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	<title>Scienza e medicina Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Specializzandi non medici: UGL Salute denuncia carenza di borse e incertezza sui fondi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/19/sanita-ugl-salute-specializzandi-non-medici-bloccati-da-burocrazia-e-mancanza-di-fondi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[biologi]]></category>
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		<category><![CDATA[finanziamenti sanita]]></category>
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		<category><![CDATA[veterinari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UGL Salute avverte che la carenza di borse e la mancanza di programmazione finanziaria mettono a rischio gli specializzandi non medici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/19/sanita-ugl-salute-specializzandi-non-medici-bloccati-da-burocrazia-e-mancanza-di-fondi/">Specializzandi non medici: UGL Salute denuncia carenza di borse e incertezza sui fondi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La UGL Salute ha segnalato la situazione critica degli specializzandi non medici, indicando come il progressivo impoverimento delle borse di studio e la carenza di programmazione finanziaria stiano mettendo a rischio migliaia di percorsi formativi indispensabili per il servizio sanitario. Tra le professionalità coinvolte il sindacato cita veterinari, biologi, chimici, farmacisti, fisici medici e psicologi, figure che seguono percorsi quadriennali e che spesso devono completare la specializzazione per poter partecipare ai concorsi nelle ASL, negli Istituti Zooprofilattici e nei laboratori ospedalieri.</p>
<p>Secondo la UGL Salute, questi specializzandi affrontano condizioni contrattuali svantaggiate rispetto ai medici: contratti precari, tutele assistenziali limitate e borse di studio insufficienti o assenti impediscono a molti giovani laureati di immatricolarsi per mancanza di coperture economiche. Il sindacato accoglie positivamente l&#8217;assegnazione dei fondi per i contratti relativi all&#8217;anno accademico 2024-2025, ma avverte che non esistono allo stato risorse programmate per le borse del 2025-2026, una lacuna che rischia di desertificare le file di queste professionalità.</p>
<p>La richiesta avanzata è quella di un cambio di passo a livello governativo e l&#8217;apertura di un tavolo di confronto ministeriale per garantire voce, dignità e parità di trattamento a tutte le professioni sanitarie non mediche. La UGL Salute mette in evidenza anche le conseguenze sul funzionamento del servizio sanitario: la mancanza di veterinari comprometterebbe la sicurezza della filiera alimentare e la prevenzione epidemica; l&#8217;assenza di biologi e chimici rallenterebbe diagnostica e ricerca; la carenza di farmacisti e fisici medici ostacolerebbe terapie complesse; senza psicologi si indebolirebbe il supporto mentale sul territorio. Le richieste del sindacato sono state illustrate dal Segretario Nazionale Gianluca Giuliano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/19/sanita-ugl-salute-specializzandi-non-medici-bloccati-da-burocrazia-e-mancanza-di-fondi/">Specializzandi non medici: UGL Salute denuncia carenza di borse e incertezza sui fondi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Emicrania, una sfida sanitaria ancora sottovalutata: serve un modello nazionale per garantire l&#8217;accesso alle cure</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/16/emicrania-una-sfida-sanitaria-ancora-sottovalutata-serve-un-modello-nazionale-per-garantire-laccesso-alle-cure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[accesso alle cure]]></category>
		<category><![CDATA[Centri Cefalee]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità neurologica]]></category>
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		<category><![CDATA[Piano Nazionale Cronicità]]></category>
		<category><![CDATA[terapie innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;emicrania continua a rappresentare una delle principali cause di disabilità nel mondo, ma in Italia resta una patologia spesso sottovalutata e caratterizzata da forti disuguaglianze nell&#8217;accesso alle cure. Nonostante la disponibilità di terapie innovative in grado di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti, solo una parte delle persone potenzialmente candidabili riesce ad accedere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/16/emicrania-una-sfida-sanitaria-ancora-sottovalutata-serve-un-modello-nazionale-per-garantire-laccesso-alle-cure/">Emicrania, una sfida sanitaria ancora sottovalutata: serve un modello nazionale per garantire l&#8217;accesso alle cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;emicrania continua a rappresentare una delle principali cause di disabilità nel mondo, ma in Italia resta una patologia spesso sottovalutata e caratterizzata da forti disuguaglianze nell&#8217;accesso alle cure. Nonostante la disponibilità di terapie innovative in grado di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti, solo una parte delle persone potenzialmente candidabili riesce ad accedere ai trattamenti più avanzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema è stato al centro della tavola rotonda &#8220;Emicrania, una priorità dimenticata &#8211; Regioni a confronto. Verso un modello nazionale: differenze e convergenze regionali&#8221;, organizzata nell&#8217;ambito del G19+2 Sanità: Regioni a Confronto di Motore Sanità, con il contributo non condizionante di AbbVie, Pfizer e Teva. All&#8217;incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, società scientifiche, professionisti sanitari e decisori regionali e nazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre 6,5 milioni di italiani convivono con l&#8217;emicrania</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati presentati durante il confronto, l&#8217;emicrania interessa circa l&#8217;11% della popolazione italiana, pari a oltre 6,5 milioni di persone. Si tratta della prima causa di disabilità tra i 15 e i 49 anni e comporta un rilevante impatto sociale ed economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I costi complessivi associati alla patologia superano infatti i 3,5 miliardi di euro ogni anno. Nei casi di emicrania cronica, tra spese sanitarie e perdita di produttività, il costo può arrivare fino a 13.000 euro annui per singolo paziente. A fronte di questo scenario, la spesa pubblica destinata ai farmaci specifici per l&#8217;emicrania rimane relativamente contenuta e rappresenta una quota minima della spesa farmaceutica nazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Disuguaglianze territoriali e accesso alle terapie innovative</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli specialisti hanno evidenziato come il principale ostacolo non sia più l&#8217;assenza di cure efficaci, ma la difficoltà di accesso ai percorsi assistenziali. Persistono infatti differenze significative tra le varie regioni italiane nella disponibilità dei centri specialistici, nei tempi di diagnosi e nella possibilità di ricevere tempestivamente i trattamenti innovativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le richieste emerse con maggiore forza vi è l&#8217;estensione della prescrizione delle terapie rimborsabili anche agli specialisti territoriali, oltre che ai Centri Cefalee, così da ridurre i tempi di attesa e facilitare la presa in carico dei pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra proposta riguarda l&#8217;inserimento dell&#8217;emicrania tra le patologie croniche riconosciute dal Piano Nazionale della Cronicità e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), misura che consentirebbe una maggiore uniformità nell&#8217;assistenza e una più efficace programmazione sanitaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Diagnosi ancora troppo tardive</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti sottolineano come la diagnosi dell&#8217;emicrania arrivi spesso dopo molti anni dall&#8217;insorgenza dei sintomi. In numerosi casi il paziente raggiunge il primo consulto specialistico quando la malattia ha già compromesso significativamente la qualità della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente colpite risultano le donne, che rappresentano circa il 70% dei pazienti. La diagnosi tardiva favorisce inoltre l&#8217;evoluzione verso forme croniche, più difficili da gestire e associate a maggiori costi sanitari e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo le società scientifiche chiedono il rafforzamento della collaborazione tra medici di medicina generale, specialisti territoriali e Centri Cefalee, attraverso la creazione di una rete assistenziale multidisciplinare capace di garantire percorsi omogenei in tutto il Paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un modello nazionale per garantire equità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le esperienze regionali più avanzate è stato citato il progetto EmiCare dell&#8217;Emilia-Romagna, che punta a migliorare l&#8217;integrazione tra territorio e strutture specialistiche, facilitando l&#8217;accesso appropriato alle terapie innovative e offrendo un maggiore supporto informativo ai pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra le diverse realtà regionali ha evidenziato la necessità di individuare un modello organizzativo nazionale che valorizzi le migliori pratiche già esistenti e assicuri a tutti i cittadini le stesse opportunità di diagnosi e trattamento, indipendentemente dal luogo di residenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Emicrania: una priorità di salute pubblica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio condiviso dagli esperti è chiaro: l&#8217;emicrania non può più essere considerata un semplice mal di testa, ma deve essere riconosciuta come una patologia neurologica cronica ad alto impatto sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Garantire un accesso più equo alle terapie innovative, rafforzare la rete dei Centri Cefalee, inserire l&#8217;emicrania nei LEA e nel Piano Nazionale della Cronicità e valutare nuovi finanziamenti per i progetti regionali rappresentano passaggi fondamentali per migliorare la qualità di vita di milioni di persone e ridurre il peso economico della malattia sul Servizio Sanitario Nazionale.</p>
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		<title>“Dottor AI”: oltre il 70% degli italiani usa l’intelligenza artificiale per cercare informazioni sulla salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Dottor AI]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale fa ormai parte del rapporto quotidiano degli italiani con la salute. Oltre 7 persone su 10 dichiarano infatti di utilizzare almeno occasionalmente strumenti basati sull’AI per cercare informazioni sanitarie: il 43,9% lo fa direttamente, il 21,6% in modo saltuario e un ulteriore 7% utilizza le risposte AI integrate nei motori di ricerca. Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/16/dottor-ai-oltre-il-70-degli-italiani-usa-lintelligenza-artificiale-per-cercare-informazioni-sulla-salute/">“Dottor AI”: oltre il 70% degli italiani usa l’intelligenza artificiale per cercare informazioni sulla salute</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale fa ormai parte del rapporto quotidiano degli italiani con la salute. <strong>Oltre 7 persone su 10 dichiarano infatti di utilizzare almeno occasionalmente strumenti basati sull’AI per cercare informazioni sanitarie</strong>: il 43,9% lo fa direttamente, il 21,6% in modo saltuario e un ulteriore 7% utilizza le risposte AI integrate nei motori di ricerca. Un trend che è destinato a rafforzarsi in futuro, visto che a trainare l’utilizzo dell’AI in ambito sanitario è la fascia <strong>under 50</strong>, dove gli utilizzatori almeno occasionali sfiorano l’89%. <strong>Oltre 2 italiani su 3, inoltre, pensano che in futuro utilizzeranno di più l’AI</strong> per temi sanitari, mentre le posizioni di totale chiusura risultano minoritarie (solo l’11,5% esclude questa possibilità).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dal <strong>sondaggio “Dottor AI – Come gli italiani usano l’intelligenza artificiale in tema di salute”</strong>, promosso da <strong>Cerba HealthCare Italia</strong> su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Commenta <strong>Marco Daturi, Chief Marketing Officer:</strong> «La porta d’ingresso alla salute non è più solo lo studio medico: sempre più spesso è una domanda fatta a un’intelligenza artificiale. Per questo la sfida non è fermare il cambiamento, ma portare qualità, autorevolezza e responsabilità dentro questo nuovo spazio informativo. <strong>Dopo Google, la nuova frontiera della fiducia sanitaria passa dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale.</strong> Per anni abbiamo lavorato sulla SEO per aiutare le persone a trovare contenuti affidabili sui motori di ricerca. Oggi dobbiamo fare un passo in più: lavorare sulla GEO, cioè ottimizzare la presenza e la citabilità da parte delle AI generative, in modo che anche le risposte generate dall’intelligenza artificiale siano <strong>alimentate da fonti corrette, chiare e autorevoli. </strong>La vera domanda, dunque, non è se le persone useranno l’AI per la salute: <strong>lo stanno già facendo. La domanda è chi alimenterà quelle risposte, e noi ci saremo</strong>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più nel dettaglio, dalle risposte raccolte emerge che <strong>le principali motivazioni</strong> che spingono gli utenti a consultare l’AI riguardano la <strong>comprensione dei sintomi e dei disturbi</strong> (39% delle menzioni) e <strong>l’interpretazione di esami o referti</strong> (30%), che insieme rappresentano circa sette utilizzi su dieci. Più distanziate risultano invece le ricerche relative a farmaci e terapie o alla valutazione dell’opportunità di rivolgersi a un medico. Tra i più giovani prevale la ricerca di spiegazioni immediate sui sintomi, mentre dopo i 50 anni cresce il ricorso all’AI per leggere referti ed esami clinici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto con questi strumenti appare caratterizzato anche da un <strong>livello di fiducia elevato</strong>: tra chi utilizza l’AI per temi di salute, il 57% dichiara di fidarsi abbastanza delle informazioni ricevute e oltre il 41% afferma di fidarsene molto. <strong>La diffidenza risulta residuale e si concentra soprattutto tra chi non utilizza mai questi strumenti</strong>. In particolare, tra i non utilizzatori, circa sette persone su dieci indicano proprio la mancanza di fiducia come principale motivo del rifiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine evidenzia inoltre <strong>una forte componente emotiva</strong> associata all’utilizzo dell’AI sanitaria. Oltre l’81% degli utenti dichiara di essersi sentito rassicurato spesso dalle risposte ricevute, mentre un ulteriore 18% riferisce che ciò accade almeno qualche volta. Allo stesso tempo, circa un terzo afferma di essersi preoccupato almeno occasionalmente dopo aver consultato questi strumenti, segnale di un rapporto che non è solo informativo ma anche, appunto, emotivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha poi indagato un altro tema che diventa cruciale quando le AI entrano nel campo dell’informazione sanitaria: <strong>quello della mediazione clinica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risposte evidenziano che al consulto con il “Dottor AI” non segue quasi mai un confronto con il proprio medico: <strong>solo il 2,6% degli utilizzatori dichiara di aver verificato con un professionista sanitario le informazioni ricevute tramite l’AI</strong>, dato che suggerisce come questi strumenti vengano vissuti prevalentemente come un supporto autonomo e personale, mentre la distanza tra salute digitale e sistema sanitario resta ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’AI sanitaria viene<strong> percepita come utile da 7 intervistati su 10</strong>, e quasi <strong>il 58% dichiara che probabilmente si fiderebbe di più dell’AI se questa fosse integrata o supervisionata </strong>da medici reali. Allo stesso tempo, la maggioranza degli italiani non ritiene realistico uno scenario di <strong>sostituzione del medico con l’intelligenza artificiale: oltre il 70% esclude o non considera probabile questa ipotesi</strong>. Tuttavia, quasi tre persone su dieci riconoscono almeno un rischio potenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, al netto di marcate differenze generazionali, è ormai assodato che per la maggioranza degli italiani (58%) la salute non passa più da una sola fonte, ma da un insieme di strumenti, persone e canali informativi. Nessun intervistato indica l’intelligenza artificiale come unica fonte autorevole in ambito sanitario, ma la sua presenza è ormai un dato di fatto, ed è destinata a crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<strong>Leggo questi dati come il segnale di un cambiamento profondo</strong> nel comportamento delle persone – conclude Daturi –. L’intelligenza artificiale è già diventata un nuovo punto di contatto tra cittadini e salute: non sostituisce il medico, ma entra prima, durante e dopo il rapporto con il sistema sanitario. Per questo le aziende della salute non possono più limitarsi a comunicare online: devono essere presenti, autorevoli e comprensibili anche negli ecosistemi informativi generati dall’AI».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/16/dottor-ai-oltre-il-70-degli-italiani-usa-lintelligenza-artificiale-per-cercare-informazioni-sulla-salute/">“Dottor AI”: oltre il 70% degli italiani usa l’intelligenza artificiale per cercare informazioni sulla salute</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ebola in Congo, allarme Save the Children: 52 bambini contagiati, 19 morti. I minori sotto i 14 anni sono i più a rischio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/15/ebola-in-congo-allarme-save-the-children-52-bambini-contagiati-19-morti-i-minori-sotto-i-14-anni-sono-i-piu-a-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[bambini contagiati Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[bambini Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria RDC]]></category>
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		<category><![CDATA[virus Ebola Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A un mese dalla dichiarazione dell&#8217;emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Save the Children lancia un nuovo allarme sull&#8217;impatto dell&#8217;epidemia di Ebola sui più piccoli. Secondo i dati diffusi dall&#8217;organizzazione umanitaria, almeno 52 bambini hanno contratto il virus dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza, tra cui 16 neonati e lattanti. Di questi, 19 hanno perso la vita. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/15/ebola-in-congo-allarme-save-the-children-52-bambini-contagiati-19-morti-i-minori-sotto-i-14-anni-sono-i-piu-a-rischio/">Ebola in Congo, allarme Save the Children: 52 bambini contagiati, 19 morti. I minori sotto i 14 anni sono i più a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A un mese dalla dichiarazione dell&#8217;emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Save the Children lancia un nuovo allarme sull&#8217;impatto dell&#8217;epidemia di Ebola sui più piccoli. Secondo i dati diffusi dall&#8217;organizzazione umanitaria, almeno 52 bambini hanno contratto il virus dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza, tra cui 16 neonati e lattanti. Di questi, 19 hanno perso la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attuale focolaio, dichiarato ufficialmente il 15 maggio, è già diventato il terzo più grave mai registrato nel Paese. I dati del Ministero della Salute congolese parlano di circa 782 casi confermati e 181 decessi, mentre cresce la preoccupazione per la vulnerabilità dei minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I bambini sotto i 14 anni hanno oltre il doppio delle probabilità di morire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi condotta da Save the Children evidenzia un dato particolarmente allarmante: i bambini di età inferiore ai 15 anni hanno una probabilità più che doppia di morire dopo aver contratto l&#8217;Ebola rispetto agli adolescenti più grandi e agli adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso medio di letalità tra i bambini da 0 a 14 anni raggiunge infatti il 38,6%, contro il 18,1% registrato tra le persone di età superiore ai 15 anni. Numeri che confermano quanto i più piccoli rappresentino una delle categorie più esposte agli effetti devastanti della malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti sottolineano come i bambini molto piccoli possano peggiorare rapidamente una volta infettati e necessitino di diagnosi precoce, assistenza specialistica e cure intensive per aumentare le possibilità di sopravvivenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Povertà, malnutrizione e conflitti aggravano il rischio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione dell&#8217;Ebola si inserisce in un contesto già estremamente fragile. Molti bambini vivono infatti condizioni di forte vulnerabilità, caratterizzate da malnutrizione, malaria, anemia, povertà estrema, sfollamenti forzati e accesso limitato ai servizi sanitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A peggiorare ulteriormente la situazione contribuiscono l&#8217;interruzione delle vaccinazioni di routine e la difficoltà di accesso ai trattamenti essenziali e al supporto nutrizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, le conseguenze dell&#8217;epidemia vanno ben oltre il contagio. I minori rischiano infatti separazioni familiari, traumi psicologici, abbandono scolastico, sfruttamento lavorativo e un aumento dei matrimoni precoci nelle aree più colpite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Disinformazione e paura ostacolano la risposta sanitaria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle province interessate dall&#8217;epidemia, molte strutture sanitarie continuano a registrare carenze di dispositivi di protezione individuale, disinfettanti, farmaci essenziali e spazi di isolamento sicuri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, la diffusione di informazioni errate e il timore della malattia stanno rallentando le attività di prevenzione e contenimento. In molte comunità, infatti, le famiglie esitano a rivolgersi alle strutture sanitarie, a segnalare tempestivamente i sintomi o a collaborare con il tracciamento dei contatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa epidemia è molto più di un&#8217;emergenza sanitaria: rappresenta una crisi sociale che colpisce profondamente bambini, famiglie e comunità&#8221;, ha dichiarato Greg Ramm, Direttore di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Save the Children: &#8220;I bambini devono essere al centro della risposta&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione umanitaria sottolinea come la risposta all&#8217;emergenza debba mettere i bambini al centro delle strategie di intervento. Oltre alle misure per contenere la diffusione del virus, è fondamentale garantire la continuità dei servizi essenziali di salute, nutrizione e accesso all&#8217;acqua potabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa è la diciassettesima epidemia di Ebola registrata nella RDC dal 1976 e si somma a una crisi umanitaria già devastante, caratterizzata da conflitti armati, sfollamenti e sistemi sanitari fragili&#8221;, ha aggiunto Ramm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, un intervento rapido, coordinato e su larga scala potrebbe ancora contenere la diffusione del virus e limitare le conseguenze sui minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interventi sul campo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare l&#8217;epidemia, Save the Children sta rafforzando le attività di ricerca attiva dei casi sospetti e il tracciamento dei contatti nelle comunità e nelle strutture sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le iniziative avviate figurano la formazione di operatori sanitari e insegnanti per individuare rapidamente i casi a rischio, la distribuzione di kit igienici d&#8217;emergenza, termometri e materiale informativo destinato alle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione opera nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994 e collabora con 13 organizzazioni locali, autorità governative e partner internazionali per fornire assistenza sanitaria, nutrizionale, educativa e servizi di protezione dell&#8217;infanzia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una crisi umanitaria che coinvolge 15 milioni di persone</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;epidemia di Ebola si sviluppa in un contesto umanitario estremamente complesso. Attualmente, nella Repubblica Democratica del Congo circa 15 milioni di persone, quasi una su sette, necessitano di assistenza umanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno garantiti interventi tempestivi e adeguate risorse per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, a partire dai bambini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/15/ebola-in-congo-allarme-save-the-children-52-bambini-contagiati-19-morti-i-minori-sotto-i-14-anni-sono-i-piu-a-rischio/">Ebola in Congo, allarme Save the Children: 52 bambini contagiati, 19 morti. I minori sotto i 14 anni sono i più a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Tumori del sangue negli anziani, il caregiver diventa centrale nelle cure: presentato al Senato il nuovo policy paper</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/10/tumori-del-sangue-negli-anziani-il-caregiver-diventa-centrale-nelle-cure-presentato-al-senato-il-nuovo-policy-paper/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:17:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza terapeutica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove terapie stanno rivoluzionando il trattamento dei tumori del sangue, offrendo ai pazienti anziani prospettive impensabili fino a pochi anni fa. Ma l&#8217;innovazione farmacologica, da sola, non basta. Per garantire l&#8217;efficacia delle cure e migliorare l&#8217;aderenza terapeutica diventa sempre più determinante il ruolo del caregiver, figura spesso invisibile ma fondamentale nella gestione quotidiana della [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le nuove terapie stanno rivoluzionando il trattamento dei tumori del sangue, offrendo ai pazienti anziani prospettive impensabili fino a pochi anni fa. Ma l&#8217;innovazione farmacologica, da sola, non basta. Per garantire l&#8217;efficacia delle cure e migliorare l&#8217;aderenza terapeutica diventa sempre più determinante il ruolo del caregiver, figura spesso invisibile ma fondamentale nella gestione quotidiana della malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il messaggio emerso dal convegno <strong>“Tumori del sangue nel paziente anziano: percorsi di cura e ruolo del caregiver”</strong>, ospitato nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica su iniziativa del senatore <strong>Guido Quintino Liris</strong>, durante il quale è stato presentato l&#8217;omonimo policy paper dedicato alle sfide assistenziali dell&#8217;oncoematologia nell&#8217;era delle terapie innovative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove cure cambiano la gestione di leucemie e linfomi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;invecchiamento della popolazione italiana rende sempre più rilevante il tema delle neoplasie ematologiche. Oggi gli over 65 in Italia sfiorano i 15 milioni e molte patologie del sangue, come leucemie e linfomi, registrano la maggiore incidenza proprio nelle fasce di età più avanzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, la ricerca scientifica ha aperto scenari nuovi grazie all&#8217;arrivo di terapie sempre più mirate e personalizzate. Anticorpi bispecifici, farmaci target orali e terapie cellulari CAR-T stanno modificando profondamente il percorso clinico dei pazienti, consentendo cure più efficaci e meglio tollerate rispetto alla chemioterapia tradizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una trasformazione che permette a molti malati di essere trattati in day hospital, day service o direttamente a domicilio, riducendo il ricorso ai ricoveri ospedalieri e migliorando la qualità della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caregiver diventa protagonista dei percorsi di cura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato le nuove terapie rappresentano una grande opportunità, dall&#8217;altro richiedono una gestione più complessa della quotidianità. Assunzione corretta dei farmaci, monitoraggio degli effetti collaterali, rispetto degli appuntamenti clinici e comunicazione costante con i professionisti sanitari sono aspetti che rendono indispensabile il supporto di un caregiver.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti intervenuti al convegno, questa figura non può più essere considerata un semplice accompagnatore del paziente, ma una componente attiva del percorso assistenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Innovazione terapeutica significa anche responsabilità organizzativa&#8221;, ha sottolineato il senatore Guido Quintino Liris. &#8220;Occorre costruire modelli capaci di accompagnare il paziente nella vita quotidiana, rafforzando il collegamento tra ospedale, territorio e domicilio. Il caregiver deve essere riconosciuto e sostenuto perché spesso rappresenta il fattore decisivo per l&#8217;accesso alle cure più innovative&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre 7 milioni di caregiver familiari in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri confermano la rilevanza del fenomeno. Nel nostro Paese oltre sette milioni di persone assistono regolarmente un familiare non autosufficiente senza alcuna forma di compenso economico, dedicando mediamente più di venti ore settimanali alle attività di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso assistenziale è particolarmente elevato nei percorsi oncoematologici: circa l&#8217;80% dei caregiver riferisce un forte carico psicologico, mentre la metà manifesta sintomi depressivi significativi. Nonostante ciò, solo una minoranza accede a un supporto professionale dedicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione che rischia di compromettere anche l&#8217;efficacia delle terapie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le cure innovative producono benefici concreti solo se il paziente riesce a seguirle correttamente&#8221;, ha spiegato il professor <strong>Massimo Breccia</strong>, docente di Ematologia dell&#8217;Università Sapienza di Roma. &#8220;Senza un adeguato supporto familiare, anche i trattamenti più avanzati possono diventare difficili da gestire&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le proposte del policy paper: formazione, supporto psicologico e assistenza territoriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento presentato al Senato individua alcune priorità strategiche per migliorare la presa in carico dei pazienti anziani con tumori del sangue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali proposte figurano la formazione strutturata dei caregiver, il potenziamento dei servizi di supporto psicologico per pazienti e familiari e l&#8217;inserimento formale del caregiver nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) ematologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione viene inoltre dedicata al rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale e domiciliare, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), favorendo una maggiore integrazione tra ospedali, medici di medicina generale, infermieri di comunità e servizi territoriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Linfomi e leucemie: una sfida crescente per il Servizio sanitario nazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le patologie più diffuse figurano i linfomi non Hodgkin, che interessano oltre 160 mila persone in Italia e rappresentano una delle principali forme tumorali del sangue. Anche la leucemia linfatica cronica e la leucemia mieloide acuta colpiscono prevalentemente pazienti anziani, richiedendo percorsi terapeutici sempre più complessi e personalizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il professor <strong>Roberto Marasca</strong>, dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia, l&#8217;assenza di un adeguato sostegno assistenziale può avere conseguenze rilevanti non solo sul piano clinico ma anche economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Una gestione non ottimale può aumentare il rischio di complicanze, ricoveri non programmati e accessi impropri alle strutture sanitarie, con un conseguente aggravio di costi per il Servizio sanitario nazionale&#8221;, ha evidenziato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro dell&#8217;oncoematologia passa dalla presa in carico integrata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le figure chiave individuate dagli esperti emerge anche quella del <strong>case manager infermieristico</strong>, professionista chiamato a coordinare il percorso assistenziale tra ospedale, territorio e domicilio, garantendo continuità delle cure e supporto costante a pazienti e caregiver.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo condiviso è costruire un modello assistenziale sempre più vicino alle persone, capace di valorizzare l&#8217;innovazione terapeutica senza lasciare sole le famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché nella nuova frontiera della cura dei tumori del sangue, accanto alle terapie più avanzate, il vero valore aggiunto può essere rappresentato da una rete di assistenza integrata in cui il caregiver diventa parte essenziale del percorso di guarigione e qualità della vita.</p>
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		<title>Emergenza sanitaria, il 118 della Asl Lanciano Vasto Chieti punta sulla formazione specialistica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[118 Chieti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire nella formazione per migliorare la qualità dell&#8217;assistenza e la gestione delle emergenze tempo-dipendenti. Con questo obiettivo la Asl Lanciano Vasto Chieti ha avviato un innovativo percorso di alta formazione dedicato agli operatori del Servizio di Emergenza Territoriale 118, focalizzato sulla gestione delle urgenze cardiologiche e delle emergenze mediche più complesse. Si tratta del primo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Investire nella formazione per migliorare la qualità dell&#8217;assistenza e la gestione delle emergenze tempo-dipendenti. Con questo obiettivo la <strong>Asl Lanciano Vasto Chieti</strong> ha avviato un innovativo percorso di alta formazione dedicato agli operatori del <strong>Servizio di Emergenza Territoriale 118</strong>, focalizzato sulla gestione delle urgenze cardiologiche e delle emergenze mediche più complesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta del primo corso sperimentale realizzato dall&#8217;azienda sanitaria, un progetto che punta a rafforzare competenze e capacità operative di medici, infermieri e autisti soccorritori chiamati ogni giorno a intervenire in situazioni critiche sul territorio provinciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Simulazioni ad alta fedeltà per affrontare le emergenze cardiache</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma formativo, della durata di otto ore, combina approfondimenti teorici e attività pratiche avanzate grazie all&#8217;utilizzo di un simulatore di ultima generazione in dotazione al Centro di Formazione del 118.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia consente di riprodurre scenari clinici estremamente realistici, simulando in tempo reale arresti cardiaci, aritmie, insufficienze respiratorie e altre condizioni di emergenza. Attraverso una centrale di controllo gestita dagli istruttori, è possibile modificare parametri fondamentali come ritmo cardiaco, frequenza respiratoria, saturazione dell&#8217;ossigeno e altre variabili fisiologiche, mettendo gli operatori di fronte a situazioni molto simili a quelle che affrontano quotidianamente durante gli interventi di soccorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è migliorare la rapidità decisionale, affinare le procedure operative e uniformare gli standard assistenziali in tutto il sistema di emergenza territoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Coinvolti 150 professionisti del 118</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la formazione dei primi operatori, il progetto sarà progressivamente esteso a tutto il personale del 118 della Asl Lanciano Vasto Chieti, coinvolgendo circa <strong>150 professionisti</strong> tra medici, infermieri e autisti soccorritori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa nasce dalla volontà di consolidare una rete dell&#8217;emergenza sempre più preparata ad affrontare le patologie tempo-dipendenti, in particolare quelle cardiovascolari, nelle quali la tempestività dell&#8217;intervento può fare la differenza tra la vita e la morte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un progetto sviluppato all&#8217;interno del Dipartimento Emergenza Urgenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso formativo è stato fortemente sostenuto dal direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza, <strong>Emmanuele Tafuri</strong>, e realizzato grazie al contributo diretto di professionisti interni al servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla progettazione hanno partecipato gli infermieri <strong>Nicolino Saraullo, Christian Buccione, Stefano Iacono e Gilda Taraborrelli</strong>, con il supporto dei medici anestesisti e rianimatori <strong>Ivan Dell&#8217;Atti</strong> ed <strong>Herbert Troiano</strong>, insieme al medico dell&#8217;emergenza-urgenza <strong>Marianna Candido</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo centrale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;intero percorso è stato svolto anche dal coordinatore del 118 di Chieti, <strong>Michele Cozza</strong>, che ha seguito la pianificazione e la realizzazione delle attività formative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Formazione e lavoro di squadra per una rete dell&#8217;emergenza moderna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione multidisciplinare all&#8217;interno del Dipartimento Emergenza Urgenza della Asl, dove competenze diverse operano in modo integrato per garantire risposte sempre più efficaci ai cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione condivisa tra medici, infermieri e operatori del soccorso permette infatti di migliorare il coordinamento durante gli interventi e di rafforzare la capacità di gestione delle situazioni più critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto sanitario in continua evoluzione, l&#8217;aggiornamento professionale diventa uno strumento essenziale per garantire elevati standard di sicurezza, qualità delle cure e tempestività delle risposte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione e qualità dell&#8217;assistenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo corso sulle urgenze cardiologiche si inserisce nel più ampio programma di innovazione promosso dalla Asl Lanciano Vasto Chieti per valorizzare il capitale umano e migliorare continuamente il sistema dell&#8217;emergenza territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso tecnologie avanzate, simulazioni realistiche e formazione specialistica, l&#8217;azienda sanitaria punta a costruire una rete di soccorso sempre più efficiente e preparata ad affrontare le sfide della medicina d&#8217;urgenza moderna.</p>
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		<title>Sanofi premiata per l’innovazione: riconoscimento al sito produttivo di Scoppito</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/07/sanofi-riceve-il-farnese-d-or-pour-l-innovation-2026-per-lo-stabilimento-di-scoppito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 19:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[scoppito]]></category>
		<category><![CDATA[smart factory]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sanofi ottiene il Farnese d'Or pour l'Innovation 2026 per lo stabilimento di Scoppito e il progetto Columbus, hub digitale cofinanziato con 23,6 mln €.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/07/sanofi-riceve-il-farnese-d-or-pour-l-innovation-2026-per-lo-stabilimento-di-scoppito/">Sanofi premiata per l’innovazione: riconoscimento al sito produttivo di Scoppito</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Sanofi ha ricevuto il Farnese d’Or pour l’Innovation 2026 per il suo stabilimento di Scoppito, considerato uno degli hub tecnologici più avanzati del gruppo a livello internazionale. La cerimonia si è svolta a Palazzo Farnese a Roma e ha visto la partecipazione di rappresentanti dei settori economico, industriale e istituzionale.</p>
<p>Al centro del riconoscimento c’è il Columbus High Potent Workshop, un reparto di nuova generazione dello stabilimento completamente digitalizzato e progettato per accelerare il passaggio dalla ricerca alla produzione su larga scala. Il progetto integra realtà aumentata, intelligenza artificiale, dati in tempo reale e modelli predittivi, sviluppati anche in collaborazione con McLaren Racing. Secondo quanto riportato, l’investimento complessivo per Columbus è di 23,6 milioni di euro, cofinanziato dal Ministero e dalla Regione Abruzzo. L’intervento avrebbe permesso di ridurre fino al 50% i tempi di alcune fasi produttive, aumentando efficienza, flessibilità e competitività del sito.</p>
<p>Il modello operativo del sito è descritto come un esempio avanzato di smart factory applicata al settore farmaceutico, frutto dell’integrazione tra tecnologie digitali, automazione e competenze specializzate. L’iniziativa è stata indicata come espressione della collaborazione pubblico-privato e dell’impatto positivo sull’accesso dei pazienti a terapie innovative.</p>
<p>Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia e Malta, ha commentato: “Ricevere il Farnese d&#8217;Or pour l&#8217;Innovation è per noi azienda francese con storico radicamento in Italia, un riconoscimento di grande valore istituzionale, che conferma la solidità della strategia che, come Sanofi, portiamo avanti in Italia da anni: un impegno concreto e di lungo termine a favore dell&#8217;innovazione biofarmaceutica, della competitività della nazione e del benessere dei pazienti. Continuiamo a lavorare per contribuire alla costruzione di un ecosistema delle Scienze della Vita sempre più resiliente e competitivo a livello europeo, convinti che l&#8217;Italia debba giocare un ruolo da protagonista nella ricerca, nella produzione farmaceutica avanzata e nell’accesso all’innovazione. Questo premio ci sprona a proseguire con ancora maggiore determinazione lungo questa strada, a beneficio dell&#8217;industria, del territorio e dell&#8217;intera collettività.”</p>
<p>Alessandro Casu, direttore dello stabilimento di Scoppito, ha aggiunto: “Ricevere il Farnese d’Or pour l’Innovation è un riconoscimento che appartiene prima di tutto alle persone dello stabilimento di Scoppito, che ogni giorno contribuiscono con competenza, passione e senso di responsabilità alla crescita di questo sito. Negli ultimi anni Scoppito ha vissuto una trasformazione profonda: da realtà produttiva tradizionale è diventato uno degli hub più avanzati del network Sanofi, capace di integrare tecnologie digitali, intelligenza artificiale, automazione e competenze altamente specializzate nei processi industriali. Il progetto Columbus rappresenta bene questa evoluzione: non solo un investimento tecnologico, ma il simbolo della capacità del sito di innovare, adattarsi e competere a livello globale, mantenendo un forte radicamento nel territorio abruzzese. Il nostro contributo al PIL dell’’Abruzzo registrato per il 2024 è di 74 milioni di euro e 38 milioni di euro di reddito distribuito alle famiglie degli 876 lavoratori diretti e indiretti creati dalle nostre attività. Questo premio valorizza il lavoro di una comunità industriale che ha saputo trasformare la propria storia in futuro, contribuendo a rendere Scoppito un punto di riferimento per la manifattura biofarmaceutica avanzata, per la sostenibilità e per l’accesso dei pazienti a terapie innovative.”</p>
<p>Il Farnese d’Or pour l’Innovation è promosso congiuntamente dalla CCI France Italie e dall’Ambasciata di Francia in Italia e, giunto alla quinta edizione, pone al centro temi come innovazione, competitività industriale, sostenibilità e impatto sociale. L’edizione di quest’anno si inserisce nel quinto anno di attuazione del Trattato del Quirinale, siglato nel 2021 e volto a rafforzare la cooperazione bilaterale tra Francia e Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/07/sanofi-riceve-il-farnese-d-or-pour-l-innovation-2026-per-lo-stabilimento-di-scoppito/">Sanofi premiata per l’innovazione: riconoscimento al sito produttivo di Scoppito</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maccari (Sielte): l&#8217;IA utile alla difesa, ma serve sempre il controllo umano</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/civil-cybersecurity-maccari-sielte-ia-strumento-chiave-ma-resta-fondamentale-il-controllo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 16:05:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[marco maccari]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio predittivo]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[sielte]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie quantistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Salerno Maccari (Sielte) auspica una difesa proattiva basata su monitoraggio predittivo e IA, ma sottolinea l'importanza del controllo umano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/civil-cybersecurity-maccari-sielte-ia-strumento-chiave-ma-resta-fondamentale-il-controllo/">Maccari (Sielte): l&#8217;IA utile alla difesa, ma serve sempre il controllo umano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>A Salerno, nel corso dell&#8217;evento &#8220;Civil Cyber Security. L&#8217;innovazione tecnologica al servizio della società&#8221; promosso dalla Fondazione Serics e dall&#8217;Università degli Studi di Salerno, Marco Maccari, responsabile della BU Cyber Security di Sielte, ha posto l&#8217;accento sulla necessità di trasformare la protezione informatica da un approccio reattivo a uno proattivo. &#8220;La cybersecurity non può più essere considerata soltanto come una risposta a un attacco già avvenuto. La vera sfida è trasformare la difesa da reattiva a proattiva, utilizzando il monitoraggio predittivo e l’intelligenza artificiale per individuare anomalie e segnali di rischio prima che si traducano in interruzioni dei servizi o danni per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni&#8221;, ha dichiarato Maccari.</p>
<p>Secondo il rappresentante di Sielte, l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta oggi sia uno strumento di difesa sia una fonte di rischio. &#8220;L’intelligenza artificiale può rafforzare enormemente le capacità di difesa, ma non elimina la responsabilità umana. Il controllo e la capacità di interpretare correttamente i dati restano elementi centrali per costruire sistemi realmente affidabili&#8221;, ha aggiunto, richiamando inoltre l&#8217;attenzione sulla necessità di preparare soluzioni in grado di fronteggiare le sfide future, comprese quelle legate alle tecnologie quantistiche.</p>
<p>La partecipazione al convegno è stata letta dall&#8217;azienda come conferma dell&#8217;impegno a favorire una cultura della sicurezza informatica attraverso la collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca, con l&#8217;obiettivo di accompagnare l&#8217;innovazione digitale trasformandola in fattore di tutela, fiducia e competitività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/civil-cybersecurity-maccari-sielte-ia-strumento-chiave-ma-resta-fondamentale-il-controllo/">Maccari (Sielte): l&#8217;IA utile alla difesa, ma serve sempre il controllo umano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Open Day emicrania: visite e consulenze gratuite il 17 giugno a Chieti e Vasto</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/emicrania-visite-e-consulenze-gratuite-a-chieti-e-vasto-per-l-open-day-di-fondazione-onda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 15:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[cefalee]]></category>
		<category><![CDATA[emicrania]]></category>
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		<category><![CDATA[visite gratuite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 17 giugno visite e consulenze gratuite per l’Open Day emicrania a Chieti e Vasto: colloqui telefonici, visite in sede e incontro su emicrania al femmin</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/emicrania-visite-e-consulenze-gratuite-a-chieti-e-vasto-per-l-open-day-di-fondazione-onda/">Open Day emicrania: visite e consulenze gratuite il 17 giugno a Chieti e Vasto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì 17 giugno 2026 gli ospedali SS. Annunziata di Chieti e San Pio da Pietrelcina di Vasto partecipano all’(H) Open Day emicrania promosso da Fondazione Onda ETS, offrendo servizi clinici e informativi gratuiti per favorire diagnosi tempestive e una migliore presa in carico della patologia.</p>
<p>L’emicrania, definita una malattia neurologica cronica e potenzialmente disabilitante, riguarda oltre sei milioni di persone in Italia; circa il 70% dei casi riguarda donne, che risultano colpite con una frequenza circa tre volte superiore rispetto agli uomini. A livello mondiale l’Organizzazione mondiale della sanità indica l’emicrania come la terza malattia più frequente e la seconda più disabilitante.</p>
<p>All’Ospedale SS. Annunziata di Chieti sono previsti due servizi dedicati. Dalle 9:00 alle 10:30 sarà attivo un colloquio telefonico gratuito con la neurologa esperta di emicrania Valeria Di Tommaso: per accedervi è sufficiente chiamare il numero 320.8184768; per questo servizio non è richiesta prenotazione. Sempre a Chieti, dalle 8:00 alle 10:00, si svolgeranno consulenze neurologiche in presenza con Maria Di Ioia, specialista nella diagnosi e cura delle cefalee; le visite si terranno al VII livello del corpo M dell’ospedale e la prenotazione è obbligatoria via e-mail all’indirizzo cefalee.neuro@asl2abruzzo.it.</p>
<p>All’Ospedale di Vasto l’iniziativa prevede l’incontro &#8220;Emicrania al femminile: strategia di gestione tra scienza e quotidianità&#8221;, in programma dalle 12:00 alle 13:00 nella sala riunioni della Clinica neurologica, padiglione 3, terzo piano. I posti sono limitati a 15 partecipanti; la prenotazione è obbligatoria e va richiesta all’indirizzo centrocefalee.vasto@asl2abruzzo.it.</p>
<p>L’Open Day, giunto alla quarta edizione, coinvolge oltre 140 ospedali del network Bollino Rosa e offre servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi, tra cui visite neurologiche, consulenze specialistiche, test, incontri e materiale informativo. L’elenco completo delle strutture e dei servizi è consultabile sul sito di Fondazione Onda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/emicrania-visite-e-consulenze-gratuite-a-chieti-e-vasto-per-l-open-day-di-fondazione-onda/">Open Day emicrania: visite e consulenze gratuite il 17 giugno a Chieti e Vasto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>AISM L’Aquila: incontro su sclerosi multipla, terapie e qualità di vita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/27/sclerosi-multipla-conoscere-convivere-innovare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 11:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Dentro la testa fuori dal WEB di Scipione L’Aquilano]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[aism l aquila]]></category>
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		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[terapie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incontro AISM L’Aquila il 28 maggio all’Auditorium Parco Renzo Piano su terapie, ricerca e qualità di vita nella sclerosi multipla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/27/sclerosi-multipla-conoscere-convivere-innovare/">AISM L’Aquila: incontro su sclerosi multipla, terapie e qualità di vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La Sezione Provinciale AISM dell’Aquila promuove un incontro informativo dedicato alla Sclerosi Multipla, ai percorsi di cura e alle prospettive terapeutiche. L’appuntamento, intitolato “Sclerosi multipla: conoscere, convivere, innovare”, è previsto per giovedì 28 maggio dalle 16:30 alle 19:30 all’Auditorium Parco Renzo Piano, in Viale delle Medaglie d’Oro.</p>
<p>L’iniziativa, moderata dal neurologo Rocco Totaro, vedrà la partecipazione di professionisti del Centro Malattie Demielinizzanti dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila e dell’Università degli Studi dell’Aquila. L’obiettivo dichiarato è offrire a persone con Sclerosi Multipla, NMOSD, MOGAD e malattie correlate, oltre che ai loro familiari, un’occasione di informazione e confronto.</p>
<p>Dopo i saluti e l’accoglienza a cura di Marta Pappalepore, presidente provinciale AISM L’Aquila, la Dott.ssa Luana Evangelista interverrà con un approfondimento su “Strategie terapeutiche nella sclerosi multipla: cosa possiamo fare oggi”, mentre la Dott.ssa Filomena Barbone parlerà di “Strategie terapeutiche nella sclerosi multipla: cosa possiamo fare nel prossimo futuro”.</p>
<p>Il programma include un intermezzo a cura dell’ASD Progetto Ritmica e un momento di domande e risposte “A tu per tu con gli esperti”, pensato per favorire il dialogo diretto tra pubblico e specialisti.</p>
<p>Alla sessione di confronto prenderanno parte, oltre alla Dott.ssa Luana Evangelista e alla Dott.ssa Filomena Barbone, la Dott.ssa Angela Di Vito, la Dott.ssa Cinzia Raparelli (psicologa del Centro Malattie Demielinizzanti dell’Ospedale San Salvatore) e la Prof.ssa Irene Ciancarelli (Professore Associato di Medicina fisica e riabilitativa dell’Università degli Studi dell’Aquila). Gli interventi affronteranno temi relativi a terapia, convivenza quotidiana con la patologia, benessere psicologico, riabilitazione e qualità di vita.</p>
<p>“Con questo incontro vogliamo offrire alla comunità un’occasione concreta di informazione e confronto”, dichiara Marta Pappalepore.</p>
<p>L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune dell’Aquila Capitale della Cultura 2026, è aperto alla comunità; la partecipazione è gratuita e si svolgerà in presenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/27/sclerosi-multipla-conoscere-convivere-innovare/">AISM L’Aquila: incontro su sclerosi multipla, terapie e qualità di vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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