ADUSBEF- FEDERCONSUMATORI DOPO AVER DATO MANDATO AI LEGALI PER LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE CONTRO I “FURBETTI DEL TELEFONINO” CHIEDONO DOV’ERANO E COSA FACEVANO,CONSOB E COLLEGIO SINDACALE.

Adusbef e Federconsumatori,che hanno dato mandato allo studio legale del Prof.Alfredo Galasso che assieme agli avvocati delle associazioni,studieranno le carte per la costituzione di parte civile al processo penale,a nome di migliaia di consumatori truffati ai quali sono state addebitate telefonate fantasma mai effettuate al processo contro i furbetti del telefonino, chiederanno di sapere dove […]

Adusbef e Federconsumatori,che hanno dato mandato allo studio legale del Prof.Alfredo Galasso che assieme agli avvocati delle associazioni,studieranno le carte per la costituzione di parte civile al processo penale,a nome di migliaia di consumatori truffati ai quali sono state addebitate telefonate fantasma mai effettuate al processo contro i furbetti del telefonino, chiederanno di sapere dove erano e cosa facevano Consob, collegio sindacale, società di revisione e consiglieri “indipendenti”,mentre i vertici aziendali di Fastweb e le partecipate di Telecom Italia, mettevano in atto una frode fiscale colossale scoperta dal lavoro egregio di Ros e GDF, su delega della DDA e dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma.

   La retata dei giorni scorsi in esecuzione di 56 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Roma su richiesta della DDA, su una vasta operazione di riciclaggio di denaro sporco per un ammontare di oltre due miliardi di euro scoperta dai  Ros e dalle Fiamme Gialle, oltre a rappresentare una delle frodi più colossali della storia recente, mette in luce la totale assenza dei doverosi controlli,soprattutto della distratta Consob su bilanci societari, che appaiono manipolati per importi rilevanti che non potevano passare inosservati.

  Ha perfettamente ragione il gip Aldo Morgigni a puntare il dito contro Telecom Italia, nel periodo infausto della gestione di Tronchetti Provera e Riccardo Ruggiero, artefici di un articolato saccheggio,non solo immobilaire,del patrimonio dell’azienda telefonica,  affermando che:  “O si è in presenza di una totale omissione di controlli all’interno del gruppo Telecom Italia sulle gigantesche attività di frode e riciclaggio, o vi è stata una piena consapevolezza delle stesse”.

      Il filone principale dell’indagine riguarda alti funzionari ed amministratori delle società Telecom Italia Sparkle e Fastweb accusati, con riferimento a un arco temporale che va dal 2003 al 2006,in piena gestione di Tronchetti Provera (2001-2006), di falsa fatturazione di servizi telefonici e telematici inesistenti, venduti dalle compagini italiane Cmc e Web Wizzard srl nonchè da I-Globe e Planetarium, che evadevano il pagamento dell’Iva per un ammontare complessivo di circa 400 milioni di euro, trasferendoli poi fraudolentemente all’estero, dove i soldi venivano reinvestiti in beni come appartamenti, gioielli e automobili. Le accuse per tutti gli indagati sono di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di ingentissimi capitali illecitamente acquisiti attraverso un complesso sistema di frodi fiscali.       

   Oltre ad offrire una doversoa tutela a milioni di pensionati,cittadini e casalinghe,che hanno subito fatturazioni di bollette gonfiate per telefonate inesistenti che hanno generato discussioni,  perfino sospetti con coseguenti liti famigliari,ed alla richiesta di costituzione di parte civile nel processo penale, Adusbef e Federconsumatorti chiedono l’azzeramento totale di tutti i dirigenti di Telecom Italia e Fastweb indagati e/o implicati a qualsiasi titolo, la nomina di professionalità nuove, che non abbiano avuto legami con una gestione dissennata e fraudolenta,   anche per evitare il conseguente commissariamento aziendale.

Adusbef e Federconsumatori,che hanno dato mandato allo studio legale del Prof.Alfredo Galasso che assieme agli avvocati delle associazioni,studieranno le carte per la costituzione di parte civile al processo penale,a nome di migliaia di consumatori truffati ai quali sono state addebitate telefonate fantasma mai effettuate al processo contro i furbetti del telefonino, chiederanno di sapere dove erano e cosa facevano Consob, collegio sindacale, società di revisione e consiglieri “indipendenti”,mentre i vertici aziendali di Fastweb e le partecipate di Telecom Italia, mettevano in atto una frode fiscale colossale scoperta dal lavoro egregio di Ros e GDF, su delega della DDA e dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma.

   La retata dei giorni scorsi in esecuzione di 56 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Roma su richiesta della DDA, su una vasta operazione di riciclaggio di denaro sporco per un ammontare di oltre due miliardi di euro scoperta dai  Ros e dalle Fiamme Gialle, oltre a rappresentare una delle frodi più colossali della storia recente, mette in luce la totale assenza dei doverosi controlli,soprattutto della distratta Consob su bilanci societari, che appaiono manipolati per importi rilevanti che non potevano passare inosservati.

  Ha perfettamente ragione il gip Aldo Morgigni a puntare il dito contro Telecom Italia, nel periodo infausto della gestione di Tronchetti Provera e Riccardo Ruggiero, artefici di un articolato saccheggio,non solo immobilaire,del patrimonio dell’azienda telefonica,  affermando che:  “O si è in presenza di una totale omissione di controlli all’interno del gruppo Telecom Italia sulle gigantesche attività di frode e riciclaggio, o vi è stata una piena consapevolezza delle stesse”.

      Il filone principale dell’indagine riguarda alti funzionari ed amministratori delle società Telecom Italia Sparkle e Fastweb accusati, con riferimento a un arco temporale che va dal 2003 al 2006,in piena gestione di Tronchetti Provera (2001-2006), di falsa fatturazione di servizi telefonici e telematici inesistenti, venduti dalle compagini italiane Cmc e Web Wizzard srl nonchè da I-Globe e Planetarium, che evadevano il pagamento dell’Iva per un ammontare complessivo di circa 400 milioni di euro, trasferendoli poi fraudolentemente all’estero, dove i soldi venivano reinvestiti in beni come appartamenti, gioielli e automobili. Le accuse per tutti gli indagati sono di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di ingentissimi capitali illecitamente acquisiti attraverso un complesso sistema di frodi fiscali.       

   Oltre ad offrire una doversoa tutela a milioni di pensionati,cittadini e casalinghe,che hanno subito fatturazioni di bollette gonfiate per telefonate inesistenti che hanno generato discussioni,  perfino sospetti con coseguenti liti famigliari,ed alla richiesta di costituzione di parte civile nel processo penale, Adusbef e Federconsumatorti chiedono l’azzeramento totale di tutti i dirigenti di Telecom Italia e Fastweb indagati e/o implicati a qualsiasi titolo, la nomina di professionalità nuove, che non abbiano avuto legami con una gestione dissennata e fraudolenta,   anche per evitare il conseguente commissariamento aziendale.