Sanremo 2016: Premio per poeti della canzone riservato ai detenuti

Si intitola “P.s. Post Scriptum” e l’ha composta Giuseppe Catalano, detenuto presso il carcere milanese di Opera: è il testo vincitore dell’ultima edizione di “Parole liberate: oltre il muro del carcere”, il Premio per poeti della canzone riservato alle persone detenute nelle carceri italiane, che sarà ospite della serata conclusiva del 66° Festival di Sanremo. […]

Si intitola “P.s. Post Scriptum” e l’ha composta Giuseppe Catalano, detenuto presso il carcere milanese di Opera: è il testo vincitore dell’ultima edizione di “Parole liberate: oltre il muro del carcere”, il Premio per poeti della canzone riservato alle persone detenute nelle carceri italiane, che sarà ospite della serata conclusiva del 66° Festival di Sanremo.

In questo modo, Carlo Conti e gli autori del Festival promuoveranno l’idea dell’Associazione di Promozione Sociale Parole Liberate: chiedere ai detenuti non semplicemente di “scrivere una poesia”, ma di divenire co-autori di una canzone. Ogni anno, infatti, la lirica vincitrice viene affidata a un “big” della musica italiana, perché la trasformi in canzone. Come è accaduto lo scorso anno con “Clown fail”, scritta da Cristian Benko, in arte Lupetto – all’epoca detenuto nel carcere milanese  di San Vittore – e musicata da Ron.
In questo modo, sollecitando la creatività delle persone detenute con la combinazione tra parole e musica, “Parole liberate” vuole aprire un nuovo canale di comunicazione tra il carcere e la società civile: il detenuto viene invitato a esprimere i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri problemi,  portandoli “oltre il muro del carcere”, mentre le persone “libere”, grazie a una maggiore conoscenza della realtà penitenziaria e delle condizioni in cui si sconta la pena, superando barriere e pregiudizi possono comprendere come i detenuti non vadano considerati dei “diversi” persi per sempre, ma debbano essere aiutati, come vuole l’articolo 27 della Costituzione, a reinserirsi pienamente nella società, alla quale potranno dare un contributo questa volta positivo.

“Parole liberate” nasce da un’idea dell’autore Duccio Parodi, sviluppata con il giornalista Michele De Lucia e con l’attore Riccardo Monopoli. L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Premio Lunezia di Stefano De Martino, che lo ospita come Sezione speciale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.