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	<title>morte Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Morto Roberto Arditti, giornalista e consulente di comunicazione: aveva 60 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:48:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È morto a 60 anni Roberto Arditti, giornalista, autore e consulente di comunicazione, sembrerebbe colpito da un infarto nella notte. Nato a Lodi nel 1965 e laureato alla&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">È morto a 60 anni Roberto Arditti, giornalista, autore e consulente di comunicazione, sembrerebbe colpito da un infarto nella notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Lodi nel 1965 e laureato alla Bocconi, aveva iniziato la carriera al Senato con Giovanni Spadolini, per poi affermarsi tra giornalismo e comunicazione. È stato direttore delle news di RTL 102.5, autore di <em>Porta a Porta</em> e direttore de <em>Il Tempo</em>, oltre che editorialista per diverse testate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il governo Berlusconi II fu portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola. Dal 2018 era direttore editoriale di <em>Formiche</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attivo anche nella comunicazione strategica, ha guidato la comunicazione di Expo 2015 e fondato la società Kratesis. Tra i suoi ultimi libri <em>Hard Power</em> e <em>Piumini e catene</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figura di riferimento tra media e istituzioni, lascia un segno nel giornalismo e nella comunicazione italiana.</p>
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		<title>Il filosofo tedesco Jürgen Habermas si spegne a Berlino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 14:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È scomparso a 96 anni Jürgen Habermas, filosofo e sociologo tedesco di fama internazionale. È morto a Starnberg, nei pressi di Monaco di Baviera, come comunicato dalla sua&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/15/il-filosofo-tedesco-jurgen-habermas-si-spegne-a-berlino/">Il filosofo tedesco Jürgen Habermas si spegne a Berlino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È scomparso a 96 anni Jürgen Habermas, filosofo e sociologo tedesco di fama internazionale. È morto a Starnberg, nei pressi di Monaco di Baviera, come comunicato dalla sua casa editrice Suhrkamp.  </p>
<p>Concepito come uno dei maggiori esponenti della seconda generazione della Scuola di Francoforte, Habermas ha approfondito temi quali la comunicazione, la razionalità e le dinamiche sociali, offrendo strumenti di analisi capaci di attraversare i confini accademici. Tra i suoi contributi più rilevanti si ricordano la teoria dell’agire comunicativo in due volumi e le riflessioni sulla democrazia deliberativa.  </p>
<p>Nato a Düsseldorf il 18 giugno 1929, ha insegnato filosofia all’Università Goethe di Francoforte sul Meno e tenuto corsi a Heidelberg, Berkeley e Princeton. Le sue opere fondamentali includono Storia e critica dell’opinione pubblica (1962) e Conoscenza e interesse (1968). Nel corso della carriera ha elaborato i principî dell’etica del discorso, promuovendo un modello di partecipazione politica basato sul dialogo razionale.  </p>
<p>Habermas è stato anche protagonista del dibattito pubblico in Germania: dagli anni Ottanta ha contribuito alla riflessione sulla memoria del nazismo e alle discussioni sul futuro dell’Unione Europea.  </p>
<p>La sua esperienza personale, segnata durante l’infanzia da una fessura palatale che richiese ripetuti interventi chirurgici, influenzò profondamente il suo pensiero sul linguaggio. A proposito del parlare a voce, spiegò di aver sperimentato “un livello di comunanza senza il quale noi, come individui, non possiamo esistere”; riconobbe inoltre la “superiorità della parola scritta” osservando che “la forma scritta nasconde i difetti di quella orale”.  </p>
<p>Fino agli ultimi anni Habermas ha continuato a intervenire nel dibattito politico e sociale, confermando la sua posizione di punto di riferimento per la filosofia critica del XX e XXI secolo.</p>
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		<title>Lutto nel mondo della musica: addio a Beppe Vessicchio, il maestro di Sanremo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 16:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[il maestro di Sanremo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È venuto a mancare oggi, 8 novembre 2025, a Roma, all’età di 69 anni, il maestro Beppe Vessicchio, uno dei volti più identificativi della musica leggera italiana. Secondo&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">È venuto a mancare oggi, 8 novembre 2025, a Roma, all’età di 69 anni, il maestro Beppe Vessicchio, uno dei volti più identificativi della musica leggera italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il bollettino dell’A.O. San Camillo Forlanini, dove era ricoverato in rianimazione, la causa è stata una polmonite interstiziale che si è aggravata molto rapidamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia ha richiesto che i funerali si svolgano in forma strettamente privata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Da Napoli al successo nazionale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio si era diplomato in pianoforte e muoveva i suoi primi passi nel mondo della musica partenopea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Collaborò con artisti come Gino Paoli, curando arrangiamenti per brani come “Ti lascio una canzone” e “Cosa farò da grande”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni ’80 la sua carriera prende una svolta: diventò direttore d’orchestra, volto televisivo e una presenza ricorrente al Festival di Sanremo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">l maestro “di tutti”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Beppe Vessicchio era noto non soltanto per la sua competenza musicale, ma anche per un’immagine quasi prototipica: la bacchetta in mano, il sorriso discreto, la presenza rassicurante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Appariva anche in televisione, in programmi diventati familiari per il pubblico, contribuendo al racconto della musica italiana nell’era contemporanea. <a href="https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2025/11/08/peppe-vessicchio-morto?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’eredità musicale e umana</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il lascito di Vessicchio va oltre le note: ha aiutato generazioni di musicisti, è stato punto di riferimento per l’arrangiamento, la direzione d’orchestra e la televisione musicale.<br>In un Paese dove la musica leggera viene spesso descritta con leggerezza, lui ha ricordato che dietro ogni brano c’è artigianato, studio, passione.<br>La sua scomparsa lascia un vuoto: non solo la mancanza di un maestro, ma la perdita di un simbolo di continuità tra il grande talento musicale e la televisione popolare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il mondo della musica in lutto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le reazioni sono immediate: da ogni parte arrivano messaggi di cordoglio.<br>Il suo nome non era “solo un volto” ma un marchio di eccellenza e di garbo.<br>Ora il panorama della musica italiana – e in special modo quello del Festival di Sanremo – dovrà fare i conti con un cambiamento: un tassello importante va via.<br>Ma resteranno le registrazioni, le direzioni d’orchestra, le collaborazioni, quelle mani salde sulla bacchetta che hanno guidato melodie e voci.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un ultimo pensiero</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel silenzio del teatro, nell’inizio della nota, nel backstage di una direzione d’orchestra, c’era spesso lui: pronto, concentrato, discreto.<br>E oggi, mentre l’Italia gli rende omaggio, possiamo dire che il maestro Vessicchio ha concluso la sua ultima battuta prima di uscire di scena. Ma la musica che ha aiutato a far nascere continuerà a suonare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Addio maestro.</p>
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		<title>Lutto in Abruzzo, è morto Alfonso Mascitelli: ex senatore e direttore sanitario della Asl dell’Aquila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 19:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abruzzo in lutto per la morte di Alfonso Mascitelli, ex senatore e direttore sanitario della Asl dell’Aquila. La notizia della sua scomparsa ha colpito duramente il mondo istituzionale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/11/lutto-in-abruzzo-e-morto-alfonso-mascitelli-ex-senatore-e-direttore-sanitario-della-asl-dellaquila/">Lutto in Abruzzo, è morto Alfonso Mascitelli: ex senatore e direttore sanitario della Asl dell’Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Abruzzo in lutto per la morte di Alfonso Mascitelli</strong>, ex senatore e direttore sanitario della Asl dell’Aquila. La notizia della sua scomparsa ha colpito duramente il mondo istituzionale e sanitario regionale. Il presidente della Regione, <strong>Marco Marsilio</strong>, ha espresso il suo cordoglio definendo la perdita una &#8220;grave ferita&#8221; per la sanità abruzzese e per le istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mascitelli, nato nel <strong>1957 a Pescara</strong>, ha dedicato tutta la sua carriera al servizio pubblico, distinguendosi sia in ambito sanitario che politico. Dopo la laurea in <strong>Medicina</strong>, ha intrapreso una lunga carriera nel settore pubblico. Il suo impegno in politica lo ha visto protagonista come <strong>consigliere regionale</strong> e successivamente come <strong>senatore della Repubblica</strong>, dove ha portato avanti la sua visione della sanità e del benessere dei cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha ricoperto anche il ruolo di <strong>direttore sanitario della Asl dell&#8217;Aquila</strong>. La sua figura è stata apprezzata per il suo <strong>impegno verso il miglioramento dei servizi sanitari e il suo spirito di dedizione al pubblico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I colleghi e le istituzioni hanno subito reso omaggio alla sua memoria, lodando non solo la sua professionalità, ma anche il suo <strong>alto senso del dovere e la sua disponibilità verso la comunità</strong>. Il presidente Marsilio, visibilmente colpito, ha voluto sottolineare il vuoto che Mascitelli lascia, non solo nella sanità regionale ma anche nelle relazioni istituzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa triste notizia ha suscitato una <strong>grande partecipazione emotiva</strong> tra i cittadini e le autorità, un segno tangibile dell&#8217;importanza che la figura di Mascitelli ha avuto per l&#8217;Abruzzo.</p>
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		<title>Trombosi, prevenzione e cure appropriate per fermare la strage silenziosa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cardiopatia ischemica]]></category>
		<category><![CDATA[ictus cerebrale ischemico]]></category>
		<category><![CDATA[insufficienza venosa]]></category>
		<category><![CDATA[ipercoagulabilità del sangue]]></category>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno, soltanto&#160;in Italia,&#160;la trombosi colpisce 600.000 persone, causando 200.000 decessi. Numeri che descrivono meglio di tante parole una strage silenziosa e sottolineano l’urgenza di un intervento mirato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/">Trombosi, prevenzione e cure appropriate per fermare la strage silenziosa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni anno, soltanto</strong>&nbsp;<strong>in Italia</strong>,&nbsp;<strong>la trombosi colpisce 600.000 persone, causando 200.000 decessi</strong>. Numeri che descrivono meglio di tante parole una strage silenziosa e sottolineano l’urgenza di un intervento mirato per rafforzare la prevenzione e puntare sull’appropriatezza delle terapie. Un terzo di queste morti, infatti, si potrebbe evitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ne è discusso oggi a Roma, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, nel convegno&nbsp;<strong>“Combattere la trombosi. Più anni alla vita e più vita agli anni”</strong>, organizzato da Motore Sanità con il contributo non condizionante di Viatris,&nbsp;azienda globale che opera nell&#8217;ambito della salute. Un’occasione preziosa di confronto tra esperti, istituzioni e associazioni di pazienti in cui si sono approfonditi i temi chiave della lotta alla trombosi, dalle strategie di&nbsp;<strong>prevenzione</strong>&nbsp;alle&nbsp;<strong>soluzioni terapeutiche</strong>, dalla&nbsp;<strong>gestione degli eventi acuti&nbsp;</strong>a quell’<strong>appropriatezza terapeutica&nbsp;</strong>che permetterebbe di risparmiare milioni di euro. Durante i lavori, è stata allestita in piazza Monte Citorio una panchina gialla per accendere i riflettori sulla necessità di combattere la trombosi. Il colore giallo vuole rappresentare la luce, il calore e la gioia della rinascita. E rappresenta un invito a fare sistema, creare sinergie, mettere in rete energie, idee, competenze e risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trombosi: una minaccia silenziosa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La trombosi si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce arterie o vene, con conseguenze potenzialmente letali. I principali fattori scatenanti sono il danno endoteliale, la stasi o turbolenza del flusso sanguigno e l’ipercoagulabilità del sangue. Una delle manifestazioni più gravi è la Trombosi Venosa Profonda (TVP), che colpisce soprattutto gli arti inferiori e può portare a serie complicanze come embolia polmonare o insufficienza venosa cronica.&nbsp;<strong>Ogni anno, la TVP interessa 800.000 persone e provoca 100.000 decessi</strong>&nbsp;correlati all’embolia polmonare. Il tromboembolismo venoso è la terza causa di morte tra gli adulti, dopo cardiopatia ischemica e ictus cerebrale ischemico, e la prima tra i pazienti ospedalizzati. Il numero di casi è in crescita, complice l’invecchiamento della popolazione e l’aumento degli interventi chirurgici. Nei Paesi occidentali,&nbsp;<strong>ogni 37 secondi una persona muore a causa di questa patologia</strong>,&nbsp;<strong>ma le terapie adeguate possono ridurre il rischio di mortalità e recidive</strong>. Un altro rischio è rappresentato dalla Trombocitopenia Indotta da Eparina (<strong>HIT</strong>), una rara reazione avversa immuno-mediata che può verificarsi dopo l’esposizione all’eparina, che oggi può essere gestita con risposte farmacologiche specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Soluzioni terapeutiche e appropriatezza: una sfida cruciale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni paziente – si è ribadito nel convegno – ha la propria storia, e individuare la giusta cura, al momento opportuno, diventa fondamentale. Ecco perché diventa cruciale ragionare sull’appropriatezza, soprattutto in un contesto che vede il panorama terapeutico per la trombosi in continua evoluzione, con numerose opzioni disponibili, dai farmaci anticoagulanti diretti alle terapie tradizionali come eparina e antagonisti della vitamina K. La vasta gamma di risposte, unita alla variabilità nelle linee guida, può rendere difficoltosa la scelta del farmaco giusto per la giusta indicazione. E allora diventa indispensabile operare su diversi fronti. Partendo dalla&nbsp;<strong>formazione continua dei clinici</strong>, in modo che ricevano informazioni aggiornate sulle nuove evidenze, sui criteri di selezione dei pazienti e sulla gestione degli effetti collaterali. Facendo in modo che la scelta della terapia venga guidata non solo dall’efficacia e dalla sicurezza, ma anche dalla&nbsp;<strong>sostenibilità del trattamento a lungo termine</strong>, in modo che si adottino&nbsp;<strong>le terapie più adeguate per ogni paziente</strong>, riducendo il rischio di complicanze e garantendo un trattamento personalizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Contenere i costi salvando gli esiti clinici è possibile”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il tromboembolismo venoso (TEV) &#8211; ha spiegato il professor&nbsp;<strong>Giorgio Colombo</strong>, Direttore Scientifico CEFAT Centro Economia e valutazione del Farmaco e delle Tecnologia Sanitarie Università degli studi di Pavia &#8211; costituisce un&#8217;importante minaccia per la salute pubblica, con tassi di morbilità e mortalità significativi. Il TEV comprende condizioni gravi come la trombosi venosa profonda (TVP) e l&#8217;embolia polmonare (EP). La trombosi venosa superficiale (TVS) è anch&#8217;essa una condizione rilevante, poiché può estendersi al sistema venoso profondo e causare ulteriori complicazioni come la TVP o l&#8217;EP. L&#8217;incidenza è maggiore nei pazienti anziani e nei pazienti ospedalizzati, con un tasso che varia da 0,75 a 2,69 per 1000 persone ogni anno. In Italia, il TEV è la terza causa di morte nella popolazione generale e la prima nei pazienti ospedalizzati. Circa il 50% degli eventi di TEV si verifica a seguito di un ricovero ospedaliero per intervento chirurgico o malattia acuto”.&nbsp;&nbsp;<strong>Una corretta gestione del TEV</strong>, ha proseguito Colombo, “<strong>deve coinvolgere sia l&#8217;ambito ospedaliero che quello territoriale</strong>, con una particolare attenzione alla prevenzione delle complicanze”. Il trattamento del TEV si divide in due fasi: il trattamento acuto, che prevede l&#8217;uso di farmaci anticoagulanti e fibrinolitici per affrontare immediatamente l&#8217;evento, e la terapia a lungo termine, in cui si continua l&#8217;anticoagulazione dopo la fase acuta per prevenire recidive. “Nel corso degli ultimi anni – ha spiegato il professor Colombo &#8211; si è osservato un aumento del consumo e della spesa per gli anticoagulanti, in particolare per i NAO/DOAC. I consumi di anticoagulanti sono maggiori negli anziani e in pazienti con patologie oncologiche. Inoltre, le donne in età fertile hanno un rischio aumentato di TEV, soprattutto durante la gravidanza e il puerperio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;attenta valutazione della spesa nelle strutture pubbliche mette in luce alcuni aspetti rilevanti. “In particolare, la spesa ospedaliera si concentra prevalentemente sull&#8217;utilizzo delle eparine a basso peso molecolare (EBPM) e del fondaparinux con l&#8217;enoxaparina che risulta essere la molecola maggiormente impiegata. Il trend si riflette anche nelle farmacie territoriali, dove la quota più consistente della spesa per farmaci anticoagulanti è attribuibile alle EBPM e al fondaparinux. Quest&#8217;ultimo, in particolare, ha dimostrato di generare una riduzione dei costi rispetto alle EBPM, pur mantenendo un&#8217;efficacia clinica comparabile”. L&#8217;analisi di Budget impact condotta in Regione Lombardia, su dati di consumo nazionale, “evidenzia chiaramente che fondaparinux rappresenta l&#8217;opzione economicamente più vantaggiosa per il trattamento della TVP.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il caso della Campania con il cruscotto Sinfonia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professor&nbsp;<strong>Ugo Trama&nbsp;</strong>ha spiegato quale sia il modello adottato presso la Regione Campania, di cui è Responsabile Farmaceutica e Protesica. “Per il rispetto dell’appropriatezza prescrittiva – ha detto &#8211; in primo luogo, l’attenzione si focalizza sui codici diagnosi inseriti nelle prescrizioni per valutare se, dunque, rispetto al farmaco prescritto, coincidono con le indicazioni previste da scheda tecnica”. Al fine di contenere “al contempo la spesa farmaceutica, laddove previsto, è stata definita la DPC (distribuzione per conto) quale canale ordinario di prescrizione e di erogazione sul territorio regionale, per le indicazioni terapeutiche A-PHT, nonché a seguito di dimissione da ricovero ospedaliero o visita specialistica ambulatoriale, (laddove la struttura sanitaria di competenza non abbia erogato il ciclo terapeutico prescritto), con obbligo di compilazione del MUP&nbsp;&nbsp;(Modello unico di prescrizione) informatizzato da parte del medico specialista prescrittore”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Grazie alla centralizzazione della DPC – ha proseguito Trama &#8211; inoltre, è stato possibile ottenere un miglioramento in termini di scorte, riduzione di mancanti e conseguente abbassamento della fuga in convenzionata. Infine, nell’ambito del cruscotto SINFONIA, è in previsione un miglioramento in termini di architettura di sistema nel quale saranno veicolate le prescrizioni per garantirne l’appropriatezza. Quanto espresso al fine di governare i percorsi sanitari in maniera appropriata e, al contempo, contenere la spesa farmaceutica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prevenzione: il primo passo per combattere la trombosi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Adottare uno stile di vita sano è il primo passo</strong>&nbsp;per ridurre il rischio di trombosi. Dieta equilibrata, attività fisica regolare e stop al fumo sono strategie fondamentali. Tuttavia, ci sono fattori di rischio non modificabili, come l’età avanzata o alcune patologie, a partire dai tumori, che rendono necessaria una prevenzione farmacologica con anticoagulanti. Durante il convegno, gli esperti hanno evidenziato&nbsp;<strong>l’importanza di una maggiore consapevolezza sulla profilassi</strong>, sia in ambito ospedaliero che nella gestione a lungo termine dei pazienti a rischio. L’adozione di&nbsp;<strong>protocolli chiari</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>strumenti decisionali condivisi</strong>&nbsp;può migliorare l’aderenza alle raccomandazioni terapeutiche, riducendo la mortalità e il rischio di complicanze. Un’attenzione particolare, in questo senso,&nbsp;va dedicata alla&nbsp;<strong>gestione tempestiva e appropriata degli eventi trombotici acuti</strong>, per cui è importante garantire un accesso rapido alle terapie più efficaci, stabilire percorsi diagnostico-terapeutici chiari, migliorando la collaborazione tra specialisti per un&nbsp;<strong>intervento coordinato</strong>. Investendo sulla&nbsp;<strong>formazione del personale sanitario</strong>&nbsp;e l’utilizzo di strumenti innovativi che possano facilitare un approccio basato su evidenze scientifiche aggiornate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/">Trombosi, prevenzione e cure appropriate per fermare la strage silenziosa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Addio a Bruno Pizzul, storico telecronista sportivo italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 16:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Pizzul]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo sportivo italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia dell'Heysel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bruno Pizzul è scomparso all&#8217;età di quasi 87 anni presso l&#8217;ospedale di Gorizia. Nato l&#8217;8 marzo 1938 a Cormons, Udine, Pizzul è entrato nel cuore degli italiani come&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Bruno Pizzul è scomparso all&#8217;età di quasi 87 anni presso l&#8217;ospedale di Gorizia. Nato l&#8217;8 marzo 1938 a Cormons, Udine, Pizzul è entrato nel cuore degli italiani come voce narrante delle gesta della Nazionale di calcio, ricoprendo il ruolo di telecronista per cinque Mondiali e quattro Europei, fino al suo ritiro nel 2002, dopo Italia-Slovenia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver completato gli studi classici e laureatosi in giurisprudenza, Pizzul iniziò la sua carriera in Rai nel 1969, grazie a un concorso nazionale per radio-telecronisti. Il suo debutto avvenne con lo spareggio di Coppa Italia Juventus-Bologna nel 1970. Per quasi quaranta anni, la sua voce ha accompagnato le domeniche pomeriggio degli italiani, raccontando partite di Serie A e competizioni internazionali, a partire dalla storica vittoria del Milan in Coppa delle Coppe contro il Leeds Utd a Salonicco nel 1973.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo legame con la Nazionale italiana iniziò con i Mondiali del Messico nel 1970. Con l&#8217;uscita di scena di Nando Martellini, dal 1986 divenne la voce ufficiale degli Azzurri, un ruolo che mantenne fino ai Mondiali di Corea 2002. Ha anche condotto programmi di spicco come &#8220;Domenica Sprint&#8221; e &#8220;La Domenica Sportiva&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di entrare in Rai, Pizzul aveva anche tentato la carriera nel calcio, giocando come centromediano per squadre come Catania, Ischia, Udinese e Sassari Torres. Nonostante non fosse particolarmente talentuoso, la sua statura lo rendeva un giocatore di rilievo nei match.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lascia un&#8217;eredità indimenticabile nel giornalismo sportivo italiano, avendo vissuto momenti di grande sport con professionalità e passione, nonostante il rimpianto di non aver mai narrato un trionfo azzurro e la dolorosa esperienza della tragedia dell&#8217;Heysel, che avrebbe volentieri cancellato dalla sua memoria.</p>
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		<title>Addio a Gene Hackman: una leggenda del cinema ci lascia a 95 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 17:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Gene Hackman]]></category>
		<category><![CDATA[in New Mexico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono stato addestrato a essere un attore, non una star&#8221;&#160; Gene Hackman Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di Gene Hackman, deceduto il 26&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Sono stato addestrato a essere un attore, non una star&#8221;&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gene Hackman</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di <strong>Gene Hackman,</strong> deceduto il 26 febbraio 2025 all&#8217;età di 95 anni nella sua residenza di <strong>Santa Fe</strong>, in&nbsp;New Mexico. L&#8217;attore premio Oscar è stato trovato senza vita insieme alla moglie, <strong>Betsy Arakawa</strong>, e al loro cane. Le autorità locali hanno escluso segni di effrazione o gioco scorretto; le cause del decesso sono attualmente oggetto di indagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wxvXwr3cDr0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gene Hackman e la moglie trovati morti nella loro casa in New Mexico</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato il 30 gennaio 1930 a <strong>San Bernardino</strong>, in&nbsp;California, <strong>Eugene Alden Hackman </strong>ha avuto un&#8217;infanzia segnata da difficoltà familiari, che lo hanno portato a sviluppare una profonda comprensione della natura umana, elemento che avrebbe poi caratterizzato la sua arte recitativa. Dopo aver prestato servizio nei Marines,<strong> Hackman</strong> ha intrapreso la carriera di attore, trasferendosi a <strong>New York </strong>e studiando presso la Pasadena Playhouse. Nonostante gli inizi difficili, la sua determinazione lo ha portato a emergere nel panorama cinematografico internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La svolta nella carriera di<strong> Hackman</strong> è arrivata con il ruolo di Buck Barrow in <em><strong>&#8220;Gangster Story&#8221;</strong></em> (1967), che gli è valso la sua prima candidatura all&#8217;Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. Successivamente, ha consolidato la sua fama con interpretazioni in film come <em><strong>&#8220;Il braccio violento della legge&#8221;</strong></em> (1971), dove ha interpretato il detective Jimmy &#8220;Popeye&#8221; Doyle, ruolo che gli ha fruttato l&#8217;<strong>Oscar come Miglior Attore Protagonista</strong>. Nel 1992, ha vinto il suo <strong>secondo Oscar</strong>, questa volta come <strong>Miglior Attore Non Protagonista</strong>, per il ruolo dello sceriffo &#8220;Little&#8221; Bill Daggett in <strong><em>&#8220;Gli spietati&#8221;</em></strong>, diretto da <strong>Clint Eastwood</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le sue interpretazioni più iconiche, si ricorda quella del carismatico e astuto criminale Lex Luthor nei film di <em>&#8220;Superman&#8221; </em>degli anni &#8217;70 e &#8217;80, dove ha saputo dare profondità e ironia al personaggio, rendendolo memorabile per diverse generazioni di spettatori. La sua versatilità gli ha permesso di spaziare tra generi diversi, dalla commedia al dramma, passando per il thriller e il western.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla carriera cinematografica, <strong>Hackman </strong>ha coltivato una passione per la scrittura, pubblicando diversi romanzi di successo. Dopo il suo ritiro dalle scene nel 2004, ha dedicato gran parte del suo tempo alla letteratura e alla pittura, vivendo una vita lontana dai riflettori insieme alla moglie <strong>Betsy Arakawa</strong>, con la quale era sposato dal 1991.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scomparsa di <strong>Gene Hackman </strong>rappresenta una perdita incolmabile per il mondo del cinema. La sua capacità di incarnare personaggi complessi e sfaccettati, unita a una presenza scenica imponente, ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nella storia della settima arte. Il suo lavoro continuerà a ispirare attori, registi e appassionati di cinema per le generazioni a venire.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Carlo Di Stanislao</strong></p>
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		<title>Quasi 3mila bambini malnutriti rischiano di morire in Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 19:42:05 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Quasi 3.000 bambini sono stati tagliati fuori dalle cure per la malnutrizione acuta moderata e grave nel sud della Striscia di Gaza, mettendoli a rischio di morte, mentre le violenze e gli sfollamenti continuano a compromettere l&#8217;accesso alle strutture e ai servizi sanitari per le famiglie disperate. Questo numero, basato sui rapporti dei partner dell&#8217;Unicef che si occupano di nutrizione, equivale a circa tre quarti dei 3.800 bambini che, secondo le stime, stavano ricevendo cure salvavita nel sud prima dell&#8217;escalation del conflitto a Rafah. Il rischio incombente che un numero maggiore di bambini vulnerabili si ammali a causa della malnutrizione è altrettanto preoccupante. Mentre c&#8217;è stato un leggero miglioramento nella consegna degli aiuti alimentari al nord, l&#8217;accesso umanitario nel sud è diminuito drasticamente. I primi risultati dei recenti controlli sulla malnutrizione nei governatorati centrale e meridionale di Gaza indicano che i casi di malnutrizione moderata e grave sono aumentati dalla seconda settimana di maggio, quando la consegna degli aiuti e l&#8217;accesso umanitario sono stati significativamente limitati dall&#8217;escalation dell&#8217;offensiva di Rafah. &#8220;Da Gaza continuano a emergere immagini raccapriccianti di bambini che muoiono sotto gli occhi delle loro famiglie a causa della continua mancanza di cibo, di forniture nutrizionali e della distruzione dei servizi sanitari- ha dichiarato la Direttrice regionale dell&#8217;Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, Adele Khodr- Se non si riprendono rapidamente le cure per questi 3.000 bambini, corrono il rischio immediato e grave di ammalarsi in modo critico, di contrarre complicazioni potenzialmente letali e di unirsi alla lista crescente di bambini e bambine uccisi da questa insensata privazione causata dall&#8217;uomo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio di un aumento dei casi di malnutrizione arriva nello stesso momento in cui i servizi di trattamento della malnutrizione sono al collasso. Oggi funzionano solo due dei tre centri di stabilizzazione della Striscia di Gaza che trattano i bambini gravemente malnutriti. Nel frattempo, i piani per l&#8217;apertura di nuovi centri sono stati ritardati a causa delle operazioni militari in corso nella Striscia. Il trattamento di un bambino per la malnutrizione acuta richiede in genere dalle sei alle otto settimane di cure ininterrotte e richiede cibo terapeutico speciale, acqua sicura e altro supporto medico. I bambini malnutriti sono maggiormente esposti al rischio di contrarre malattie e altri problemi di salute a causa dell&#8217;accesso limitato all&#8217;acqua potabile, dello straripamento delle acque reflue, dei danni alle infrastrutture e della mancanza di articoli igienici. La produzione di acqua nella Striscia di Gaza è ora meno di un quarto di quella che veniva prodotta prima dell&#8217;intensificarsi delle ostilità in ottobre. &#8220;I nostri appelli sulla crescente mortalità infantile dovuta a una combinazione evitabile di malnutrizione, disidratazione e malattie avrebbero dovuto mobilitare un&#8217;azione immediata per salvare le vite dei bambini, eppure questa devastazione continua- ha detto Khodr- Con gli ospedali distrutti, le cure interrotte e i rifornimenti scarsi, siamo destinati ad altre sofferenze e morti di bambini&#8221;. Dall&#8217;ottobre 2023, l&#8217;Unicef ha raggiunto decine di migliaia di donne e bambini con servizi di prevenzione e trattamento della malnutrizione, tra cui l&#8217;uso di alimenti terapeutici pronti per l&#8217;uso, biscotti ad alto contenuto energetico e integratori di micronutrienti per le donne in gravidanza contenenti ferro e altri nutrienti essenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;Unicef ha preposizionato altre forniture nutrizionali che arriveranno nella Striscia di Gaza, se l&#8217;accesso lo consentirà- ha dichiarato Khodr- Le agenzie delle Nazioni Unite stanno cercando di ottenere garanzie che le operazioni umanitarie possano raccogliere e distribuire in sicurezza gli aiuti ai bambini e alle loro famiglie senza interruzioni. Abbiamo bisogno di migliori condizioni operative sul campo, con più sicurezza e meno restrizioni. Ma in definitiva, è di un cessate il fuoco che i bambini hanno più bisogno&#8221;.</p>
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		<title>Addio a Paolo Pininfarina, presidente dell&#8217;omonimo gruppo: lascia il mondo a 65 Anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/09/addio-a-paolo-pininfarina-presidente-dellomonimo-gruppo-lascia-il-mondo-a-65-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 19:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Pininfarina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo dell&#8217;industria e del design italiano è in lutto per la scomparsa di Paolo Pininfarina, presidente del celebre gruppo che porta il suo nome. Paolo, erede di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/09/addio-a-paolo-pininfarina-presidente-dellomonimo-gruppo-lascia-il-mondo-a-65-anni/">Addio a Paolo Pininfarina, presidente dell&#8217;omonimo gruppo: lascia il mondo a 65 Anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dell&#8217;industria e del design italiano è in lutto per la scomparsa di Paolo Pininfarina, presidente del celebre gruppo che porta il suo nome. Paolo, erede di una storica dinastia di designer, è deceduto all&#8217;età di 65 anni dopo una lunga malattia. Figlio del senatore a vita Sergio Pininfarina e nipote del leggendario fondatore dell&#8217;azienda, &#8216;Pinin&#8217; Farina, ha seguito le orme familiari diventando un punto di riferimento nel settore del design automobilistico e non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver completato i suoi studi in Ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, Paolo Pininfarina ha arricchito la sua formazione con esperienze negli Stati Uniti e in Giappone, consolidando così una visione internazionale che ha portato il gruppo Pininfarina a nuove vette di eccellenza e innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua scomparsa arriva a sedici anni di distanza da quella del fratello Andrea, tragicamente scomparso in un incidente stradale nel 2008, un evento che aveva profondamente segnato Paolo e l&#8217;intera famiglia Pininfarina. La perdita di Paolo Pininfarina lascia un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia ma in tutto il mondo del design e dell&#8217;automotive, dove il suo lavoro e la sua visione continueranno a essere fonte di ispirazione per le future generazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/09/addio-a-paolo-pininfarina-presidente-dellomonimo-gruppo-lascia-il-mondo-a-65-anni/">Addio a Paolo Pininfarina, presidente dell&#8217;omonimo gruppo: lascia il mondo a 65 Anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cinema. Morta Sandra Milo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 17:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È morta a 90 anni l&#8217;attrice Sandra Milo. Nata a Tunisi l&#8217;11 marzo del 1933, vero nome Salvatrice Elena Greco, fu musa del regista Federico Fellini e protagonista&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">È morta a 90 anni l&#8217;attrice Sandra Milo. Nata a Tunisi l&#8217;11 marzo del 1933, vero nome Salvatrice Elena Greco, fu musa del regista Federico Fellini e protagonista del cinema italiano negli anni Sessanta. Tra i suoi film più noti Il generale Della Rovere, Adua e le compagne, Fantasmi a Roma Giulietta degli spiriti e 8½. Sandra Milo ebbe quattro mariti e tre figli: Debora, Ciro e Azzurra. Si è spenta a Roma tra l&#8217;affetto dei suoi cari.</p>
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