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	<title>Campi Flegrei Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ai Campi Flegrei aumenta il rischio di un’eruzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 16:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Campi Flegrei, una vasta caldera vulcanica situata vicino a Napoli, stanno mostrando segnali preoccupanti di un accumulo di magma a profondità relativamente superficiali. Sebbene non ci siano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/17/ai-campi-flegrei-aumenta-il-rischio-di-uneruzione/">Ai Campi Flegrei aumenta il rischio di un’eruzione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I Campi Flegrei, una vasta caldera vulcanica situata vicino a Napoli, stanno mostrando segnali preoccupanti di un accumulo di magma a profondità relativamente superficiali. Sebbene non ci siano attualmente segnali di un&#8217;eruzione imminente, l&#8217;aumento della pressione sotterranea dovuto al magma potrebbe rappresentare un rischio significativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un team internazionale di ricercatori guidato dall&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre e l’Université de Genève, ha pubblicato uno studio su &#8220;Nature – Communications of Earth and Environment&#8221; riguardante l&#8217;accumulo di magma sotto i Campi Flegrei. Questo studio, parte del progetto &#8220;LOVE-CF&#8221; finanziato dall&#8217;Ingv, si è concentrato sull&#8217;attività sismica e sui cambiamenti nella deformazione del suolo e nelle emissioni di gas dal 2007, rivelando che il movimento di magma a meno di 8 chilometri di profondità è la principale causa dell&#8217;instabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2006, il suolo sopra la caldera si è sollevato di circa 1,3 metri, con un&#8217;intensificazione dell&#8217;attività sismica e un incremento delle emissioni di gas, specialmente nella zona della Solfatara. L’analisi dei dati ha mostrato che la sorgente di magma si è progressivamente avvicinata alla superficie, passando da una profondità di circa 6 km a 4 km.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca sottolinea l&#8217;importanza di un monitoraggio continuo, considerando la densità della popolazione nell&#8217;area e i possibili rischi per la sicurezza. Grazie a sofisticate reti di misurazione terrestri e satellitari, gli scienziati sono in grado di monitorare costantemente la situazione, collaborando strettamente con la Protezione Civile per assicurare una risposta tempestiva a qualsiasi sviluppo futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa scoperta richiede un&#8217;attenzione costante e una gestione proattiva del rischio vulcanico nei Campi Flegrei, con implicazioni dirette per la sicurezza della popolazione locale e per la pianificazione delle emergenze in una delle regioni più densamente popolate d&#8217;Europa.</p>
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		<title>Campi Flegrei potenziato monitoraggio sottomarino caldera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 14:56:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La caldera dei Campi Flegrei si estende anche nell&#8217;area marina nel Golfo di Pozzuoli, dove è già presente la rete di monitoraggio geofisico multiparametrico &#8216;Medusa&#8217;. Allo scopo di&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La caldera dei Campi Flegrei si estende anche nell&#8217;area marina nel Golfo di Pozzuoli, dove è già presente la rete di monitoraggio geofisico multiparametrico &#8216;Medusa&#8217;. Allo scopo di potenziare l&#8217;infrastruttura di ricerca e monitoraggio geochimico multiparametrico dell&#8217;Osservatorio Vesuviano dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia proprio nel settore sommerso della caldera flegrea è stato recentemente installato un nuovo osservatorio multiparametrico per lo studio del processo di degassamento idrotermale sottomarino. &#8220;Questa installazione, realizzata anche grazie al contributo del dipartimento della Protezione Civile, rientra &#8211; così una nota dell&#8217;Ingv &#8211; tra le numerose attività di implementazione e potenziamento delle reti e di indagini generali su questo settore della caldera&#8221;. L&#8217;installazione è stata resa possibile grazie al gruppo subacquei dell&#8217;Ingv, coordinati dall&#8217;unità funzionale di Geochimica dei Fluidi dell&#8217;Ingv-Osservatorio Vesuviano, in coordinamento con il parco archeologico dei Campi Flegrei e le altre autorità preposte. L&#8217;area interessata è stata individuata in un particolare settore del Golfo di Pozzuoli noto come Secca delle Fumose, già oggetto di studi e monitoraggio, dove è prevista l&#8217;installazione di altre strumentazioni scientifiche marine. Il nuovo osservatorio marino consente di monitorare in continuo la temperatura delle emissioni idrotermali nel fondo, la concentrazione di anidride carbonica di origine vulcanica disciolta nell&#8217;acqua di mare e la corrente marina: tutti parametri utili per la stima dell&#8217;energia associata al processo di degassamento sottomarino e il monitoraggio delle eventuali variazioni. &#8220;Questa nuova strumentazione &#8211; comunica l&#8217;Ingv &#8211; potenzia nel settore sommerso della caldera, che presenta oggettive difficoltà logistiche, l&#8217;infrastruttura di reti multiparametriche già esistente nella caldera dei Campi Flegrei&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/24/campi-flegrei-potenziato-monitoraggio-sottomarino-caldera/">Campi Flegrei potenziato monitoraggio sottomarino caldera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Campi Flegrei. In ricerca INGV struttura profonda del vulcano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2024 18:33:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ottenere immagini dettagliate della struttura e del livello di fratturazione delle rocce della caldera dei Campi Flegrei tramite l&#8217;analisi della variazione nel tempo della velocità delle onde sismiche.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/14/campi-flegrei-in-ricerca-ingv-struttura-profonda-del-vulcano/">Campi Flegrei. In ricerca INGV struttura profonda del vulcano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ottenere immagini dettagliate della struttura e del livello di fratturazione delle rocce della caldera dei Campi Flegrei tramite l&#8217;analisi della variazione nel tempo della velocità delle onde sismiche. Al contempo, investigare le caratteristiche principali del sistema di alimentazione vulcanico e i principali cambiamenti tra l&#8217;instabilità, unrest, o bradisismo in corso e il fenomeno accaduto tra il 1982 e il 1984. Sono questi gli obiettivi dello studio &#8220;Tracking transient changes in the plumbing system at Campi Flegrei Caldera&#8221; condotto da un team multidisciplinare di ricercatori dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell&#8217;Università degli Studi di Milano-Bicocca, appena pubblicato su Earth and Planetary Science Letters di Elsevier. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, spiega una nota Ingv, &#8220;del primo studio di tomografia sismica che integra la microsismicità avvenuta ai Campi Flegrei nell&#8217;arco di quarant&#8217;anni, dal 1982 al 2022. I ricercatori hanno utilizzato una tecnica basata su un approccio probabilistico non lineare alla risoluzione del problema tomografico, analizzando il rapporto tra la velocità delle cosiddette onde P (prime o di pressione) e il loro rapporto con le cosiddette onde S (seconde o di taglio)&#8221;. Questo metodo innovativo ha permesso di &#8220;far luce sulle caratteristiche della velocità crostale fino alla profondità di 6 km, dove le tradizionali tecniche linearizzate hanno sempre mostrato limiti di risoluzione. L&#8217;uso di questo metodo, inoltre, ha permesso di individuare per la prima volta tre principali zone di accumulo di materiale magmatico sotto l&#8217;area risorgente, corrispondenti alle sorgenti delle deformazioni bradisismiche. Mentre i serbatoi centrali, localizzati a 2.5 e 3.5 km di profondità, rivelano un accumulo prevalente di fluidi in sovrapressione, il serbatoio più profondo, localizzato a 5 km, mostra valori di velocità coerenti con un accumulo di magma&#8221;. Importante elemento innovativo del metodo studiato, sottolineano dall&#8217;Istituto, &#8220;è la possibilità di individuare le principali variazioni nel tempo delle anomalie di velocità e, quindi, dell&#8217;evoluzione delle zone di accumulo di materiale magmatico. Ciò è stato possibile grazie all&#8217;intuizione del team di ricercatori che ha sviluppato in maniera pionieristica il metodo di tomografia sismica in 4 dimensioni (spazio e tempo)&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati mostrano che i due episodi analizzati di &#8220;unrest del 1982-1984 e dal 2005 al 2022, seppur coinvolgendo volumi differenti, sono stati entrambi caratterizzati da episodi di risalita e di accumulo nella zona centrale prevalentemente di gas magmatici in sovrappressione e in profondità di magma, suggerendo che entrambi questi processi svolgono un ruolo importante nell&#8217;indurre l&#8217;unrest calderico&#8221;. Questo tipo di approccio, sottolineano e concludo dall&#8217;Ingv, &#8220;può rivelarsi un utile strumento per monitorare nel tempo l&#8217;evoluzione del sistema di alimentazione magmatica della caldera e la volontà dei ricercatori è di estendere quanto prima il modello probabilistico anche agli anni successivi al 2022&#8221;.</p>
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		<title>Nuovo sciame sismico ai Campi Flegrei</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2024 08:20:27 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/07/nuovo-sciame-sismico-ai-campi-flegrei/">Nuovo sciame sismico ai Campi Flegrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;area dei Campi Flegrei ha vissuto un nuovo sciame sismico, aggiungendosi ai recenti episodi. L&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha iniziato a registrare le scosse poco dopo la mezzanotte. Le più intense sono state di magnitudo 3.2 e 2.9. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Osservatorio Vesuviano ha individuato finora 35 scosse, con la più potente registrata alle 3:47 di magnitudo 3.2. L&#8217;epicentro era situato nella zona della Solfatara, a una profondità di circa due chilometri. Alle 5:53, un&#8217;altra scossa di magnitudo 2.9 ha avuto epicentro vicino alla Solfatara, a un chilometro di profondità. Questo sciame sismico, in seguito ai recenti movimenti tellurici nella regione, continua a tenere alta la vigilanza della popolazione locale e spinge gli esperti a monitorare attentamente l&#8217;attività sismica e vulcanica dell&#8217;area.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sciame sismico è stato percepito dalla popolazione nei comuni flegrei di Pozzuoli e Bacoli, così come nei quartieri occidentali di Napoli, tra cui Bagnoli e Fuorigrotta. Le scosse hanno provocato preoccupazione tra i residenti, dato che la zona è altamente sensibile per la sua attività sismica e vulcanica. Nonostante ciò, il Dipartimento della Protezione Civile non ha segnalato danni significativi, continuando a monitorare la situazione attentamente per garantire la sicurezza dei residenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/07/nuovo-sciame-sismico-ai-campi-flegrei/">Nuovo sciame sismico ai Campi Flegrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Campi Flegrei. Legambiente: &#8220;Agire diversamente rispetto al passato&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 17:39:35 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/10/31/campi-flegrei-legambiente-agire-diversamente-rispetto-al-passato/">Campi Flegrei. Legambiente: &#8220;Agire diversamente rispetto al passato&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;attuale emergenza deve essere affrontata in maniera differente dalle precedenti (1970-1972, 1983-1984) che hanno comportato varie criticità&#8221;. È quanto sostenuto da Legambiente Campania, ascoltata in audizione nella commissione Ambiente alla Camera in merito al rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell&#8217;area dei Campi Flegrei. Tra le criticità elencate, si evidenziano le &#8220;delocalizzazioni prima a Toiano e poi a Monteruscello&#8221; che &#8220;hanno avviato l&#8217;espansione senza soluzione di continuità di Napoli verso la zona flegrea: in questi 50 anni un quinto dell&#8217;incremento demografico della provincia di Napoli (circa 280mila abitanti) si è concentrato nell&#8217;area tra Pozzuoli e Quarto e aumenta se includiamo gli altri comuni della zona rossa e gialla, grazie soprattutto all&#8217;esponenziale crescita di Giugliano&#8221;. Ancora: &#8220;nei Campi Flegrei le scelte operate in questi 50 anni hanno di fatto favorito anche un altro grave fenomeno, l&#8217;abusivismo edilizio e delle lottizzazioni che, oltre alle evidenti implicazioni di carattere etico connesse all&#8217;illegalità, ha aumentato fortemente il carico insediativo dell&#8217;area e quindi aggravato il rischio. D&#8217;altra parte, l&#8217;edilizia abusiva risulta più vulnerabile (materiali di scarsa qualità, tecniche e modalità costruttive inidonee, ecc.), mentre le lottizzazioni abusive comportano seri problemi per le evacuazioni perché raramente rispettano parametri urbanistici atti a garantire l&#8217;adeguatezza delle reti infrastrutturali. Ciò è avvenuto in assenza di una pianificazione di area vasta (il Ptcp della provincia di Napoli, oggi Ptm) in mancanza di una pianificazione locale organica e coordinata, con grandi ed estesi episodi di abusivismo sia nell&#8217;edilizia che nelle lottizzazioni&#8221;. &#8220;Abbiamo evidenziato il nostro auspicio affinché si superi ad horas l&#8217;anomalo trattamento riservato ai tre complessi vulcanici presenti in Campania &#8211; così Anna Savarese del direttivo regionale di Legambiente &#8211; che, sebbene classificati pariteticamente come quiescenti, Vesuvio, Campi Flegrei e Isola d&#8217;Ischia, non hanno ricevuto le stesse attenzioni rispetto alla perimetrazione, al piano di emergenza e alla riduzione (legge) dell&#8217;incremento del carico insediativo. Come riteniamo fondante nella gestione del rischio vulcanico/sismico si approcci in chiave integrata e sinergica nell&#8217;individuazione di una combinazione di interventi/attività di carattere strutturale/materiale e non strutturale/immateriale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/10/31/campi-flegrei-legambiente-agire-diversamente-rispetto-al-passato/">Campi Flegrei. Legambiente: &#8220;Agire diversamente rispetto al passato&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Campi Flegrei. Vescovo Pozzuoli a cittadini: &#8220;La Chiesa vi è vicina&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/10/05/campi-flegrei-vescovo-pozzuoli-a-cittadini-la-chiesa-vi-e-vicina/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 18:37:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da qualche giorno, ormai, assistiamo all&#8217;intensificarsi di queste scosse legate al bradisismo, in un territorio come il nostro così ricco di storia, di cultura, di bellezza, ma che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/10/05/campi-flegrei-vescovo-pozzuoli-a-cittadini-la-chiesa-vi-e-vicina/">Campi Flegrei. Vescovo Pozzuoli a cittadini: &#8220;La Chiesa vi è vicina&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da qualche giorno, ormai, assistiamo all&#8217;intensificarsi di queste scosse legate al bradisismo, in un territorio come il nostro così ricco di storia, di cultura, di bellezza, ma che si rivela altrettanto fragile e causa di paura e insicurezza per coloro che lo vivono. Comprendo il vostro stato d&#8217;animo, la paura e l&#8217;insicurezza dell&#8217;oggi e del domani dei vostri figli: a tutti voi voglio esprimere la mia personale vicinanza e quella di tutta quanta la Chiesa di Pozzuoli con i suoi pastori&#8221;. Inizia così una lettera che il vescovo di Pozzuoli Carlo Villano ha voluto indirizzare ai cittadini del territorio flegreo. &#8220;Sentiamo di stare accanto a voi, condividendo le vostre stesse ansie e le vostre stesse preoccupazioni; cogliamo in questi eventi &#8211; il messaggio del vescovo &#8211; la possibilità di prenderci per mano, di sostenerci, di infondere coraggio reciproco; insieme possiamo farcela, insieme possiamo affrontare al meglio questo tempo che sta segnando in profondità le nostre vite, le nostre giornate&#8221;. La Chiesa puteolana &#8220;vive e cammina insieme con voi; con voi condividiamo ansie e difficoltà. I parroci, i sacerdoti della nostra Chiesa &#8211; si legge ancora nella lettera &#8211; sapranno accogliere il vostro grido di dolore e sostenervi nelle difficoltà quotidiane; tutti siamo chiamati ad essere testimoni di prossimità, tutti siamo chiamati ad essere esperti in umanità. Sentiamo, in questo tempo così fortemente caratterizzato dalla parola Sinodo, di dover dire che nessuno sarà lasciato da solo. Le porte delle nostre Chiese sono aperte per dire a tutti che la Chiesa è casa di tutti e per tutti: ciascuno si senta accolto, ascoltato ed accompagnato&#8221;. &#8220;Come credenti in Cristo sentiamo di poter chiedere al Signore di sostenerci in questo tempo della prova dove tutto sembra essere precario: nella speranza che queste scosse abbiano vita breve e possiamo tornare a vivere giorni più sereni nella nostra casa comune. A tutti &#8211; conclude il vescovo &#8211; assicuro la mia personale vicinanza con tutta la Chiesa di Pozzuoli&#8221;.</p>
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		<title>Vulcani. Identificata origine crescenti emissioni CO2 ai Campi Flegrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 15:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
		<category><![CDATA[EMISSIONI CO2]]></category>
		<category><![CDATA[eruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una percentuale compresa tra il 20% e il 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa nell&#8217;area dei Campi Flegrei proviene da sorgenti non-magmatiche e questo valore è in progressivo aumento dal&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/08/vulcani-identificata-origine-crescenti-emissioni-co2-ai-campi-flegrei/">Vulcani. Identificata origine crescenti emissioni CO2 ai Campi Flegrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una percentuale compresa tra il 20% e il 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa nell&#8217;area dei Campi Flegrei proviene da sorgenti non-magmatiche e questo valore è in progressivo aumento dal 2005, con tassi di crescita simili a quelli dell&#8217;incremento della temperatura del sistema idrotermale. Questi i risultati dello studio &#8216;Discriminating carbon dioxide sources during volcanic unrest: The case of Campi Flegrei caldera (Italy)&#8217;, pubblicato dalla rivista Geology e condotto da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). &#8220;La caldera dei Campi Flegrei &#8211; spiega Lucia Pappalardo, ricercatrice dell&#8217;Ingv &#8211; emette ogni giorno ingenti quantitativi di anidride carbonica (CO2). I flussi di questo gas sono principalmente concentrati nei pressi del cratere della Solfatara di Pozzuoli e sono progressivamente aumentati nel corso della recente crisi bradisismica, iniziata nel 2005, fino a raggiungere l&#8217;attuale livello di 3000-5000 tonnellate al giorno. Un valore che rende la caldera flegrea uno tra i principali emettitori al mondo di anidride carbonica di origine vulcanica&#8221;. L&#8217;anidride carbonica è la seconda specie volatile contenuta nel magma dopo l&#8217;acqua, e ciò ha fatto spesso rilevare un massiccio rilascio di CO2 nei periodi precedenti gli eventi eruttivi. Tuttavia, la sua origine non è esclusivamente riconducibile al magma, specie presso le caldere che ospitano estesi sistemi idrotermali come i Campi Flegrei. Pertanto, un&#8217;accurata indagine e quantificazione sull&#8217;origine dei flussi di CO2 nelle aree vulcaniche attive, oltre che all&#8217;elio e all&#8217;azoto, è fondamentale per ricostruire cosa stia accadendo nel sistema magmatico profondo e in quello idrotermale più superficiale. Lo è in particolare per i Campi Flegrei che, a seguito dell&#8217;ultima eruzione di Monte Nuovo avvenuta nel 1538, ha vissuto una fase di quiete interrotta dalle recenti crisi bradisismiche del 1950-52, del 1970-72 e del 1982-84, fino a quest&#8217;ultima cominciata nel 2005.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una percentuale compresa tra il 20% e il 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa nell&#8217;area dei Campi Flegrei proviene da sorgenti non-magmatiche e questo valore è in progressivo aumento dal 2005, con tassi di crescita simili a quelli dell&#8217;incremento della temperatura del sistema idrotermale.<br>Questi i risultati dello studio &#8216;Discriminating carbon dioxide sources during volcanic unrest: The case of Campi Flegrei caldera (Italy)&#8217;, pubblicato dalla rivista Geology e condotto da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).<br>&#8220;La caldera dei Campi Flegrei &#8211; spiega Lucia Pappalardo, ricercatrice dell&#8217;Ingv &#8211; emette ogni giorno ingenti quantitativi di anidride carbonica (CO2). I flussi di questo gas sono principalmente concentrati nei pressi del cratere della Solfatara di Pozzuoli e sono progressivamente aumentati nel corso della recente crisi bradisismica, iniziata nel 2005, fino a raggiungere l&#8217;attuale livello di 3000-5000 tonnellate al giorno. Un valore che rende la caldera flegrea uno tra i principali emettitori al mondo di anidride carbonica di origine vulcanica&#8221;. L&#8217;anidride carbonica è la seconda specie volatile contenuta nel magma dopo l&#8217;acqua, e ciò ha fatto spesso rilevare un massiccio rilascio di CO2 nei periodi precedenti gli eventi eruttivi. Tuttavia, la sua origine non è esclusivamente riconducibile al magma, specie presso le caldere che ospitano estesi sistemi idrotermali come i Campi Flegrei. Pertanto, un&#8217;accurata indagine e quantificazione sull&#8217;origine dei flussi di CO2 nelle aree vulcaniche attive, oltre che all&#8217;elio e all&#8217;azoto, è fondamentale per ricostruire cosa stia accadendo nel sistema magmatico profondo e in quello idrotermale più superficiale. Lo è in particolare per i Campi Flegrei che, a seguito dell&#8217;ultima eruzione di Monte Nuovo avvenuta nel 1538, ha vissuto una fase di quiete interrotta dalle recenti crisi bradisismiche del 1950-52, del 1970-72 e del 1982-84, fino a quest&#8217;ultima cominciata nel 2005.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il recente studio &#8211; prosegue Gianmarco Buono, ricercatore dell&#8217;Ingv &#8211; ha consentito di stimare che fino al 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa abbia origine dalla dissoluzione della calcite idrotermale presente nelle rocce del sottosuolo flegreo, mentre la restante parte deriva da sorgenti magmatiche profonde&#8221;.<br>Confrontando i dati fumarolici con quelli ottenuti con simulazioni di degassamento magmatico, è stato possibile stimare che una quota compresa tra il 20% e il 40% della CO2 emessa in quest&#8217;area sia rilasciata da sorgenti non-magmatiche. Il valore dell&#8217;anidride carbonica emessa da queste sorgenti non-magmatiche dai Campi Flegrei &#8220;sta progressivamente aumentando dal 2005 con tassi di crescita &#8211; prosegue Giovanni Chiodini, ricercatore dell&#8217;Ingv &#8211; sorprendentemente simili a quelli dell&#8217;incremento di temperatura del sistema idrotermale. L&#8217;origine di questa fonte supplementare di CO2 è da ricercare nelle importanti perturbazioni fisiche e chimiche che sta subendo il sistema idrotermale flegreo, manifestate dal crescente numero di terremoti superficiali e innalzamento del suolo&#8221;. &#8220;In dettaglio, a guidare questo processo è &#8211; ancora Chiodini &#8211; la conversione della calcite, precedentemente rilevata in abbondante quantità nel sottosuolo flegreo, in anidride carbonica a seguito della circolazione di fluidi caldi e acidi nelle rocce che ospitano il sistema idrotermale&#8221;.<br>Lo studio, conclude Buono, &#8220;è parte del progetto strategico dell&#8217;Ingv LOVE-CF (Linking surface Observables to sub-Volcanic plumbing-system: a multidisciplinary approach for Eruption forecasting at Campi Flegrei caldera &#8211; Italy) e offre un approccio utile anche per altri sistemi vulcanici. La ricerca proseguirà con la quantificazione dei flussi di anidride carbonica emessi in ambiente sottomarino, finora rimasti inesplorati&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/08/vulcani-identificata-origine-crescenti-emissioni-co2-ai-campi-flegrei/">Vulcani. Identificata origine crescenti emissioni CO2 ai Campi Flegrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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