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	<title>Scienza e medicina Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Con l&#8217;AI Act migliaia di aziende a rischio multe milionarie, nasce in Italia Zero to AI formazione contro brutte sorprese</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/con-lai-act-migliaia-di-aziende-a-rischio-multe-milionarie-nasce-in-italia-zero-to-ai-formazione-contro-brutte-sorprese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 03:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 agosto è scattata l&#8217;ora X per l&#8217;Articolo 50 dell&#8217;AI Act: a 24 mesi dall&#8217;entrata in vigore del Regolamento, diventano pienamente applicabili i nuovi stringenti obblighi di trasparenza per qualsiasi azienda sviluppi o utilizzi sistemi di IA che interagiscono con le persone o generano contenuti, compresi deep fake e testo. Così, mentre l&#8217;Italia si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/con-lai-act-migliaia-di-aziende-a-rischio-multe-milionarie-nasce-in-italia-zero-to-ai-formazione-contro-brutte-sorprese/">Con l&#8217;AI Act migliaia di aziende a rischio multe milionarie, nasce in Italia Zero to AI formazione contro brutte sorprese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>2 agosto</strong> è scattata <strong>l&#8217;ora X per l&#8217;Articolo 50 </strong>dell&#8217;<strong>AI Act</strong>: a 24 mesi dall&#8217;entrata in vigore del Regolamento, diventano pienamente applicabili i nuovi stringenti obblighi di trasparenza per qualsiasi azienda sviluppi o utilizzi sistemi di IA che interagiscono con le persone o generano contenuti, compresi deep fake e testo. Così, mentre l&#8217;Italia si prepara a staccare la spina per le consuete ferie estive, il timer dell&#8217;<strong>Unione Europea </strong>sull&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale </strong>continua a scorrere inesorabile. Ci troviamo di fronte a una &#8220;tempesta perfetta&#8221;: da un lato l&#8217;urgenza normativa, dall&#8217;altro una profonda impreparazione ai vertici aziendali. A fotografare questo scenario è il recente <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxM0LHOnDAMwPGnCVuQ8QUOhgxdeI1PJjacVUhoEorap6_uln6T5eVn688e-gnXvhHfPccBpn5yYyMH6f5VTmH9qymKH5algw4CsHFwlG3A9hBWYs5SSqu1eXki6NgRrMAQpkDrMzjXdwHJjRN0a6MeAQcY4QmT693YuifCA0d5LN3aD4Rv-5sq5XzPFNJxXFEDVU3xfWv3r1rPYh4_DM4G5_u-W2IJIW05XWcb0mFwTle2n93g_GENzh_QZtmFihSD87anhXZb6sV_7KqRi72VJWrc7EanXaTeItGSWjoWfX9gKbK9U_65phzEZiHWKKU02Wdh-gQzDvQ4c4qVdvp16U5tylvzv-iXssdx7AbXVN_89vgvAAD___aMhEE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report globale di <strong><em>The Adecco Group</em></strong></a>, che ha evidenziato un allarmante <strong>divario tra le ambizioni aziendali legate all&#8217;IA e la reale preparazione dei dirigenti che dovrebbero guidare il cambiamento</strong>. Mentre il <strong>45%</strong> dei leader aziendali prevede l&#8217;integrazione di agenti di intelligenza artificiale nei flussi di lavoro entro un anno, solo il <strong>22%</strong> crede che le proprie organizzazioni stiano sviluppando le capacità digitali necessarie a tenere il passo con il cambiamento e, ancora, solo il <strong>31%</strong> afferma che la leadership possieda competenze e conoscenze sufficienti in materia di IA per comprenderne i rischi e le opportunità. È esattamente in questo scenario di fragilità formativa che si inserisce lo spartiacque normativo europeo. Il mese di agosto segna infatti un passaggio fondamentale per l&#8217;applicazione dell&#8217;<strong><em>AI Act</em></strong>, il primo quadro normativo globale sull&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera sfida per le imprese oggi in <strong>Italia </strong>non è solo tecnologica, ma legata al capitale umano, all&#8217;assetto legale e alla strategia. A confermare la fragilità di questo quadro sono <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMkDHOpDAMRk9DOpDjCSEUKbbhGiNDzIylkMwmYUfi9Cu22b-xpa94T3rBwzjjPir2enIW5nE2TvFBEp_1w0EuyYm9XVcNGjYInYGjviwOBwehEArXOkhTb0_7ahlnM7qwwq6dHTfY9GQR3GpQsxKPgBYcTDCb0bjBTAgPdPxY9T5awpv9g8r1c_-85eM4k2zUJKfbFf27tU_tHr86XDpcvt_vQLXmmI-VSqBBWofLxqmV3Nd2BulwOZtEua7cB45RUrvvi9NFPZUmu2xCkfvEMXIvx21mVXzhQP8SdAbuNadGkX6fEmnI5aX-N3pK8OictkY1r_54_BsAAP__jwdzqg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i dati diffusi da <strong><em>Assolombarda</em></strong> sulle rilevazioni <strong><em>ISTAT</em></strong></a>: anche se l&#8217;impiego dell&#8217;IA in Italia è in progressiva diffusione, con la percentuale di imprese con più di 10 addetti che l&#8217;adottano passata dall&#8217;<strong>8,2% </strong>nel 2024 al <strong>16,4% </strong>nel 2025, tra le realtà di piccola dimensione (10-49 addetti) che utilizzano l&#8217;IA oltre un&#8217;impresa su quattro (<strong>27,8%</strong>) non specifica un chiaro ambito aziendale di utilizzo, a indicare un&#8217;adozione ancora poco strutturata, iniziale e sperimentale, a cui si sommano gli ostacoli principali evidenziati dalle stesse aziende, tra cui spicca <strong>la mancanza di competenze per il</strong> <strong>58,6% degli intervistati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>L&#8217;AI Act è stato approvato nel 2024 e le prime regole sono diventate applicabili nel 2025: tra queste vi sono i divieti per una serie di pratiche di IA e un nuovo obbligo di formazione in materia di intelligenza artificiale del personale</em> – spiega <strong>Gabriele Franco, avvocato di PANETTA Consulting Group ed esperto di IA </strong>–. <em>Dal 2 agosto si entra in una nuova decisiva fase: al centro ci sono le regole di trasparenza per sistemi interattivi, come chatbot e agenti, IA generativa, deep fake e testi generati o manipolati artificialmente</em>&#8220;. Il paradosso estivo è evidente: mentre molti rimandano le decisioni a settembre, <strong>le scadenze europee e il mercato impongono un&#8217;accelerazione e un<em> upskilling </em>immediato</strong>. Ignorare questi passaggi espone le aziende al grave svantaggio competitivo evidenziato dallo studio Adecco e a sanzioni draconiane legate all&#8217;AI Act<strong>: fino a 35 milioni di euro (o il 7% del fatturato globale) per l&#8217;uso di sistemi vietati, e fino a 15 milioni (o il 3%) per le violazioni delle nuove regole sulla trasparenza</strong>. &#8220;<em>L&#8217;AI Act non è solo una normativa, ma un vero cambio di paradigma nel modo in cui le imprese sviluppano, utilizzano e governano l&#8217;IA</em> &#8211; spiega l&#8217;esperto, l&#8217;Avv. Gabriele Franco, <strong>autore del libro già bestseller di settore &#8220;<em><a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMkL2SpCAUhZ9GsrYuV0QICDbxNboQrvbdFWGFHqvm6aecZCY6J_rOT3QwWlxHQU5ORoMdrTKCkuf9WQtF_uR8kNPLIkFCgNgpSHXT2CeK7GM8qdaem3i5KWprBrKLgjjoFbXX6xjASoqrJGkEOwTUYGACq0ZlejUhDGhoWOQ6ao83-xeVark1h5zS--DgG-fjztrdq7VSu-FPh3OH83Vd_bbna8n5312mw7mc-S-F23l--NAetTBtvuVHpVR2DtThLE53UvTfEzsFnMqZj-Z3___Nu-_zuYmfD54cHRojtRLNiQ-HXwEAAP__bfNmUQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AI Act spiegato semplice</a></em>&#8220;</strong> (Glow Books, 2026) – <em>per questo oggi non si tratta solo di adeguarsi, ma di comprendere come l&#8217;AI Act può diventare una leva strategica, un elemento di fiducia e un motore di competitività per qualunque organizzazione</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi il vero ostacolo è la mancanza di consapevolezza: molti leader aziendali non sanno ancora come valutare la conformità dei propri software né come formare adeguatamente i dipendenti. È proprio per colmare questo divario, trasformando gli obblighi di agosto e il gap di competenze in un trampolino di lancio strategico, che <strong><em>IA Spiegata Semplice</em></strong>, la più grande Community Italiana di Intelligenza Artificiale fondata da <strong>Pasquale Viscanti</strong> e <strong>Giacinto Fiore, ideatori anche del successo internazionale della <em>AI WEEK</em>,</strong> e dedicata a imprenditori e manager che vogliono comprendere e padroneggiare le infinite potenzialità dell&#8217;IA, ha strutturato strumenti operativi e percorsi formativi dedicati. Da un lato <strong><em>AI Play</em></strong>, la prima piattaforma streaming pensata per la formazione continua sull&#8217;IA: un vero e proprio ecosistema on-demand che permette a professionisti e manager di rimanere costantemente aggiornati sulle evoluzioni tecnologiche e normative in modo flessibile, accessibile e intuitivo, persino sotto l&#8217;ombrellone. Dall&#8217;altro <strong><em>ZERO TO AI</em></strong>, il percorso pratico e intensivo progettato per accompagnare le aziende dall&#8217;alfabetizzazione di base fino all&#8217;implementazione concreta, strategica e pienamente conforme delle soluzioni di intelligenza artificiale. <a>&#8220;</a><em>La formazione è un primo passo fondamentale nel percorso di conformità all&#8217;AI Act, anche considerando che oggi tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di IA sono già tenute a formare il proprio personale in materia di intelligenza artificiale: è l&#8217;obbligo di AI literacy introdotto dall&#8217;AI Act, che deve essere rispettato a partire dal 2 febbraio 2025, da oltre un anno quindi </em>– conclude l&#8217;Avv. Gabriele Franco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una piattaforma agile come <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzz1y7CAQBODTQEiNRvwGBC_Za2wNgt2dKiH0BGuVfXqXnNhRZ1935wgm4MPIEifnLQQTtJelEq_3vpfMX9y2Em1KE0ywQBYaan9aVLVkppyP0rviIV8xJ5PcXBY0gfzikCh4rZN25CyARckRAS14cBC00V5phzCjL3OaHsYSXvYftfT9yra0Wt8bLzS4bVfXGl9j7F3M_wTeBN7O81TE-0qfiofAmzziUTL9TBcauO5H2wat9P_NK6l2POXvtzvniN5PVssR5UfE7wAAAP__OFFXUw" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>AI Play</em></strong></a> e un percorso strutturato come <strong><em>ZERO TO AI</em></strong>, vogliamo fornire agli imprenditori la bussola necessaria per navigare questa transizione colmando quel vuoto di competenze che oggi blocca il mercato. L&#8217;intelligenza artificiale ha già cambiato le regole del business: le aziende oggi possono scegliere se subire questa rivoluzione, rischiando sanzioni e obsolescenza, o se diventarne protagoniste assolute, guidando l&#8217;innovazione nel pieno rispetto delle regole europee.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Cristiano Puglisi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/con-lai-act-migliaia-di-aziende-a-rischio-multe-milionarie-nasce-in-italia-zero-to-ai-formazione-contro-brutte-sorprese/">Con l&#8217;AI Act migliaia di aziende a rischio multe milionarie, nasce in Italia Zero to AI formazione contro brutte sorprese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 03:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[12 agosto]]></category>
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		<category><![CDATA[retinopatia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esperti di Baviera Clinica Oculistica spiegano i rischi per la retina durante l'eclissi del 12 agosto e le regole d'oro per osservarla in sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/">Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il prossimo 12 agosto il cielo sarà teatro di un&#8217;eclissi solare totale, un evento astronomico di grande interesse globale che dall&#8217;Italia potrà essere osservato come fenomeno parziale. La percentuale di Sole coperto dalla Luna varierà a seconda della zona geografica, risultando maggiore al Nord e minore nelle regioni del Sud. Sebbene si tratti di uno spettacolo naturale di grande bellezza, gli esperti di Baviera Clinica Oculistica, uno dei principali gruppi oculistici europei, ricordano che ammirarlo direttamente senza la protezione adeguata può provocare lesioni molto gravi agli occhi.</p>
<p>Durante l&#8217;eclissi, la diminuzione dell&#8217;intensità della luce crea la falsa sensazione di sicurezza, mentre la radiazione ultravioletta, infrarossa e la luce visibile ad alta intensità continuano a raggiungere la retina, con il potenziale di danneggiarla in modo irreversibile. La retina, struttura sensibile posta nella parte posteriore dell&#8217;occhio, trasforma la luce in segnali nervosi interpretati dal cervello; la sua esposizione diretta al Sole può causare la retinopatia solare, una condizione in cui le cellule responsabili della visione centrale vengono colpite permanentemente. Uno degli aspetti più pericolosi di questo danno è che solitamente non produce dolore durante l&#8217;osservazione, poiché la retina non dispone di recettori in grado di avvertire il problema, esponendo la persona a rischi inconsapevoli.</p>
<p>Anche esposizioni brevi possono provocare alterazioni visive importanti, soprattutto se si utilizzano strumenti ottici senza filtri adeguati o metodi di osservazione non omologati. Gli effetti di un&#8217;esposizione inadeguata potrebbero non apparire nell&#8217;immediato, con i primi sintomi che insorgono spesso diverse ore dopo l&#8217;osservazione. Tra i segni più comuni figurano la visione offuscata, la difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, la comparsa di un punto scuro o di una macchia fissa al centro del campo visivo, la distorsione delle linee rette e l&#8217;alterazione nella percezione dei colori.</p>
<p>Questi sintomi indicano un possibile coinvolgimento della macula, la zona centrale della retina. Se uno qualsiasi di questi segnali si manifesta dopo aver osservato l&#8217;eclissi, è fondamentale evitare di sforzare la vista e recarsi il prima possibile da uno specialista per effettuare un esame completo. Sebbene non sia sempre possibile ripristinare completamente il danno, in caso di retinopatia solare una valutazione precoce consente di confermare la diagnosi, escludere altre patologie e stabilire un follow-up adeguato che contribuisca a proteggere la salute visiva a lungo termine.</p>
<p>Per evitare queste complicazioni, gli esperti di Baviera Clinica Oculistica hanno fornito alcune raccomandazioni per ammirare il fenomeno in tutta sicurezza. Il primo consiglio, e il più importante, è utilizzare esclusivamente occhiali progettati per l&#8217;osservazione delle eclissi solari che rispettino la norma internazionale ISO 12312-2. Questi occhiali incorporano filtri speciali in grado di bloccare praticamente tutta la radiazione solare dannosa, permettendo di contemplare il fenomeno senza che la retina riceva una quantità pericolosa di energia.</p>
<p>Prima di utilizzarli è opportuno verificare che non siano graffiati, perforati o deteriorati, poiché qualsiasi difetto può ridurne l&#8217;efficacia. Se una persona decide di osservare l&#8217;eclissi senza questo tipo di protezione o utilizza occhiali non omologati, la radiazione può penetrare direttamente all&#8217;interno dell&#8217;occhio e produrre lesioni permanenti alla retina. Gli occhiali da sole convenzionali, indipendentemente da quanto siano scuri, non offrono la protezione necessaria per osservare un&#8217;eclissi solare.</p>
<p>Allo stesso modo, non sono sicuri nemmeno i vetri affumicati, le radiografie, i negativi fotografici, i compact disc, i filtri improvvisati o qualsiasi altro metodo casalingo tradizionalmente utilizzato per tentare di guardare il Sole. Nessuno di questi elementi blocca la radiazione nociva in modo adeguato. Utilizzare uno qualsiasi di questi metodi può generare una falsa sensazione di sicurezza e far sì che la persona mantenga lo sguardo fisso sul Sole per più tempo, aumentando considerevolmente il rischio di subire ustioni alla retina e danni permanenti alla vista, che in alcuni casi possono impedire di recuperare completamente la capacità visiva.</p>
<p>Gli strumenti ottici concentrano un&#8217;enorme quantità di luce ed energia solare su un punto molto piccolo, per cui devono essere utilizzati solo se dotati di filtri solari specificamente progettati a tale scopo e correttamente posizionati nella parte frontale dell&#8217;apparecchio. Anche le macchine fotografiche o i telefoni cellulari possono risultare pericolosi quando vengono utilizzati per guardare direttamente il Sole senza la protezione adeguata. Se si impiegano questi dispositivi senza filtri omologati, la quantità di radiazione che raggiunge la retina aumenta in modo molto significativo e il danno oculare può verificarsi quasi immediatamente.</p>
<p>Inoltre, la stessa apparecchiatura può subire danni a causa dell&#8217;intensa radiazione solare. I bambini provano una grande curiosità per questo tipo di fenomeni astronomici e, in molti casi, non sono pienamente consapevoli del pericolo che comporta guardare direttamente il Sole. Per questo è fondamentale che un adulto supervisioni in ogni momento l&#8217;osservazione dell&#8217;eclissi, spieghi come utilizzare correttamente gli occhiali omologati e impedisca che li tolgano mentre stanno guardando il fenomeno.</p>
<p>Se i minori osservano l&#8217;eclissi senza supervisione, esiste un maggior rischio che rimuovano la protezione per qualche secondo o guardino direttamente il Sole per curiosità. Un&#8217;esposizione molto breve può essere sufficiente a produrre lesioni irreversibili alla retina, compromettendo la loro vista per il resto della vita. Uno dei modi più sicuri per godersi un&#8217;eclissi consiste nell&#8217;utilizzare sistemi di proiezione indiretta, come le camere oscure o i proiettori stenopeici, che permettono di osservare l&#8217;immagine del Sole senza la necessità di guardarlo direttamente.</p>
<p>È inoltre consigliabile, se possibile, recarsi presso osservatori astronomici o partecipare ad attività organizzate da associazioni specializzate, dove sono generalmente disponibili attrezzature omologate e personale qualificato per garantire un&#8217;osservazione completamente sicura. Non seguire questa raccomandazione e optare per guardare direttamente il Sole aumenta considerevolmente le possibilità di subire lesioni oculari. I metodi indiretti eliminano praticamente qualsiasi rischio per la retina e permettono di godersi il fenomeno con totale tranquillità e rappresentano quindi un&#8217;alternativa particolarmente valida per le famiglie e le persone che non dispongono di occhiali omologati.</p>
<p>Il Dott. Sergio Ares, Medico Oculista e Country Manager di Baviera Italia, spiega: «L&#8217;eclissi solare del 12 agosto sarà un fenomeno astronomico di grande interesse che potrà essere visibile come eclissi parziale da tutta l&#8217;Italia, sebbene con diversa intensità a seconda della regione in cui ci si trova. Tuttavia, osservarla senza le adeguate misure di protezione può essere pericoloso: si possono provocare lesioni irreversibili alla retina e una perdita permanente della vista.</p>
<p>Noi da Baviera raccomandiamo quindi di utilizzare sempre occhiali omologati, evitare metodi casalinghi, non impiegare strumenti ottici privi di filtri speciali, sorvegliare i bambini e ricorrere a sistemi di osservazione indiretta per godersi lo spettacolo in totale sicurezza, proteggendo la salute oculare».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/">Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità nei piccoli comuni, Italia dei Diritti chiede incentivi e poteri alle Asl</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/italia-dei-diritti-denuncia-l-emergenza-sanitaria-nei-piccoli-comuni-e-propone-nuove-norme/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 19:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italia dei Diritti-De Pierro denuncia l'emergenza sanitaria nei comuni sotto i 1.500 abitanti e propone incentivi per i medici e poteri d'imposizione per l</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/italia-dei-diritti-denuncia-l-emergenza-sanitaria-nei-piccoli-comuni-e-propone-nuove-norme/">Sanità nei piccoli comuni, Italia dei Diritti chiede incentivi e poteri alle Asl</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria nei centri abitati con meno di 1.500 abitanti è al centro di una nuova battaglia politica e civile promossa da Antonello De Pierro e dal movimento Italia dei Diritti-De Pierro. L&#8217;organizzazione denuncia come l&#8217;articolo 32 della Costituzione, che garantisce la salute come diritto fondamentale, risulti disatteso in queste realtà, dove l&#8217;assistenza primaria è spesso ridotta all&#8217;osso o assente del tutto. La situazione è definita come un circolo vizioso che soffoca l&#8217;equità assistenziale, lasciando i cittadini dei piccoli borghi in una condizione di perenne vulnerabilità.</p>
<p>Il movimento sottolinea che la normativa vigente lascia il medico di medicina generale libero di scegliere se operare in un comune, una flessibilità che nei centri minori si traduce in compensi ridotti e carenza di personale. La mancanza di assistenti riduce ulteriormente le entrate dei professionisti, spingendo chi ha la possibilità di spostarsi verso comuni più grandi e dotati di servizi più completi. Questo fenomeno svuota ancora di più le strutture dei piccoli paesi, aggravando il divario con le aree urbane.</p>
<p>A Roccagiovine, dove Antonello De Pierro è capogruppo dell&#8217;opposizione in consiglio comunale, la crisi ha raggiunto livelli estremi. Per due anni consecutivi, un medico è rimasto presente per sole un&#8217;ora a settimana, un&#8217;anomalia che ha colpito una popolazione prevalentemente anziana. Il movimento critica l&#8217;atteggiamento di molti sindaci, accusati di evitare di sollevare il problema per non scontentare i propri riferimenti politici.</p>
<p>Antonello De Pierro aveva già proposto una soluzione d&#8217;emergenza basata su una convenzione tra una decina di comuni, con un costo di circa 500 euro al mese per ciascuno per garantire la presenza del medico per cinque giorni. L&#8217;allora sindaco di Vallepietra, Flavio De Santis, aveva accolto favorevolmente l&#8217;ipotesi, ma gli altri amministratori hanno rifiutato, adducendo vincoli di bilancio. Oggi, di fronte all&#8217;aggravarsi della situazione, gli stessi sindaci lamentano la mancanza di competenze dirette, una scusa che il movimento ritiene inaccettabile.</p>
<p>La proposta di Italia dei Diritti-De Pierro non si limita a richieste di emergenza, ma punta a una riforma statale immediata. Si chiede di classificare i comuni sotto i 1.500 abitanti come sedi disagiate, introducendo incentivi economici per i medici per colmare i minori introiti. Inoltre, si richiedono poteri d&#8217;imposizione per le Asl, che dovrebbero avere la facoltà di assegnare d&#8217;ufficio la copertura dei piccoli comuni ai medici di base in casi di emergenza.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è restituire pieni diritti e dignità ai cittadini, superando una situazione definita vergognosa e inaccettabile in un paese civile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/italia-dei-diritti-denuncia-l-emergenza-sanitaria-nei-piccoli-comuni-e-propone-nuove-norme/">Sanità nei piccoli comuni, Italia dei Diritti chiede incentivi e poteri alle Asl</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Epatiti, Italia vicina all&#8217;eliminazione dell&#8217;HCV ma restano criticità su B, Delta e screening</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/aisf-italia-vicina-all-eliminazione-dell-epatite-c-ma-restano-sfide-su-b-delta-e-screening/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:27:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[aisf]]></category>
		<category><![CDATA[epatite b]]></category>
		<category><![CDATA[Epatite C]]></category>
		<category><![CDATA[epatite delta]]></category>
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		<category><![CDATA[vaccinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Italia è modello OMS per l'epatite C, ma AISF allerta su B, Delta e casi non diagnosticati: servono più screening e vaccinazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/aisf-italia-vicina-all-eliminazione-dell-epatite-c-ma-restano-sfide-su-b-delta-e-screening/">Epatiti, Italia vicina all&#8217;eliminazione dell&#8217;HCV ma restano criticità su B, Delta e screening</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La lotta alle epatiti virali sta cambiando volto. L&#8217;Italia è sempre più vicina all&#8217;obiettivo di eliminare l&#8217;epatite C come problema di salute pubblica entro il 2030, ma le sfide sono tutt&#8217;altro che vinte. Accanto ai progressi ottenuti nella diagnosi e nella cura dell&#8217;HCV, restano infatti fondamentali la prevenzione dell&#8217;epatite B attraverso la vaccinazione, la diagnosi precoce dell&#8217;epatite Delta e una costante sorveglianza epidemiologica sulle epatiti A ed E, che continuano a circolare anche nel nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) lancia questo appello in occasione della <b>Giornata Mondiale contro le Epatiti</b>, fissata come ogni dall&#8217;OMS per il 28 luglio. Per l&#8217;occasione, la comunità degli epatologi insieme alla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e a EpaC ETS aderisce alla campagna nazionale &#8220;Abbattiamo le barriere&#8221;, per promuovere prevenzione, informazione, screening e accesso alle cure.</p>
<p><b>HCV: IL RICONOSCIMENTO DELL&#8217;OMS ALL&#8217;ITALIA E I DATI ISS/AIFA AGGIORNATI</b> &#8211; L&#8217;Italia rappresenta oggi uno dei Paesi che hanno compiuto i maggiori progressi nella lotta all&#8217;epatite C. Il <i>Global Hepatitis Report</i> 2026 dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità richiama infatti il nostro Paese tra gli esempi di buone pratiche internazionali per i risultati ottenuti nell&#8217;accesso alle cure e nelle strategie di screening. Un riconoscimento che conferma la validità del percorso intrapreso negli ultimi anni, ma che non deve tradursi in un abbassamento della guardia.</p>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, il programma nazionale di screening ha già coinvolto oltre 3,1 milioni di persone, consentendo di individuare più di 20mila infezioni da HCV precedentemente non diagnosticate, di cui oltre 4.500 nella popolazione generale senza fattori di rischio noti. L&#8217;obiettivo ora è raggiungere le persone che convivono con l&#8217;infezione senza saperlo e garantire un rapido collegamento tra diagnosi, presa in carico e trattamento. Secondo l&#8217;ultimo aggiornamento disponibile dei Registri AIFA (27 aprile 2026), sono ormai oltre 280 mila i pazienti trattati con antivirali ad azione diretta, con un incremento significativo rispetto al bollettino del 30 giugno 2025 che riportava 275.502 effettuati.</p>
<p><b>EPATITE B E DELTA: NON ABBASSARE LA GUARDIA</b> &#8211; Se per l&#8217;epatite C l&#8217;obiettivo è l&#8217;eliminazione, l&#8217;epatite B continua a rappresentare una delle principali cause di malattia cronica del fegato nel mondo. La vaccinazione universale introdotta in Italia ha modificato radicalmente l&#8217;epidemiologia della malattia, ma resta fondamentale individuare i pazienti con infezione cronica ancora inconsapevoli e garantire loro un adeguato follow-up specialistico. Particolare attenzione merita inoltre l&#8217;epatite Delta (HDV), la forma più aggressiva di epatite virale cronica. Oggi sono finalmente disponibili terapie innovative, ma è indispensabile che tutti i pazienti con infezione da HBV vengano testati anche per HDV, così da poter accedere tempestivamente ai percorsi terapeutici.</p>
<p>&#8220;<i>Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un cambiamento straordinario nella lotta alle epatiti virali</i> – sottolinea il Prof. <b>Giacomo Germani</b>, Segretario AISF – <i>Oggi disponiamo di strumenti fino a poco tempo fa impensabili: vaccini efficaci per le epatiti A e B, terapie in grado di eradicare il virus dell&#8217;epatite C definitivamente, in tempi brevi e senza effetti collaterali, nuovi trattamenti per l&#8217;epatite Delta. Ma questi risultati rischiano di rimanere incompleti se non riusciamo ad abbattere le barriere che ancora impediscono a molte persone di accedere alla diagnosi e ai trattamenti. Il nostro obiettivo deve essere arrivare prima della patologia epatica, intercettando le infezioni quando sono ancora silenti e prevenendo le complicanze più gravi</i>&#8220;.</p>
<p><b>EPATITE A ED E: LA SORVEGLIANZA RESTA FONDAMENTALE</b> &#8211; Accanto alle epatiti croniche, AISF richiama l&#8217;attenzione anche sulle epatiti acute A ed E. Secondo l&#8217;ultimo aggiornamento del sistema di sorveglianza SEIEVA coordinato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità, nel 2025 sono stati notificati 631 casi di epatite A, in aumento rispetto ai 443 del 2024. Nei primi mesi del 2026 è stato osservato un ulteriore incremento, con un ruolo rilevante del consumo di frutti di mare tra i principali fattori di rischio. Anche l&#8217;epatite E richiede crescente attenzione: nel 2025 il SEIEVA ha registrato 92 casi, contro i 70 del 2024. Oltre il 90% delle infezioni è risultato autoctono, frequentemente associato al consumo di carne suina o di cinghiale cruda o poco cotta.</p>
<p><b>LA CAMPAGNA &#8220;ABBATTIAMO LE BARRIERE&#8221;</b> &#8211; In occasione della Giornata Mondiale contro le Epatiti, AISF rinnova il proprio impegno insieme a SIMIT ed EpaC ETS attraverso la campagna &#8220;Abbattiamo le barriere&#8221;. L&#8217;iniziativa richiama il tema internazionale del <i>World Hepatitis Day</i> e rappresenta la traduzione operativa del messaggio lanciato da AISF in occasione della Giornata Mondiale: abbattere le barriere che ancora limitano prevenzione, diagnosi e accesso alle cure. La campagna ricorda che le epatiti virali rappresentano ancora oggi una delle principali cause di cirrosi e tumore del fegato, ma sottolinea anche un messaggio di speranza: oggi disponiamo di vaccini efficaci contro l&#8217;epatite A e B, di terapie in grado di guarire l&#8217;epatite C e di nuove opzioni terapeutiche per l&#8217;epatite Delta. La diagnosi precoce resta il primo passo per trasformare questi strumenti in salute per tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/aisf-italia-vicina-all-eliminazione-dell-epatite-c-ma-restano-sfide-su-b-delta-e-screening/">Epatiti, Italia vicina all&#8217;eliminazione dell&#8217;HCV ma restano criticità su B, Delta e screening</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dipendenze digitali e sostanze stupefacenti, il CEPID del Gemelli lancia l&#8217;allarme sui giovani</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/boom-delle-dipendenze-digitali-tra-i-giovani-l-allarme-del-prof-sani-del-cepid-policlinico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 13:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cepid policlinico gemelli]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza smartphone]]></category>
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		<category><![CDATA[giovani e tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il CEPID del Gemelli allerta sul boom delle dipendenze digitali e delle sostanze tra i giovani: dati allarmanti e necessità di percorsi di cura integrati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/boom-delle-dipendenze-digitali-tra-i-giovani-l-allarme-del-prof-sani-del-cepid-policlinico/">Dipendenze digitali e sostanze stupefacenti, il CEPID del Gemelli lancia l&#8217;allarme sui giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il fenomeno delle dipendenze tra i giovani italiani e a livello globale sta assumendo caratteri sempre più complessi, spaziando dall&#8217;abuso di sostanze chimiche alle nuove disfunzioni comportamentali legate alla tecnologia. A lanciare un forte allarme è il professor Gabriele Sani, direttore dell&#8217;Unità Operativa Complessa di Psichiatria Clinica e d&#8217;Urgenza e responsabile del CEPID del Policlinico Gemelli di Roma, che evidenzia come il concetto di dipendenza si stia ridefinendo, includendo anche i circuiti cerebrali stimolati dall&#8217;uso compulsivo di smartphone, social network e intelligenza artificiale. I dati internazionali indicano che l&#8217;abuso di stupefacenti colpisce oltre 330 milioni di persone nel mondo, con un incremento del 5,2% nell&#8217;ultimo decennio, mentre cresce parallelamente la percentuale di adolescenti affetti da dipendenze digitali, con gli smartphone che rappresentano la forma più diffusa di dipendenza tra i giovani, seguiti dai social media, da internet e dai videogiochi.</p>
<p>Secondo recenti studi scientifici, quasi la metà degli adolescenti mostra livelli elevati di dipendenza da smartphone e un quarto presenta un uso problematico dei social network, mentre in Italia circa 15mila ragazzi tra gli 11 e i 13 anni presentano comportamenti riconducibili alla dipendenza dai social media e 111mila studenti sono a rischio di internet gaming disorder. Il professor Sani sottolinea che queste dipendenze agiscono sugli stessi network cerebrali delle sostanze stupefacenti, compromettendo lo sviluppo psicologico e relazionale dei ragazzi, e che il rischio maggiore risiede nella natura invisibile di queste problematiche, che spesso si consumano in solitudine all&#8217;interno delle mura domestiche, lasciando i genitori ignari del disagio dei propri figli. La situazione è aggravata anche dalla crescente diffusione dell&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale generativa tra i minori in Europa, dove il 72% dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni ne fa abitualmente uso, e dal continuo aumento del consumo di alcol e droghe tra la Generazione Z, con dati che mostrano un incremento significativo dell&#8217;uso di cannabis e sostanze pesanti nei giovani adulti.</p>
<p>Per affrontare questa emergenza, il CEPID del Policlinico Gemelli invita a strutturare percorsi di prevenzione e cura integrati che uniscano il supporto psichiatrico alla riabilitazione comportamentale e al sostegno familiare, sottolineando l&#8217;importanza di un&#8217;alleanza terapeutica tra scuole, famiglie e centri specializzati per aiutare i giovani a superare l&#8217;isolamento e a ritrovare una prospettiva di vita autentica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/boom-delle-dipendenze-digitali-tra-i-giovani-l-allarme-del-prof-sani-del-cepid-policlinico/">Dipendenze digitali e sostanze stupefacenti, il CEPID del Gemelli lancia l&#8217;allarme sui giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Oncologia ed ematologia Pescara, ritardi nei lavori del day hospital</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/interpellanza-blasioli-e-giampietro-ritardi-e-criticita-nel-day-hospital-oncologico-ed-ema/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 12:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[antonio blasioli]]></category>
		<category><![CDATA[day hospital oncologia]]></category>
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		<category><![CDATA[ritardi cantieri]]></category>
		<category><![CDATA[sanita abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Blasioli e Giampietro denunciano i ritardi nel day hospital di Pescara: i lavori, previsti in 18 mesi, ora slittano al 2027. Criticità anche per l'ematoped</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/interpellanza-blasioli-e-giampietro-ritardi-e-criticita-nel-day-hospital-oncologico-ed-ema/">Oncologia ed ematologia Pescara, ritardi nei lavori del day hospital</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Si è concluso in aula il dibattito sull&#8217;interpellanza presentata da Antonio Blasioli e Piero Giampietro riguardo alle criticità operative e ai ritardi nei lavori di ampliamento del day hospital oncologico ed ematologico dell&#8217;Ospedale di Pescara. La discussione ha messo in luce le lunghe attese dei pazienti e la mancanza di spazi adeguati, con i reparti di ematologia e oncologia costretti a condividere un&#8217;unica sala d&#8217;attesa in condizioni considerate inadeguate dalla opposizione regionale e comunale. Blasioli ha sottolineato come la struttura, che accoglie anche pazienti provenienti da altre regioni, sia oggi sotto pressione a causa di un flusso di visitatori che supera le capacità attuali, evidenziando un divario tra le promesse di miglioramento e la realtà dei fatti.</p>
<p>I lavori di ristrutturazione della palazzina ex Direzione Sanitaria, autorizzati con delibera del novembre 2023 e con un budget di circa 3,76 milioni di euro, avrebbero dovuto concludersi in 18 mesi, ma la situazione è ormai bloccata da mesi. L&#8217;avvio delle pratiche è stato rallentato dalla mancata presentazione del permesso di costruire al Comune di Pescara, richiesto solo nel febbraio 2026 e approvato in via di Commissione solo di recente, dopo diverse integrazioni richieste per l&#8217;autorizzazione paesaggistica. Il nuovo calendario indicato dall&#8217;assessore Veri prevede il termine dei lavori per settembre 2027, un&#8217;espansione dei tempi che porta la durata complessiva a 43 mesi, quasi il triplo rispetto alla stima iniziale.</p>
<p>Oltre alle questioni infrastrutturali, l&#8217;interpellanza ha sollevato il problema della convivenza tra adulti e bambini nel reparto di ematologia, con i piccoli pazienti costretti a transitare in aree dedicate a patologie gravi, una situazione denunciata da tempo come inaccettabile per la dignità e la sicurezza dei minori. Giampietro, capogruppo del Pd in Comune, ha espresso la disponibilità a velocizzare l&#8217;iter amministrativo per consentire l&#8217;apertura di spazi più efficienti, mentre Blasioli ha annunciato il monitoraggio continuo sul rispetto dei nuovi tempi di consegna dell&#8217;opera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/interpellanza-blasioli-e-giampietro-ritardi-e-criticita-nel-day-hospital-oncologico-ed-ema/">Oncologia ed ematologia Pescara, ritardi nei lavori del day hospital</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Mal di schiena cronico già a 30 anni: la chirurgia mininvasiva per riconquistare la qualità della vita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/21/mal-di-schiena-cronico-gia-a-30-anni-la-chirurgia-mininvasiva-per-riconquistare-la-qualita/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/07/21/mal-di-schiena-cronico-gia-a-30-anni-la-chirurgia-mininvasiva-per-riconquistare-la-qualita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 15:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ablazione nervo basivertebrale]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia mininvasiva]]></category>
		<category><![CDATA[degenerazione colonna vertebrale]]></category>
		<category><![CDATA[dolore vertebrogenico]]></category>
		<category><![CDATA[lombalgia giovani]]></category>
		<category><![CDATA[luca serra]]></category>
		<category><![CDATA[mal di schiena cronico]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale israelitico roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studio Mayo Clinic: alterazioni degenerative presenti nel 37% dei ventenni. L'ablazione del nervo basivertebrale offre una soluzione mininvasiva per il mal</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/21/mal-di-schiena-cronico-gia-a-30-anni-la-chirurgia-mininvasiva-per-riconquistare-la-qualita/">Mal di schiena cronico già a 30 anni: la chirurgia mininvasiva per riconquistare la qualità della vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il mal di schiena non è più soltanto un problema dell&#8217;età avanzata. Sempre più frequentemente colpisce persone in piena età lavorativa, anche intorno ai 30-40 anni, a causa di forme precoci di degenerazione della colonna vertebrale. Per molti pazienti la prospettiva, fino a pochi anni fa, era convivere con un dolore cronico invalidante oppure affrontare interventi chirurgici importanti. Oggi, però, una nuova procedura di chirurgia mininvasiva apre nuove prospettive terapeutiche per una categoria selezionata di pazienti affetti da dolore vertebrogenico, ossia che origina direttamente dalla vertebra. La procedura è già disponibile in alcuni centri altamente specializzati, tra cui l&#8217;Ospedale Israelitico di Roma.</p>
<p><b>I PROCESSI DEGENERATIVI INIZIANO GIÀ DA GIOVANI</b> – Contrariamente a quanto si pensa, i segni di usura della colonna possono comparire molto presto. Uno studio americano pubblicato sulla rivista <i>Spine</i> e condotta da ricercatori della Mayo Clinic ha evidenziato come alterazioni degenerative dei dischi intervertebrali siano presenti già nel 37% dei ventenni apparentemente sani, una percentuale che supera il 50% tra i trentenni e continua a crescere progressivamente con l&#8217;età. In Italia, secondo l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, il dolore cronico interessa oltre 10 milioni di persone, rappresentando una delle principali cause di limitazione funzionale e ricorso alle cure. Non sempre queste alterazioni provocano sintomi, ma rappresentano il terreno sul quale possono svilupparsi forme di dolore cronico e degenerazione vertebrale. Fino a pochi anni fa questi pazienti avevano sostanzialmente due alternative: convivere con il dolore cronico oppure affrontare procedure chirurgiche più invasive. Oggi la disponibilità dell&#8217;ablazione del nervo basivertebrale mediante radiofrequenza consente di intervenire direttamente sulla sorgente del dolore senza alterare la struttura della colonna vertebrale.</p>
<p><b>UN COSTO SOCIALE CHE VA OLTRE LE SPESE SANITARIE</b> &#8211; Visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci, fisioterapia e interventi chirurgici generano costi sanitari significativi. A questi si aggiungono quelli indiretti: giornate lavorative perse, riduzione della produttività, pensionamenti anticipati, richieste di invalidità e necessità di assistenza familiare. Secondo diversi studi, il danno economico e sociale associato alla patologia è destinato ad aumentare nei prossimi decenni, soprattutto nelle fasce di popolazione in età lavorativa.  Uno studio pubblicato su <i>The Lancet</i> e sui dati del <i>Global Burden of Disease</i> evidenzia che la lombalgia è responsabile di oltre 60 milioni di anni vissuti con disabilità (YLD) nel mondo. Un numero significativo, che fornisce la dimensione del problema.</p>
<p><b>QUANDO IL DOLORE NASCE DALLA VERTEBRA</b> &#8211; Per anni gran parte dei pazienti con lombalgia cronica è stata inserita in una categoria generica. &#8220;<i>Oggi la ricerca ha identificato una forma specifica chiamata &#8220;dolore vertebrogenico&#8221;, che origina direttamente dall&#8217;interno della vertebra</i> &#8211; spiega il dott. <b>Luca Serra</b>, Responsabile UO Chirurgia Vertebrale, Ospedale Israelitico &#8211; <i>Secondo la letteratura scientifica più recente, il dolore vertebrogenico potrebbe rappresentare una quota significativa dei casi di lombalgia cronica, una quota significativa di pazienti che per anni è stata spesso classificata in maniera generica.</i> <i>Questa condizione è spesso associata a processi degenerativi precoci del disco intervertebrale e a particolari alterazioni ossee visibili alla risonanza magnetica, note come &#8216;Modic changes&#8217;. Il dolore non deriva quindi soltanto da ernie, artrosi o contratture muscolari, ma da segnali dolorosi trasmessi da una struttura nervosa specifica: il nervo basivertebrale. Molti pazienti arrivano in ambulatorio convinti di avere un comune mal di schiena e scoprono invece una patologia degenerativa che può compromettere profondamente la qualità della vita</i>&#8220;.</p>
<p><b>LA DIAGNOSI È IL PRIMO PASSO</b> – Il dolore vertebrogenico non può essere identificato soltanto sulla base dei sintomi. La diagnosi richiede una valutazione specialistica e l&#8217;esecuzione di una risonanza magnetica che evidenzi le caratteristiche alterazioni delle limitanti vertebrali, note come <i>Modic changes</i>. Solo dopo un corretto inquadramento clinico è possibile stabilire se il paziente possa beneficiare della procedura.</p>
<p><b>LA NUOVA FRONTIERA DELLA CHIRURGIA MININVASIVA</b> &#8211; Negli ultimi anni è stata sviluppata una procedura mininvasiva che consente di intervenire direttamente sul nervo basivertebrale. Attraverso un accesso percutaneo, guidato da sistemi di imaging avanzati, il chirurgo raggiunge il corpo vertebrale e tratta il nervo mediante radiofrequenza. L&#8217;obiettivo è interrompere la trasmissione degli stimoli dolorosi provenienti dall&#8217;interno della vertebra. La procedura non comporta fusioni vertebrali, preserva l&#8217;anatomia della colonna e consente generalmente un recupero rapido. È tuttavia indicata soltanto in pazienti accuratamente selezionati, dopo un corretto percorso diagnostico.</p>
<p>&#8220;<i>La vera novità non è soltanto la procedura in sé, ma la possibilità di identificare con maggiore precisione l&#8217;origine del dolore cronico</i> – aggiunge <b>Luca Serra</b> – <i>Non tutti i mal di schiena sono uguali. Per alcuni pazienti affetti da dolore vertebrogenico oggi disponiamo di un&#8217;opzione mininvasiva che può migliorare significativamente la qualità della vita e ridurre la necessità di interventi più complessi.</i> <i>La sfida oggi è riconoscere precocemente questi pazienti. Più precisa è la diagnosi, maggiori sono le possibilità di offrire trattamenti mirati e di evitare che il dolore cronico comprometta in modo permanente la qualità della vita</i>&#8220;.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale in sanità, a Roma il dibattito su opportunità e rischi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/17/sanita-e-intelligenza-artificiale-da-roma-il-messaggio-di-istituzioni-e-professionisti-su/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 20:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[dati clinici ia]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale sanita]]></category>
		<category><![CDATA[lavinia mennuni]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano maselli]]></category>
		<category><![CDATA[roma sanita]]></category>
		<category><![CDATA[villa pia international hospital]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Roma si è discusso di IA in sanità: Maselli, Mennuni e i manager di Villa Pia analizzano rischi, opportunità e il ruolo centrale del medico nell'era dei.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Si è tenuta a Roma un’iniziativa dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario, promossa da Villa Pia International Hospital. L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, manager e professionisti per analizzare le potenzialità e le criticità dell’innovazione tecnologica nei percorsi di cura e assistenza. L’appuntamento si è svolto su una terrazza nel quartiere di Monteverde, con la moderazione del giornalista scientifico Daniel Della Seta. Al centro del dibattito è stata posta la necessità di integrare l’IA nei processi diagnostici e organizzativi senza compromettere la sicurezza, la trasparenza e la centralità del paziente.</p>
<p>Hanno partecipato Massimiliano Maselli, assessore regionale all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona del Lazio, la senatrice Lavinia Mennuni, Nils Fredrik Fazzini di Aisma srl, Paolo Fornelli della Clinica Villa Pia e Daniela Bottari, amministratore unico della struttura ospedaliera. Maselli ha sottolineato come l’IA rappresenti una risorsa per le politiche sociosanitarie, purché rimanga uno strumento governato dall’uomo per migliorare la programmazione e la presa in carico delle persone. Fornelli ha evidenziato come l’obiettivo non sia affidare la sanità agli algoritmi, ma liberare tempo medico dalla burocrazia, a condizione che le soluzioni siano supervisionabili e che il professionista possa verificarne l’affidabilità. Bottari ha descritto il percorso di innovazione di Villa Pia, che punta a utilizzare la cartella clinica elettronica e i dati tracciabili per costruire percorsi diagnostico-terapeutici più integrati, mantenendo però il pieno rispetto del ruolo del medico e dell’attenzione alla persona. Il confronto ha ribadito l’importanza del dialogo tra pubblico e privato per accompagnare la transizione digitale con regole chiare e investimenti mirati all’equità dei servizi.</p>
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		<title>Grecia, gli infermieri riconosciuti come mestiere usurante: l&#8217;Italia resta in silenzio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/17/ugl-salute-giuliano-la-grecia-riconosce-gli-infermieri-come-mestiere-usurante-l-italia-cos/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 19:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Giuliano]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro usurante]]></category>
		<category><![CDATA[sanita italia]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[tutele lavoratori sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[UGL Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Grecia riconosce gli infermieri come mestiere usurante. In Italia, la UGL Salute chiede di estendere la tutela a tutte le professioni sanitarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/17/ugl-salute-giuliano-la-grecia-riconosce-gli-infermieri-come-mestiere-usurante-l-italia-cos/">Grecia, gli infermieri riconosciuti come mestiere usurante: l&#8217;Italia resta in silenzio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre in Grecia è stata formalmente approvata la legge che inserisce la figura dell&#8217;infermiere tra le professioni usuranti, in Italia le istituzioni mantengono un silenzio assordante su una questione di rilevanza nazionale. A sollevare la questione è Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, che ha definito il provvedimento greco un atto di civiltà e lungimiranza. Secondo il sindacalista, questa scelta mette in evidenza la mancanza di attenzione della politica italiana verso il tema delle tutele nel settore sanitario.</p>
<p>Giuliano ha sottolineato che da anni si chiede il riconoscimento del logorio fisico e professionale che colpisce chi opera nei reparti, invitando il Paese a seguire l&#8217;esempio di Atene. Tuttavia, la richiesta va oltre la sola figura infermieristica: è necessario estendere lo status di lavoro usurante a tutte le professioni sanitarie. Il segretario nazionale ha evidenziato come la fuga di personale verso l&#8217;estero, il calo delle iscrizioni ai corsi di laurea e i turni massacranti siano le conseguenze dirette di tutele ormai anacronistiche.</p>
<p>Tutti i professionisti della sanità, infatti, sostengono il peso di un Servizio Sanitario Nazionale in grave difficoltà, pagando un prezzo elevato in termini di salute e stress psicofisico senza un adeguato riconoscimento. In conclusione, Giuliano ha lanciato un monito alle istituzioni, affermando che elogi e ringraziamenti non sono più sufficienti. Serve, in nome della giustizia sociale, riconoscere ufficialmente le professioni sanitarie come usuranti per evitare la desertificazione del SSN.</p>
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		<title>Come godersi la spiaggia senza mettere a rischio gli occhi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/14/come-godersi-la-spiaggia-senza-mettere-a-rischio-gli-occhi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 15:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Country Manager di Baviera Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dott. Sergio Ares]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo delle vacanze, milioni di italiani approfittano del bel tempo e del tempo libero per concedersi qualche giorno al mare e godersi il sole, il relax e le attività all&#8217;aperto. L&#8217;estate è uno dei periodi dell&#8217;anno in cui si trascorre più tempo negli spazi esterni, specialmente nelle zone costiere, dove molte famiglie rimangono per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/14/come-godersi-la-spiaggia-senza-mettere-a-rischio-gli-occhi/">Come godersi la spiaggia senza mettere a rischio gli occhi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;arrivo delle vacanze, milioni di italiani approfittano del bel tempo e del tempo libero per concedersi qualche giorno al mare e godersi il sole, il relax e le attività all&#8217;aperto. L&#8217;estate è uno dei periodi dell&#8217;anno in cui si trascorre più tempo negli spazi esterni, specialmente nelle zone costiere, dove molte famiglie rimangono per ore esposte all&#8217;acqua, alla sabbia e alla radiazione solare.&nbsp;<strong>Trascorrere tempo in spiaggia offre numerosi benefici per la salute fisica e mentale: aiuta a ridurre lo stress, favorisce il riposo, migliora l&#8217;umore e stimola la produzione di vitamina D</strong>&nbsp;grazie all&#8217;esposizione solare moderata. Inoltre, camminare lungo la riva, fare il bagno o semplicemente rilassarsi di fronte all&#8217;acqua contribuisce al benessere generale e a staccare della routine quotidiana e dai problemi, condizione tipica delle vacanze. Tuttavia, gli occhi sono costantemente esposti a fattori che possono provocare fastidi; infatti, secondo gli esperti di <a href="https://www.clinicabaviera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baviera</a>,il gruppo oculistico più importante d&#8217;Europa,&nbsp;<strong>i disturbi della vista aumentano del 30% durante i mesi estivi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione di radiazione ultravioletta intensa, riflessi dell&#8217;acqua, sabbia, vento, sale marino, alte temperature e contatto frequente con le mani bagnate può alterare la superficie oculare e favorire la comparsa di&nbsp;<strong>irritazioni, secchezza, bruciore, lacrimazione, occhi rossi o sensazione di sabbia negli occhi</strong>. In alcuni casi, l&#8217;esposizione prolungata al sole senza protezione può anche aumentare il rischio di lesioni oculari più serie a lungo termine, specialmente in persone con occhi sensibili, bambini o in chi utilizza lenti a contatto. Per questo, gli esperti di <a href="https://www.clinicabaviera.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baviera &#8211; Clinica Oculistica</a>&nbsp;hanno elencato quali abitudini aiutano a proteggere gli occhi dal sole, dalla sabbia, dal vento e dall&#8217;acqua di mare durante le vacanze:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Utilizzare occhiali da sole con protezione UV certificata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli occhiali da sole sono uno degli elementi più importanti per proteggere la salute oculare durante l&#8217;estate, poiché i raggi ultravioletti possono colpire direttamente strutture sensibili dell&#8217;occhio come la cornea, il cristallino o la retina</strong>. In spiaggia, inoltre, la radiazione solare non arriva solo dal cielo, ma anche attraverso il riflesso dell&#8217;acqua e della sabbia, che moltiplica l&#8217;esposizione oculare anche nelle giornate nuvolose. Per questo motivo, è fondamentale <strong>scegliere occhiali omologati che incorporino il filtro UV400 o protezione totale contro i raggi UVA e UVB.</strong>&nbsp;Non tutti gli occhiali scuri proteggono adeguatamente; utilizzare modelli di bassa qualità può risultare addirittura più dannoso, poiché oscurando la visione la pupilla si dilata e permette l&#8217;ingresso di una maggiore quantità di radiazione se le lenti non dispongono di filtri adeguati. È inoltre consigliabile optare per modelli avvolgenti o di dimensioni maggiori, perché aiutano a evitare che la luce entri lateralmente e forniscono una protezione più completa contro il vento e la sabbia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Prestare particolare attenzione alla sabbia e non strofinarsi mai gli occhi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sabbia è uno degli elementi che provoca più fastidi oculari in estate, specialmente quando c&#8217;è vento o quando si rimane vicino alla riva. Le piccole particelle possono introdursi facilmente sotto le palpebre e produrre irritazione immediata, arrossamento, lacrimazione e sensazione di corpo estraneo.&nbsp;<strong>Sebbene il primo impulso sia solitamente quello di strofinarsi gli occhi, questo gesto può peggiorare il problema e provocare piccole lesioni sulla cornea</strong>. Se entra sabbia nell&#8217;occhio, la cosa migliore è sbattere le palpebre più volte per favorire l&#8217;eliminazione naturale delle particelle e lavare la zona con abbondante acqua pulita o soluzione fisiologica. È consigliabile evitare di toccarsi gli occhi con le mani piene di sabbia o umide di acqua salata, poiché questo può aumentare l&#8217;irritazione e favorire infezioni.&nbsp;<strong>Portare una piccola bottiglia di soluzione fisiologica nella borsa da spiaggia può risultare molto utile&nbsp;</strong>per agire rapidamente in caso di qualsiasi fastidio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Mantenere gli occhi idratati durante tutto il giorno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calore, il vento e il sale del mare favoriscono l&#8217;evaporazione della lacrima naturale che protegge la superficie oculare che può provocare sensazione di secchezza, bruciore o affaticamento visivo, specialmente dopo aver trascorso diverse ore all&#8217;aperto. Le persone con occhi sensibili notano solitamente con maggiore intensità questi fastidi durante l&#8217;estate, specialmente in spiaggia nelle giornate ventose o molto calde.&nbsp;<strong>Per mantenere una corretta idratazione oculare è importante bere acqua frequentemente durante il giorno</strong>, anche senza aspettare la sensazione di sete. Inoltre, quando gli occhi risultano particolarmente secchi o irritati,&nbsp;<strong>le lacrime artificiali raccomandate da uno specialista possono aiutare</strong>&nbsp;<strong>a recuperare il comfort visivo</strong>&nbsp;e ad alleviare i fastidi provocati dall&#8217;ambiente secco e dall&#8217;esposizione continua al sole e all&#8217;acqua salata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Evitare l&#8217;uso prolungato delle lenti a contatto in mare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le lenti a contatto richiedono una cura speciale durante l&#8217;estate, specialmente in spiaggia. L&#8217;acqua di mare può contenere microrganismi, sabbia e particelle che rimangono aderenti alle lenti e aumentano il rischio di infezioni o irritazioni oculari. Inoltre, il sale e il vento possono far seccare le lenti più rapidamente e farle risultare scomode dopo diverse ore.&nbsp;<strong>Se si utilizzano lenti a contatto in spiaggia, è opportuno limitarne l&#8217;uso in acqua e rimuoverle correttamente al termine del bagno.&nbsp;</strong>È inoltre consigliabile portare sempre occhiali graduati di riserva ed evitare di dormire con le lenti a contatto dopo una giornata di spiaggia, poiché gli occhi risultano solitamente più sensibili e irritati dopo un&#8217;esposizione prolungata al sole e al mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Utilizzare cappelli o berretti per migliorare la protezione oculare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene molte persone associno la protezione solare unicamente agli occhiali da sole, l<strong>&#8216;uso di cappelli o berretti aiuta anche a proteggere gli occhi in modo significativo.&nbsp;</strong>Le visiere e i cappelli a tesa larga riducono la quantità di radiazione che arriva direttamente al viso e diminuiscono l&#8217;impatto dei riflessi dell&#8217;acqua e della sabbia sulla vista. Questa protezione aggiuntiva risulta particolarmente utile nei bambini, nelle persone con occhi chiari o in chi trascorre molte ore all&#8217;aperto. Oltre a migliorare il comfort visivo,&nbsp;<strong>i cappelli aiutano a ridurre lo sforzo costante che gli occhi compiono per adattarsi all&#8217;intensità della luce solare</strong>, evitando così affaticamento oculare e fastidi a fine giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Non condividere asciugamani, trucchi né prodotti per gli occhi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le vacanze è frequente condividere oggetti personali senza prestare troppa attenzione alle conseguenze, ma alcune abitudini possono aumentare il rischio di infezioni oculari.<strong>&nbsp;Condividere asciugamani, trucchi, colliri o prodotti per ligiene facilita la trasmissione di batteri e virus responsabili di problemi come congiuntivite o irritazioni.</strong>&nbsp;Per evitarlo, è importante utilizzare sempre prodotti personali e mantenere una buona igiene delle mani prima di toccarsi gli occhi. Si raccomanda asciugare il viso con un asciugamano pulito ed evitare di lasciare cosmetici o gocce oftalmiche esposti al calore per molte ore, poiché le alte temperature potrebbero alterarne la composizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Riposare la vista in zone d&#8217;ombra durante il giorno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trascorrere troppe ore consecutive sotto il sole può provocare affaticamento oculare anche indossando occhiali di protezione</strong>. L&#8217;esposizione continuata alla luce intensa costringe gli occhi a un continuo adattamento alla luce intensa e uno sforzo visivo eccesivo, che può finire per generare fastidi e sensazione di spossatezza. Per questo,&nbsp;<strong>si raccomanda di fare piccole pause in zone d&#8217;ombra o sotto lombrellone, per permettere alla vista di riposare dall&#8217;esposizione solare diretta.</strong>&nbsp;Questi momenti aiutano anche a rinfrescare gli occhi e a ridurre la sensazione di secchezza che solitamente compare dopo diverse ore davanti al mare e al vento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Proteggere in modo particolare gli occhi dei bambini</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli occhi dei bambini sono più vulnerabili nei confronti della radiazione ultravioletta perché le strutture oculari sono ancora in via di sviluppo e filtrano meno la luce solare intensa.&nbsp;</strong>Inoltre, i più piccoli trascorrono solitamente molto tempo giocando con la sabbia, entrando e uscendo dall&#8217;acqua o toccandosi gli occhi con le mani bagnate, che aumenta il rischio di irritazioni. Per questo motivo,&nbsp;<strong>è importante che indossino occhiali da sole adeguati alla loro età e che rimangano protetti con berretti o cappelli durante le ore di radiazione più intensa.</strong>&nbsp;È preferibile insegnare loro fin da piccoli a non strofinarsi gli occhi e ad avvisare se avvertono fastidio, prurito o visione offuscata dopo il bagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Dott. Sergio Ares, Medico Oculista e Country Manager di Baviera Italia, spiega:</strong>&nbsp;<em>&#8220;Prendersi cura degli occhi in spiaggia è fondamentale per il proprio benessere durante l&#8217;estate. Sebbene il mare, il sole e l&#8217;aria aperta apportino numerosi benefici fisici ed emotivi, l&#8217;esposizione continuata alla radiazione solare, alla sabbia e all&#8217;acqua salata può compromettere la salute oculare se non si adottano misure di protezione adeguate. Noi da Baviera invitiamo ad adottare abitudini semplici ma che possono aiutare a godersi le vacanze con maggiore sicurezza e comfort: come proteggere il viso dal sole, mantenere una buona igiene oculare e prestare attenzione ai segnali di irritazione agli occhi dopo una giornata di mare. Se i fastidi sono intensi o persistono per diverse ore, naturalmente, conviene consultare uno specialista</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/14/come-godersi-la-spiaggia-senza-mettere-a-rischio-gli-occhi/">Come godersi la spiaggia senza mettere a rischio gli occhi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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