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	<title>clima Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Giugno 2026 in Abruzzo: temperatura media +2,3°C e precipitazioni quasi dimezzate</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/02/giugno-2026-in-abruzzo-sesto-mese-piu-caldo-e-precipitazioni-49-resoconto-cetemps-regione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giugno 2026 in Abruzzo: temperatura media +2,3°C sul periodo 1991-2020 e precipitazioni -49%; sesto mese più caldo e proiezioni di caldo persistente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/02/giugno-2026-in-abruzzo-sesto-mese-piu-caldo-e-precipitazioni-49-resoconto-cetemps-regione/">Giugno 2026 in Abruzzo: temperatura media +2,3°C e precipitazioni quasi dimezzate</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mese di giugno 2026 la Regione Abruzzo ha registrato una anomalia termica media di +2,3°C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020, accompagnata da una riduzione delle precipitazioni pari a circa il 49% rispetto alla media. Complessivamente il mese risulta il sesto più caldo e il quattordicesimo più secco della serie storica regionale.</p>
<p>La fase anticiclonica responsabile del riscaldamento è stata determinata da un promontorio di alta pressione originato dal Nord Africa, esteso tra Spagna e Francia e bloccato da una circolazione depressionaria sulla Russia che ne ha impedito lo spostamento verso est. La persistenza dell&#8217;alta pressione e il continuo apporto di aria meridionale hanno alimentato un&#8217;ondata di calore di ampia portata, che ha interessato marginalmente anche il territorio italiano.</p>
<p>Dopo una prima settimana di giugno sostanzialmente vicina alla norma, le temperature sono tornate ad aumentare in modo costante per il resto del mese. L&#8217;azione mitigatrice dei temporali pomeridiani è risultata limitata e confinata a fenomeni sparsi nell&#8217;ultima settimana.</p>
<p>A livello locale, le anomalie più marcate per la temperatura media di giugno sono state rilevate a S. Stefano (TE) con +3,3°C e ad Assergi (AQ) con +1,0°C. Per le precipitazioni, i valori estremi segnalati sono +2% a Montazzoli (CH) e -84% a Sulmona (AQ).</p>
<p>Nell&#8217;analisi storica delle anomalie di giugno per l&#8217;Abruzzo, il mese più freddo registrato è il 1989 con -3,0°C, il più caldo il 2003 con +3,4°C; il giugno più secco è il 2012 con -85% di precipitazioni, mentre il più umido risale al 1986 con +206%.</p>
<p>Le proiezioni stagionali del Centro Europeo indicano la possibile persistenza dell&#8217;ondata di calore almeno fino a metà mese, con uno spostamento verso nord-ovest e una maggiore copertura sull&#8217;Europa centrale. Per l&#8217;Italia si prevedono nelle settimane successive condizioni prevalentemente molto calde e secche, in particolare al centro-nord.</p>
<p>I dati meteorologici utilizzati per il resoconto sono stati raccolti dall&#8217;Ufficio idrologia, idrografico e mareografico dell&#8217;Agenzia Regionale di Protezione Civile dell&#8217;Abruzzo e sono stati elaborati dal CETEMPS dell&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila, secondo la metodologia citata nello studio di riferimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/02/giugno-2026-in-abruzzo-sesto-mese-piu-caldo-e-precipitazioni-49-resoconto-cetemps-regione/">Giugno 2026 in Abruzzo: temperatura media +2,3°C e precipitazioni quasi dimezzate</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maggio 2026 in Abruzzo: temperature in media, precipitazioni -48% e siccità record a Ortona</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/maggio-2026-in-abruzzo-temperature-in-linea-con-1991-2020-0-2-c-precipitazioni-48-e-record/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[cetemps]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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		<category><![CDATA[meteorologia]]></category>
		<category><![CDATA[ortona]]></category>
		<category><![CDATA[precipitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[siccita]]></category>
		<category><![CDATA[temperature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maggio 2026 in Abruzzo: temperatura media +0,2°C, precipitazioni -48% e record di siccità a Ortona, con proiezioni stagionali molto calde e secche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/maggio-2026-in-abruzzo-temperature-in-linea-con-1991-2020-0-2-c-precipitazioni-48-e-record/">Maggio 2026 in Abruzzo: temperature in media, precipitazioni -48% e siccità record a Ortona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Maggio 2026 in Abruzzo si è chiuso con temperature complessivamente in linea con il riferimento climatologico 1991-2020 e con un calo marcato delle precipitazioni. L&#8217;anomalia media regionale di temperatura è stata di +0,2 °C rispetto al periodo 1991-2020, mentre le piogge sono risultate circa la metà della media stagionale, con un deficit regionale del 48%.</p>
<p>Il mese ha mostrato una dinamica a fasi: la prima decade si è svolta in condizioni nella norma, la seconda è risultata più fredda e piovosa e la terza si è caratterizzata per temperature elevate e scarsa piovosità. A livello atmosferico, la situazione è stata condizionata dallo spostamento verso nord-ovest dell&#8217;Anticiclone delle Azzorre, dall&#8217;espansione di un promontorio africano di alta pressione e dalla presenza di una circolazione depressionaria sulla Turchia. Questo schema ha favorito stabilità sull&#8217;Europa nord-occidentale e maggiore instabilità su quella sud-orientale, collocando il Mediterraneo in una fascia di alternanza tra periodi caldi e passaggi perturbati.</p>
<p>Nella serie storica regionale il mese è risultato il 21° più caldo e l&#8217;8° più secco. In termini locali si registrano valori estremi di anomalia: Giulianova (TE) ha segnato la maggior anomalia positiva di temperatura media (+1,3 °C), mentre Assergi (AQ) ha riportato la più marcata anomalia negativa (-1,3 °C). Per le precipitazioni, Avezzano (AQ) ha fatto registrare un eccesso rispetto alla media (+25%), all&#8217;opposto Ortona (CH) ha avuto un calo delle piogge del 86% rispetto al riferimento e per il mese di maggio ha toccato il record assoluto di siccità nella serie iniziata nel 1974.</p>
<p>I confronti storici per il mese di maggio evidenziano alcuni estremi regionali: il maggio più freddo risale al 1991 con -4,7 °C di anomalia, il più caldo al 2003 con +2,9 °C; il maggio più secco è stato il 1979 con -69% di precipitazioni, mentre il più umido è il 2023 con +171%.</p>
<p>Per le settimane successive, le proiezioni stagionali del Centro Europeo indicano prevalenti condizioni molto calde e secche.</p>
<p>I dati utilizzati per l&#8217;analisi provengono dalle stazioni abruzzesi raccolte dall&#8217;Ufficio idrologia, idrografico e mareografico dell&#8217;Agenzia Regionale di Protezione Civile dell&#8217;Abruzzo e sono stati elaborati dal CETEMPS dell&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila, seguendo la metodologia documentata nella letteratura scientifica (https://rmets.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/joc.7081).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/04/maggio-2026-in-abruzzo-temperature-in-linea-con-1991-2020-0-2-c-precipitazioni-48-e-record/">Maggio 2026 in Abruzzo: temperature in media, precipitazioni -48% e siccità record a Ortona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clima, IA &#8216;anticipa&#8217; le alluvioni: si cercano comuni per testarlo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/19/clima-ia-anticipa-le-alluvioni-si-cercano-comuni-per-testarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 14:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Airas]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[comuni italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cosmo 42 di Ex Machina]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Machina Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Battere sul tempo le alluvioni usando l&#8217;intelligenza artificiale, per gestire al meglio il rischio e anticipare l&#8217;emergenza. E&#8217; ciò che fa il software messo a punto da Ex Machina Italia, azienda bolognese specializzata in soluzioni informatiche e intelligenza artificiale. Il sistema si chiama &#8216;Airas&#8217;, acronimo di &#8216;Artificial intelligence risk assessment system&#8217;, ed è un software [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/19/clima-ia-anticipa-le-alluvioni-si-cercano-comuni-per-testarlo/">Clima, IA &#8216;anticipa&#8217; le alluvioni: si cercano comuni per testarlo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Battere sul tempo le alluvioni usando l&#8217;intelligenza artificiale, per gestire al meglio il rischio e anticipare l&#8217;emergenza. E&#8217; ciò che fa il software messo a punto da Ex Machina Italia, azienda bolognese specializzata in soluzioni informatiche e intelligenza artificiale. Il sistema si chiama &#8216;Airas&#8217;, acronimo di &#8216;Artificial intelligence risk assessment system&#8217;, ed è un software di supporto decisionale per la gestione degli eventi meteo-idro-geologici. Attualmente è in fase di test pilota con alcuni Comuni italiani, ma Ex Machina vuole ampliare la sperimentazione. E così l&#8217;azienda lancia un appello agli enti locali dell&#8217;Emilia-Romagna. &#8220;Siamo alla ricerca di amministrazioni locali interessate a sperimentare &#8216;Airas&#8217; sul proprio territorio- fanno sapere da Ex Machina- e contribuire allo sviluppo di una tecnologia che può fare la differenza nella gestione del rischio e nella salvaguardia delle comunità&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il sistema è sviluppato con il supporto di Cineca, che fornisce la potenza di elaborazione necessaria, e combina vari elementi come intelligenza artificiale generativa, &#8216;deep reasoning&#8217;, documentazione storica (ad esempio rapporti post-evento e ordinanze) e dati territoriali certificati. Ogni Comune o ente coinvolto riceve dal software raccomandazioni personalizzate, calibrate sui propri piani di emergenza, regolamenti locali e flussi informativi in tempo reale. Le amministrazioni possono accedere anche a mappe interattive con priorità d&#8217;intervento geo-referenziate, aggiornate in base agli ultimi dati a disposizione.&nbsp;<br>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un recente caso studio, &#8216;Airas&#8217; ha analizzato in pochi minuti l&#8217;impatto di un evento previsto da un bollettino di allerta idrogeologica su un centro abitato, confrontando automaticamente dati storici, documentazione ufficiale e procedure della Protezione civile. Il sistema ha poi fornito indicazioni operative mirate, supportate da mappe interattive e geo-referenziate, che aggiornano in tempo reale le priorità di intervento. Il software, basato sul framework proprietario Cosmo 42 di Ex Machina, &#8220;garantisce piena adattabilità alle normative locali e interoperabilità con i sistemi già in uso&#8221;, assicura l&#8217;azienda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/19/clima-ia-anticipa-le-alluvioni-si-cercano-comuni-per-testarlo/">Clima, IA &#8216;anticipa&#8217; le alluvioni: si cercano comuni per testarlo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clima: Meloni contraria alla decarbonizzazione che penalizza l’economia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/01/15/clima-meloni-contraria-alla-decarbonizzazione-che-penalizza-leconomia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 09:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;impegno per fronteggiare la crisi climatica alle condizioni attuali &#8220;ci impone di ragionare in modi diversi&#8221; e procedere &#8220;superando l&#8217;anacronistica divisione tra economie sviluppate e emergenti&#8221;. Soprattutto impone di procedere &#8220;rigettando un approccio ideologico&#8221;, perché &#8220;non avremo successo nel triplicare le rinnovabili al 2030 né nel raddoppiare l&#8217;efficienza energetica se continuiamo a cercare decarbonizzazione a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/15/clima-meloni-contraria-alla-decarbonizzazione-che-penalizza-leconomia/">Clima: Meloni contraria alla decarbonizzazione che penalizza l’economia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impegno per fronteggiare la crisi climatica alle condizioni attuali &#8220;ci impone di ragionare in modi diversi&#8221; e procedere &#8220;superando l&#8217;anacronistica divisione tra economie sviluppate e emergenti&#8221;. Soprattutto impone di procedere &#8220;rigettando un approccio ideologico&#8221;, perché &#8220;non avremo successo nel triplicare le rinnovabili al 2030 né nel raddoppiare l&#8217;efficienza energetica se continuiamo a cercare decarbonizzazione a costo della desertificazione economica&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi &#8220;dobbiamo essere pragmatici semplicemente perché la realtà lo richiede&#8221;. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo dice nel suo intervento alla Abu Dhabi Sustainability Week.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/15/clima-meloni-contraria-alla-decarbonizzazione-che-penalizza-leconomia/">Clima: Meloni contraria alla decarbonizzazione che penalizza l’economia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clima: il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo di sempre</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/11/07/clima-il-2024-sara-lanno-piu-caldo-di-sempre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 18:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ottobre 2024 è stato il secondo più caldo a livello globale, dopo il mese di ottobre 2023, con una temperatura media dell&#8217;aria superficiale Era5 di 15.25°C, 0.80°C al di sopra della media del periodo 1991-2020 per ottobre. Il mese di ottobre 2024 è stato di 1.65°C al di sopra del livello pre-industriale ed è stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/07/clima-il-2024-sara-lanno-piu-caldo-di-sempre/">Clima: il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo di sempre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ottobre 2024 è stato il secondo più caldo a livello globale, dopo il mese di ottobre 2023, con una temperatura media dell&#8217;aria superficiale Era5 di 15.25°C, 0.80°C al di sopra della media del periodo 1991-2020 per ottobre. Il mese di ottobre 2024 è stato di 1.65°C al di sopra del livello pre-industriale ed è stato il 15° mese in un periodo di 16 mesi in cui la temperatura media globale dell&#8217;aria superficiale ha superato di 1.5°C i livelli pre-industriali. I dati sono stati diffusi dal Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service &#8211; C3S) implementato dal centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea con il finanziamento dell&#8217;Ue, pubblica regolarmente bollettini climatici mensili che riportano i cambiamenti registrati globalmente nella temperatura superficiale dell&#8217;aria e marina, nella copertura del ghiaccio marino e nelle variabili idrologiche. La temperatura media globale degli ultimi 12 mesi (novembre 2023-ottobre 2024) è stata di 0.74°C al di sopra della media tra il 1991 e il 2020 e di 1.62°C al di sopra della media preindustriale compresa tra il 1850 e il 1900.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;anomalia media della temperatura globale per i primi 10 mesi del 2024 (da gennaio a ottobre) è di 0.71°C al di sopra della media tra il 1991 e il 2020, la più alta mai registrata per questo periodo e 0.16°C più calda rispetto allo stesso periodo del 2023. È ormai praticamente certo che il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato. L&#8217;anomalia della temperatura media per il resto del 2024 dovrebbe scendere quasi a zero perché il 2024 non sia l&#8217;anno più caldo. Dato che il 2023 è stato di 1.48°C al di sopra del livello preindustriale secondo l&#8217;Era5, è altrettanto praticamente certo che la temperatura annuale per il 2024 secondo l&#8217;Era5 sarà di oltre 1.5°C al di sopra del livello preindustriale, e probabilmente di oltre 1.55°C. Secondo Samantha Burgess, vicedirettore del Copernicus Climate Change Service, &#8220;dopo 10 mesi dall&#8217;inizio del 2024, è ormai praticamente certo che il questo sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato e il primo anno con più di 1.5ºC al di sopra dei livelli preindustriali, secondo il dataset Era5. Questo segna una nuova pietra miliare nei record di temperatura globale e dovrebbe servire da catalizzatore per aumentare le ambizioni della prossima Conferenza sui cambiamenti climatici, la Cop29&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/07/clima-il-2024-sara-lanno-piu-caldo-di-sempre/">Clima: il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo di sempre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clima sempre più caldo rende aggressive vespe e calabroni</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 12:46:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le temperature medie sempre più alte in Italia non solo fanno proliferare gli insetti, aumentandone la popolazione, ma li rendono sempre più aggressivi sia verso l&#8217;uomo che verso l&#8217;ambiente, creando habitat ideali per specie aliene che sempre più rapidamente si diffondono sul nostro territorio&#8221;. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che divulga [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/20/clima-sempre-piu-caldo-rende-aggressive-vespe-e-calabroni/">Clima sempre più caldo rende aggressive vespe e calabroni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le temperature medie sempre più alte in Italia non solo fanno proliferare gli insetti, aumentandone la popolazione, ma li rendono sempre più aggressivi sia verso l&#8217;uomo che verso l&#8217;ambiente, creando habitat ideali per specie aliene che sempre più rapidamente si diffondono sul nostro territorio&#8221;. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che divulga oggi una guida pratica per difendersi da morsi e punture e aiutare i cittadini ad intervenire correttamente in caso di contatto. &#8220;Stanno aumentando in questi giorni gli episodi di punture di vespe e calabroni, un trend direttamente legato alle ondate di caldo che hanno interessato il nostro Paese- spiega il presidente Alessandro Miani- Le temperature più elevate rendono particolarmente irritabili tali insetti, che difendono i loro nidi con maggiore aggressività. Il caldo accelera lo sviluppo degli insetti, che hanno quindi bisogno di più cibo e acqua, portandoli sempre più spesso a contatto con l&#8217;uomo e incrementando il numero di casi di punture e aggressioni. È bene ricordare che ogni anno in Italia muoiono fino a 20 persone a causa delle punture di vespe e calabroni, e ben 2 persone su 100 sviluppano reazioni allergiche a seguito di puntura di imenotteri. L&#8217;aumento delle temperature medie, poi, unitamente alla globalizzazione del commercio, causa la diffusione di nuove specie animali come cimici asiatiche, cavallette africane, scarabei giapponesi, formiche rosse, ecc., che trovano nel nostro territorio sempre più caldo l&#8217;habitat ideale per vivere e proliferare- prosegue Miani- Insetti che devastano le coltivazioni generando un danno stimato in oltre un miliardo di euro all&#8217;anno&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per aiutare i cittadini a proteggersi da morsi e punture, intervenendo correttamente in caso di contatto con insetti, la Società Italiana di Medicina Ambientale ha realizzato una guida utile: </p>



<p class="wp-block-paragraph">ZECCHE: Il loro habitat è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, dove il clima è fresco e umido. L&#8217;anidride carbonica emessa dal corpo umano attira questi parassiti che possono attaccarsi alla nostra pelle per succhiare il sangue. Le zecche possono essere vettori di malattie trasmissibili all&#8217;uomo quali la borreliosi di Lyme, l&#8217;ehrlichiosi, le febbri bottonose da rickettsiae, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi, l&#8217;encefalite virale ed anche la febbre emorragica Crimea-Congo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">COME DIFENDERSI: indossare abiti chiari che rendono più facile l&#8217;individuazione delle zecche, coprire braccia e gambe, evitare di strusciare l&#8217;erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l&#8217;erba è alta. Utilizzare prodotti contro le zecche sugli animali domestici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">COSA FARE IN CASO DI PUNTURA: non utilizzare mai alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati. La zecca deve essere rimossa dolcemente con una pinzetta, prestando la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. Dopo la rimozione disinfettare la zona, evitando di toccare a mani nude la zecca. In caso di comparsa di sintomi di malattia (febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni) rivolgersi subito al proprio medico curante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ZANZARA TIGRE: Nel nostro paese le specie di zanzare sono circa 60, a fronte delle oltre 3000 presenti in tutto il mondo. Tra queste la più temibile è la zanzara tigre, che prolifera nei luoghi dove vi sono raccolte d&#8217;acqua (secchi, annaffiatoi, sottovasi, caditoie, tombini, ecc.). Tra le malattie trasmesse all&#8217;uomo da queste zanzare, ve ne sono alcune molto gravi, come i virus dengue (DENV), chikungunya (CHIKV) e febbre gialla (YFV). </p>



<p class="wp-block-paragraph">COME DIFENDERSI: eliminare il loro habitat, evitando accumuli di acqua in sottovasi, annaffiatoi, bidoni, ecc.; innaffiare giardini e piante direttamente con le pompe; trattare ogni 7-10 giorni con prodotti specifici a uso domestico le parti esterne delle case dove si raccoglie l&#8217;acqua; utilizzare repellenti contro la zanzara tigre a base di principi attivi tra i quali deet e icaridina. Nei luoghi al chiuso usare vaporizzatori elettrici contro le zanzare, tenendo ben arieggiati i locali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">COSA FARE IN CASO DI PUNTURA: non grattarsi, in modo da evitare di espandere l&#8217;urticante presente attorno alla puntura iniettato dalla zanzara; utilizzare prodotti specifici che alleviano il prurito, facilmente reperibili in commercio; apporre un cubetto di ghiaccio sulla puntura. In caso di gonfiori particolarmente importanti, consultare il farmacista o il medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">API, VESPE E CALABRONI: Le punture di api, vespe e calabroni provocano, nella maggior parte dei casi, una reazione locale dovuta al veleno iniettato dall&#8217;imenottero, con una manifestazione cutanea di pochi centimetri di diametro, dolore, rossore e gonfiore. Le più aggressive sono le vespe, il cui habitat naturale è rappresentato da alberi, spazi del tetto, cataste di legna, ristagni d&#8217;acqua, cespugli, raccoglitori per i rifiuti. Circa il 10% delle persone punte da tali insetti ha importanti reazioni come orticaria generalizzata, nausea, vomito, dispnea e difficoltà respiratoria, calo di pressione. In alcuni casi può manifestarsi un vero e proprio shock anafilattico con grave calo della pressione arteriosa che può portare anche al decesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">COME DIFENDERSI: installare zanzariere su porte e finestre; provvedere ad una corretta gestione dei rifiuti e degli alimenti; evitare l&#8217;abbandono incontrollato di sostanze organiche (in particolare zuccheri, carni, e altre sostanze proteiche) fortemente attrattive per api, vespe e calabroni; mantenere la calma e non tentare mai di scacciarle con gesti bruschi della mano, che possono indurre l&#8217;insetto a pungere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">COSA FARE IN CASO DI PUNTURA: in caso di puntura d&#8217;ape è necessario togliere subito il pungiglione, aiutandosi con una pinzetta; per tutte le punture, applicare del ghiaccio per ridurre l&#8217;infiammazione prodotta dal veleno; non grattarsi per evitare di introdurre batteri che possono causare un&#8217;infezione; se la reazione è estesa utilizzare subito un cortisonico e un antistaminico. Se la reazione è grave è necessario chiamare tempestivamente il pronto soccorso.</p>
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		<title>Marmolada, due anni dopo: una dura lezione sul cambiamento climatico</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 13:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È la montagna a comandare. Sempre. E servono attenzioni particolari, premure e impegno, spesso anche sacrifici e dedizione verso &#8216;i giganti di roccia&#8217;. Servono soprattutto uomini e donne che sappiano prendersene cura, che se ne occupino attivamente, provvedendo alle sue necessità. Perché la montagna non è matrigna, non è un mostro cattivo -anche se a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/01/marmolada-due-anni-dopo-una-dura-lezione-sul-cambiamento-climatico/">Marmolada, due anni dopo: una dura lezione sul cambiamento climatico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È la montagna a comandare. Sempre. E servono attenzioni particolari, premure e impegno, spesso anche sacrifici e dedizione verso &#8216;i giganti di roccia&#8217;. Servono soprattutto uomini e donne che sappiano prendersene cura, che se ne occupino attivamente, provvedendo alle sue necessità. Perché la montagna non è matrigna, non è un mostro cattivo -anche se a volte potrebbe sembrarlo- ma parla una lingua tutta sua che va ascoltata e capita, ha tempi tutti suoi che vanno compresi e rispettati&#8221;. A due anni dal disastro della Marmolada &#8220;emerge tutto questo. Non più con il caos emotivo provocato dalla tragedia, ma con la giusta distanza per provare a riflettere. E -se possibile- cogliere almeno un insegnamento da quanto accaduto&#8221;. Lo mette in luce il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, in occasione dell&#8217;anniversario della tragedia della Marmolada. Due anni dopo, rileggendo quei fatti, continua, &#8220;emerge che il cambiamento climatico non fa sconti. E non li fa a maggior ragione alla montagna, tanto imponente quanto fragile. Di conseguenza tocca all&#8217;uomo, con spirito darwinista, adattarsi per non soccombere, evolversi per non risultare schiacciato. Mettere in campo azioni per preservare oltre che se stesso anche la montagna e il suo ambiente. Un&#8217;evoluzione che proprio per questo deve far compenetrare e coesistere l&#8217;uomo nell&#8217;ecosistema montano, perché il microcosmo montagna -con i servizi di aria, acqua, paesaggio che offre anche al &#8216;resto del mondo&#8217;- non può prescindere dalla presenza, dal lavoro e dalle azioni dell&#8217;essere umano. Insomma, serve che la montagna sia abitata, perché sia viva e curata&#8221;. E questo passa attraverso &#8220;un equilibrio tra attività e tutela, tra economia e preservazione, tra uomo e natura&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;altro dato che emerge dalla tragedia del 3 luglio 2022, e dall&#8217;esempio del sistema dei soccorsi: un sistema &#8220;fatto di persone in cui ognuno ha il suo compito preciso, e sa svolgerlo con perizia e impegno, per l&#8217;incolumità propria e degli altri. Ecco, credo sia questo il messaggio più forte di tutti: ciascuno ha una mansione precisa; come scriveva il poeta latino Stazio, &#8216;homo homini deus est si suum officium sciat&#8217;, l&#8217;uomo può essere un dio per l&#8217;altro uomo, a patto che sappia fare il proprio dovere. Gli abitanti delle terre alte- scrive Padrin- sanno qual è il loro dovere, come sanno ascoltare e comprendere i tempi e la lingua della montagna: devono solo essere messi nelle condizioni di abitare e curare la montagna perché possa continuare a offrire i propri servizi ecosistemici&#8221;.</p>
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		<title>Aumento di eventi meteo estremi in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2024 19:48:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia sta assistendo a un cambiamento significativo del suo clima, con fenomeni sempre più simili a quelli tropicali, caratterizzati da alternanza di periodi di siccità e piogge intense, e da un aumento degli eventi meteo estremi. Questi cambiamenti stanno avendo un impatto devastante, in particolare sul settore agricolo. Recentemente, in Lombardia, si sono registrati più [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia sta assistendo a un cambiamento significativo del suo clima, con fenomeni sempre più simili a quelli tropicali, caratterizzati da alternanza di periodi di siccità e piogge intense, e da un aumento degli eventi meteo estremi. Questi cambiamenti stanno avendo un impatto devastante, in particolare sul settore agricolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Recentemente, in Lombardia, si sono registrati più di 70 eventi estremi in una sola settimana, tra nubifragi, forti temporali, grandinate e tempeste di vento, secondo i dati raccolti dall&#8217;European Severe Weather Database (Eswd) e monitorati da Coldiretti regionale. Questi eventi hanno lasciato le campagne lombarde sommerse da quantità eccezionali di pioggia, rendendo impossibile per gli agricoltori accedere ai campi e procedere con i lavori stagionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;agricoltura sta soffrendo notevolmente a causa di questi fenomeni: le semine di mais, riso e soia sono state messe in tilt, i prati destinati a foraggio per gli animali sono danneggiati, i trapianti di pomodoro e la crescita dei meloni sono bloccati. Inoltre, coltivazioni come orzo e frumento sono esposte al pericolo di asfissia, mentre piante di vario tipo diventano più fragili e vulnerabili agli attacchi di funghi e parassiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli apicoltori stanno affrontando una primavera particolarmente difficile, con eccessive precipitazioni e temperature basse che influenzano negativamente la produzione di miele, in particolare di varietà come acacia, tarassaco e millefiori primaverili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa serie di eventi climatici estremi e le loro conseguenze evidenziano l&#8217;urgente necessità di adattare le pratiche agricole e di sviluppare strategie più resilienti per fronteggiare un clima in rapida evoluzione. Inoltre, questi fenomeni sollevano importanti questioni riguardanti la sicurezza alimentare e la sostenibilità a lungo termine del settore agricolo italiano.</p>
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		<title>G7 e clima: in Italia, 5 centrali a carbone di cui 4 ancora attive</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 18:17:22 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">In Italia ci sono cinque centrali a carbone. Tre sono dell&#8217;Enel: Brindisi, Civitavecchia e Portovesme (Carbonia-Iglesias). Una è di A2A a Monfalcone (Gorizia), l&#8217;altra di EP Produzione a Fiume Santo (Sassari).<br>Quattro sono in funzione, una è in corso di conversione a gas (Monfalcone). Le caratteristiche le spiega nel dettaglio Assocarboni: Centrale di Brindisi Sud di proprietà Enel, composta da 3 unità ciascuna con potenza elettrica lorda di 660 MW.<br>Centrale di Torrevaldaliga Nord (Civitavecchia) di proprietà Enel, composta da 3 unità ciascuna con potenza elettrica lorda di 660 MW.<br>Centrale del Sulcis Portovesme di proprietà Enel, composta da 2 unità con potenza elettrica lorda rispettivamente di 280 MW e 210 MW.<br>Centrale friulana di Monfalcone, di proprietà di A2A composta da 2 unità con potenza elettrica rispettivamente di 165 e 171 MW. Centrale di Fiume Santo di proprietà di EP Produzione, composta da 2 unità con potenza elettrica lorda complessiva di 640 MW.<br>Come dichiarato dal ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto a Politico.eu, l&#8217;Italia è più avanti degli altri Paesi nella chiusura delle centrali elettriche a carbone. &#8220;Siamo pronti a chiudere completamente, in brevissimo tempo, le nostre centrali a carbone, che sono la principale fonte di emissioni&#8221;, ha affermato. &#8220;Noi siamo pronti. La domanda è: sono tutti pronti?&#8221;, ha detto Pichetto , sottolineando che gli impianti verranno chiusi al più tardi nel 2025, a parte la Sardegna che ha una situazione particolare. Senza la guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente, ha aggiunto, gli impianti a carbone sarebbero stati chiusi l&#8217;anno scorso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/29/g7-e-clima-in-italia-5-centrali-a-carbone-di-cui-4-ancora-attive/">G7 e clima: in Italia, 5 centrali a carbone di cui 4 ancora attive</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Inaspettato ritorno dell&#8217;inverno a metà aprile: Italia prevede calo termico e temporali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 20:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[clima]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il calendario segni la metà di aprile, l&#8217;Italia è pronta a riabbracciare l&#8217;inverno. Dopo giorni di clima quasi estivo, con temperature che hanno raggiunto i 30 gradi in diverse aree del Paese, i meteorologi annunciano un&#8217;imminente e marcata inversione di tendenza. Nei prossimi giorni, infatti, si prevede un notevole calo delle temperature, che potrebbe arrivare fino a 15 gradi in meno, soprattutto durante le ore notturne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;abbassamento termico sarà accompagnato da condizioni meteorologiche avverse, inclusi temporali e potenziali raffiche di vento che potrebbero toccare i 130-150 chilometri all&#8217;ora. Questo cambiamento drastico del tempo è previsto a partire da oggi, martedì 16 aprile, con l&#8217;arrivo di una massa d&#8217;aria fredda già da mercoledì 17 aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le previsioni indicano che i temporali e la grandine colpiranno principalmente il Nordest e il Centro-Sud, in particolare lungo il settore adriatico. Piogge diffuse sono attese anche in Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Durante la giornata di mercoledì si attendono rovesci sparsi al Centro-Sud e nel Triveneto, mentre tra giovedì e venerdì è possibile che la neve faccia la sua comparsa sugli Appennini, anche a quote relativamente basse, fino a 1000 metri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ritorno a condizioni più invernali richiede una riconsiderazione del guardaroba: è tempo di rispolverare giacche e maglioni per affrontare il freddo inaspettato. Un brusco promemoria di quanto il tempo possa essere imprevedibile, soprattutto in un periodo dell&#8217;anno dove l&#8217;estate sembrava già a portata di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, l&#8217;Italia dovrà anche fare i conti con il Foehn, un vento alpino caldo e secco che, soffiando dalle montagne verso le vallate e le pianure, può causare un rapido aumento delle temperature. Questo fenomeno è ben noto in regioni montuose dove correnti d&#8217;aria incontrano ostacoli naturali come le Alpi, costringendo l&#8217;aria a salire e poi a scendere rapidamente, riscaldandosi durante il processo. I suoi effetti si faranno sentire soprattutto nella pianura Padana e nelle valli Alpine, dove sono previste raffiche che potrebbero superare i 150 chilometri orari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi venti potenti non solo portano un cambio drastico di temperature, ma aumentano anche il rischio di danni a infrastrutture e, data la loro intensità, di innescare incendi. È stata diramata un&#8217;allerta per venti forti in diverse parti d&#8217;Italia, inclusi il Maestrale in Sardegna e il libeccio, mentre a Trieste soffierà la Bora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo periodo di freddo inatteso e venti forti segna un finale di mese dinamico per il clima italiano, sottolineando la volatilità e l&#8217;incertezza climatica che possono accompagnare anche la primavera. I cittadini sono invitati a rimanere aggiornati sulle previsioni del tempo e ad adottare misure precauzionali per affrontare le sfide poste da queste condizioni meteorologiche estreme.</p>
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