Le bellezze d’Abruzzo e la sua gastronomia

Si è svolta ad Orbassano, alle porte di Torino, domenica 13 giugno, presso il PALATENDA, la prima edizione del Festival degli Arrosticini abruzzesi. Come almeno il settanta per cento dei paesi d’Italia, Orbassano è di origini romane e vuol dire  “città sana”, come riporta lo stemma del Comune, un’altra definizione etimologica è quella che utilizza […]

Si è svolta ad Orbassano, alle porte di Torino, domenica 13 giugno, presso il PALATENDA, la prima edizione del Festival degli Arrosticini abruzzesi. Come almeno il settanta per cento dei paesi d’Italia, Orbassano è di origini romane e vuol dire  “città sana”, come riporta lo stemma del Comune, un’altra definizione etimologica è quella che utilizza il suffisso “anus” che tradotto esprime il concetto di appartenenza al territorio e al fondo di Urbicius che era il signore locale. Per strane analogie mi viene in mente che in Svizzera celebrano la festa della “Bourgoisie” che è proprio la festa dell’identità e dell’appartenenza. La prima edizione del Festival è un’iniziativa voluta dal poliedrico Carlo Di Giambattista, presidente dell’Associazione Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta. A chi, se non a lui potevano chiedere qualche informazione sul Festival?

Carlo Di Giambattista: “ Quando si parla di Abruzzo la prima cosa che viene in mente è la tragedia del terremoto che ha devastato (in parte) il nostro territorio e colpito in modo tremendo le nostre genti. Se però continuiamo ad interrogarci sulla nostra regione ci sovvengono: il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG e bianchi autoctoni come Pecorino, Passerina e Montonico, le straordinarie produzioni casearie (su tutti il Presidio Slow Food pecorino di Farindola) e norcine (come la ventricina  teramana) della zona, oltre alle specialità della terra come i legumi, i funghi e i tartufi del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e vini del Consorzio CITRA VINI d’Abruzzo, i confetti di Sulmona, le patate (è scientifico) tra le più buone del mondo della piana del Fucino, il folclore, il tacchino di Canzano, le mozzarelle di bufala, gli spaghetti alla chitarra, le pappardelle, il Cerasuolo DOC, e il Pecorino IGT (che non è solo un formaggio) che hanno vinto al Vinitaly 2007 la loro prima medaglia d’argento per continuare nei successi.

Nel citare l’ Abruzzo viene subito in mente lo zafferano, che non so se sia afrodisiaco, ma si sposa bene con molti piatti sia piemontesi che abruzzesi, ma ovviamente la gamma dei vini e dei prodotti è molto più ampia. Per passare alla natura pensiamo ai 133 km di coste, lungo le quali si alternano arenili di sabbia dorata e fresche pinete e calotte di ciotoli. L’Abruzzo non è solo questo, ma anche parchi con flora e fauna uniche, montagne imponenti con impianti da sci moderni” e un paesaggio ricco di emergenze architettoniche. E ancora Flaiano e  Croce, Silone e D’Annunzio.

Continuiamo a parlare con il nostro presidente Di Giambattista e mi viene da pensare che anche io sono abruzzese così come il direttore di INFORMACIBO. Continua Di Giambattista: “ L’abruzzese è un po’ schivo, riservato e in termini di marketing del valore questo non va bene, bisogna saper promuovere e fare sistema, agire in raccordo, per esempio con altre Associazioni come La Famjia Piemonteisa per rafforzare i nostri rapporti con gli altri oppure come con SOLSTIZIO D’ESTATE con la quale lavoriamo per la promozione del Concorso Internazionale di Ex Libris e Brevi novelle “Il Bosco Stregato” ([email protected] -www.boscostregato.com)”.

Torniamo al Festival di Orbassano che, stranamente, mi sembra di aver già vissuto con i prodotti tipici sia piemontesi che abruzzesi procurati da Massimo Paolini e al mare di gente che ti fa sentire in pace con il mondo e ti dà un po’ di relax in questa vita stressata. Per concludere, mi torna alla mente una frase di mio padre che è la stessa che riportiamo nei nostri cataloghi del Concorso Internazionale il Bosco Stregato: “noi siamo come le piante che attecchiscono, ovunque la terra sia buona e quella del Piemonte lo è.

Tommaso Lo Russo