<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>africa Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/africa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 25 Apr 2026 14:45:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Messa a Malabo chiude il viaggio in Africa di Papa Leone XIV, rientro a Roma in serata</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/04/24/messa-a-malabo-chiude-il-viaggio-in-africa-di-papa-leone-xiv-rientro-a-roma-in-serata/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/04/24/messa-a-malabo-chiude-il-viaggio-in-africa-di-papa-leone-xiv-rientro-a-roma-in-serata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 06:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[leone]]></category>
		<category><![CDATA[Malabo]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/2026/04/24/messa-a-malabo-chiude-il-viaggio-in-africa-di-papa-leone-xiv-rientro-a-roma-in-serata/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Papa Leone conclude oggi il suo viaggio apostolico in Africa con l’ultima tappa nella capitale della Guinea Equatoriale, Malabo. Si chiude così un tour di undici giorni che ha toccato Algeria, Camerun, Angola e infine la piccola repubblica centroafricana. L’itinerario del pontefice ha alternato incontri di carattere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/24/messa-a-malabo-chiude-il-viaggio-in-africa-di-papa-leone-xiv-rientro-a-roma-in-serata/">Messa a Malabo chiude il viaggio in Africa di Papa Leone XIV, rientro a Roma in serata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Papa Leone conclude oggi il suo viaggio apostolico in Africa con l’ultima tappa nella capitale della Guinea Equatoriale, Malabo. Si chiude così un tour di undici giorni che ha toccato Algeria, Camerun, Angola e infine la piccola repubblica centroafricana.</p>
<p>L’itinerario del pontefice ha alternato incontri di carattere istituzionale a momenti di preghiera e riflessione. In ciascuna delle quattro nazioni visitate, Leone ha salutato autorità civili e religiose, partecipando a celebrazioni liturgiche aperte al pubblico.</p>
<p>Questa mattina, il Papa lascerà la Nunziatura apostolica di Malabo, sua residenza nei giorni scorsi, per recarsi nello stadio cittadino. Qui, nella struttura sportiva trasformata in luogo di culto, è attesa la partecipazione di migliaia di fedeli alla celebrazione eucaristica presieduta da Leone.</p>
<p>Al termine della messa, il Pontefice prenderà un volo diretto a Roma, con atterraggio nella capitale italiana previsto intorno alle 20 (ora di Roma). La conclusione di questa missione segna anche il ritorno di Leone ai consueti impegni in Vaticano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/24/messa-a-malabo-chiude-il-viaggio-in-africa-di-papa-leone-xiv-rientro-a-roma-in-serata/">Messa a Malabo chiude il viaggio in Africa di Papa Leone XIV, rientro a Roma in serata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/04/24/messa-a-malabo-chiude-il-viaggio-in-africa-di-papa-leone-xiv-rientro-a-roma-in-serata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">116861</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 15:27:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[desertificazione]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=106711</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quello che stiamo vivendo nella valle del Po non è un episodio isolato, è parte di una tendenza irreversibile alla modificazione dei sistemi idrici, legata al cambiamento climatico, rispetto alla quale dobbiamo urgentemente adattarci in una maniera stutturale e questo non può che passare da un ripensamento degli usi delle acque&#8221;. Il monito porta la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/">Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Quello che stiamo vivendo nella valle del Po non è un episodio isolato, è parte di una tendenza irreversibile alla modificazione dei sistemi idrici, legata al cambiamento climatico, rispetto alla quale dobbiamo urgentemente adattarci in una maniera stutturale e questo non può che passare da un ripensamento degli usi delle acque&#8221;. Il monito porta la firma di Giacomo Parrinello, storico dell&#8217;ambiente e assistant professor al Centro di storia di Sciences Po, l&#8217;istituto di studi politici di Parigi. Questo ripensamento &#8220;implica un confronto sui modelli economici ma anche su chi e come prenderà le decisioni per la riorganizzazione degli usi delle acqua, necessaria per via della crescente scarsità, così da assicurarsi che sia una riorganizzazione giusta e non ingiusta. Che tenga cioè conto nella maniera migliore possibile degli interessi dei più e non dei pochi&#8221;, sottolinea il docente, intervistato dalla &#8216;Dire&#8217;. Ma intanto che effetto fa, per uno storico, vedere le immagini del Po talmente a secco da far affiorare i mezzi militari della seconda Guerra mondiale o un ponte medievale? &#8220;Questa siccità non potrebbe arrivare per me in un momento migliore, o peggiore- risponde il docente- perchè sto scrivendo, ormai da molti anni, una storia del bacino del Po nella quale mi interesso al modo in cui lo sviluppo economico nella regione padana, che come sappiamo è quelle più ricche d&#8217;Italia, è dipeso storicamente dall&#8217;abbondanza di acqua e il punto di arrivo della mia storia, che abbraccia circa due secoli, è per l&#8217;appunto una siccità e cioè quella del 2003&#8242;: fu un evento &#8216;di portata epocale- continua Parrinello- perchè rappresenta la prima delle grandi siccità contemporanee&#8221;. La prima, cioè, delle siccità &#8220;che hanno messo e stanno mettendo a durissima prova il settore agricolo, la fornitura di acqua potabile e la produzione energetica. Proprio in queste settimane- racconta il docente- sto scrivendo la conclusione&#8221; del volume e &#8220;fa molto strano scrivere del 2003 e contemporaneamente leggere degli eventi del 2022, perchè la dinamica è molto, molto simile&#8221;. Infatti &#8220;siamo di fronte- spiega Parrinello- ad un accumulo di fattori legati al cambiamento climatico, come nel 2003: riduzione della precipitazione di neve nell&#8217;inverno, assenza di precipitazioni di pioggia in primavera e ancora di più in estate, temperature altissime che quindi aumentano i bisogni irrigui dell&#8217;agricoltura, l&#8217;evaporazione dell&#8217;acqua e il bisogno di energia&#8221;. Eppure, dal 2003 al 2022 va rilevata &#8220;una quasi completa assenza di interventi strutturali e per me è davvero vertiginoso- afferma Parrinello- pensare a questi 20 anni passati senza che si sia mosso nulla, pur sapendo che andiamo incontro ad un futuro in cui questi eventi non faranno che ripetersi e in forme sempre più gravi&#8221;. Si parla dell&#8217;Emilia-Romagna come &#8216;Food valley&#8217;, &#8216;Motor valley&#8217; e &#8216;Data valley&#8217;, però forse non si è parlato abbastanza di &#8216;Water valley&#8217;, allora: c&#8217;è stata sottovalutazione? &#8220;E&#8217; stata sottovalutata l&#8217;idea che esistono dei limiti. Leggendo, come mi è capitato di fare per il mio lavoro, documenti programmatici, rapporti ministeriali e studi economici- risponde Parrinello- negli ultimi due secoli l&#8217;idea del bisogno di acqua è sempre stata presente&#8221;: un esempio è la centralità dell&#8217;irrigazione nell&#8217;agricoltura regionale e il ruolo giocato in questo dall&#8217;acqua del Po tramite il grande Canale emiliano-romagnolo. Il Canale, infatti, &#8220;fu costruito a partire dagli anni &#8217;50 ma in realtà- spiega il docente- fu progettato già nell&#8217;800&#8242; e poi è rimasto al centro del dibattito anche negli agli anni &#8217;70 e &#8217;80, &#8216;in cui si parlava del Mercato comune europeo e del ruolo che l&#8217;acqua del Po, attraverso il Canale, avrebbe avuto per favorire la specializzazione ortofrutticola nel comparto emiliano&#8221;. Quello che però &#8220;è sempre mancato e che in parte manca ancora adesso- sottolinea Parrinello- è l&#8217;idea che nella valle padana si possa far fronte in maniera strutturale alla penuria d&#8217;acqua. Si è sempre operato con l&#8217;idea di una risorsa abbondante, si trattava semplicemente di trovare le forme e i modi per poterla distribuire, ma pensando che fosse disponibile ed abbondante. In parte questa non è un&#8217;idea falsa, perchè nel clima dell&#8217;Olocene, cioè degli ultimi 6.000-10.000 anni, nella valle del Po l&#8217;acqua è stata effettivamente abbondante. Il problema è che adesso una delle conseguenze maggiori del cambiamento climatico è che la quantità di acqua disponibile nel bacino del Po non è più la stessa di un secolo fa e questo è il vero impensato. E&#8217; l&#8217;elemento su cui ancora non ci si confronta in maniera adeguata&#8221;, perchè significhrebbe &#8220;ripensare completamente il modello economico e non mi sembra di vedere ancora segnali che vadano in questa direzione&#8221;. Parlare di emergenza, quindi, non è il modo migliore per affrontare la questione? &#8220;Non se per emergenza si considera un episodio singolo e concluso. Se questa è l&#8217;idea di emergenza, si sbaglia. Il problema è strutturale&#8221;, ribadisce lo storico: &#8220;Pensare di poter continuare con gli usi delle acque che esistono oggi è impossibile, si va dritti contro un muro&#8221;. Ma ci sono altre parti del mondo dalle quali si possono mutuare buone pratiche? &#8220;C&#8217;è molto da imparare dai Paesi che fanno i conti con la scarsità d&#8217;acqua da prima di noi. Penso all&#8217;Africa del nord, all&#8217;India, ai cosiddetti Paesi del sud del mondo che abbiamo sempre guardato con una certa supponenza e senso di superiorità- sottolinea Parrinello- ma che, invece, hanno sviluppato tecniche, tecnologie, sistemi e colture pensate proprio per fare i conti con la scarsità e tirare fuori il massimo profitto possibile da condizioni ambientali molto dure&#8221;. Il docente cita ad esempio il Sahel, &#8220;una banda semidesertica a sud del Sahara, in cui tradizionalmente le popolazioni locali hanno sviluppato forme di policoltura e cioè coltivazione di tipi diversi di prodotto nella stessa parcella, capaci di adattarsi a condizioni climatiche diverse. E&#8217; una forma di assicurazione: nel caso in cui un tipo di pianta dovesse fallire a causa di condizioni avverse, ce n&#8217;è sempre un&#8217;altra che invece prospera in quelle condizioni assicurando il raccolto. Queste forme di policoltura sono state praticate anche in California dalle popolazioni degli indigeni americani che, prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;agricoltura capitalista, avevano sviluppato forme di policoltura adatte per l&#8217;appunto alla siccità&#8221;. Conclude Parrinello: &#8220;Non mi permetto di dire che questa è la soluzione per l&#8217;agricoltura industriale e l&#8217;economia della valle padana, ma se vogliamo cercare delle idee e soluzioni è in quella direzione lì che bisogna cercarle. La mia impressione è che europei ed americani, complessivamente, non siano meglio preparati di noi a far fronte al tempo presente&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/">Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">106711</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Repubblica Centrafricana. Cuamm: &#8220;Allarme per ribelli e blocco rifornimenti&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/01/26/repubblica-centrafricana-cuamm-allarme-per-ribelli-e-blocco-rifornimenti/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2021/01/26/repubblica-centrafricana-cuamm-allarme-per-ribelli-e-blocco-rifornimenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 12:12:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cuamm]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Centrafricana]]></category>
		<category><![CDATA[ribelli]]></category>
		<category><![CDATA[rifornimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=106063</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo stato di emergenza proclamato in Repubblica Centrafricana dal governo per rispondere all&#8217;insurrezione dei gruppi ribelli e l&#8217;insicurezza generale ostacola il lavoro delle organizzazioni umanitarie, come avverte in una nota Medici con l&#8217;Africa &#8211; Cuamm, oltre a mettere in pericolo la vita della popolazione. Preoccupano in particolare gli attacchi alle principali vie del commercio e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/26/repubblica-centrafricana-cuamm-allarme-per-ribelli-e-blocco-rifornimenti/">Repubblica Centrafricana. Cuamm: &#8220;Allarme per ribelli e blocco rifornimenti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stato di emergenza proclamato in Repubblica Centrafricana dal governo per rispondere all&#8217;insurrezione dei gruppi ribelli e l&#8217;insicurezza generale ostacola il lavoro delle organizzazioni umanitarie, come avverte in una nota Medici con l&#8217;Africa &#8211; Cuamm, oltre a mettere in pericolo la vita della popolazione. Preoccupano in particolare gli attacchi alle principali vie del commercio e del trasporto, con cui &#8220;si colpisce la popolazione stessa. I generi alimentari di base, come la manioca, hanno prezzi piu&#8217; che raddoppiati&#8221; riferisce Dario Mariani, responsabile dei Progetti del Cuamm nel paese. Sebbene a Bangui la situazione sia relativamente tranquilla, la sensazione e&#8217; che possa &#8220;esplodere da un momento all&#8217;altro&#8221;. &#8220;Non possiamo piu&#8217; bere l&#8217;acqua dell&#8217;acquedotto. riferisce ancora il medico- perche&#8217; sono terminate le sostanze reagenti che si utilizzano per renderla potabile e non si sa quando arriveranno. Dobbiamo utilizzare solo quella in bottiglia. Se dovessero cominciare a scarseggiare i beni di prima necessita&#8217;, si teme che la popolazione possa reagire&#8221;. Lunedi&#8217; scorso, ricorda il Cuamm, l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) ha denunciato un grande attacco contro la Msr1, la principale via per i rifornimenti e il commercio del paese che unisce la capitale Bangui al porto piu&#8217; vicino, in Camerun. Nell&#8217;assalto e&#8217; andato distrutto un convoglio di 30 camion che trasportavano beni di prima necessita&#8217;.</p>
<p>Anche Medici con l&#8217;Africa Cuamm e&#8217; in attesa di ricevere il rifornimento di materiale di prima necessita&#8217; per il lavoro in ospedale, come i guanti per esempio, che e&#8217; bloccato al confine con il Camerun. Da dicembre, si stima che, al confine con il Camerun, siano stati bloccati circa un migliaio di camion che dovevano far entrare nel paese cibo, medicinali e altri prodotti utili alla popolazione. Mariani prosegue: &#8220;Sul lavoro in ospedale, nel Complesso pediatrico, non ci sono grandi cambiamenti. Non arrivano casi di notte, perche&#8217; qui se ti muovi dopo le 18, ti sparano&#8221;. Secondo il responsabile preoccupa anche la situazione nel territorio, dove Medici con l&#8217;Africa Cuamm e&#8217; impegnato in sei regioni con un progetto di formazione sulla pianificazione e la gestione dei servizi sanitari territoriali, sulla sorveglianza epidemiologica e altri servizi. &#8220;Qui tutto si e&#8217; bloccato- avverte il responsabile Paese- abbiamo fatto rientrare i formatori e messo in sicurezza le auto. Stiamo in allerta e monitoriamo, minuto dopo minuto, la situazione, nella speranza che non degeneri&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/26/repubblica-centrafricana-cuamm-allarme-per-ribelli-e-blocco-rifornimenti/">Repubblica Centrafricana. Cuamm: &#8220;Allarme per ribelli e blocco rifornimenti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2021/01/26/repubblica-centrafricana-cuamm-allarme-per-ribelli-e-blocco-rifornimenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">106063</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Africa, Sahel: 9,7 mln a rischio fame</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/08/05/africa-sahel-97-mln-a-rischio-fame/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/08/05/africa-sahel-97-mln-a-rischio-fame/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 20:39:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103656</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;estate quasi dieci milioni di persone affrontano una situazione di &#8220;grave insicurezza alimentare&#8221; nella regione del Sahel. Un report pubblicato oggi dalla Fao porta l&#8217;attenzione sulla regione subsahariana dove &#8220;si stima che 9.7 milioni di persone siano in situazione di grave insicurezza alimentare tra giugno e agosto 2019&#8221;. Due milioni sarebbero poi &#8220;i bambini a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/08/05/africa-sahel-97-mln-a-rischio-fame/">Africa, Sahel: 9,7 mln a rischio fame</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;estate quasi dieci milioni di persone affrontano una situazione di &#8220;grave insicurezza alimentare&#8221; nella regione del Sahel. Un report pubblicato oggi dalla Fao porta l&#8217;attenzione sulla regione subsahariana dove &#8220;si stima che 9.7 milioni di persone siano in situazione di grave insicurezza alimentare tra giugno e agosto 2019&#8221;. Due milioni sarebbero poi &#8220;i bambini a rischio malnutrizione acuta nel bacino del Lago Ciad, in Burkina Faso, Mali e Niger occidentale&#8221;. All&#8217;emergenza alimentare concorrono, oltre all&#8217;invasione del parassita lafigma, gli spostamenti di popolazione dovuti a guerre e violenze. Le aree coltivate nelle zone di conflitto rischiano di essere abbandonate, facendo diminuire le risorse di cibo disponibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/08/05/africa-sahel-97-mln-a-rischio-fame/">Africa, Sahel: 9,7 mln a rischio fame</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/08/05/africa-sahel-97-mln-a-rischio-fame/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103656</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Genocidio dei Tutsi del Ruanda: domenica a Roma per ricordare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/genocidio-dei-tutsi-del-ruanda-domenica-a-roma-per-ricordare/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/genocidio-dei-tutsi-del-ruanda-domenica-a-roma-per-ricordare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 15:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio dei Tutsi del Ruanda]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></category>
		<category><![CDATA[Ibuka Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Jcu]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103245</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sopravvissuti, testimoni e studiosi si ritroveranno insieme alla John Cabot University (Jcu) di Roma per commemorare il genocidio dei Tutsi del Ruanda, una delle piu&#8217; drammatiche pagine della storia recente, avvenuto esattamente 25 anni fa. &#8216;Ricordare, unire, rinnovare&#8217;: questo il titolo &#8211; e il significato &#8211; della manifestazione, che vuole richiamare alla memoria quanto accadde [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/genocidio-dei-tutsi-del-ruanda-domenica-a-roma-per-ricordare/">Genocidio dei Tutsi del Ruanda: domenica a Roma per ricordare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sopravvissuti, testimoni e studiosi si ritroveranno insieme alla John Cabot University (Jcu) di Roma per commemorare il genocidio dei Tutsi del Ruanda, una delle piu&#8217; drammatiche pagine della storia recente, avvenuto esattamente 25 anni fa. &#8216;Ricordare, unire, rinnovare&#8217;: questo il titolo &#8211; e il significato &#8211; della manifestazione, che vuole richiamare alla memoria quanto accadde dal 7 aprile al 4 luglio del 1994 nel piccolo Paese dell&#8217;Africa orientale, quando un milione di persone &#8211; tra cui donne e bambini, famiglie intere &#8211; furono massacrate a colpi di machete, mazze chiodate e armi da fuoco. L&#8217;appuntamento e&#8217; domenica 7 aprile, alle ore 15.45, presso l&#8217;Aula magna Regina della John Cabot University, via della Lungara 233, a Trastevere. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 7 aprile &#8216;Giornata internazionale di riflessione sul genocidio in Ruanda&#8217;. La manifestazione, a cura dell&#8217;Istituto Guarini per gli Affari pubblici della Jcu, e&#8217; organizzata da &#8216;Ibuka Italia &#8211; Memoria e giustizia&#8217;, un&#8217;associazione composta da italiani e ruandesi residenti nel nostro Paese. &#8220;La prima missione della nostra associazione e&#8217; quella di tenere viva la memoria del genocidio dei Tutsi: ibuka in ruandese significa &#8216;ricorda&#8217;. Fra i nostri obiettivi c&#8217;e&#8217; anche quello di contrastare ogni forma di negazionismo o di revisionismo. Chiediamo inoltre giustizia, perche&#8217; ci sono tantissimi responsabili di quegli atti orribili che vivono ancora liberi in diverse nazioni del mondo&#8221;, ha spiegato Honorine Mujyambere, presidente di Ibuka Italia. Alla commemorazione prenderanno parte Emanuela Del Re, viceministra agli Affari esteri con delega per l&#8217;Africa; Beata Ntamanyoma, presidente della diaspora ruandese in Italia, Annalisa Manta di Unric Italia; Lyal Sunga, gia&#8217; special investigator per il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; Angelique Rutayisire, sopravvissuta. Un particolare ricordo arrivera&#8217; dalla famiglia Igihozo, gruppo di ex studenti scampati al genocidio. Chiudera&#8217; gli interventi Honorine Mujyambere. Aprira&#8217; i lavori il professor Federigo Argentieri, direttore dell&#8217;Istituto Guarini per gli Affari pubblici della Jcu. Moderera&#8217; Giuseppe Mazza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/genocidio-dei-tutsi-del-ruanda-domenica-a-roma-per-ricordare/">Genocidio dei Tutsi del Ruanda: domenica a Roma per ricordare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/genocidio-dei-tutsi-del-ruanda-domenica-a-roma-per-ricordare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103245</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Fao, a Roma inaugurato il Centro per il Clima e lo Sviluppo Sostenibile dell’Africa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/01/29/fao-a-roma-inaugurato-il-centro-per-il-clima-e-lo-sviluppo-sostenibile-dellafrica/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/01/29/fao-a-roma-inaugurato-il-centro-per-il-clima-e-lo-sviluppo-sostenibile-dellafrica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 22:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Climate-Smart Agriculture]]></category>
		<category><![CDATA[FAO]]></category>
		<category><![CDATA[Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=102933</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inaugurato a Roma il Centro per il Clima e lo Sviluppo Sostenibile dell’Africa. Iniziativa dell’Italia, supportata dalla FAO e dallo UNDP, il centro da’ particolare attenzione alla Climate-Smart Agriculture, alle donne ed i giovani in zone rurali e all’accesso all’acqua. Affinchè i giovani africani possano vivere un futuro migliore, è necessario concentrarsi maggiormente sul rafforzamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/29/fao-a-roma-inaugurato-il-centro-per-il-clima-e-lo-sviluppo-sostenibile-dellafrica/">Fao, a Roma inaugurato il Centro per il Clima e lo Sviluppo Sostenibile dell’Africa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inaugurato a Roma il Centro per il Clima e lo Sviluppo Sostenibile dell’Africa. Iniziativa dell’Italia, supportata dalla FAO e dallo UNDP, il centro da’ particolare attenzione alla Climate-Smart Agriculture, alle donne ed i giovani in zone rurali e all’accesso all’acqua.</p>
<p>Affinchè i giovani africani possano vivere un futuro migliore, è necessario concentrarsi maggiormente sul rafforzamento dei settori agricoli e sulla promozione dello sviluppo rurale nel loro continente.</p>
<p>“L’agricoltura africana non potrà modernizzarsi se non lavoriamo con i giovani in zone rurali, dando loro delle opzioni diverse dalla migrazione”, ha affermato. “Le zone rurali hanno bisogno dei loro giovani per svilupparsi. Tuttavia nessun sviluppo potrà verificarsi se non facciamo fronte ai cambiamenti climatici e le sfide che gli stessi presentano”, ha aggiunto.</p>
<p>Il Direttore ha anche sottolineato che in varie parti dell’Africa la fame è in aumento. “Se non intensifichiamo le nostre azioni nel Sahel non riusciremo ad adempiere agli impegni presi con l’Agenda per lo sviluppo sostenibile e l’obiettivo Fame Zero non sarà raggiunto entro il 2030”, ha affermato.</p>
<p>&nbsp;Il centro faciliterà lo scambio di informazioni ed il coordinamento, entrambi necessari alla creazione di sinergie tra i vari paesi africani, lo stesso svilupperà e potenzierà soluzioni innovative per lo sviluppo sostenibile, cosi attuando gli obiettivi dell’Agenda 2030 e dell’accordo sul clima di Parigi.</p>
<p>Lo sviluppo sostenibile in Africa “è un pilastro della politica estera italiana. Sfide condivise come la sicurezza, la migrazione e i cambiamenti climatici, segneranno il nostro “destino comune”, ha detto il primo ministro italiano Giuseppe Conte alla cerimonia inaugurazione del nuovo centro, che, come da lui sottolineato, in un primo momento si concentrerà sulla regione del Sahel.</p>
<p>Achim Steiner, capo dell’UNDP, ha messo in evidenza il fatto che il nuovo Centro, frutto di un’iniziativa italiana nata in occasione della riunione ministeriale ambiente del G7 tenutasi a Bologna nel 2017, offra un “punto di partenza concreto” per accelerare le risposte alle sfide note del futuro.</p>
<p>“Stiamo entrando in un secolo in cui lo sviluppo dell’Africa determinerà sempre più lo sviluppo dell’economia mondiale”, ha affermato.</p>
<p>Oggi l’Africa subsahariana è la regione con la più alta prevalenza di denutrizione e con una produzione agricola di molto inferiore rispetto ad altre regioni. Molte le cause, dalle carenze infrastrutturali alla mancanza di accesso ai mercati e al credito. Conflitti e cambiamenti climatici tra i fattori di grande impatto sulle fragili popolazioni rurali.</p>
<p><strong>Il centro</strong></p>
<p>Il Centro per il Clima e lo Sviluppo Sostenibile dell’Africa è una risposta alla necessità, già riconosciuta in seno al G7, di un centro dedicato alla promozione dello sviluppo sostenibile, con una particolare attenzione alle iniziative riguardanti il clima, la Climate Smart Agriculture l’acqua, la generazione pulita di energia e l’uguaglianza di genere.</p>
<p>L’inaugurazione ha visto la partecipazione di ministri di diversi paesi africani – insieme al cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero della Santa Sede per il servizio dello sviluppo umano integrale, e Ibrahim Thiaw, consigliere speciale del Segretario generale dell’ONU per il Sahel.</p>
<p>La tavola rotonda tenutasi durante l’inaugurazione ha discusso le modalita’ in cui il Centro potra’ rispondere ai bisogni dell’Africa e come i paesi del G7 potranno orientare il loro supporto al contrasto del degrado ambientale ed alla promozione di una crescita economica sostenibile nella regione.</p>
<p>Il governo italiano ha istituito un fondo fiduciario in supporto al Centro. Tra i primi compiti, quello di sostenere le iniziative promosse dal Segretario generale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile nella regione del Sahel.</p>
<p>La FAO sta gia’ supportando molti stati membri nella formulazione di piani nazionali che rafforzino i mezzi di sussistenza rurali e che supportino schemi di governance inclusiva a beneficio degli agricoltori familiari. Sempre in quest’ambito, la FAO mettera’ a disposizione le sue competenze in materia di sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/29/fao-a-roma-inaugurato-il-centro-per-il-clima-e-lo-sviluppo-sostenibile-dellafrica/">Fao, a Roma inaugurato il Centro per il Clima e lo Sviluppo Sostenibile dell’Africa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/01/29/fao-a-roma-inaugurato-il-centro-per-il-clima-e-lo-sviluppo-sostenibile-dellafrica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">102933</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Migranti, Di Maio: &#8220;Luogo degli africani è l&#8217;Africa non il Mediterraneo&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/01/19/migranti-di-maio-luogo-degli-africani-e-lafrica-non-il-mediterraneo/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/01/19/migranti-di-maio-luogo-degli-africani-e-lafrica-non-il-mediterraneo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2019 18:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=102857</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Su questa ennesima tragedia nel Mediterraneo saremo degli ipocriti se continueremo a parlare degli effetti e non delle cause. Questi viaggi della disperazione che provocano morti sono legati ad una fase coloniale ancora in atto in Africa ad opera di alcuni paesi europei. Se la Francia per esempio non decolonizza veramente le decine di paesi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/19/migranti-di-maio-luogo-degli-africani-e-lafrica-non-il-mediterraneo/">Migranti, Di Maio: &#8220;Luogo degli africani è l&#8217;Africa non il Mediterraneo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Su questa ennesima tragedia nel Mediterraneo saremo degli ipocriti se continueremo a parlare degli effetti e non delle cause. Questi viaggi della disperazione che provocano morti sono legati ad una fase coloniale ancora in atto in Africa ad opera di alcuni paesi europei. Se la Francia per esempio non decolonizza veramente le decine di paesi in cui stampa ancora il franco delle colonie africane, noi continueremo ad avere un&#8217;Africa povera ed un&#8217;Europa ipocrita&#8221;. Cosi&#8217; il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio da Vasto. E ha aggiunto: &#8220;Io la smetto d&#8217;ora in poi di parlare degli effetti. Il mio piu&#8217; grande cordoglio per tutte le vittime ma sono lacrime di coccodrillo. Qui il tema sono gli interessi di alcuni europei che stanno facendo il bello e il cattivo tempo. Finche&#8217; non lasceremo l&#8217;Africa libera, gli africani partiranno sempre e il luogo degli africani non e&#8217; il Mediterraneo ma l&#8217;Africa, se li lasciamo in pace&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/19/migranti-di-maio-luogo-degli-africani-e-lafrica-non-il-mediterraneo/">Migranti, Di Maio: &#8220;Luogo degli africani è l&#8217;Africa non il Mediterraneo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/01/19/migranti-di-maio-luogo-degli-africani-e-lafrica-non-il-mediterraneo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">102857</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Diritti: la morte di Jamal Khashoggi  vista dall&#8217;Africa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/10/30/diritti-la-morte-di-jamal-khashoggi-vista-dallafrica/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2018/10/30/diritti-la-morte-di-jamal-khashoggi-vista-dallafrica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2018 15:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Jamal Khashoggi]]></category>
		<category><![CDATA[mobilitazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=102407</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche in Africa sono state organizzate mobilitazioni per chiedere giustizia e verita&#8217; per il giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso all&#8217;inizio di ottobre nel consolato del suo Paese a Istanbul. Ne parla oggi il sito d&#8217;informazione &#8216;Africa News&#8217; che fa il punto sulle reazioni di diversi Paesi africani alla notizia dell&#8217;omicidio del giornalista. Mentre gli attivisti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/30/diritti-la-morte-di-jamal-khashoggi-vista-dallafrica/">Diritti: la morte di Jamal Khashoggi  vista dall&#8217;Africa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche in Africa sono state organizzate mobilitazioni per chiedere giustizia e verita&#8217; per il giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso all&#8217;inizio di ottobre nel consolato del suo Paese a Istanbul. Ne parla oggi il sito d&#8217;informazione &#8216;Africa News&#8217; che fa il punto sulle reazioni di diversi Paesi africani alla notizia dell&#8217;omicidio del giornalista. Mentre gli attivisti per i diritti umani e i difensori della liberta&#8217; di stampa hanno iniziato a manifestare la settimana scorsa, con un presidio davanti all&#8217;ambasciata saudita ad Abuja, i governi sembrano essere piu&#8217; cauti. Al momento, gli unici Paesi che hanno preso parola sulla vicenda sono stati l&#8217;Egitto e la Somalia, entrambi per sostenere Riad nella &#8220;ricerca della verita&#8217;&#8221; sulla morte di Khashoggi, mentre, sempre stando a quanto riferisce &#8216;Africa News&#8217;, il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa avrebbe impedito a un ministro di recarsi nel Paese arabo per incontrare il capo dell&#8217;intelligence saudita alcuni giorni dopo l&#8217;omicidio del giornalista. Con Riad, Pretoria ha contratti multi-milionari nel settore degli armamenti e sembra che al momento la priorita&#8217; del governo sia tutelare tali accordi. E&#8217; africana anche Karen Attiah, 33 anni, ghanese-americana, curatrice per il &#8216;Washington Post&#8217; della rubrica &#8216;Global opinions&#8217; dove scriveva Kashoggi: e&#8217; lei la prima a comparire nel video diffuso questa settimana da Amnesty International in cui diversi giornalisti di tutto il mondo leggono l&#8217;ultimo editoriale di Khashoggi e chiedono &#8220;giustizia per Jamal&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/30/diritti-la-morte-di-jamal-khashoggi-vista-dallafrica/">Diritti: la morte di Jamal Khashoggi  vista dall&#8217;Africa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2018/10/30/diritti-la-morte-di-jamal-khashoggi-vista-dallafrica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">102407</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Kenia. Imboscata a Campus Universitario. Diversi morti e feriti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/kenia-imboscata-a-campus-universitario-diversi-morti-e-feriti/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/kenia-imboscata-a-campus-universitario-diversi-morti-e-feriti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 09:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[attacco terroristico]]></category>
		<category><![CDATA[campus]]></category>
		<category><![CDATA[imboscata]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[isis]]></category>
		<category><![CDATA[kenia]]></category>
		<category><![CDATA[mombasa]]></category>
		<category><![CDATA[pullman]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=100092</guid>

					<description><![CDATA[<p>Almeno due morti e diversi feriti in un&#8217;imboscata che ha preso di mira oggi un pullman di studenti diretti al campus dell&#8217;universita&#8217; di Mombasa, il principale porto del Kenya: a riferirlo l&#8217;edizione online del &#8216;Daily Nation&#8217;, uno dei principali quotidiani del Paese. Stando a questa ricostruzione, a perdere la vita sono state due impiegate dell&#8217;ateneo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/kenia-imboscata-a-campus-universitario-diversi-morti-e-feriti/">Kenia. Imboscata a Campus Universitario. Diversi morti e feriti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Almeno due morti e diversi feriti in un&#8217;imboscata che ha preso di mira oggi un pullman di studenti diretti al campus dell&#8217;universita&#8217; di Mombasa, il principale porto del Kenya: a riferirlo l&#8217;edizione online del &#8216;Daily Nation&#8217;, uno dei principali quotidiani del Paese.<br />
Stando a questa ricostruzione, a perdere la vita sono state due impiegate dell&#8217;ateneo, la Technical University.<br />
Secondo testimoni e responsabili di polizia, l&#8217;imboscata e&#8217; stata condotta da una decina di uomini armati. L&#8217;agguato e&#8217; avvenuto nella contea di Kwale. Gli studenti stavano raggiungendo il campus dai loro ostelli.<br />
Nel riferire dell&#8217;episodio, la stampa di Nairobi ricorda il precedente del 2015, quando l&#8217;irruzione di un commando del gruppo islamista Al Shaabab nell&#8217;universita&#8217; della citta&#8217; di Garissa si era concluso con un bilancio di 148 studenti uccisi. Il Kenya sta vivendo una fase di tensione anche per l&#8217;annullamento, a causa di irregolarita&#8217;, della rielezione del presidente Uhuru Kenyatta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/kenia-imboscata-a-campus-universitario-diversi-morti-e-feriti/">Kenia. Imboscata a Campus Universitario. Diversi morti e feriti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/kenia-imboscata-a-campus-universitario-diversi-morti-e-feriti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100092</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Papa Francesco in Africa contro diseguaglianze e paure</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/11/26/88029/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2015/11/26/88029/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 19:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
		<category><![CDATA[kemia]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=88029</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un ospite speciale che non si nasconde dietro ai servizi di sicurezza, ma che, senza scorta, va a visitare i poveri di Kibera, la più grande baraccopoli dell’Africa e che parla di non violenza, mentre il mondo ne è pervaso. Nella prima tappa di questo suo viaggio, il Kenia, paese a forte rischio terrorismo, dove, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/11/26/88029/">Papa Francesco in Africa contro diseguaglianze e paure</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un ospite speciale che non si nasconde dietro ai servizi di sicurezza, ma che, senza scorta, va a visitare i poveri di<strong> Kibera</strong>, la più grande baraccopoli dell’<strong>Africa</strong> e che parla di non violenza, mentre il mondo ne è pervaso.<br />
Nella prima tappa di questo suo viaggio, il<strong> Kenia</strong>, paese a forte rischio terrorismo, dove, nell’aprile scorso, gli <strong>Shabab islamic</strong>i sono riusciti a gettare nel dolore l&#8217;intero paese uccidendo 147 studenti universitari nella città di Garissa, niente auto blindate o scorte armate per lui, ma solo una utilitaria, una Honda del tutto normale e senza nessun aggiuntivo sistema di sicurezza.<br />
Questo è <strong>Papa Francesco,</strong> che nella sua omelia, durate la messa celebrata a <strong>Santa Marta</strong>, appena prima della sua partenza per il continente africano, aveva detto: “Maledetti coloro che fanno la guerra” , ed oggi, nel suo secondo giorno di visita in Kenia, aggiunge: “il Dio che noi cerchiamo di servire è un Dio di pace”.</p>
<p>E’ la prima volta di <strong>Bergoglio in Africa</strong>,  cuore e culla dell’umanità, dove povertà ed emergenza sanitaria hanno un radicamento endemico e mietono vittime ogni giorno, dove la miseria, i soldati bambini, gli stupri etnici, la tragedia dell’Hiv, della tubercolosi e di Ebola sono nella vita di tutti i giorni.<br />
Al centro del viaggio apostolico anche l’apertura in anteprima della Porta Santa della Cattedrale di Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana, che segna l’avvio dell’Anno Santo della Misericordia, evento che costituisce più che una novità un unicum nella storia del cattolicesimo e che è ancora più emblematico in questi giorni in cui paura e terrore serpeggiano ovunque.<br />
Il viaggio di Papa Francesco nella tormentata Africa, può essere davvero letto come un antidoto alla paura collettiva che dilaga ovunque dopo gli attentati di Parigi e quello all’<strong>hotel Radisson Blu di Bamako in Mali</strong>. Ciò che questo Papa straordinario intende fare durante la sua visita a tre paesi a forte prevalenza cattolica in quel continente, è di incoraggiare gli africani (ma non solo) a guardare avanti, ad andare ben oltre le nubi nere che si addensano all&#8217;orizzonte e incitare tutti a non smettere di sperare, anzi, di rovesciare la sorte, mettendo a fuoco le cause che sono all&#8217;origine del terrorismo e che risiedono principalmente nella povertà e nell’ignoranza.<br />
Al <strong>presidente Kenyatta,</strong> figlio del primo presidente della storia del Paese, considerato il padre della nazione e appartenente ad una delle famiglie più potenti e ricche, ha ricordato che bisogna ascoltare le aspirazioni dei giovani e progettare “una giusta distribuzione delle risorse umane e naturali”.<br />
&#8220;Fintanto che le nostre società sperimenteranno le divisioni, siano esse etniche, religiose o economiche &#8211; ha detto il Papa nel suo primo discorso in terra africana &#8211; tutti gli uomini e le donne di buona volontà sono chiamati a operare per la riconciliazione e la pace, per il perdono e la guarigione dei cuori&#8221;. &#8221;<br />
Nell&#8217;opera di costruzione di un solido ordine democratico, di rafforzamento della coesione e dell&#8217;integrazione, della tolleranza e del rispetto per gli altri &#8211; ha aggiunto &#8211; il perseguimento del bene comune deve essere un obiettivo primario&#8221;.<br />
Il Papa, ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, vuole &#8220;portare un messaggio di pace e riconciliazione&#8221;, non solo ad un continente attraversato da molte violenze, ma all’intero mondo, che è impastato di diseguaglianze e paure.<br />
Nella nunziatura di Nairobi, al suo arrivo in Kenia, hanno preso la parola Peter Kairo, vescovo di Nyeri e capo della Commissione per il <strong>dialogo interreligioso, Abdulghafur El-Busaidy,</strong> coordinatore nazionale del Supremo consiglio dei musulmani del Kenya e l&#8217;<strong>arcivescovo anglicano Eliud Wabukala</strong>, della cattedrale di Ognissanti, in una cerimonia a cui hanno partecipato anche esponenti sia musulmani che protestanti, nonché personalità civili particolarmente impegnate nella promozione del dialogo interreligioso.<br />
“Non possiamo certo continuare in questa direzione&#8221;, ha affermato l’esponente mussulmano El Busaidy e dopo aver elencato i molti mali sociali, compresa la &#8220;religione senza spiritualità”, ha richiamato come esempio da seguire le parole di Papa Bergoglio, che vede nel continente africano &#8220;un crocevia spirituale&#8221; e nel dialogo l’antidoto contro &#8220;le crescenti <strong>attività di terrorismo e radicalismo</strong>, che minacciano la pace e la coesistenza, e la integrazione tra le fedi e le comunità” .</p>
<p>Dopo il 13 novembre, come scrive su il Fatto Quotidiano<strong> Paolo Becchi,</strong> abbiamo scoperto che non si può fare una guerra contro un nemico a cui siamo noi a vendere le armi. Basta ipocrisie, ci dice Bergoglio, basta parlare di nichilismo per tranquillizzare le nostre coscienze.<br />
Ha ragione Franco Cardini quando dice che non è l’<strong>Islam</strong> che ci minaccia e nemmeno il suo perfido succedaneo ch’è l’islamismo. E’ contro l’ingiusto assetto del mondo, contro l’assurdo squilibrio di un’umanità divisa fra pochissimi troppo ricchi e una sterminata moltitudine di troppo poveri, che è necessario volgere la nostra attenzione.<br />
E’ questo il mondo delle insopportabili disuguaglianze lucidamente denunziate nell<strong>’enciclica “Laudato si’”</strong> di papa Francesco, la Mater terribilis, ancora e sempre mostruosamente feconda, dei mostri che stiamo affrontando e che dovremo ancora affrontare nell’immediato futuro.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao<br />
.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/11/26/88029/">Papa Francesco in Africa contro diseguaglianze e paure</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2015/11/26/88029/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">88029</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
