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	<title>tumore Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Resilienza e amore: Daniela e Walter, la coppia che ha affrontato quattro diagnosi di cancro insieme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 16:52:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ho cominciato la mia avventura medica a 40 anni, nel 2001, quando mi è stato diagnosticato un cancro allo stomaco; poi nel 2010 ho avuto un carcinoma al seno, mentre nel 2014 una recidiva al seno, per cui mi sono dovuta sottoporre a chemio e radioterapia. Ho avuto anche altri tumori, ma per fortuna benigni [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ho cominciato la mia avventura medica a 40 anni, nel 2001, quando mi è stato diagnosticato un cancro allo stomaco; poi nel 2010 ho avuto un carcinoma al seno, mentre nel 2014 una recidiva al seno, per cui mi sono dovuta sottoporre a chemio e radioterapia. Ho avuto anche altri tumori, ma per fortuna benigni e di minore entità. In tutti questi anni ho avuto accanto a me Walter, mio marito, che mi ha sempre supportata. Nel settembre scorso, però, lui da &#8216;spettatore&#8217; è diventato &#8216;protagonista&#8217;, perché durante alcuni controlli a seguito di un intervento è emerso che aveva un carcinoma al rene&#8221;. Daniela Manias, romana di 63 anni, ex paziente oncologica e da anni volontaria della Fondazione IncontraDonna, ha raccontato alla Dire la sua lunga e complessa esperienza legata al tumore, in occasione della presentazione ieri a Roma, presso il ministero della Salute, della nuova campagna nazionale &#8216;Prevenzione Oncologica Maschile&#8217; promossa da Fondazione IncontraDonna in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. &#8220;Oggi sono qui per accompagnare mio marito a questa iniziativa- ha proseguito- perché anche lui è diventato un testimone diretto dell&#8217;importanza della sensibilizzazione in tema di prevenzione oncologica maschile&#8221;. Walter Patrignani, 65 anni, anche lui romano, ha scoperto la sua malattia quasi per caso. È sposato da 40 anni con la signora Daniela e hanno quattro figli, dai 24 ai 37 anni. Appassionato di ciclismo, qualche mese fa, a seguito di una caduta dalla bicicletta, è stato ricoverato per un forte dolore alla schiena dovuto però non all&#8217;impatto per l&#8217;incidente ma, come emerso da una tac, alla presenza di un calcolo al rene. &#8220;Erano necessari ulteriori accertamenti ma lui esitava nel prendere un nuovo appuntamento dal medico- racconta ancora sua moglie Daniela- così alla fine sono stata io ad alzare il telefono e a fissargli una visita dall&#8217;urologo, il quale ha reputato opportuno operarlo subito, perché era passato troppo tempo dal suo incidente in bici. L&#8217;intervento per la rimozione del calcolo andò bene, ma durante i controlli post operatori è emerso che aveva un carcinoma all&#8217;altro rene. Quindi si è sottoposto ad un nuovo intervento. Certo, il percorso è ancora lungo e da qui a 5 anni dovrà fare delle visite ravvicinate, come tutte le persone che affrontano un percorso oncologico, ma per fortuna siamo riusciti ad arrivare in tempo&#8221;. Dopo tanti anni passati a supportare la moglie malata oncologica, quindi, Walter si è ritrovato a combattere lui stesso contro un tumore. Cosa ha significato per lei? &#8220;Nonostante i lunghi e difficili anni trascorsi accanto a Daniela, non ero pronto ad affrontare in prima persona una esperienza del genere, mi sono sentito spiazzato- ha raccontato Walter alla Dire- sicuramente avrei preferito non viverla, però alla fine l&#8217;ho attraversata con la giusta calma. Mia moglie aveva superato ostacoli peggiori dei miei e il mio non era nulla in confronto. Il mio intervento al Campus Bio-Medico è andato molto bene, anche perché oggi ci sono a disposizione della medicina sistemi mininvasivi veramente eccezionali. Ne sono uscito vincitore, almeno per ora. Poi ovvio, per i prossimi cinque anni dovrò sottopormi a screening piuttosto ravvicinati, ogni tre mesi, perché purtroppo il carcinoma al rene tende a ripresentarsi&#8221;. Ma Walter dopo la sua esperienza ha capito fino in fondo l&#8217;importanza della prevenzione, per questo ieri era al ministero. &#8220;Gli uomini sono un po&#8217; più fifoni- dice- e tendono ad andare dal medico solo quando spinti da una impellente necessità. Dovrebbero invece farlo prima, perché purtroppo, come nel mio caso, a volte le malattie oncologiche possono arrivare da un momento all&#8217;altro e peggiorare se non diagnosticate per tempo. Solo due mesi prima dal mio ultimo controllo non avevo nulla, poi ho scoperto, grazie anche alla spinta di mia moglie, che era arrivato il tumore al rene. Questo ci deve far riflettere. La salute è come una macchina: se la mantieni bene dura e funziona, altrimenti se la trascuri può capitare che ti lasci per strada&#8221;. Infine, l&#8217;importanza della comunicazione sulle patologie oncologiche, a partire dai termini: &#8220;Fino a non troppo tempo fa il tumore era definito il &#8216;male incurabile&#8217;, oggi finalmente fa molta meno paura e lo si chiama con il suo nome- ha aggiunto Daniela- anche la parola &#8216;metastasi&#8217; prima incuteva terrore, mentre adesso non è più un tabù. Lo scorso 13 ottobre, in Campidoglio, abbiamo celebrato anche la prima giornata Giornata nazionale del tumore metastatico. Questo per dire che parlarne è importante: quando con la Fondazione IncontraDonna andiamo sui treni per parlare di prevenzione oncologica incontriamo persone disponibili che addirittura ci ringraziano, ma altre, per lo più i giovani, sono ancora ostili all&#8217;argomento, ci dicono che &#8216;porta male&#8217; e non vogliono sentirne parlare. C&#8217;è ancora da lavorare, ma sono certa che cambierà&#8221;, ha concluso.</p>
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		<title>Salute. Fruttosio &#8220;addolcisce&#8221; tumore e potenzia risposta immunitarie</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 16:45:24 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo la carne, è tempo di riconsiderare anche il ruolo dello zucchero nella lotta al cancro. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dello Shanghai Chest Hospital e dell&#8217;università Jiao Tong di Shanghai ha rivelato che il fruttosio, uno zucchero semplice, contenuto naturalmente nella frutta, nel miele e, in forma di additivo, in alcuni alimenti dolci, può essere un alleato prezioso del nostro sistema immunitario nel contrastare il tumore. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Cell Metabolism e commentati in un editoriale riportato su Nature Immunology. &#8220;Che il fruttosio sia associato alla crescita di alcuni tumori, come quelli intestinali, e delle mestastasi- commenta il presidente della Fondazione Melanoma e oncologo al Pascale di Napoli, Paolo Ascierto- lo sapevamo da tempo. Quello che fino ad oggi risultava ancora poco chiaro è il suo impatto sulla risposta immunitaria anti-tumorale&#8221;. &#8220;Il nuovo studio- prosegue- colma in parte questa lacuna e mostra che una dieta ricca di fruttosio è in grado di rafforzare la risposta immunitaria contro il cancro, controllandone la crescita. Il fruttosio alimentare dunque promuove l&#8217;immunità antitumorale delle cellule&#8221;. Nello studio i ricercatori hanno nutrito un gruppo di topolini con melanoma con una dieta ricca di fruttosio e un altro con una dieta normale. Ebbene, dopo già due settimane i topi alimentati con una dieta ad alto contenuto di fruttosio hanno registrato una significativa riduzione della crescita tumorale e della letalità indotta dal tumore, rispetto a quelli del gruppo di controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche uno studio precedente condotto su topi con carcinoma polmonare ha dimostrato che nutrire gli animali con una dieta ad alto contenuto di fruttosio ha ridotto le dimensioni del tumore e aumentato la sopravvivenza. &#8220;Nel nuovo studio- sottolinea Ascierto- i ricercatori cinesi hanno osservato che il fruttosio alimentare aumenta la risposta immunitaria dei linfociti T denominati CD8+, che hanno la funzione di identificare e uccidere le tumorali, controllando così la progressione della malattia. In particolare, il consumo di fruttosio ha innescato la produzione di leptina, l&#8217;ormone prodotto dal tessuto adiposo che segnala al cervello la sensazione di sazietà, sia nel sangue che nel tessuto tumorale. L&#8217;aumento della leptina è associato all&#8217;incremento dell&#8217;attività dei linfociti T antitumorali, potenziandone così la risposta immunitaria contro il cancro&#8221;. Inoltre, i ricercatori hanno anche rilevato che i livelli più elevati di leptina nel plasma sono correlati con l&#8217;aumentata attività delle cellule T antitumorali nei pazienti con cancro ai polmoni. &#8220;Ma attenzione- precisa Ascierto- lo studio non indica che fare incetta di zuccheri aiuti automaticamente a contrastare il tumore. Piuttosto i risultati suggeriscono che, come per la carne che contiene un ingrediente chiave (Tva) in grado di potenziare l&#8217;immunoterapia, anche per lo zucchero, in particolare per il fruttosio, potrebbe non essere tutto bianco o nero&#8221;. &#8220;Sono dunque necessari ulteriori studi- conclude l&#8217;esperto- che ci aiutino a comprendere se e come possiamo sfruttare il fruttosio per rafforzare l&#8217;azione del nostro sistema immunitario contro il cancro&#8221;.</p>
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		<title>Oblio oncologico. Via libera Senato</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 18:03:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aula del Senato ha approvato in via definitiva e all&#8217;unanimità il ddl sull&#8217;oblio oncologico, approvato dalla Camera. I sì sono stati 139. Le finalità del testo sull&#8217;oblio oncologico sono definite dall&#8217;articolo 1, che si concentra sulla parità di trattamento e non discriminazione, garantendo il diritto all&#8217;oblio per le persone guarite da patologie oncologiche. Gli articoli [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aula del Senato ha approvato in via definitiva e all&#8217;unanimità il ddl sull&#8217;oblio oncologico, approvato dalla Camera. I sì sono stati 139.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le finalità del testo sull&#8217;oblio oncologico sono definite dall&#8217;articolo 1, che si concentra sulla parità di trattamento e non discriminazione, garantendo il diritto all&#8217;oblio per le persone guarite da patologie oncologiche. Gli articoli 2, 3 e 4 disciplinano le condizioni per rispettare il diritto all&#8217;oblio oncologico in diversi ambiti. In particolare, l&#8217;articolo 2 stabilisce che non può essere richiesta alcuna informazione sulla salute della persona contraente riguardante patologie oncologiche già guarite, a condizione che siano trascorsi più di dieci anni dal termine del trattamento attivo, senza recidiva; il periodo può essere ridotto a cinque anni se la patologia si è manifestata prima del ventunesimo anno di età; vengono anche vietati costi aggiuntivi o trattamenti diversi per il contraente. L&#8217;articolo 3 modifica la legge sull&#8217;adozione, stabilendo che le indagini sulla salute degli aspiranti genitori adottivi non possono riguardare patologie oncologiche se sono trascorsi almeno dici anni dalla conclusione del trattamento terapeutico senza recidive. L&#8217;articolo 4 estende il divieto di richiedere informazioni sulla salute dei candidati, in particolare per patologie oncologiche, nell&#8217;ambito delle procedure concorsuali e selettive. L&#8217;articolo 5 stabilisce disposizioni transitorie e finali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Oggi scriviamo una pagina importante. In Italia 3,6 milioni di pazienti sono malati di cancro, di cui un milione può considerarsi guarito. Queste persone venivano discriminate nel contesto sociale, nel lavoro e nell&#8217;espletamento dei propri diritti: chi è stato malato lo era per sempre. La legge che approviamo, già presentata nella scorsa legislatura e rimasta sul tavolo, tocca tutti i punti più importanti, grazie all&#8217;impegno dell&#8217;Intergruppo &#8216;La Salute è un bene da difendere&#8217; e delle associazioni dei pazienti: è stato un lavoro di squadra per trovare insieme una strada per restituire dignità ai tanti guariti. A tutti loro auguriamo oggi una buona nuova vita&#8221;. Così in una nota la senatrice della Lega Elena Murelli, capogruppo in commissione Affari sociali, a margine dell&#8217;approvazione del ddl sull&#8217;oblio oncologico.</p>
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		<title>Salute. Supporto nutrizionale per pazienti oncologici: la richiesta delle associazioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/09/28/salute-supporto-nutrizionale-per-pazienti-oncologici-la-richiesta-delle-associazioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 15:58:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La malnutrizione nel paziente affetto da tumore, causata sia dal tumore stesso che dal suo trattamento, è un problema clinico e di salute pubblica che colpisce tra il 30 e&#160;il 50% dei pazienti. Il supporto nutriziale del paziente oncologico è stato al centro dell&#8217;incontro che si è tenuto oggi nella sala Capitolare del Senato. Promosso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/09/28/salute-supporto-nutrizionale-per-pazienti-oncologici-la-richiesta-delle-associazioni/">Salute. Supporto nutrizionale per pazienti oncologici: la richiesta delle associazioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La<strong> malnutrizione nel paziente affetto da tumore</strong>, causata sia dal tumore stesso che dal suo trattamento, è un problema clinico e di salute pubblica che colpisce <strong>tra il 30 e&nbsp;</strong><strong>il 50% dei pazienti</strong>. Il supporto nutriziale del paziente oncologico è stato al centro dell&#8217;incontro che si è tenuto oggi nella sala Capitolare del Senato. Promosso dalla senatrice <strong>Tilde Minasi</strong>, presidente dell&#8217;Intergruppo Parlamentare &#8216;Oncologia: Prevenzione, Ricerca e Innovazione&#8217;, l&#8217;incontro dal titolo <strong>&#8216;Screening precoce e supporto nutrizionale del paziente oncologico: a che punto siamo?&#8217;</strong>, è stato l&#8217;occasione di confronto tra Istituzioni, società scientifiche, clinici e associazioni di pazienti. Per fare il punto sul tema della Nutrizione Clinica in Italia e condividere soluzioni e azioni normative atte a risolvere le criticità ancora presenti nella gestione dello stato nutrizionale del paziente oncologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8216;È fondamentale che le Istituzioni siano sempre più <strong>sensibili</strong> al tema della nutrizione del paziente oncologico, e il convegno odierno vuole testimoniare proprio questo tipo di impegno- ha detto la senatrice Tilde Minasi all&#8217;apertura dell&#8217;incontro- L&#8217;<strong>equità dell&#8217;accesso ai supplementi nutrizionali orali </strong>(ONS) per tutti i pazienti oncologici in Italia è <strong>essenziale</strong> per garantire la prosecuzione delle terapie salvavita cui essi devono sottoporsi. È necessario fornire risposte concrete in termini di piena rimborsabilità da parte del SSN degli ONS e degli AFMS, garantendo screening nutrizionali sempre più capillari, da&nbsp;effettuarsi immediatamente dopo la diagnosi di tumore. Punti fondamentali questi anche per superare le forti <strong>disparità regionali</strong>, per aumentare il grado di successo delle cure anche in termini di contenimento dei costi per il SSN, e per non aggiungere alla già drammatica condizione della malattia un aggravio economico per i pazienti. La nutrizione clinica è infatti uno dei primi temi che abbiamo affrontato con l&#8217;Intergruppo &#8216;Oncologia: Prevenzione, ricerca e innovazione&#8217; e che intendiamo portare avanti in questa Legislatura&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La malnutrizione nel paziente affetto da tumore, riscontrata già alla diagnosi nel 30% circa dei casi, è una<strong> malattia nella malattia, </strong>che porta a ripercussioni negative tanto sull&#8217;efficacia delle cure quanto sui costi a carico del nostro Sistema Sanitario Nazionale, dovuti all&#8217;aumento delle complicanze, al ritardo nei tempi di dimissione e a ricoveri ripetuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, malnutrizione in oncologia,<strong> aumenta di 2,6 volte il tasso di mortalità</strong>, di 3 volte il tasso di complicanze e del 30% la durata della degenza rispetto ai pazienti con uno stato&nbsp;nutrizionale nella norma, senza dimenticare che esiti clinici e qualità della vita dipendono spesso da un appropriato percorso nutrizionale. È urgente, quindi, un cambio di visione e di approccio sia da parte del mondo clinico che da parte delle Istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8216;Fortunatamente negli ultimi anni la <strong>consapevolezza dell&#8217;importanza della nutrizione</strong> nei pazienti con tumore, per tollerare meglio le cure, sta aumentando- ha aggiunto il professor Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo- è in atto un&#8217;evoluzione rispetto al passato, infatti, quando oggi parliamo di&nbsp;alimentazione e nutrizione in questo paziente, non si parla soltanto di benessere, ma delle possibilità che il malato ha di essere adeguatamente curato e di considerare il supporto&nbsp;nutrizionale come parte integrante del percorso terapeutico. Su questo punto, le Società Scientifiche di riferimento lamentano la scarsa consapevolezza del problema, ma stanno cercando di definire strumenti semplici per l&#8217;oncologia, al fine di inquadrare velocemente il rischio nutrizionale e la presenza di malnutrizione. Un altro aspetto importante è quello di <strong>arricchire il curriculum dei medici</strong> laureandi con elementi di nutrizione clinica per dare loro una base di conoscenza che gli permetta di valorizzare gli strumenti utili a riconoscere precocemente la condizione e contrastare, eventualmente, le forme debilitanti&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante sia evidente che la malnutrizione incida negativamente su sopravvivenza, Qualità di Vita (QoL) e tolleranza ai trattamenti, molti pazienti ancora oggi non ricevono un adeguato supporto nutrizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8216;L&#8217;appropriato e tempestivo supporto nutrizionale è fondamentale per una corretta presa in carico del paziente, punto già emerso nella carta dei diritti del paziente oncologico&nbsp;pubblicata da FAVO nel 2016 e ad oggi ancora disattesa in troppe realtà- ha spiegato la dottoressa<strong> Laura Del Campo</strong>, direttore Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO)- Riteniamo che i pazienti abbiano il<strong> diritto alla corretta informazione,</strong> al counseling nutrizionale, allo screening e al monitoraggio dello stato nutrizionale, così come all&#8217;accesso e all&#8217;integrazione nutrizionale orale equo per tutti.&nbsp;È quindi fondamentale che i malati siano consapevoli dei propri diritti, attraverso strumenti informativi, validati dal punto di vista scientifico, ma chiari e semplici&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riccardo Caccialanza</strong> Direttore S.C. Dietetica e Nutrizione clinica, Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo, Pavia, ha parlato dell&#8217;esempio <strong>Lombardia, che ha &#8216;avviato la&nbsp;</strong><strong>riorganizzazione della nutrizione clinica</strong> su tutto il territorio. Un inizio molto importante perché veniamo da 30 anni di de-regolamentazione. Ora stiamo iniziando a tracciare i&nbsp;prescrittori della nutrizione domiciliare in tutti gli ospedali lombardi e attrezzarci con una piattaforma digitale per il monitoraggio&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Società Scientifiche, Istituzioni e Associazioni pazienti hanno condiviso la necessità dell&#8217;inserimento degli Alimenti ai Fini Medici Speciali (AFMS) e in particolare l&#8217;inserimento dei Supplementi Nutrizionali Orali (ONS) per il paziente oncologico nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Una scelta che, diversamente da quanto si possa pensare, ha costi contenuti in assoluto e, soprattutto, rispetto ai benefici che ne derivano per il paziente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, oltre agli aspetti clinici, non va trascurato l&#8217;impatto negativo sui costi per il servizio sanitario:<strong> i pazienti malnutriti rispondono meno alle terapie, </strong>in particolare a quelle oncologiche e, in media, ricorrono maggiormente a ricoveri ospedalieri ripetuti e/o con un significativo prolungamento della degenza ospedaliera. Infatti, si stima che una corretta integrazione nutrizionale possa portare un risparmio di costi pari al 12,2% associato ad una significativa riduzione della mortalità, delle complicazioni e dei giorni di degenza:&nbsp;come evidenziato da un altro studio, un supporto nutrizionale precoce porta ad una riduzione della degenza di 2,1 giorni, ha spiegato <strong>Michela Zanetti,</strong> presidente Società Italiana Nutrizione Artificiale e Metabolismo e Direttore UCO Geriatria Ospedale&nbsp;Maggiore ASUGI Trieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prezioso anche il contributo del Direttore Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Endocrino-mataboliche ed Invecchiamento dell&#8217;ISS Marco Silano, che ha detto: &#8216;La formazione sulla nutrizione umana del personale medico è uno <strong>strumento importantissimo </strong>e su cui è necessario lavorare per poter offrire un&#8217;assistenza completa al paziente oncologico&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il messaggio del Direttore Generale per l&#8217;Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione del Ministero della Salute<strong> Ugo Della Marta</strong>, che durante il confronto ha ringraziato la senatrice Minasi e tutti i presenti &#8216;per aver dato centralità a una problematica così impattante, e purtroppo non sempre conosciuta, rinnovando l&#8217;invito a un <strong>dialogo costante</strong> per trovare insieme al Ministero della Salute, e al più presto, le soluzioni adeguate per migliorare la presa in carico dei pazienti oncologici nel nostro Paese, anche dal punto di vista nutrizionale, assicurando a tutti i malati oncologici un accesso equo agli ONS e agli AFMS&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A manifestare la propria sensibilità e presa in carico del tema, anche l&#8217;onorevole <strong>Ylenja Lucaselli, la senatrice Elena Murelli, e la senatrice Elisa Pirro,</strong> che hanno testimoniato la&nbsp;propria consapevolezza sul tema di una corretta nutrizione da abbinare ai percorsi di cura oncologici, auspicando un rapido e ciclico aggiornamento dei LEA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/09/28/salute-supporto-nutrizionale-per-pazienti-oncologici-la-richiesta-delle-associazioni/">Salute. Supporto nutrizionale per pazienti oncologici: la richiesta delle associazioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. Cure palliative, Gimema: &#8220;Benefici in pazienti con tumore in fase avanzata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 10:00:34 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/05/19/sanita-cure-palliative-gimema-benefici-in-pazienti-con-tumore-in-fase-avanzata/">Sanità. Cure palliative, Gimema: &#8220;Benefici in pazienti con tumore in fase avanzata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;errore di fondo è pensare che le cure palliative debbano entrare in gioco quando non c&#8217;è più speranza, ma non è così, perché se affianchiamo tali cure alla terapia oncologica standard nel paziente in fase avanzata ci sono una serie di benefici a 360 gradi, a partire da una migliore gestione dei sintomi, fino ad una migliore qualità di vita e ad una migliore qualità dell&#8217;assistenza sanitaria che possiamo fornire.<br>Questo è quello che, ormai da qualche anno, si è visto da studi internazionali&#8221;. Lo ha detto Fabio Efficace, responsabile dell&#8217;Unità Qualità di vita &#8211; Gimema, intervistato dalla Dire oggi a Roma in occasione del convegno dal titolo &#8216;Le cure palliative precoci in emato-oncologia: la nuova risposta ai bisogni di pazienti e caregivers&#8217;, promosso e organizzato dalla Fondazione GIMEMA &#8211; Franco Mandelli ONLUS con il patrocinio di AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma), AIOM (Associazione Italiana di Oncologia), SIE (Società Italiana di Ematologia), UNIMORE-Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, SICP (Società Italiana di Cure Palliative), e il supporto delle sezioni di AIL Roma e Bari. &#8220;In Italia- ha proseguito Efficace- il problema dell&#8217;integrazione delle cure palliative precoci e simultanee alle terapie oncologiche, sia nell&#8217;oncologia dei tumori solidi sia nell&#8217;ematologia, è importantissimo. All&#8217;atto pratico, infatti, viene più difficile integrare tali cure alle terapie oncologiche perché (nel nostro Paese, ndr) ci sono una serie di problemi di natura amministrativa e anche culturali. Ma il fatto che oggi ne abbiamo discusso qui con i massimi esperti nazionali e internazionali è sicuramente un passo importante- ha concluso- affinché questo approccio venga sempre più utilizzato nel contesto clinico&#8221;.</p>
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		<title>Salute. Storia di Angelica, mamma dopo tumore raro inoperabile e terapia sulla pelvi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/05/12/salute-storia-di-angelica-mamma-dopo-tumore-raro-inoperabile-e-terapia-sulla-pelvi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi diventare mamma dopo un tumore non è qualcosa che si possa dare per scontato, tanto meno se si è in presenza di una neoplasia rara, non operabile, e per affrontarla occorre un trattamento radicale in quella parte del corpo femminile che custodisce la fertilità. Angelica, invece, ci è riuscita. Questa è la sua storia: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/05/12/salute-storia-di-angelica-mamma-dopo-tumore-raro-inoperabile-e-terapia-sulla-pelvi/">Salute. Storia di Angelica, mamma dopo tumore raro inoperabile e terapia sulla pelvi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi diventare mamma dopo un tumore non è qualcosa che si possa dare per scontato, tanto meno se si è in presenza di una neoplasia rara, non operabile, e per affrontarla occorre un trattamento radicale in quella parte del corpo femminile che custodisce la fertilità. Angelica, invece, ci è riuscita. Questa è la sua storia: nel maggio 2019, dalla Campania, la giovane donna arriva al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia, con una diagnosi di condrosarcoma di grado 1 del sacro, vicinissimo a retto, utero e ovaie. Oggi stringe tra le braccia la sua piccola Federica, che ha quasi cinque mesi.<br>Nel mezzo, un ciclo di adroterapia sulla pelvi con ioni carbonio, la forma più avanzata di radioterapia, preceduto da un intervento del tutto insolito di dislocazione contemporanea del retto, dell&#8217;utero e delle ovaie per porre queste strutture al sicuro dal fascio di radiazioni e poterne erogare una dose radicale sul tumore.<br>E poi il piccolo grande miracolo: una gravidanza spontanea, tanti ostacoli superati uno alla volta, grazie alla determinazione di Angelica e al coraggio di un gruppo di dottoresse del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao) e del Policlinico San Matteo, che hanno creduto in lei, nella forza della vita e della scienza.<br>&#8216;Ho scoperto di essere rimasta incinta durante il weekend della Festa della Mamma dell&#8217;anno scorso- racconta Angelica- e dopo le terapie cui mi ero sottoposta, non mi aspettavo che potesse accadere per vie naturali né di avere una gravidanza in cui tutto è stato davvero perfetto. All&#8217;inizio ero molto spaventata, avevo mille dubbi, non si sapeva come avrebbe reagito il mio corpo. Per questo ho deciso di farmi seguire là dove erano stati in grado di trattare il mio tumore e conoscevano bene la mia storia. Pavia mi aveva ridato la vita e la possibilità di dare la vita: la mia bambina doveva nascere lì&#8217;.<br>&#8216;La dottoressa Amelia Barcellini del Cnao e la dottoressa Chiara Cassani del Policlinico San Matteo- prosegue- mi hanno preso per mano e da quel momento mi sono sentita al sicuro, ho ritrovato la serenità. Tanto che all&#8217;ultimo mese di gravidanza mi sono trasferita a Pavia, per essere certa che, anche in caso di parto prematuro, sarei stata assistita dalle &#8216;mie&#8217; dottoresse&#8217;.<br>Prima di poter diventare mamma, Angelica doveva affrontare il male che l&#8217;aveva colpita. &#8216;Escluso l&#8217;approccio chirurgico- informa Amelia Barcellini, radioterapista oncologo del Cnao- per trattare il suo tumore serviva una dose radicale, quindi elevata, di adroterapia, non compatibile con quella tollerata dagli organi a rischio adiacenti, in particolare il retto e, data la giovane età di Angelica, l&#8217;utero e le ovaie&#8217;.<br>&#8216;Per distanziare retto e utero- aggiunge- abbiamo usato un dispositivo in silicone, detto &#8216;spacer&#8217;. Se le ovaie fossero state lasciate in sede, avrebbero ricevuto una dose di radiazioni tale da renderle inattive dal punto di vista ormonale, determinando anche una menopausa radio-indotta. Per evitare che questo accadesse, occorreva dislocarle affinché non risentissero neanche di una eventuale minima dose di irradiazione. Poiché ogni intervento sulle ovaie non è esente da rischi, Angelica si è sottoposta anche a una crioconservazione ovocitaria, per permetterle in un futuro di diventare madre. Abbiamo seguito la sua funzionalità ormonale durante tutti i controlli, senza mai evidenziare delle alterazioni&#8217;.<br>&#8216;Nello specifico- spiega il professor Lorenzo Cobianchi, chirurgo del Policlinico San Matteo che ha eseguito l&#8217;intervento di dislocazione degli organi vicini al tumore- le ovaie sono state anteriorizzate fissandole alla parete addominale, dopo aver dislocato il retto e l&#8217;utero con uno spacer in modo da risparmiare queste strutture dal fascio di particelle&#8217;.<br>&#8216;A nostra conoscenza- rende noto Maria Rosaria Fiore, medico radioterapista oncologo del Cnao e referente del trattamento dei sarcomi dell&#8217;osso- è la prima volta al mondo che si eseguiva un trattamento con ioni carbonio alla pelvi preceduto da una procedura di questo tipo per proteggere la fertilità. Le sedute si sono svolte nell&#8217;estate del 2019 e nella primavera 2022 Angelica ci ha comunicato di essere incinta&#8217;.<br>Terminata la terapia, Angelica non accusa particolare tossicità, il retto non ha subìto danni, le sue ovaie e l&#8217;utero hanno ricevuto una dose di radiazioni praticamente nulla. Le mestruazioni sono regolari, ecograficamente le ovaie risultano funzionanti, il follow up oncologico è sempre negativo, ma il fatto che sia riuscita a rimanere gravida spontaneamente assume subito i contorni di una vicenda eccezionale.<br>&#8216;A partire dalla ventesima settimana- afferma Chiara Cassani, ginecologa oncologa del Policlinico San Matteo che ha fatto nascere la piccola Federica- abbiamo sottoposto Angelica a ecografie mensili per monitorare il funzionamento della placenta e la corretta crescita della bambina. Non essendoci dati di letteratura specifici di gravidanza dopo adroterapia, abbiamo ritenuto che gli eventuali rischi potessero essere assimilabili a quelli riportati per la radioterapia convenzionale con raggi X, in primis il rischio di ritardo nella crescita fetale. Rischio scongiurato perché la gravidanza non ha dato problemi e Federica è cresciuta regolarmente&#8217;.<br>&#8216;Lo scorso 23 dicembre- dichiara inoltre- è stato pianificato un parto cesareo a carattere tutelativo. A causa delle radiazioni, infatti, il rischio di frattura sacrale durante un parto naturale era elevato. Sempre in base ai dati sulla radioterapia con fotoni, con dosi tuttavia più basse rispetto a quelle erogate ad Angelica, vi era un rischio di sanguinamento alla nascita che ci preoccupava. Ma anche queste nubi si sono diradate, il parto si è svolto senza complicanze e, il giorno di Santo Stefano, Angelica e la sua bambina erano già a casa, perfettamente in salute&#8217;.<br>Un risultato a cui non si sarebbe arrivati senza sciogliere un dubbio importante: quale anestesia era quella giusta per Angelica, le cui radici nervose erano state esposte a radiazioni, con possibili conseguenze sulla loro sensibilità agli anestetici comunemente usati durante le procedure ostetriche? In questo caso entrano in gioco le anestesiste del Policlinico San Matteo, le dottoresse Maria Paola Delmonte e Federica Broglia. &#8216;Per decidere- raccontano- volevamo osservare i cambiamenti del terzo trimestre. Abbiamo visitato Angelica: era in una situazione perfettamente nella norma, senza alcuna ripercussione emodinamica, di stabilità, di deambulazione o di sensibilità. Se non avessimo conosciuto la sua storia, non l&#8217;avremmo distinta da tante altre mamme in dirittura d&#8217;arrivo al parto&#8217;.<br>&#8216;Dopo diverse valutazioni fatte insieme alla paziente e discussioni con il tutto il team che stava seguendo il suo caso- continuano- abbiamo puntato sull&#8217;anestesia peridurale che, agendo localmente, è quella più sicura per mamma e bambino. E tutto è andato per il meglio&#8217;.<br>Questa di Angelica, insomma, è più di una storia: racconta di una giovane donna che affronta un tumore raro, riuscendo a diventare mamma contro ogni pronostico, ma testimonia anche i risultati cui possono arrivare due strutture d&#8217;eccellenza che uniscono le forze in una collaborazione multidisciplinare.<br>Ed è anche la storia di un gruppo di dottoresse che gettano il cuore oltre l&#8217;ostacolo e si mettono alla prova in un percorso dall&#8217;esito tutt&#8217;altro che scontato. &#8216;Date le molte incognite che circondavano questa gravidanza- sottolineano- per noi sarebbe stato più &#8216;comodo&#8217; farla terminare appena possibile, facendo nascere la bambina alla trentaseiesima settimana con una piccola prematurità. Invece ci abbiamo creduto fino in fondo, fissando la data del parto due giorni prima del Natale, in modo che Federica restasse per tutto il tempo necessario nella pancia della mamma.<br>Ed è stata una nostra precisa scelta.<br>&#8216;I pazienti- concludono- hanno già il peso della malattia da portare sulle spalle, ci sono momenti in cui deve essere il medico ad avere il coraggio di prendere delle decisioni, con tutto il carico di responsabilità che queste comportano&#8217;.<br>Successivamente al parto, un esame istologico della placenta non ha rilevato alcun segno del trattamento radiante. Oggi, tra un controllo e l&#8217;altro, Angelica cerca di non pensare al tumore e di concentrarsi sulla sua vita, la sua famiglia e la sua splendida Federica.<br>Guardandosi indietro, sa di essere stata protagonista di un piccolo miracolo e desidera raccontare la sua storia, perché possa infondere speranza a tante altre donne. Ha poco più di 30 anni e guarda fiduciosa al futuro, augurandosi di poter avere presto anche un secondo bambino.</p>
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		<title>Salute. AGIA: &#8220;Oblio oncologico segno civiltà, ma cautela nei casi di adozione&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 19:12:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Chi ha avuto un tumore ed è guarito può adottare un bambino?&#8221;. La questione è stata al centro di un&#8217;audizione dell&#8217;Autorità garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza Carla Garlatti, tenutasi stamattina al Consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro a proposito di una proposta di legge del Cnel che mira a introdurre in Italia l&#8217;oblio oncologico. &#8220;Non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/15/salute-agia-oblio-oncologico-segno-civilta-ma-cautela-nei-casi-di-adozione/">Salute. AGIA: &#8220;Oblio oncologico segno civiltà, ma cautela nei casi di adozione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Chi ha avuto un tumore ed è guarito può adottare un bambino?&#8221;. La questione è stata al centro di un&#8217;audizione dell&#8217;Autorità garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza Carla Garlatti, tenutasi stamattina al Consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro a proposito di una proposta di legge del Cnel che mira a introdurre in Italia l&#8217;oblio oncologico. &#8220;Non esiste ad oggi alcun divieto di adottare nei confronti di persone che hanno alle spalle esperienze di malattie tumorali- dice Garlatti- Va fatto un accertamento caso per caso, che coinvolge numerosi fattori e che è giustificato dalla responsabilità di scegliere il futuro per un bambino che ha un trascorso di abbandono e sofferenza&#8221;. L&#8217;iniziativa del Cnel va infatti a investire, oltre che questioni di natura finanziaria e assicurativa dei consumatori, anche alcuni aspetti della legge 184 del 1983 che fissa le norme sull&#8217;adozione dei minorenni. &#8220;Per un adeguato bilanciamento tra i diritti dei potenziali futuri genitori e quelli dei bambini e ragazzi serve cautela, soprattutto superando ogni visione adultocentrica- prosegue a margine dell&#8217;audizione Carla Garlatti- Occorre che la considerazione dell&#8217;interesse superiore del minorenne sia preminente, per cui a mio avviso è meglio evitare ogni automatismo anche perché va considerato che la prognosi di recidiva varia a seconda del tipo di tumore e che in questo campo la scienza sta facendo progressi importanti. Quello che bisogna domandarsi è se nel caso concreto le possibilità di riammalarsi sono sovrapponibili a quelle che ha chi non si è mai ammalato: se la risposta è sì non può esserci alcun impedimento&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il problema fondamentale semmai è il pregiudizio, se non lo stigma, spesso riservato a chi è guarito dal cancro- prosegue Garlatti- Talora l&#8217;aver superato una prova così difficile testimonia la capacità di una coppia di saper affrontare un percorso impegnativo come può essere quello dell&#8217;adozione. Occorre allora un cambio culturale: servono più campagne di sensibilizzazione e più formazione per i professionisti coinvolti nelle valutazioni in tema di adozione&#8221;. L&#8217;iniziativa del Cnel si inserisce nella cornice delineata da una risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2022 in materia di tutela dei consumatori, che ha chiesto il riconoscimento del diritto all&#8217;oblio, entro il 2025, per tutti i pazienti europei dopo dieci anni dalla fine del trattamento e fino a cinque anni se la diagnosi è stata formulata prima dei 18 anni di età. &#8220;Ma contrarre un mutuo e adottare un bambino non sono la stessa cosa. L&#8217;oblio oncologico rappresenta un segno di civiltà sotto molti punti di vista, a patto che si delinei un confine tra il rispetto dei diritti del futuro genitore e quelli del bambino in adozione&#8221;, conclude l&#8217;Autorità garante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/15/salute-agia-oblio-oncologico-segno-civilta-ma-cautela-nei-casi-di-adozione/">Salute. AGIA: &#8220;Oblio oncologico segno civiltà, ma cautela nei casi di adozione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. Diritto all&#8217;oblio oncologico, quasi 6 mila firme in soli 10 giorni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/02/04/sanita-diritto-alloblio-oncologico-quasi-6-mila-firme-in-soli-10-giorni/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 10:34:43 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono già quasi 6 mila le persone che hanno aderito alla campagna &#8220;Io non sono il mio tumore&#8221;, con una firma sul portale www.dirittoallobliotumori.org. Lo scopo del progetto è ottenere la legge per il Diritto all&#8217;oblio oncologico. Un risultato importante, a soli dieci giorni dal lancio dell&#8217;iniziativa promossa da Fondazione Aiom insieme ad Aiom e alle associazioni pazienti IncontraDonna, aBRCAdabra e Apaim. In questi ultimi giorni si sono unite con entusiasmo alla campagna anche Ail &#8211; Associazione Italiana Leucemie, Linfomi e Mielomi, Sie &#8211; Società Italiana di Ematologia e Aieop &#8211; Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica. La legge permetterebbe alle persone guarite da un cancro di non dover più dichiarare la malattia durante la stipula di contratti di lavoro, la richiesta di mutui, l&#8217;adozione di un figlio. Oggi, infatti, è ancora necessario comunicare se si è stati in cura per una neoplasia, obbligo che porta spesso a subire discriminazioni sociali. Questo primo risultato della campagna è stato presentato in occasione del convegno &#8220;Dottore, sono guarito?&#8221; promosso da Fondazione Aiom in occasione della Giornata mondiale contro il cancro. &#8220;Siamo molto soddisfatti del numero di firme raggiunto in questi primi giorni- afferma Giordano Beretta, presidente di Fondazione Aiom- perché sottolinea l&#8217;interesse delle persone verso questa legge. In Italia, oggi, vivono 3,6 milioni di cittadini a cui è stato diagnosticato un tumore e circa 1 milione è guarito. Per loro vogliamo impegnarci a ottenere l&#8217;approvazione della norma. Ogni firma ricevuta è una storia, centinaia di persone ci hanno contattati per raccontarci le loro esperienze e denunciare le discriminazioni subìte. A lasciare il proprio nome sono sia ex malati che hanno vissuto ostacoli burocratici, che pazienti preoccupati per il loro futuro dopo la malattia, familiari di persone colpite da un cancro e cittadini consapevoli che una battaglia come questa vada combattuta unendo le forze, perché riguarda davvero tutti, con o senza tumore&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla campagna partecipano anche Ail, Sie e Aieop. &#8220;Il loro è un contributo fondamentale- continua Beretta- che ci permetterà di arrivare a moltissime persone. Il grande successo del progetto ci ha motivati ad aumentare le attività in programma per i prossimi mesi: alla raccolta firme online verranno affiancati banchetti nelle piazze e davanti agli ospedali, vogliamo organizzare una camminata non competitiva intitolata &#8216;Io non sono il mio tumore&#8217; aperta a tutti, pazienti, ex pazienti, caregiver, familiari e cittadini interessati a contribuire alla campagna e una sfida social per coinvolgere anche i più giovani, con l&#8217;invito a condividere fotografie. Siamo certi che sensibilizzare la popolazione sia la strategia giusta per raggiungere l&#8217;obiettivo. Parlarne oggi, in occasione del World Cancer Day, è ancora più importante: abbiamo deciso di dedicare un intero convegno a questo progetto. Approfondiamo cosa significa essere guariti, quali sono le parole giuste da utilizzare, quante le difficoltà nel ritorno alla vita post-malattia e cosa possiamo fare noi oncologi per favorire un sereno rientro in società della persona. Essenziale è il contributo delle associazioni pazienti, in prima linea per il rispetto dei loro diritti: da qui gli interventi di Elisabetta Iannelli di Favo, Ornella Campanella di aBRCAdabra e Monica Forchetta di Apaim&#8221;. L&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa è il raggiungimento di 100.000 firme, che verranno portate al Presidente del Consiglio per chiedere l&#8217;approvazione della legge. Oggi, in Europa, già cinque Paesi hanno emanato la norma per il Diritto all&#8217;oblio oncologico: Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda e Portogallo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Chiediamo che l&#8217;Italia segua l&#8217;esempio dei Paesi virtuosi europei che negli ultimi due anni si sono preoccupati di garantire agli ex pazienti il diritto a non vivere la malattia come uno stigma sociale- sottolinea Beretta- Vogliamo trovare il consenso delle forze politiche, perché si tratta di un tema importante che non può più essere ignorato. Con la legge per il Diritto all&#8217;oblio le persone non sarebbero più considerate malate dopo 5 anni dal termine delle cure se la neoplasia è stata diagnosticata in età pediatrica e dopo 10 in caso sia insorta in età adulta. L&#8217;innovazione delle terapie permette oggi di curare molti tumori. Molti altri possono essere cronicizzati e garantire una vita lunga e di qualità. Cancro non significa più necessariamente &#8216;morte&#8217;: è quindi evidente la necessità di tutelare anche tutte le persone che terminano con successo un percorso di terapie. Ogni neoplasia richiede un tempo diverso perché chi ne soffre sia definito &#8216;guarito&#8217;: per il cancro della tiroide sono necessari meno di 5 anni dalla conclusione delle cure, per il melanoma e il tumore del colon meno di 10. Molti linfomi, mielomi e leucemie e i tumori della vescica e del rene richiedono 15 anni. Per essere &#8216;guariti&#8217; dalle malattie della mammella e della prostata ne servono fino a 20. Abbiamo un obiettivo importante, che richiede l&#8217;impegno di tutti: il nostro invito è a lasciare una firma per contribuire al risultato&#8221;.</p>
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		<title>Danza. È morta Carla Fracci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 15:15:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morta Carla Fracci. La grande ballerina, che aveva 84 anni, da tempo era malata. Nata il 20 agosto del 1936 a Milano, nel 1946 ha iniziato a studiare danza alla scuola di ballo della Scala, dove si è diplomata nel 1954. Quattro anni dopo, nel 1958, è diventata prima ballerina. Nel corso della sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morta Carla <span class="searchKey">Fracci</span>. La grande ballerina, che aveva 84 anni, da tempo era malata. Nata il 20 agosto del 1936 a Milano, nel 1946 ha iniziato a studiare danza alla scuola di ballo della Scala, dove si è diplomata nel 1954. Quattro anni dopo, nel 1958, è diventata prima ballerina. Nel corso della sua carriera ha danzato con le grandi star internazionali, tra cui Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev e Roberto Bolle. Carla <span class="searchKey">Fracci</span> è considerata a livello mondiale una delle più grandi ballerine del Novecento. Eugenio Montale le aveva dedicata una poesia.</p>
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		<title>Sanità: Iov (Istituto oncologico veneto) ottiene rinnovo accredito Oeci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 16:04:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Iov (Istituto oncologico veneto) ottiene il rinnovo dell&#8217;accreditamento alla Organization of european cancer institute (Oeci), con la qualifica di Comprehensive cancer center, ovvero &#8220;il massimo riconoscimento attribuito, che si ottiene solo soddisfando 63 diversi standard, suddivisi in 272 requisiti&#8221;. Lo annuncia il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, evidenziando che solo altri sei dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/29/lo-iov-istituto-oncologico-veneto-ottiene-il-rinnovo-dellaccreditamento-alla-organization-of-european-cancer-institute-oeci/">Sanità: Iov (Istituto oncologico veneto) ottiene rinnovo accredito Oeci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Iov (Istituto oncologico veneto) ottiene il rinnovo dell&#8217;accreditamento alla Organization of european cancer institute (Oeci), con la qualifica di Comprehensive cancer center, ovvero &#8220;il massimo riconoscimento attribuito, che si ottiene solo soddisfando 63 diversi standard, suddivisi in 272 requisiti&#8221;. Lo annuncia il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, evidenziando che solo altri sei dei 19 centri oncologici italiani membri di Oeci possono attualmente vantare questa qualifica. &#8220;In Veneto, saperi e cure sono condivisi con tutti gli ospedali e i reparti di oncologia e quindi possiamo dire che nessun malato, in questa regione, ha minori opportunita&#8217; di cura rispetto a un altro. Questo successo europeo va dedicato ai bravissimi specialisti che ogni giorno lottano contro il cancro e a tutto il personale, sanitario e amministrativo, che contribuisce con un duro lavoro quotidiano a una battaglia senza quartiere nella quale i successi sono sempre piu&#8217; frequenti&#8221;, commenta Zaia, spiegando che l&#8217;accreditamento ha coinvolto oltre 150 professionisti dell&#8217;Istituto suddivisi in 10 gruppi di lavoro, che con il loro impegno hanno permesso di concludere il percorso nei tempi prestabiliti a dispetto della sopravvenuta emergenza legata alla pandemia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/29/lo-iov-istituto-oncologico-veneto-ottiene-il-rinnovo-dellaccreditamento-alla-organization-of-european-cancer-institute-oeci/">Sanità: Iov (Istituto oncologico veneto) ottiene rinnovo accredito Oeci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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