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	<title>canzone Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Giornata Mondiale sulla sindrome di Down: Sting canta &#8220;The hiring chain&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 16:24:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, domenica 21 marzo 2021, CoorDown &#8211; Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down &#8211; lancia la campagna&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/03/15/giornata-mondiale-sulla-sindrome-di-down-sting-canta-the-hiring-chain/">Giornata Mondiale sulla sindrome di Down: Sting canta &#8220;The hiring chain&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, domenica 21 marzo 2021, CoorDown &#8211; Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down &#8211; lancia la campagna di sensibilizzazione internazionale &#8216;The hiring chain&#8217;, per affermare che assumere una persona con sindrome di Down cambia la vita non solo al diretto interessato, ma puo&#8217; innescare un circolo virtuoso di nuove opportunita&#8217; per tutti. Sting, il pluripremiato artista inglese, interpreta la canzone originale &#8216;The Hiring Chain&#8217;, su cui e&#8217; incentrato il video della campagna. Il testo incalzante e gioioso prende vita sullo schermo e testimonia la catena &#8220;virtuosa&#8221; dell&#8217;inclusione lavorativa. Nella prima scena, una ragazza di nome Simone e&#8217; al lavoro dal fornaio e mostra ai clienti le sue capacita&#8217;. Uno di questi clienti e&#8217; un&#8217;avvocatessa che rimane colpita e decide a sua volta di assumere un ragazzo e di dargli un&#8217;occasione. Da qui si crea una reazione a catena: le ragazze e i ragazzi protagonisti del video e della canzone mostrano che quanto piu&#8217; le persone con sindrome di Down vengono viste al lavoro, tanto piu&#8217; sono riconosciute come dipendenti di valore. La sfida alle basse aspettative e ai pregiudizi permettono cosi&#8217; di creare opportunita&#8217; di nuove assunzioni. Nella Giornata mondiale sulla sindrome di Down 2021, CoorDown raccoglie la sfida della pandemia e della crisi sociale per affermare che l&#8217;inclusione lavorativa non e&#8217; solo un diritto da garantire oggi piu&#8217; che mai per ogni persona, ma porta benefici nel contesto lavorativo e nella societa&#8217; tutta. Aziende e datori di lavoro sono invitati a visitare il sito www.hiringchain.org (creata da Adoratorio), dove e&#8217; possibile mettersi in contatto con associazioni in Italia e in diversi paesi del mondo che garantiscono informazioni e il supporto necessario per sostenere gli inserimenti lavorativi delle persone con sindrome di Down nelle loro aziende o attivita&#8217;.</p>
<p>Nel sito ci sono inoltre approfondimenti sul tema del lavoro e una sezione di Q/A (domande e risposte) per rispondere alle prime domande che aziende e datori di lavoro si pongono in merito all&#8217;inserimento lavorativo di una persona con disabilita&#8217; intellettiva. Perche&#8217; il lavoro e&#8217; importante. Essere indipendenti, contribuire alla societa&#8217;, avere un proprio reddito, apprendere nuove competenze, conoscere nuove persone e sentirsi apprezzati. Le persone con sindrome di Down vogliono lavorare per le stesse ragioni di chiunque altro. Ma la maggior parte delle persone con sindrome di Down deve affrontare barriere e pregiudizi, mancanza di opportunita&#8217;, basse aspettative e stereotipi. A sfatare i pregiudizi sulle loro potenzialita&#8217; e i benefici dell&#8217;inclusione lavorativa sono le storie e le esperienze di aziende, datori di lavoro e giovani e adulti impiegati. Ogni persona con la sindrome di Down ha la capacita&#8217; di lavorare secondo le sue possibilita&#8217;. L&#8217;obiettivo e&#8217; trovare un ruolo che si adatti ad ogni individuo, in modo da poter svolgere il proprio lavoro con successo. Quando viene data la giusta opportunita&#8217;, le persone con sindrome Down possono raggiungere grandi risultati e avere un impatto positivo sui colleghi, sulla soddisfazione del cliente, sulla cultura e sulla motivazione di tutta l&#8217;azienda. La diversita&#8217; rafforza tutti i luoghi di lavoro. Un circuito virtuoso che fa crescere l&#8217;intera societa&#8217;. La campagna &#8220;The Hiring Chain&#8221; &#8211; disponibile sul canale YouTube di CoorDown e&#8217; nata dalla collaborazione con l&#8217;agenzia SMALL di New York e il prezioso supporto di Indiana Production. Il brano originale, interpretato da Sting, e&#8217; stato composto da Stabbiolo Music. Anche quest&#8217;anno la campagna internazionale e&#8217; stata realizzata con il contributo di Down Syndrome Australia e Down&#8217;s Syndrome Association (UK) e patrocinata da DSi &#8211; Down Syndrome International. La campagna ha, inoltre, ricevuto il Patrocinio di Fondazione Cariplo, che negli ultimi anni ha sostenuto oltre 350 progetti per circa 40 milioni di euro, realizzando opportunita&#8217; lavorative per oltre 2500 persone, e sara&#8217; supportata da LinkedIn il cui ufficio Italiano ha collaborato con CoorDown negli ultimi 12 mesi per il successo dell&#8217;iniziativa.</p>
<p>Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown Onlus dichiara: &#8220;Con la campagna &#8216;The Hiring Chain&#8217; vogliamo invitare tutti &#8211; aziende, cittadini, istituzioni &#8211; a dare maggiori opportunita&#8217; di lavoro e a conoscere da vicino i benefici dell&#8217;inclusione. Il lavoro, per le persone con sindrome di Down, e&#8217; importante come lo e&#8217; per ognuno di noi. Si tratta di assicurare un diritto fondamentale che e&#8217; anche un bisogno umano, identico per ogni individuo. Il lavoro e&#8217; una base importante per la crescita, del diventare adulti, per la realizzazione della propria vita, per vivere in autonomia e avere le opportunita&#8217; che tutte le persone che lavorano hanno. Cosi&#8217; come e&#8217; importante studiare cosi&#8217; lo e&#8217; il passaggio nel mondo del lavoro, perche&#8217; permette di riconoscere il valore delle persone e di avere nuove relazioni sociali, la base economica che da&#8217; il lavoro aiuta la costruzione dell&#8217;indipendenza e delle relazioni affettive. Assicurare pari diritti e dignita&#8217; nel lavoro a tutte le persone con sindrome di Down vuol dire dare la possibilita&#8217; di costruire il futuro&#8221;. Luca Lorenzini e Luca Pannese, Executive Creative Directors, SMALL New York, hanno spiegato: &#8220;Collaboriamo con CoorDown dal 2012 e ogni volta gli insight che l&#8217;associazione ci offre sono cosi&#8217; profondi e fertili che le campagne praticamente si scrivono da sole. Quest&#8217;anno, grazie ad Indiana, siamo riusciti a collaborare con un regista di fama internazionale come Rich Lee. E, come se non bastasse, Sting ha interpretato la canzone che accompagna il film. Siamo cresciuti ascoltando Sting e i Police e vi lasciamo immaginare l&#8217;emozione che abbiamo provato quando, per la prima volta, abbiamo sentito la sua voce eseguire il pezzo che abbiamo scritto per CoorDown. Speriamo davvero che il suo contributo possa rendere la campagna piu&#8217; visibile e possa aiutare a dare sempre maggiori opportunita&#8217; lavorative alle persone con sindrome di Down&#8221;.</p>
<p>La Giornata Mondiale sulla sindrome di Down (WDSD &#8211; World Down Syndrome Day in inglese) e&#8217; un appuntamento internazionale &#8211; voluto da Down Syndrome International e sancito ufficialmente anche da una risoluzione dell&#8217;ONU &#8211; nato per diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza sulla sindrome di Down, per creare una nuova cultura della diversita&#8217; e per promuovere il rispetto e l&#8217;inclusione nella societa&#8217; di tutte le persone con sindrome di Down. Il Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down nasce nel 1987 con lo scopo di promuovere azioni di comunicazione condivise tra le diverse organizzazioni italiane impegnate nella tutela e nella promozione dei diritti delle persone con sindrome di Down ed e&#8217; oggi l&#8217;organismo ufficiale di confronto con tutte le Istituzioni. Ogni seconda domenica di ottobre, CoorDown promuove la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down e, il 21 marzo di ogni anno, il World Down Syndrome Day, anche attraverso la produzione di campagne internazionali di comunicazione che in questi anni hanno collezionato un totale di ben 20 leoni, di cui 9 d&#8217;oro, al Festival Internazionale della Creativita&#8217; di Cannes.</p>
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		<title>Musica. Il calcio, la malattia, l&#8217;addio: 39 anni fa moriva Bob Marley</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 17:55:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La passione per il calcio, una ferita al piede e un melanoma scoperto troppo tardi. Cosi&#8217; il reggae ha perso il suo re, il suo profeta, esattamente 39&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/11/musica-il-calcio-la-malattia-laddio-39-anni-fa-moriva-bob-marley/">Musica. Il calcio, la malattia, l&#8217;addio: 39 anni fa moriva Bob Marley</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La passione per il calcio, una ferita al piede e un melanoma scoperto troppo tardi. Cosi&#8217; il reggae ha perso il suo re, il suo profeta, esattamente 39 anni fa. È l&#8217;11 maggio del 1981 quando arriva la notizia che sconvolge uno stato intero, la Giamaica: Robert Nesta &#8216;Bob&#8217; Marley e&#8217; morto. Luglio 1977. Bob Marley era un grandissimo appassionato di calcio, sport che praticava a livello amatoriale, appena ne aveva la possibilita&#8217;. Un giorno, dopo l&#8217;ennesima partita giocata, il re del reggae nota una ferita all&#8217;alluce destro: il primo pensiero e&#8217; per il calcio, la ferita sara&#8217; arrivata durante la partita. Dopo un&#8217;altra sfida, l&#8217;unghia addirittura si stacca. Solo a quel punto viene fatta la diagnosi corretta: melanoma maligno in crescita sotto l&#8217;unghia dell&#8217;alluce. Da alcuni medici gli viene consigliato di amputare l&#8217;alluce, da altri solo il letto dell&#8217;unghia; Bob sceglie la seconda opzione ma il melanoma non viene curato del tutto e progredisce fino al cervello. Nonostante i problemi di salute, nel 1978, Marley organizza il famoso concerto politico in Giamaica, il &#8216;One Love Peace Concert&#8217;, in cui i due leader rivali del posto, Michael Manley ed Edward Seaga si incontrano sul palco e si strinsero la mano. Nel 1980 il disco Uprising segna la fine della produzione di Bob Marley: contiene singoli come Redemption Song e Forever Loving Jah.Il cancro, nel frattempo, e&#8217; ormai diffuso nel suo corpo. Riesce comunque a concludere il tour estivo in Europa, con risultati positivi, sbarca anche a Milano dove canta davanti a 100.000 persone, il 27 giugno 1980. Torna quindi negli Usa per cercare di portare a termine il tour. Ma ha un collasso a Central Park. Dopo le ultime date del tour, vola a Monaco, in Germania, per un consulto medico: il suo cancro si era sviluppato molto e non si poteva piu&#8217; trattare. I dreadlock di Marley erano troppo pesanti e i capelli erano sempre piu&#8217; indeboliti a causa del cancro, decide allora di tagliarseli leggendo dei passi della Bibbia, una decisione molto sofferta: avere i dreadlock significava essere Rasta, erano la sua vita. Bob Marley muore la mattina dell&#8217;11 maggio 1981: per lui funerali di stato in Giamaica. Un paese intero si ferma per omaggiare il re del reggae. La sua attivita&#8217; era iniziata nel 1961 con il primo singolo Judge Not. Nel 1964 il primo passo verso il successo: Bob fonda i The Wailers, la band che lo seguira&#8217; nei suoi successi. Il primo album dei Wailers, Catch a Fire viene pubblicato su scala mondiale nel 1973, riscuotendo successo. Negli anni successivi arrivarono successi come &#8216;Get Up, Stand Up&#8217;, &#8216;I Shot the Sheriff&#8217;. E poi ancora Exodus, Kaya, No Woman No Cry, Sun is Shining. E poi ancora album come Rastaman Vibration e soprattutto come Uprising.</p>
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		<title>Musica. Da 40 anni e&#8217; &#8220;Colpa d&#8217;Alfredo&#8221;, terzo album di Vasco</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 17:41:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quarant&#8217;anni per Vasco Rossi e&#8217; &#8216;Colpa d&#8217;Alfredo&#8217;. È il 3 aprile del 1980 quando il rocker di Zocca pubblica l&#8217;album che e&#8217; considerato il suo primo rock.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/03/musica-da-40-anni-e-colpa-dalfredo-terzo-album-di-vasco/">Musica. Da 40 anni e&#8217; &#8220;Colpa d&#8217;Alfredo&#8221;, terzo album di Vasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quarant&#8217;anni per Vasco Rossi e&#8217; &#8216;Colpa d&#8217;Alfredo&#8217;. È il 3 aprile del 1980 quando il rocker di Zocca pubblica l&#8217;album che e&#8217; considerato il suo primo rock. Terzo in studio, arriva in un periodo monopolizzato dagli album rock in lingua inglese e dopo i primi due tra accenni di rock e sostanzialmente di musica leggera. Vasco pubblica &#8216;Colpa d&#8217;Alfredo&#8217; dopo essersi regalato un esordio &#8216;con il botto&#8217;, con &#8216;&#8230;Ma cosa vuoi che sia una canzone&#8230;&#8217; e con un secondo album altrettanto fragroso come &#8216;Non siamo mica gli americani!&#8217;. Quello di Albachiara, per intendersi. In oltre 40 anni di carriera Vasco Rossi ha fatto della sperimentazione artistica uno dei suoi tanti punti di forza. Per questo, la scelta di dimostrare che era possibile fare un disco rock in lingua italiana. L&#8217;album non ebbe vita facile a causa della censura, delle emittenti pubbliche, sia televisive che radiofoniche, per i testi, considerati troppo duri, e per l&#8217;approccio considerato &#8220;politicamente scorretto&#8221; di ogni singola canzone del disco, &#8220;Colpa D&#8217;Alfredo&#8221; non ebbe certo vita facile.</p>
<p>Il singolo omonimo ebbe a che fare con la censura perche&#8217; conteneva la frase &#8220;e&#8217; andata a casa con il negro la troia&#8221;. Per la promozione venne scelto venne proposto &#8216;Non l&#8217;hai mica capito/Asilo &#8220;Republic&#8217;. Erano una canzone di &#8220;rottura&#8221; come ha raccontato una volta lo stesso &#8216;Blasco&#8217;, in un incontro con i fan, a proposito del del singolo incriminato. &#8220;Colpa d&#8217;Alfredo era particolarmente dura e cruda. Aveva un linguaggio che si una normalmente, portato nella canzone. Fino a quel periodo non si dicevano certe cose&#8221;. E pure la musica della canzone &#8220;nasce dal modo di parlare. Era la versione de &#8216;La febbre del sabato sera&#8217; in romagnolo. Piu&#8217; ruspante&#8221;. Per quanto riguarda le tracce, Non l&#8217;hai mica capito/Asilo Republic aprono e chiudono l&#8217;album, con la seconda decisamente piu&#8217; rock della prima. E poi Susanna, l&#8217;intensa Anima fragile, Alibi, che ha lo stesso incipit di &#8216;Fegato, fegato spappolato&#8217; e racconta un irriverente frammento di vita paesana. A queste vanno aggiunte Sensazioni forti e Tropico del Cancro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/03/musica-da-40-anni-e-colpa-dalfredo-terzo-album-di-vasco/">Musica. Da 40 anni e&#8217; &#8220;Colpa d&#8217;Alfredo&#8221;, terzo album di Vasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus: il coro sudafricano spopola sul web, e piace all&#8217;Oms</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/03/16/coronavirus-il-coro-sudafricano-spopola-sul-web-e-piace-alloms/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 15:59:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Lavati le mani/ non ti toccare il viso/ non andare dal dottore/ chiama!/ niente panico/ non diffondere voci infondate/ batteremo il corona!&#8221;. Per sensibilizzare al contrasto del coronavirus,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/16/coronavirus-il-coro-sudafricano-spopola-sul-web-e-piace-alloms/">Coronavirus: il coro sudafricano spopola sul web, e piace all&#8217;Oms</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lavati le mani/ non ti toccare il viso/ non andare dal dottore/ chiama!/ niente panico/ non diffondere voci infondate/ batteremo il corona!&#8221;. Per sensibilizzare al contrasto del coronavirus, un gruppo di giovani coristi del Sudafrica, che si fa chiamare Ndovu Youth Chair, ha proposto questi versi, con canzone e coreografia coordinata. Un video della performance si e&#8217; guadagnato l&#8217;apprezzamento perfino del direttore generale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanita&#8217; (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, che lo ha condiviso sui suoi profili social definendolo &#8220;un modo meraviglioso per diffondere le indicazioni sanitarie&#8221;. Il testo del brano e&#8217; in lingua zulu, la piu&#8217; parlata in Sudafrica, ma il video e&#8217; fornito di sottotitoli in inglese.<br />
A oggi nel Paese dell&#8217;Africa australe sono stati confermati 61 casi di Covid-19, la sindrome respiratoria acuta provocata dal nuovo ceppo di coronavirus. Secondo i dati dell&#8217;Oms, sono circa 165mila le persone contagiate dal morbo, in 146 Paesi.</p>
<p><iframe title="Ndlovu Youth Choir - We&#039;ve Got This - Fight against Coronavirus/COVID-19" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/GN94pZqP1Rc?start=21&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/16/coronavirus-il-coro-sudafricano-spopola-sul-web-e-piace-alloms/">Coronavirus: il coro sudafricano spopola sul web, e piace all&#8217;Oms</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Musica: Simona Molinari apre a Napoli e conclude all&#8217;Aquila tour Sbalzi d&#8217;amore</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/17/musica-simona-molinari-apre-a-napoli-e-conclude-allaquila-tour-sbalzi-damore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 21:58:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono felicissima, ho scelto di iniziare questo percorso da Napoli, la mia citta&#8217; d&#8217;origine, per poi concludere a dicembre a L&#8217;Aquila, la mia citta&#8217; di adozione. In questo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono felicissima, ho scelto di iniziare questo percorso da Napoli, la mia citta&#8217; d&#8217;origine, per poi concludere a dicembre a L&#8217;Aquila, la mia citta&#8217; di adozione. In questo primo concerto cantero&#8217; alcuni brani del nuovo album e festeggero&#8217; insieme ai fan i miei primi 10 anni di carriera. Ma non saro&#8217; sola, con me infatti ci saranno anche Raphael Gualazzi, Serena Brancale e Fabrizio Bosso, che mi accompagneranno in questo giorno cosi&#8217; speciale&#8221;. La tappa napoletana di Simona Molinari, in programma mercoledi&#8217; 22 al teatro Agusteo, sara&#8217; l&#8217;apertura ufficiale del tour Sbalzi d&#8217;amore.</p>
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		<title>Guantanamera, per la libertà e la giustizia sociale una canzone</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/06/12/guantanamera-per-la-liberta-e-la-giustizia-sociale-una-canzone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 14:47:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Guantanamera è una canzone popolare cubana, forse la più famosa. Il significato della parola Guantanamera è donna di Guantanamo, città alla punta sud-est dell’isola di Cuba. Il ritornello&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/06/12/guantanamera-per-la-liberta-e-la-giustizia-sociale-una-canzone/">Guantanamera, per la libertà e la giustizia sociale una canzone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p lang="cs-CZ"><span lang="cs-CZ">Guantanamera </span><span lang="it-IT">è una canzone popolare cubana, forse la più famosa. Il significato della parola Guantanamera è donna di Guantanamo, città alla punta sud-est dell’isola di Cuba. Il ritornello – </span><span lang="cs-CZ">Guantanamera, guajira guantanamera </span><span lang="it-IT">– può essere tradotto con “contadina di Guantanamo”.</span></p>
<p><span lang="it-IT">La parola Guantanamo purtroppo noi la conosciamo per altri motivi che non sono legati alla canzone. Nel 1898 gli Stati Uniti entraroro in guerra contro la Spagna e occuparono Cuba che era una colonia spagnola. Si formò un governo indipendente cubano (in realtà un protettorato degli Stati Uniti) e nel 1903 un territorio di circa 120 chilometri quadrati nella baia di Guantanamo fu concesso con un </span>contratto di locazione perpetua con completa giurisdizione e controllo in favore del governo statunitense. <span lang="it-IT">Oggi Guantanamo è tristemente famosa per la presenza della base navale americana ma soprattutto per la prigione ritenuta da molte organizzazioni per i diritti umani un vero campo di concentramento. In seguito al rapporto di Amnesty International il presidente Obama nel 2010 si prese l’impegno di chiudere Guantanamo, cosa che non si è realizzata.</span></p>
<p lang="cs-CZ">La melodia risale agli anni 30 ma secondo alcuni studiosi ha origini più antiche. Del testo invece ci sono numerose versioni e la più conosciuta è quella cantata da Pete Seeger, che negli anni 60, nel periodo della rivoluzione di Castro e Che Guevara, ha reso famosa la canzone in tutto il mondo. La prima strofa è tratta dalla raccolta “Versos sencillos” del poeta cubano José Martí pubblicati nel 1891 durante gli anni della guerra di indipendenza di Cuba dall’occupazione spagnola. Anche per questo è considerata una canzone patriottica, un inno alla indipendenza, all’amore, alla libertà e alla giustizia sociale.</p>
<p>Una semplice canzone che per molti di noi è uno spensierato canto d’amore tipico della cultura latino americana ha invece una lunga storia carica di significati e riferimenti.<br />
Un uomo semplice prima di morire vuole esprimere quello che per lui è più importante: una sofferenza profonda per la schiavitù degli uomini. Ma non serba rancore… coltiva la rosa bianca tutto l’anno, sia per l’amico che per l’impostore.</p>
<p>Una versione molto bella di Guantanamera è quella della fondazione Playing for Change: <iframe src="https://www.youtube.com/embed/blUSVALW_Z4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p lang="cs-CZ">Sono un uomo sincero<br />
Di dove cresce la palma<br />
E prima di morire voglio<br />
Far uscire i versi dalla mia anima.</p>
<p lang="cs-CZ">Il mio verso è di un verde chiaro<br />
E di un color rosso acceso,<br />
Il mio verso è un cervo ferito,<br />
Che sul monte cerca riparo.</p>
<p lang="cs-CZ">Coltivo la rosa bianca<br />
In giugno come in gennaio<br />
Per l’amico sincero<br />
Che mi dà la sua mano franca.</p>
<p lang="cs-CZ">E per il crudele che mi strappa<br />
Il cuore con cui vivo<br />
Non coltivo né cardi né ortiche:<br />
Coltivo la rosa bianca.</p>
<p lang="cs-CZ">Io conosco un dispiacere profondo<br />
Tra le pene senza nome:<br />
La schiavitù degli uomini<br />
È la grande pena del mondo.</p>
<p lang="cs-CZ">Con i poveri della terra<br />
Voglio dividere la mia sorte,<br />
Il ruscello della montagna<br />
Mi piace più del mare.</p>
<p lang="cs-CZ" style="text-align: right;">Gerardo Femina.Pressenza</p>
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		<title>Festival Sanremo:  video più cliccato è quello di Fiorella Mannoia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/02/09/festival-sanremo-video-piu-cliccato-e-quello-di-fiorella-mannoia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 19:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Sanremo 2017]]></category>
		<category><![CDATA['Che sia benedetta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La canzone del Festival di Sanremo  più apprezzata sia dal pubblico che dalla critica è quella di Fiorella Mannoia, che sul palco dell&#8217;Ariston quest&#8217;anno ha portato la canzone&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/09/festival-sanremo-video-piu-cliccato-e-quello-di-fiorella-mannoia/">Festival Sanremo:  video più cliccato è quello di Fiorella Mannoia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La canzone del Festival di Sanremo  più apprezzata sia dal pubblico che dalla critica è quella di<strong> Fiorella Mannoia</strong>, che sul palco dell&#8217;Ariston quest&#8217;anno ha portato la canzone<strong> &#8216;Che sia benedetta&#8217;</strong>.  Il video della Mannoia  è tra i più cliccati di Sanremo 2017. Il dato è emerso nel corso della puntata di &#8216;La Vita in Diretta&#8217;, condotto da Cristina Parodi e Marco Liorni.</p>
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		<title>Festival Sanremo, il giallo Tenco 50 anni dopo.  Il criminologo Ragone: “ Dietro l&#8217;omicidio, ambigui interessi privati”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2017 18:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Sanremo 2017]]></category>
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		<category><![CDATA[armamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Pasquale Ragone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati 50 anni dallo strano suicidio di Luigi Tenco: strano perché i lati oscuri su quella storia che sconvolse il Festival di Sanremo del 1967, sono ancora&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/03/festival-sanremo-il-giallo-tenco-50-anni-dopo-il-criminologo-ragone-dietro-lomicidio-ambigui-interessi-privati/">Festival Sanremo, il giallo Tenco 50 anni dopo.  Il criminologo Ragone: “ Dietro l&#8217;omicidio, ambigui interessi privati”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati 50 anni dallo strano suicidio di Luigi Tenco: strano perché i lati oscuri su quella storia che sconvolse il Festival di Sanremo del 1967, sono ancora molti. Come sono ancora molti coloro che non credono all&#8217;ipotesi suicidio e seguono la pista dell&#8217;omicidio. Tra questi, il criminologo Pasquale Ragone che recentemente ha provato a far riaprire il caso portando nuovi elementi. Ma i magistrati hanno detto ancora una volta “no”.</p>
<p><b>Intervenuto a “La Storia Oscura” su Radio Cusano Campus, Pasquale Ragone ha reso noto il lavoro investigativo svolto sulla vita di Tenco. Rivelazioni importanti: “</b>Documenti alla mano -spiega Ragone- abbiamo scoperto che Tenco espatriò senza avere i dovuti permessi durante il suo servizio di leva e dalla nostra indagine risulta che ciò sarebbe stato possibile solo grazie a buoni contatti ottenuti nell’ambiente militare, pur essendo Tenco un fervente antimilitarista. Ecco perché portiamo alla luce la breve storia d’amore di Tenco con la nipote di un noto Generale dell’aeronautica dell’epoca, che due anni dopo la morte del cantautore finirà in uno dei più grossi scandali di tangenti in Italia nell’ambito delle commesse militari. Abbiamo cercato inoltre negli ambienti discografici dell’epoca notando che alcune società (<i>corporations</i>) che facevano la voce grossa nel mercato della discografia, avevano anche legami strettissimi con il settore degli armamenti e delle commesse militari. Non sono ipotesi ma fatti<span class="apple-converted-space"> </span>che<span class="apple-converted-space"> </span>insieme al collega Nicola Guarneri abbiamo riportato nel nostro nuovo libro sul giallo Tenco “Le ombre del silenzio”. In pochi sanno che la Rca (Radio Corporation of America), potente casa discografica di Tenco che aveva illuso quest’ultimo della vittoria a Sanremo, vedeva un pezzo importante dei propri guadagni nel settore aerospaziale e della difesa americana sin dal 1962. Ancor meno si sa che il Gruppo che gestiva Europe n°1 (di cui Lucien Morisse era presidente, l’uomo che piombò all’improvviso a Sanremo e che nessuno vide nell’ora in cui morì Tenco) aveva acquistato la società “Breguet”, una delle aziende che si occupano della costruzione di aerei francesi, e la Matra (che produceva missili).<span class="apple-converted-space"> </span>Chi entrerà poi nell&#8217;inchiesta<span class="apple-converted-space"> </span>sull&#8217;affaire Breguet<span class="apple-converted-space"> </span>condotta negli anni Settanta dal giudice Ilario Martella<span class="apple-converted-space"> </span>su un giro di bustarelle?<span class="apple-converted-space"> </span>Proprio quel Generale che fu zio della ragazza con cui Tenco ebbe una breve storia. Strane casualità.<span class="apple-converted-space"> </span>Non a caso -conclude Ragone a Radio Cusano Campus-<span class="apple-converted-space"> </span>agli inizi di novembre<span class="apple-converted-space"> </span>1966<span class="apple-converted-space"> </span>Tenco comincia a ricevere strane minacce che lo inducono a<span class="apple-converted-space"> </span>comprare una pistola (la famosa Walther Ppk 7.65) che tiene in auto.<span class="apple-converted-space"> </span>Ma il colpo che lo uccise<span class="apple-converted-space"> </span>partì<span class="apple-converted-space"> </span>da un&#8217;altra<span class="apple-converted-space"> </span>pistola.<span class="apple-converted-space"> </span>Su questo ci sono fatti e testimonianze agli atti”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/03/festival-sanremo-il-giallo-tenco-50-anni-dopo-il-criminologo-ragone-dietro-lomicidio-ambigui-interessi-privati/">Festival Sanremo, il giallo Tenco 50 anni dopo.  Il criminologo Ragone: “ Dietro l&#8217;omicidio, ambigui interessi privati”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Preghiera delle madri: la pace cantata dalle donne/Video</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/12/19/preghiera-delle-madri-la-pace-cantata-dalle-donne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 17:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Prayer of the Mothers” (Preghiera delle madri) è una canzone della cantautrice Yael Deckelbaum. E’ stata composta insieme alle donne del movimento “Women Wage Peace”, che punta a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/12/19/preghiera-delle-madri-la-pace-cantata-dalle-donne/">Preghiera delle madri: la pace cantata dalle donne/Video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Prayer of the Mothers” (<strong>Preghiera delle madri</strong>) è una canzone della cantautric<strong>e Yael Deckelbaum.</strong> E’ stata composta insieme alle donne del movimento “<strong>Women Wage Peace</strong>”, che<strong> punta a una soluzione pacifica e nonviolenta del conflitto tra Israele e Palestina.</strong></p>
<p>Dalla sua creazione, nell’estate 2014 durante l’escalation del conflitto a <strong>Gaza</strong>, in cui sono morte oltre 2.200 persone, questo movimento ha unito donne di tutte le nazioni e le religioni per avviare un dialogo che ponesse fine alla guerra e alla violenza e per risvegliare un nuovo spirito di speranza e cambiamento. Questo si può creare solo accettando il potere delle donne, il potere di prendersi cura, proteggere e nutrire.</p>
<p>Sono state loro a lanciare la “March of Hope” (Marcia della speranza) con un’ampia coalizione di organizzazioni femminili: migliaia di donne israeliane e palestinesi hanno marciato insieme per due settimane attraversando Israele fino a Gerusalemme, per esigere una soluzione nonviolenta del conflitto accettabile dalle due parti. La marcia si è conclusa il 19 ottobre con una preghiera comune per la pace di ebrei e musulmani realizzata da 4.000 donne a Qasr el Yahud, sulla riva settentrionale del Mar Morto e con un appello all’azione per porre fine al conflitto lanciato da 15.000 manifestanti davanti alla residenza del Primo Ministro Netanyahu a Gerusalemme.</p>
<p>Oltre a Yael Deckelbaum, hanno partecipato alla canzone artiste come Lubna Salame, Anat Malamud, Maysa Daw, Daniel Rubin, Miriam Toukan e il Rana Choir. Il video mostra immagini emozionanti della Marcia della speranza, oltre a un messaggio di Leymah Gbowee, vincitrice del Premio Nobel per la Pace per il contributo dato nel 2003 alla conclusione della guerra civile nel suo paese, la Liberia. Gbowee esprime la sua benedizione per una soluzione pacifica e incoraggia tutti a continuare a lottare per la pace: “La pace è possibile quando donne dotate di fede e integrità difendono il futuro dei loro figli”.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/YyFM-pWdqrY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: right;"> Evelyn Rottengatter-Pressenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/12/19/preghiera-delle-madri-la-pace-cantata-dalle-donne/">Preghiera delle madri: la pace cantata dalle donne/Video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanremo 2016: Premio per poeti della canzone riservato ai detenuti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/02/12/90092/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 17:23:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Sanremo 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Giuseppe Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo 2016]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si intitola “P.s. Post Scriptum” e l’ha composta Giuseppe Catalano, detenuto presso il carcere milanese di Opera: è il testo vincitore dell’ultima edizione di “Parole liberate: oltre il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/12/90092/">Sanremo 2016: Premio per poeti della canzone riservato ai detenuti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si intitola <strong>“P.s. Post Scriptum”</strong> e l’ha composta Giuseppe Catalano, detenuto presso il carcere milanese di Opera: è il testo vincitore dell’ultima edizione di “<strong>Parole liberate: oltre il muro del carcere</strong>”, il Premio per poeti della canzone riservato alle persone detenute nelle carceri italiane, che sarà ospite della serata conclusiva del<strong> 66° Festival di Sanremo</strong>.</p>
<p>In questo modo, Carlo Conti e gli autori del Festival promuoveranno l’idea dell’<strong>Associazione di Promozione Sociale Parole Liberate: chiedere ai detenuti non semplicemente di “scrivere una poesia</strong>”, ma di divenire co-autori di una canzone. Ogni anno, infatti, la lirica vincitrice viene affidata a un “big” della musica italiana, perché la trasformi in canzone. Come è accaduto lo scorso anno con “Clown fail”, scritta da Cristian Benko, in arte Lupetto &#8211; all’epoca detenuto nel carcere milanese  di San Vittore &#8211; e musicata da Ron.<br />
In questo modo, sollecitando la creatività delle persone detenute con la combinazione tra parole e musica, “Parole liberate” vuole aprire un nuovo canale di comunicazione tra il carcere e la società civile: il detenuto viene invitato a esprimere i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri problemi,  portandoli “oltre il muro del carcere”, mentre le persone &#8220;libere&#8221;, grazie a una maggiore conoscenza della realtà penitenziaria e delle condizioni in cui si sconta la pena, superando barriere e pregiudizi possono comprendere come i detenuti non vadano considerati dei &#8220;diversi&#8221; persi per sempre, ma debbano essere aiutati, come vuole l’articolo 27 della Costituzione, a reinserirsi pienamente nella società, alla quale potranno dare un contributo questa volta positivo.</p>
<p>“Parole liberate” nasce da un’idea dell’autore Duccio Parodi, sviluppata con il giornalista Michele De Lucia e con l’attore Riccardo Monopoli. L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Premio Lunezia di Stefano De Martino, che lo ospita come Sezione speciale.</p>
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