto efficace per combattere tumori particolarmente complessi. Fino a pochi anni fa la produzione di neutroni in quantità sufficiente ad innescare questo processo era possibile solo attraverso i reattori nucleari. I recenti sviluppi in questo campo hanno dato vita all&#8217;acceleratore di piccole dimensioni che sarà installato al Cnao, unico in Italia. Questa tecnologia è messa a disposizione da Tae Life Sciences, azienda statunitense che ha scelto di investire nella ricerca italiana. La Bnct rappresenta una nuova e ulteriore frontiera dell&#8217;applicazione della fisica alla medicina nel contesto del Cnao, che già oggi è uno dei soli 6 centri al mondo in grado di utilizzare fasci di particelle (ioni carbonio e protoni) per curare tumori non operabili e radio-resistenti. La collaborazione tra Cnao, Infn, Università di Pavia e Politecnico di Milano, che vedrà lavorare ognuno per il proprio specifico ambito di competenza, si focalizzerà sull&#8217;avvio della sperimentazione pre-clinica e clinica della Bnct e sull&#8217;ottenimento della marcatura Ce che certifica che il dispositivo medico rispetti i requisiti essenziali per la sicurezza del paziente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La collaborazione con Infn, Politecnico di Milano e Università di Pavia darà un ulteriore impulso alla ricerca scientifica contro il cancro- sottolinea Gianluca Vago, presidente del Cnao- Lo sviluppo della Bnct rientra in un più ampio progetto di ampliamento di Cnao grazie al quale il nostro Centro nel 2024 sarà l&#8217;unico al mondo in grado di utilizzare tecniche avanzate basate sull&#8217;utilizzo di più particelle &#8211; oltre al carbonio e ai protoni, neutroni, assieme a elio a altre ancora&#8221; &#8220;La Bnct, che sfrutta i neutroni per i trattamenti oncologici, è una tecnica innovativa che si colloca alla frontiera dell&#8217;adroterapia, e in generale delle applicazioni della fisica alla medicina- evidenzia Diego Bettoni, giunta esecutiva dell&#8217;Infn- ambiti che rappresentano una parte molto significativa delle attività dell&#8217;Infn di trasferimento tecnologico e delle conoscenze. L&#8217;accordo per la Bnct, appena sottoscritto con Cnao, Università di Pavia e Politecnico di Milano, da un lato consolida ulteriormente l&#8217;importante e duratura collaborazione tra l&#8217;Infn e il Cnao, dall&#8217;altro contribuisce a portare a realizzazione soluzioni nuove per la terapia oncologica, che ci auguriamo possano nel futuro produrre il più ampio impatto positivo a beneficio della società&#8221;. &#8220;La lotta al cancro rappresenta una delle più grandi scommesse dei nostri tempi- spiega Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano- Le competenze messe in campo dal Politecnico di Milano, tramite il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, si rivelano un importante alleato. Tecnologie sempre più avanzate svolgono un ruolo centrale: dalla robotica all&#8217;analisi dei dati, dai sistemi di elaborazione delle immagini ai modelli matematici, dai sistemi predittivi al machine learning. Con questo accordo Cnao e Politecnico di Milano proseguono una collaborazione consolidata nel tempo, insieme ad importanti eccellenze sul territorio nazionale quali Infn e Università di Pavia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Con l&#8217;introduzione della nuova terapia con neutroni e l&#8217;ampliamento del Cnao, Pavia si conferma ai vertici internazionali della medicina oncologica e della ricerca contro il cancro- evidenzia Francesco Svelto, rettore dell&#8217;Università di Pavia- Questa tecnica, unica in Italia, è stata sviluppata dall&#8217;Università di Pavia in oltre vent&#8217;anni anni di ricerca: il primo esperimento Bnct è del dicembre 2001. La Boron Neutron Capture Therapy vede l&#8217;apporto delle competenze multidisciplinari del nostro Ateneo: fisici, ingegneri, biologi, medici, oltre agli Irccs del sistema universitario. Si apre ora la fase cruciale di sperimentazione che ci vedrà impegnati al fianco di eccellenze come il Cnao, l&#8217;Infn e il Politecnico di Milano. Grazie al Cnao, la nuova terapia oncologica permetterà di trasferire gli esiti della ricerca alle applicazioni sui pazienti, per le cure oncologiche&#8221;. La Bnct si basa sull&#8217;interazione tra un fascio di neutroni termici e il Boro-10, isotopo naturale non radioattivo del boro (un semimetallo), che viene veicolato all&#8217;interno delle cellule tumorali grazie a una molecola che funge da &#8220;vettore&#8221;. La tecnica consiste nella somministrazione di un farmaco (il più utilizzato oggi è la Borofenilalanina-BPA), che trasporta il nucleo di Boro-10 all&#8217;interno delle cellule tumorali. Il Boro-10 si accumula in misura significativamente maggiore nelle cellule tumorali, rispetto alle cellule normali, per la maggiore richiesta metabolica delle prime. Il passaggio successivo prevede l&#8217;irraggiamento con neutroni dell&#8217;area che contiene la neoplasia; la conseguente reazione nucleare, che è selettiva perché si esercita solo sul nucleo di Boro-10 selettivamente captato dalle cellule tumorali, libera energia capace di distruggere la cellula tumorale. Pavia era già stata pioniera in questa tecnica, applicata al trattamento di due pazienti con metastasi epatiche, grazie ai lavori portati avanti nei primi anni 2000 da esperti del Policlinico San Matteo e dell&#8217;Università di Pavia.</p>
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		<title>Salute. Molecular Tumor Board, ecco il futuro dell&#8217;oncologia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 19:01:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi tutte quest&#8221;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/19/salute-molecular-tumor-board-ecco-il-futuro-delloncologia/">Salute. Molecular Tumor Board, ecco il futuro dell&#8217;oncologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi tutte quest&#8221;Una volta i pazienti oncologici venivano trattati tutti alla stessa maniera e le armi a disposizione erano piuttosto limitate alla chemioterapia, alla radioterapia, all&#8217;intervento chirurgico, all&#8217;ormonoterapia. Oggi tutte queste armi sono fortemente integrate da terapie più precise, da terapia a bersaglio biomolecolare, da immunoterapia. e armi sono fortemente integrate da terapie più precise, da terapia a bersaglio biomolecolare, da immunoterapia. Alla base c&#8217;è la necessità di ricercare una mappatura più estesa del profilo biomolecolare del tumore, al fine di scegliere la terapia giusta per il paziente giusto con una determinata malattia&#8221;. E&#8217; quanto spiega la dottoressa Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia all&#8217;Università Politecnica delle Marche, Direttrice della Clinica Oncologica dell&#8217;AOU Ospedali Riuniti di Ancona e Presidente di Women for Oncology of Italy, che aggiunge: &#8220;Il tumore sta diventando sempre di più una patologia curabile, come dimostrano i dati: sono oltre 3milioni e 600mila le persone che vivono dopo una diagnosi di cancro. È evidente che questi grandi passi avanti sono stati fatti anche grazie alla medicina di precisione e all&#8217;oncologia di precisione. Questo non può prescindere dalla possibilità di avere Centri, expertise e professionisti qualificati che si occupano di questo settore. Oggi sono nati e stanno nascendo nell&#8217;ambito delle diverse regioni i Molecular Tumor Board: dei gruppi multidisciplinari focalizzati a cercare di conoscere meglio la malattia e a trattarla al meglio delle possibilità, con tutte queste armi innovative che abbiamo a disposizione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Stiamo passando da un&#8217;oncologia di precisione al salto del paradigma&#8221;, risponde la professoressa Berardi. &#8220;Poche settimane fa sono stati introdotti in commercio e nella pratica clinica i cosiddetti farmaci agnostici: molecole jolly che colpiscono miratamente una mutazione che siamo andati preliminarmente ad identificare, indipendentemente dalla sede di origine della malattia primitiva. Una volta trattavamo il tumore, lo trattavamo con la chemioterapia e in maniera uguale per tutti i pazienti, poi ci siamo mossi verso un&#8217;oncologia di precisione a cercare determinati bersagli e specifiche mutazioni espresse da quel particolare tumore; oggi con le molecole jolly saltiamo questo paradigma, ovvero andiamo a cercare la mutazione indipendentemente dalla sede del tumore primitivo. Significa che, potenzialmente, pazienti con tumore al seno, al pancreas, piuttosto che al polmone, potrebbero essere trattati con le stesse molecole, purché alla base ci sia la presenza della medesima mutazione. Per determinare tutto questo occorre avere professionisti qualificati, ma occorre anche avere la consapevolezza che solo piccoli gruppi di persone possono esprimere quel tipo di mutazione e quindi la medicina va sempre di più verso un&#8217;ottica di personalizzazione e di precisione&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CHE COSA STA FACENDO WOMEN FOR ONCOLOGY OF ITALY A RIGUARDO? </strong>&#8211; &#8220;Women for Oncology of Italy- spiega- è uno spin-off della Società Europea di Oncologia Medica, principalmente rivolge l&#8217;attenzione alle donne oncologhe e alle Specialiste in Formazione, per far sì che possano essere le leader di domani anche in questo settore. Cerchiamo di aiutare le professioniste a crescere sia dal punto di vista della formazione, sia conciliando la vita professionale con quella lavorativa. Molte di noi sono fortemente impegnate su questo fronte. Personalmente ho contribuito attivamente alla costituzione e coordino il Molecular Tumor Board presso l&#8217;AOU Ospedali Riuniti di Ancona che serve l&#8217;intera regione Marche. Così come me, anche altre professioniste sono fortemente attive in questo settore, perché è un settore trasversale che non può prescindere dalle competenze specifiche, indipendentemente da quale sia l&#8217;area primaria di interesse. È il futuro dell&#8217;oncologia, è il futuro per il bene dei pazienti e di chi prende cura di loro. Parlando della medicina di precisione e di Molecular Tumor Board, personalmente auspico a una possibilità di coordinamento di rete, inteso come network in questo settore, affinché tutti i pazienti possano avere equa opportunità anche in questo settore e non ci siano disparità tra le varie istituzioni sanitarie e le varie regioni. È questo un elemento determinante. Stavamo aspettando che il Ministero licenziasse entro il 31 marzo la cornice normativa in cui muoverci, ma ad oggi non è ancora arrivata. Dal punto di vista di Women for Oncology of Italy un ringraziamento a tutte le amiche e colleghe che tutti i giorni si spendono per la crescita delle altre colleghe e soprattutto per la cura dei pazienti in un&#8217;ottica di medicina di precisione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/19/salute-molecular-tumor-board-ecco-il-futuro-delloncologia/">Salute. Molecular Tumor Board, ecco il futuro dell&#8217;oncologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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