Gli Aquilani hanno ragione e hanno fatto bene a scendere in piazza, piena solidarietà da Confindustria nazionale

“Massima solidarietà alla manifestazione di oggi “ ha detto Vincenzo Boccia, Vicepresidente di Confindustria Nazionale. “Gli Aquilani hanno ragione a pretendere lo stesso trattamento riservato dal Governo alle aree che prima di questo Capoluogo hanno vissuto la stessa tragedia del terremoto. Condivido la posizione dura che cittadini e imprenditori hanno voluto assumere con una manifestazione […]

“Massima solidarietà alla manifestazione di oggi “ ha detto Vincenzo Boccia, Vicepresidente di Confindustria Nazionale. “Gli Aquilani hanno ragione a pretendere lo stesso trattamento riservato dal Governo alle aree che prima di questo Capoluogo hanno vissuto la stessa tragedia del terremoto. Condivido la posizione dura che cittadini e imprenditori hanno voluto assumere con una manifestazione di piazza. So che Confindustria L’Aquila ha dato il suo supporto sottoscrivendo un documento, insieme alla Camera di Commercio e alle altre categorie datoriali, volto ad affermare una condizione di pari dignità, attraverso la quale si perseguano lo sviluppo e l’occupazione nelle aree del sisma”. “Ad oggi non si sa quale sarà la situazione delle Partite Iva esistenti alla data del 6 aprile: tanto si è detto, ma nei fatti si è pensato solo ai “prenditori” e non agli “imprenditori”, perché le misure emanate fino ad oggi sono rivolte a chi verrà all’Aquila a fare business e non a chi era già qui e vorrebbe restarci” ha detto Modesto Lolli, Presidente del Commitato Piccola Industria dell’Aquila. “Ci vuole un provvedimento ad hoc – ha concluso – per le attività preesistenti nell’area del dissesto, si pensi solo che non sappiamo che fine abbiano fatto migliaia di Partite Iva, sparite nel nulla. Fino ad ora abbiamo visto solo una riproduzione del provvedimento redatto per la zona franca di Pescara, ma nulla di specificatamente pensato e cucito per il nostro territorio. Al pastrocchio generale che i politici ci hanno regalato, si aggiunga anche la modifica recente per cui le Z.F.U. saranno ripensate come ”zone a burocrazia zero”, secondo le quali i fondi verranno rimessi direttamente ai Comuni e saranno i Sindaci a decidere con assoluta discrezionalità a chi concedere i benefici”. Antonio Cappelli, Direttore Confindustria L’Aquila: “Avrei voluto che al convegno di oggi si fosse avviato un contradditorio finalizzato alla riforma del sistema bancario: la posizione tra banche e imprenditori fino ad oggi è troppo antitetica, e non potrebbe essere altrimenti visto che gli imprenditori sono costretti a pagare percentuali di tasso di interesse assolutamente insostenibili, insostenibili tanto da essere già vietate per legge. C’è anche un aspetto assai importante di questa situazione, cioè che ormai da anni vengono sottratti milioni di euro all’economia nazionale che così subisce un grave danno, e questa è la vera crisi… Nonché una seconda emorragia dopo quella dell’evasione. E’ evidente che ci sono anche situazioni di banche che aiutano ma, per lo più, siamo di fronte ad un mostro che sta affossando l’economia italiana: stritolare gli imprenditori, già gravati come in nessun altra parte del Paese da una percentuale di tasse e di pratiche burocratiche che rendono impossibile l’attività d’impresa, significa incoraggiare il malaffare, l’evasione eccetera, oppure motivare a scegliere la strada dell’impiego pubblico anziché quella del rischio d’impresa. Parliamo tanto di cultura d’impresa, di motivare i giovani verso l’intraprendere, ma con i fatti facciamo andare capitali e imprenditori all’estero o, alla meno peggio, a caccia dei soldi dello Stato… lo statalismo, nella forma dell’assistenzialismo e varianti, per noi è storia. Dobbiamo fare ancora molta strada per dare un aspetto umano al Minotauro “Rapporto con il proprio Istituto di Credito”, nel quale coesistono voci di ogni genere che, tra commissioni varie e di massimo scoperto, chiusure di conto, splafonamenti, giorni valuta, diciture inesistenti come spese ex fido, diritti liquidazione su conti affidati, liquidazione interessi dare, insieme a misure vessatorie tipo penalità, oneri finanziari e spese addebitate, rendono impossibile lavorare. Certo anche gli imprenditori non sono tutti capaci o in buona fede, e anche per questo un faccia a faccia poteva chiarire alcuni passaggi distorti. Non rinuncio all’idea di lavorare su un canovaccio che possa essere la base di una prossima riforma del sistema del credito e – perché no, voglio essere ottimista – mi piace immaginare che su questa strada potremmo essere noi la Città/Regione di un progetto pilota che traghetti verso un cambiamento”.