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	<title>Scienza e medicina Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sonno dei bambini e mamme stanche: l’esperta Chiara Baiguini cambia prospettiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:34:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il vero problema del sonno infantile potrebbe non essere soltanto il bambino, ma anche il livello di stanchezza e sovraccarico vissuto dalle mamme. È questo il messaggio lanciato da Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile e divulgatrice specializzata nei profili sensoriali, che nel libro “Nati per dormire” propone un approccio innovativo basato sulla relazione tra [&#8230;]</p>
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<p>Il vero problema del sonno infantile potrebbe non essere soltanto il bambino, ma anche il livello di stanchezza e sovraccarico vissuto dalle mamme. È questo il messaggio lanciato da <strong>Chiara Baiguini</strong>, educatrice del sonno gentile e divulgatrice specializzata nei profili sensoriali, che nel libro <em>“Nati per dormire”</em> propone un approccio innovativo basato sulla relazione tra genitore e figlio.</p>



<p>In occasione della Festa della Mamma, l’esperta invita le famiglie a cambiare prospettiva: prima di concentrarsi esclusivamente sulle tecniche per far dormire i bambini, occorre comprendere lo stato emotivo e neurologico di chi li accompagna ogni sera verso il riposo.</p>



<p>Secondo Baiguini, le neuroscienze confermano che nei primi anni di vita i bambini regolano il proprio equilibrio emotivo attraverso quello dei genitori. Stress, tensione e stanchezza materna possono quindi influire direttamente sulla qualità del sonno dei più piccoli.</p>



<p>“Le mamme hanno bisogno di conoscersi meglio, capire come funziona il proprio sistema nervoso e imparare a riconoscere i segnali di sovraccarico”, spiega Baiguini, seguita da una community di oltre 170mila persone.</p>



<p>L’esperta individua cinque consigli pratici per affrontare con maggiore serenità le serate e i risvegli notturni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>conoscere il proprio profilo sensoriale;</li>



<li>concedersi qualche minuto di pausa prima della nanna del bambino;</li>



<li>ricordare che il benessere del figlio passa anche dalla calma del genitore;</li>



<li>prendersi cura di sé durante la giornata per preparare una notte più serena;</li>



<li>evitare confronti con altre mamme, perché ogni persona vive il sonno in modo diverso.</li>
</ul>



<p>L’approccio proposto punta a ridurre ansia e senso di colpa, aiutando le famiglie a costruire routine più sostenibili e rispettose delle esigenze emotive di adulti e bambini.</p>



<p>Il tema del sonno infantile resta oggi uno dei più discussi tra i genitori, soprattutto online, dove spesso proliferano consigli e metodi contrastanti. Per Baiguini, però, il punto di partenza resta sempre lo stesso: “La maternità non richiede perfezione, ma consapevolezza”.</p>
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		<title>Sanità, UGL lancia l’allarme: “La carenza di infermieri non si risolve solo con personale straniero”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni operatori sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi della professione infermieristica in Italia rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni. A denunciarlo è Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute, che richiama l’attenzione sulla forte carenza di personale sanitario e sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo Giuliano, il deficit attuale supera i 65mila infermieri, mentre le stime europee parlano di [&#8230;]</p>
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<p>La crisi della professione infermieristica in Italia rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni. A denunciarlo è <strong>Gianluca Giuliano</strong>, segretario nazionale della <strong>UGL Salute</strong>, che richiama l’attenzione sulla forte carenza di personale sanitario e sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale.</p>



<p>Secondo Giuliano, il deficit attuale supera i <strong>65mila infermieri</strong>, mentre le stime europee parlano di una possibile mancanza di oltre un milione di professionisti sanitari entro il 2030. Una situazione che, secondo il sindacato, nasce da anni di errori nella programmazione sanitaria e da politiche basate sui tagli anziché sulla valorizzazione del personale.</p>



<p>“La sanità italiana sta pagando le conseguenze di scelte sbagliate che hanno indebolito il SSN – afferma Giuliano –. Gli infermieri continuano a lasciare i reparti a causa di stipendi insufficienti, turni massacranti e condizioni di lavoro sempre più difficili”.</p>



<p>UGL Salute evidenzia inoltre il crescente fenomeno delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari e il diffuso burnout che colpisce il personale ospedaliero, aggravando la crisi della professione.</p>



<p>Nel mirino del sindacato anche il crescente ricorso a personale proveniente da Paesi extra UE come Tunisia, India e Paraguay. “L’assunzione di professionisti stranieri può rappresentare solo una soluzione temporanea – sottolinea Giuliano – ma non può diventare la risposta strutturale alla carenza di infermieri”.</p>



<p>Il segretario nazionale della UGL chiede controlli rigorosi sui titoli di studio e sulle competenze dei professionisti provenienti dall’estero, ribadendo che la qualità dell’assistenza sanitaria e la sicurezza dei pazienti devono restare prioritarie.</p>



<p>Per il sindacato, la strada da seguire passa invece attraverso investimenti concreti nella sanità pubblica, stipendi più competitivi, maggiore sicurezza negli ospedali e percorsi professionali capaci di rendere nuovamente attrattiva la carriera infermieristica per i giovani italiani.</p>



<p>“Serve una strategia seria e duratura – conclude Giuliano – che restituisca dignità e prospettive a una professione fondamentale per il futuro della sanità italiana”.</p>
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		<title>AI WEEK 2026, Milano diventa capitale europea dell’intelligenza artificiale: attese oltre 25mila persone</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2026 19:10:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milano si prepara a diventare il cuore europeo dell’innovazione tecnologica con AI WEEK 2026, il più grande evento continentale dedicato all’intelligenza artificiale. Il 19 e 20 maggio Fiera Milano Rho ospiterà migliaia di manager, imprenditori, startup, professionisti e istituzioni provenienti da tutto il mondo per una due giorni che punta a superare le 25mila presenze. [&#8230;]</p>
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<p>Milano si prepara a diventare il cuore europeo dell’innovazione tecnologica con AI WEEK 2026, il più grande evento continentale dedicato all’intelligenza artificiale. Il 19 e 20 maggio Fiera Milano Rho ospiterà migliaia di manager, imprenditori, startup, professionisti e istituzioni provenienti da tutto il mondo per una due giorni che punta a superare le 25mila presenze.</p>



<p>La settima edizione della manifestazione conferma la crescita dell’evento, diventato ormai un punto di riferimento internazionale per il confronto sulle nuove frontiere dell’IA, della digitalizzazione e dell’innovazione applicata al business.</p>



<p>Saranno oltre 700 gli speaker internazionali distribuiti su 17 palchi, con rappresentanti di colossi globali come Google, Microsoft, Anthropic, Commissione Europea e UNHCR. In programma anche più di 250 aziende sponsor e migliaia di incontri B2B dedicati al networking e allo sviluppo di nuove opportunità di business.</p>



<p>L’AI WEEK 2026 proporrà workshop, masterclass, dimostrazioni dal vivo e summit tematici dedicati a sanità, cybersecurity, sport, marketing e startup innovative. Tra le novità dell’edizione 2026 spiccano il Maxi Stage dedicato ai leader mondiali dell’intelligenza artificiale, la “Prompt Battle” tra esperti di AI generativa e una vasta area demo dove provare le piattaforme più avanzate del settore.</p>



<p>Grande attenzione sarà riservata anche alla formazione pratica, con sessioni dedicate all’utilizzo di strumenti come ChatGPT, Midjourney e Runway, ormai sempre più centrali nei processi aziendali e creativi.</p>



<p>Tra gli ospiti internazionali attesi figurano Llion Jones, co-autore del paper sui Transformer e cofondatore di Sakana AI, la giornalista Karen Hao, autrice del bestseller “Empire of AI”, oltre a esperti provenienti dalle università di Oxford e Bocconi.</p>



<p>Secondo gli organizzatori Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori della community “Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice”, l’obiettivo è trasformare AI WEEK in uno degli eventi globali più importanti dedicati all’intelligenza artificiale.</p>



<p>“L’Europa e l’Italia hanno ancora enormi margini di crescita sul fronte delle competenze e della diffusione culturale dell’IA – spiegano –. Divulgare l’intelligenza artificiale significa aiutare imprese e cittadini a comprendere il cambiamento già in corso”.</p>



<p>Dopo il successo dell’edizione 2025, che aveva registrato oltre 17mila presenze e migliaia di incontri di networking, Milano punta ora a consolidare il proprio ruolo di hub europeo dell’innovazione digitale e dell’economia tecnologica.</p>
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		<title>Carote e salute degli occhi: perché sono un alleato naturale della vista</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2026 19:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla tavola alla prevenzione: la carota si conferma uno degli alimenti più preziosi per la salute degli occhi. Secondo gli esperti del gruppo oftalmico Baviera, questa radice millenaria è diventata nel tempo un vero simbolo del benessere visivo grazie al suo ricco profilo nutrizionale. Alla base dei benefici c’è l’elevato contenuto di beta-carotene, che l’organismo [&#8230;]</p>
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<p>Dalla tavola alla prevenzione: la carota si conferma uno degli alimenti più preziosi per la salute degli occhi. Secondo gli esperti del gruppo oftalmico Baviera, questa radice millenaria è diventata nel tempo un vero simbolo del benessere visivo grazie al suo ricco profilo nutrizionale.</p>



<p>Alla base dei benefici c’è l’elevato contenuto di <strong>beta-carotene</strong>, che l’organismo trasforma in vitamina A, fondamentale per la retina e per una corretta visione, soprattutto in condizioni di scarsa luce. A questo si aggiungono <strong>luteina e zeaxantina</strong>, utili a proteggere gli occhi dalla luce blu e dallo stress ossidativo, oltre a vitamine C ed E che contribuiscono alla salute dei tessuti oculari.</p>



<p>Non solo nutrizione, ma anche versatilità: le carote si prestano a numerose preparazioni, dai piatti freschi primaverili ai succhi e alle ricette calde. Gli specialisti consigliano di abbinarle a grassi sani come l’olio d’oliva o a fonti di omega-3, per favorire l’assorbimento dei nutrienti.</p>



<p>Insalate, centrifughe, zuppe o piatti con pesce: integrare le carote nella dieta quotidiana rappresenta una strategia semplice e naturale per proteggere la vista e prevenire disturbi oculari.</p>
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		<item>
		<title>Ipoparatiroidismo: sintomi, nuove cure e sfide della diagnosi in Italia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/04/28/ipoparatiroidismo-sintomi-nuove-cure-e-sfide-della-diagnosi-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:59:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Mondiale degli Ormoni, appena celebrata lo scorso 24 aprile, che ha come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza sull&#8217;importanza della salute ormonale, con un focus sull’ipoparatiroidismo, Motore Sanità ha organizzato il Convegno ‘IPOPARATIROIDISMO: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema’, realizzato grazie al contributo non condizionato di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/28/ipoparatiroidismo-sintomi-nuove-cure-e-sfide-della-diagnosi-in-italia/">Ipoparatiroidismo: sintomi, nuove cure e sfide della diagnosi in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In occasione della Giornata Mondiale degli Ormoni, appena celebrata lo scorso 24 aprile, che ha come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza sull&#8217;importanza della salute ormonale, con un focus sull’ipoparatiroidismo, Motore Sanità ha organizzato il Convegno ‘IPOPARATIROIDISMO: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema’, realizzato grazie al contributo non condizionato di Ascendis Pharma. L’ipoparatiroidismo è una patologia rara in cui le ghiandole paratiroidi non producono quantità sufficienti di ormone paratiroideo (PTH) comportando squilibri nel metabolismo di calcio e fosforo, con l’insorgenza di disturbi collegati di diversa entità/gravità che possono essere non sempre facilmente identificabili. Nonostante la ricerca abbia prodotto importanti avanzamenti terapeutici per garantire ai pazienti una qualità di vita nettamente migliore, restano problematiche relative ad una diagnosi tardiva, al poco coordinamento tra le varie specialità cliniche, alla difficile gestione della malattia tra presa in carico e follow-up. I sintomi comuni vanno dal formicolio alle mani o alla bocca, ai crampi muscolari e nei casi più gravi fino alla tetania. Nei casi più severi si possono verificare diverse malattie d’organo, anomalie scheletriche, calcificazione dei gangli della base, manifestazioni renali. Le complicanze più comuni dell&#8217;ipoparatiroidismo cronico sono cataratta (17%), infezioni (11%), nefrocalcinosi, nefrolitiasi (15%), insufficienza renale (12%), convulsioni (11%), depressione (9%), malattia cardiaca ischemica (7%), aritmie (7%). “L’ipoparatiroidismo è una rara malattia endocrina, soprattutto è stata per decadi una malattia negletta che pochi conoscevano e curavano. È stata un’impresa creare una cultura nella specialità di endocrinologia, ma ce l’abbiano fatta. Siamo riusciti ad interessare l’endocrinologo, ad avere l’attenzione dell’industria farmaceutica con un farmaco registrato e tre nuove molecole in arrivo. L’Italia è stata un campione e i pazienti possono ora tranquillizzarsi, vi sono medici competenti e cure efficaci. Non potremmo mai immaginare di doverci fermare davanti a decisioni politiche, diverse da regione a regione e da azienda ad azienda ospedaliera. Questo non farebbe onore all’Italia e non riconoscerebbe i diritti di pazienti che vedono devastata la loro vita da una malattia pervasiva, né riconoscerebbe gli sforzi di scienziati, medici e dell’industria a cambiare le carte in tavola. Questo il nostro Paese non lo meriterebbe“, ha spiegato Maria Luisa Brandi, Presidente Fondazione FIRMO (Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso) e Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo Università di Firenze Queste le parole di Fabio Vescini, Direttore Endocrinologia e Malattie del Metabolismo Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASU FC), “l’ipoparatiroidismo rappresenta una condizione rara e complessa, in cui gli unmet needs restano rilevanti sia sul piano clinico sia organizzativo. Ad esempio, mancano PDTA condivisi e uniformemente implementati, con forte variabilità regionale nell’accesso a centri esperti e nel follow-up. Dal punto di vista dei dati, poi, l’assenza di registri nazionali strutturati ostacola la raccolta sistematica di evidenze Real-world e la programmazione sanitaria. Infine, emergono bisogni non soddisfatti in termini di educazione del paziente, supporto all’aderenza e riconoscimento dell’impatto sulla qualità di vita e sulla salute mentale. L’Associazione Medici Endocrinologi (AME), insieme ad altre importanti Società Scientifiche, ha recentemente prodotto una linea guida per l’Istituto Superiore di Sanità che affronta il trattamento dell’ipoparatiroidismo dell’adulto e della donna in gravidanza, evidenziando il ruolo della terapia tradizionale, ma anche quello emergente delle terapie sostitutive con analoghi del paratormone”. “In qualità di Presidente dell’Associazione Italiana della Tiroide, desidero sottolineare il valore dell’introduzione clinica della palopegteriparatide come passo significativo nel trattamento dell’ipoparatiroidismo cronico nell’adulto. Questa patologia, complessa e spesso invalidante, richiede un approccio terapeutico capace di andare oltre la semplice correzione biochimica. Per molti anni, la gestione si è basata su supplementazioni che, pur efficaci nel controllo della calcemia, non affrontano il deficit ormonale alla base della malattia. La disponibilità di una terapia che agisce come sostituzione del paratormone rappresenta quindi un cambiamento rilevante nel paradigma di cura. La palopegteriparatide, grazie al suo profilo farmacologico, consente un’esposizione più stabile e prolungata, avvicinandosi maggiormente alla fisiologia dell’ormone endogeno. Questo si traduce in un controllo più regolare dei parametri metabolici e in una potenziale riduzione delle fluttuazioni cliniche. Un ulteriore elemento di rilievo è la semplificazione del regime terapeutico, con una monosomministrazione giornaliera che può migliorare l’aderenza e alleggerire il carico gestionale per il paziente. In una malattia cronica che accompagna la persona per tutta la vita, questi aspetti hanno un impatto concreto sulla qualità della vita. I dati disponibili indicano anche una possibile riduzione del fabbisogno di calcio e vitamina D attiva, suggerendo un recupero, almeno parziale, dei meccanismi fisiologici di regolazione. Ciò apre prospettive interessanti anche in termini di prevenzione delle complicanze a lungo termine. Rimane fondamentale proseguire con studi di follow-up per valutare gli effetti nel tempo su osso, rene e benessere globale dei pazienti. Tuttavia, il razionale scientifico e le evidenze attuali rendono questa innovazione particolarmente promettente. Come comunità scientifica, accogliamo con favore questa evoluzione terapeutica, con l’obiettivo di offrire ai pazienti soluzioni sempre più efficaci, sicure e sostenibili”, ha dichiarato Domenico Salvatore, Presidente AIT (Associazione Italiana Tiroide)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/28/ipoparatiroidismo-sintomi-nuove-cure-e-sfide-della-diagnosi-in-italia/">Ipoparatiroidismo: sintomi, nuove cure e sfide della diagnosi in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Olio extravergine, alleato di dieta e sport: come aiuta a bruciare i grassi in modo naturale</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:59:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;olio extravergine di oliva si conferma un alleato strategico non solo per la prevenzione, ma anche per l&#8217;attività sportiva e i percorsi di controllo del peso: se utilizzato correttamente, può contribuire a migliorare metabolismo, recupero muscolare e gestione dell&#8217;energia. È quanto emerge dall&#8217;ultimo approfondimento promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoi Oleari – in collaborazione [&#8230;]</p>
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<p><strong>L&#8217;olio extravergine di oliva</strong> si conferma un <strong>alleato strategico</strong> non solo per la prevenzione, ma anche <strong>per l&#8217;attività sportiva e i percorsi di controllo del peso</strong>: se utilizzato correttamente, può contribuire a migliorare metabolismo, recupero muscolare e gestione dell&#8217;energia.</p>



<p>È quanto emerge dall&#8217;ultimo approfondimento promosso da <strong>AIFO – Associazione Italiana Frantoi Oleari – in collaborazione con Italia Olivicola</strong> nell&#8217;ambito dell&#8217;attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, che conclude il percorso informativo sviluppato nel mese di aprile.</p>



<p><strong>Le più recenti evidenze scientifiche indicano che l&#8217;olio extravergine di oliva</strong> non può essere considerato un semplice condimento, ma un vero e proprio &#8220;<strong>interruttore metabolico</strong>&#8220;. I suoi <strong>composti bioattivi,</strong> in particolare i <strong>polifenoli</strong>, contribuiscono a <strong>modulare infiammazione, risposta glicemica e utilizzo dei grassi </strong>da parte dell&#8217;organismo.</p>



<p>Nel caso dell&#8217;<strong>attività fisica ad alta intensità</strong>, l&#8217;olio extravergine di oliva svolge una funzione rilevante nel <strong>recupero muscolare</strong>. Gli allenamenti intensi generano micro-lesioni e infiammazione: in questo contesto, sostanze come <strong>l&#8217;oleocantale contribuiscono a ridurre la risposta infiammatoria</strong>, favorendo tempi di recupero più rapidi. Allo stesso tempo, i grassi monoinsaturi forniscono <strong>un&#8217;energia stabile e prolungata</strong>, particolarmente utile negli sport di resistenza. Le quantità possono arrivare fino a 4-6 cucchiai al giorno negli atleti, distribuiti tra i pasti principali.</p>



<p>Anche nei <strong>regimi ipocalorici, l&#8217;olio extravergine di oliva si rivela un alleato efficace</strong>. L&#8217;acido oleico contribuisce a <strong>regolare l&#8217;appetito e a ridurre la fame nervosa</strong>, mentre la presenza di grassi rallenta l&#8217;assorbimento degli zuccheri, evitando picchi glicemici e favorendo un migliore equilibrio metabolico. In questi casi, le quantità consigliate sono più contenute – circa 1-2 cucchiai al giorno – ma risultano <strong>fondamentali per garantire l&#8217;assorbimento delle vitamine</strong> e sostenere il corretto funzionamento dell&#8217;organismo.</p>



<p>In vista della stagione estiva, l&#8217;olio extravergine di oliva si inserisce quindi nei percorsi di &#8220;<strong>remise en forme</strong>&#8221; come elemento di equilibrio tra nutrizione e metabolismo. Un utilizzo di <strong>circa 2-3 cucchiai al giorno</strong> consente di sostenere la <strong>digestione</strong>, migliorare la <strong>stabilità</strong> <strong>energetica</strong> e contribuire a una <strong>gestione più efficace del peso</strong>.</p>



<p>Ma non è solo una questione di quantità. Le ricerche più recenti evidenziano come <strong>l&#8217;efficacia dell&#8217;olio extravergine aumenti quando viene abbinato correttamente agli altri alimenti</strong>. Condire verdure come broccoli o rucola, ad esempio, ne migliora l&#8217;assorbimento dei composti attivi, con effetti positivi sul metabolismo cellulare. Allo stesso modo, <strong>l&#8217;abbinamento con cereali integrali o legumi contribuisce a ridurre l&#8217;impatto glicemico del pasto</strong>, mentre l&#8217;utilizzo insieme a proteine magre aiuta a prolungare il senso di sazietà e a <strong>limitare il desiderio di zuccheri nelle ore successive.</strong></p>



<p>Anche <strong>l&#8217;uso combinato con spezie come peperoncino o curcuma può favorire un aumento del dispendio energetico</strong>, contribuendo a sostenere i processi metabolici. Un insieme di accorgimenti semplici che trasformano <strong>l&#8217;olio extravergine di oliva da condimento a vero e proprio elemento funzionale della dieta.</strong></p>



<p><em>&#8220;La qualità dell&#8217;olio extravergine di oliva è determinante non solo per il gusto, ma anche per il suo impatto sull&#8217;organismo – </em><strong>sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso</strong><em> – È importante che i consumatori comprendano come questo alimento possa adattarsi a diversi stili di vita, dallo sport alla gestione del peso. Tutte le attività che stiamo portando avanti insieme ad Italia Olivicola nell&#8217;attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115 hanno proprio questo obiettivo: informare e accompagnare verso scelte alimentari più consapevoli, valorizzando il lavoro dei frantoiani e la qualità reale dell&#8217;olio extravergine di oliva&#8221;.</em></p>



<p>Un elemento centrale resta infatti la qualità del prodotto: <strong>la presenza di polifenoli e composti bioattivi dipende dai processi produttivi e dalle modalità di conservazione</strong>, che determinano il reale valore nutrizionale dell&#8217;olio.</p>
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		<title>Plasma in crescita in Lombardia: +8,24% nel 2025, ma AVIS avverte: “Il dono non diventi profitto”</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:48:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La raccolta di plasma in Lombardia continua a crescere e segna un risultato significativo per il sistema trasfusionale regionale. Nel 2025 le donazioni in plasmaferesi hanno raggiunto 89.210 unità, con un incremento dell’8,24% rispetto all’anno precedente. Il dato è stato presentato a Como durante la 55ª assemblea regionale di AVIS Lombardia, che ha riunito le [&#8230;]</p>
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<p>La raccolta di <strong>plasma in Lombardia</strong> continua a crescere e segna un risultato significativo per il sistema trasfusionale regionale. Nel 2025 le donazioni in plasmaferesi hanno raggiunto <strong>89.210 unità</strong>, con un incremento dell’<strong>8,24%</strong> rispetto all’anno precedente.</p>



<p>Il dato è stato presentato a Como durante la <strong>55ª assemblea regionale di AVIS Lombardia</strong>, che ha riunito le 12 AVIS provinciali e le 633 sedi comunali presenti sul territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Plasma in aumento, lieve calo delle donazioni totali</h2>



<p>Nel 2025 AVIS Lombardia conta <strong>271.534 soci</strong>, di cui <strong>262.853 donatori attivi</strong>. Le donazioni complessive sono state <strong>463.891</strong>, con una lieve flessione dello <strong>0,54%</strong> rispetto al 2024.</p>



<p>A diminuire è soprattutto la raccolta di sangue intero, mentre il plasma continua a rafforzarsi, confermandosi una risorsa sempre più strategica per il sistema sanitario.</p>



<p>Un segnale positivo arriva anche dai nuovi iscritti: nel 2025 sono stati <strong>24.118</strong>, in crescita del <strong>14,06%</strong> rispetto all’anno precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Colavito: “AVIS è sotto attacco”</h2>



<p>Nel suo intervento, il presidente regionale <strong>Pierangelo Colavito</strong> ha sottolineato il valore del ruolo svolto da AVIS e la necessità di difendere il modello italiano fondato su <strong>gratuità, anonimato e volontarietà della donazione</strong>.</p>



<p>«Il sangue non è una merce, il dono non è un prodotto», ha dichiarato Colavito, denunciando il rischio di infiltrazione da parte di soggetti profit nel sistema della promozione e fidelizzazione dei donatori.</p>



<p>Secondo il presidente, alcune realtà private starebbero cercando di inserirsi negli spazi tradizionalmente affidati al volontariato, presentandosi come supporto organizzativo ma con il rischio di trasformare il dono in leva economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Approvata una mozione di vigilanza</h2>



<p>Per questo motivo, l’assemblea regionale ha approvato una <strong>mozione di vigilanza</strong> contro ogni tentativo di alterare il modello italiano della donazione del sangue.</p>



<p>AVIS Lombardia ribadisce che la promozione, la chiamata e la fidelizzazione dei donatori devono restare compiti delle associazioni di volontariato e delle federazioni riconosciute.</p>



<p>Per Colavito, delegare queste funzioni a soggetti orientati al profitto significherebbe compromettere la fiducia dei donatori e indebolire le fondamenta del <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una rete capillare in tutta la Lombardia</h2>



<p>La forza di AVIS Lombardia resta nella presenza diffusa sul territorio. Tra le province con il maggior numero di donatori figurano:</p>



<p><strong>Milano</strong> con 53.139 donatori, <strong>Brescia</strong> con 35.943, <strong>Bergamo</strong> con 35.058, <strong>Varese</strong> con 23.690 e <strong>Monza Brianza</strong> con 22.335.</p>



<p>Numeri che confermano il ruolo centrale dell’associazione nella tenuta del sistema trasfusionale regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro: giovani, competenza e cultura del dono</h2>



<p>Guardando ai prossimi anni, AVIS Lombardia punta su nuove generazioni, formazione e rafforzamento della cultura del dono.</p>



<p>La crescita del plasma viene considerata non solo un risultato positivo, ma anche una leva strategica per rispondere ai bisogni del sistema sanitario.</p>



<p>L’assemblea, ospitata da <strong>Cometa</strong> a Como, ha quindi confermato una doppia priorità: aumentare la raccolta e difendere il valore etico della donazione volontaria.</p>



<p><br></p>
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		<title>Cinque vittime in Burundi a causa di una malattia sconosciuta</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 05:01:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Mpanda, nel nord del Burundi, una misteriosa malattia ha finora provocato cinque vittime e contagiato 35 persone. Le autorità sanitarie locali, coadiuvate dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dai partner sul territorio, hanno avviato indagini per individuare l’agente patogeno responsabile. I sintomi registrati includono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/16/cinque-vittime-in-burundi-a-causa-di-una-malattia-sconosciuta/">Cinque vittime in Burundi a causa di una malattia sconosciuta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Mpanda, nel nord del Burundi, una misteriosa malattia ha finora provocato cinque vittime e contagiato 35 persone. Le autorità sanitarie locali, coadiuvate dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dai partner sul territorio, hanno avviato indagini per individuare l’agente patogeno responsabile.</p>
<p>I sintomi registrati includono febbre, vomito, diarrea e presenza di sangue nelle urine. Nei casi più gravi si sono inoltre osservati ittero e anemia. I primi casi sono comparsi il 30 marzo e riguardano principalmente persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e ai loro stretti contatti, un elemento che al momento fa propendere per una trasmissione limitata.</p>
<p>I test di laboratorio hanno escluso la presenza di virus quali Ebola, Marburg, la febbre della Rift Valley, la febbre gialla e la febbre emorragica di Crimea-Congo. Le équipe mediche stanno valutando diverse ipotesi, tra cui dengue e leptospirosi, e non escludono che si tratti di una mutazione di un virus noto o dell’emergere di un nuovo patogeno.</p>
<p>All’indagine partecipa anche Gavi, l’alleanza mondiale per i vaccini nei Paesi in via di sviluppo, e un team congiunto di esperti sostenuto dalle Nazioni Unite. Il Burundi affronta al contempo una recrudescenza del colera, con oltre 3.500 casi segnalati lo scorso anno e la trasmissione ancora in corso nel 2026.</p>
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		<title>‘La dieta sono io’ al 15° appuntamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 06:41:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; “La Dieta sono io”, il nuovo format di RL1 e del Capoluogo d’Abruzzo dedicato al benessere, torna con la quindicesima puntata dedicata all’attività fisica. A far da guida è il dietista Mattia Cecchetti, che dopo aver analizzato il ruolo di carboidrati, proteine, vitamine e integratori, sposta ora [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/15/la-dieta-sono-io-al-15-appuntamento/">‘La dieta sono io’ al 15° appuntamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; “La Dieta sono io”, il nuovo format di RL1 e del Capoluogo d’Abruzzo dedicato al benessere, torna con la quindicesima puntata dedicata all’attività fisica. A far da guida è il dietista Mattia Cecchetti, che dopo aver analizzato il ruolo di carboidrati, proteine, vitamine e integratori, sposta ora l’attenzione sul movimento. Obiettivo: prepararsi alla prova costume e, soprattutto, sfruttare l’allenamento come “medicina preventiva”. La puntata, condotta da Francesca Pomponio, va in onda ogni martedì alle 10 su RL1 FM 93.5 e in streaming sul sito ufficiale, dove è possibile rivedere anche i precedenti appuntamenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/15/la-dieta-sono-io-al-15-appuntamento/">‘La dieta sono io’ al 15° appuntamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Il ritorno dell’uomo sulla Luna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 22:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Artemis II]]></category>
		<category><![CDATA[astronauti]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[navicella Orion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La navicella Orion ha preso il via da Cape Canaveral, segnando il ritorno dell’uomo in orbita lunare a 54 anni di distanza dall’Apollo. Artemis II trasporterà per dieci giorni i quattro astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen intorno al nostro satellite, in una missione di prova propedeutica all’allunaggio previsto nel 2026. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La navicella Orion ha preso il via da Cape Canaveral, segnando il ritorno dell’uomo in orbita lunare a 54 anni di distanza dall’Apollo. Artemis II trasporterà per dieci giorni i quattro astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen intorno al nostro satellite, in una missione di prova propedeutica all’allunaggio previsto nel 2026.</p>
<p>Questo volo fa parte di un programma internazionale che vede coinvolte oltre 40 nazioni, in collaborazione con agenzie spaziali e industrie private, e si colloca in un contesto diversificato rispetto alla corsa spaziale degli anni Sessanta. “Artemis è un programma globale sottoscritto da oltre 40 Nazioni, mentre la Cina avanza parallelamente rendendo la luna il nuovo scacchiere del XXI secolo. La prospettiva oggi è dunque totalmente diversa”, osserva Matteo Massironi, coordinatore scientifico del corso PANGAEA dell’Agenzia Spaziale Europea e docente presso l’Università di Padova.</p>
<p>Il target principale delle missioni successive è il Polo Sud lunare, dove si ritiene siano presenti depositi di ghiaccio d’acqua. La ricerca di risorse in loco — per garantire approvvigionamento idrico, produzioni di propellenti e materiali da costruzione tramite stampanti 3D — richiede un’analisi geologica approfondita. “Questa e le future missioni lunari dovranno anche mirare ad individuare siti idonei e risorse da utilizzare in loco. In questa prospettiva gioca un ruolo fondamentale l&#8217;analisi geologica che diventa oggi disciplina cardine per qualsiasi programma spaziale dal momento che dovrà garantire un atterraggio sicuro, una programmazione efficace delle traverse esplorative, l&#8217;individuazione di siti idonei per basi permanenti, il reperimento e la stima delle risorse da utilizzare in situ, tra cui volatili come l&#8217;acqua, materiale che, con utilizzo di adeguati additivi e stampanti 3D, diventi utile per la costruzione di insediamenti umani ed eventuali terre rare”, spiega Massironi.</p>
<p>Per formare gli astronauti alle operazioni geologiche in campo sono in uso corsi specialistici come il programma PANGAEA, avviato dall’Esa dieci anni fa. Tra gli istruttori, oltre a Massironi, figurano altri docenti dell’Università di Padova come Francesco Sauro e il ricercatore Riccardo Pozzobon, che hanno contribuito alla nascita del corso. “Tra i vari corsi di geologia di terreno è utile menzionare il corso PANGAEA dell’Agenzia Spaziale Europea che, da 10 anni istruisce astronauti Europei, Giapponesi ed Americani all’osservazione e al campionamento sul campo ed è tra i corsi di preparazione di geologia di base considerati prerequisiti per Artemis”, aggiunge Massironi.</p>
<p>Nei prossimi dieci giorni gli equipaggi di Artemis II forniranno dettagliate descrizioni geologiche della superficie lunare, fungendo da “occhi e braccia” per i team di scienziati a terra.Queste osservazioni costituiranno un tassello fondamentale nella pianificazione delle future missioni con equipaggio, programmando un ritorno umano regolare sulla Luna già entro gli anni Trenta.</p>
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