Ottantenni alla riscossa! (ovvero come ti smaltisco gli anziani)

Sapete che cosa sta per accadervi? Vogliono per il rinnovo della patente auto sottoporvi a una visita d’idoneità da parte della Commissione medica locale. Fin qui poco male, voi pensate, ci faranno una visita più accurata. Ebbene non è così, una volta entrati nella spirale della Commissione voi cessate d’essere persone nonché titolari del diritto […]

Sapete che cosa sta per accadervi? Vogliono per il rinnovo della patente auto sottoporvi a una visita d’idoneità da parte della Commissione medica locale. Fin qui poco male, voi pensate, ci faranno una visita più accurata. Ebbene non è così, una volta entrati nella spirale della Commissione voi cessate d’essere persone nonché titolari del diritto di uso della vostra auto e diventate un numero, indiscriminatamente costretti ad ottemperare a una serie di accertamenti che non avreste mai immaginato, accomunati ai cittadini affetti da qualche menomazione o da qualche vera o presunta  patologia ma non per questo a priori inidonei alla guida.
Al primo impatto con questa metodica assai poco medica perché del tutto estranea alla vera medicina che è prima di tutto conoscenza della persona nella sua totalità,  voi, esattamente come coloro in qualche modo menomati ( o presunti tali) e, ripeto, non per questo a priori inidonei alla guida, sarete colti da una grande sorpresa, increduli e stupefatti, e da uno sconfinato sconforto oltre a sentirvi profondamente offesi.
In queste commissioni chi conta è il presidente, i due medici a latere (di solito giovani) si adeguano, così che le decisioni di questo funzionario sono inappellabili, salvo la possibilità di fare ricorso in caso di rifiuto del rinnovo del documento richiesto. Da notare che tale ricorso non è praticabile perché certamente indaginoso, pesante da sopportare e dai tempi troppo lunghi soprattutto per un ottantenne.
Quel che più turba di questa commissione medica  è che non esiste alcun controllo sul suo operato.  In altre parole varcando l’uscio di una di queste strutture si entra in un limbo, in una specie di zona fuori legge alla mercé di una persona investita del diritto “di vita e di morte” del cittadino colpevole d’aver compiuto ottanta anni. Scoprirete che a nulla conta se siete lucidissimi, attivi, magari perfino impegnati in lavori di buon o di alto livello oltre ad essere scrupolosi e capaci alla guida della vostra vettura, l’età vi condanna a priori, siete degli indiziati inidonei alla guida.
Ciò che stupisce ancora di più è che queste commissioni differiscono l’una dall’altra. Ma non si allude soltanto alla diversità di giudizio tra i diversi commissari, ciò che costituisce già una turbativa, ma soprattutto al dato di fatto che nei diversi luoghi del Paese vigono regole diverse cui le commissioni sono tenute ad attenersi. Questo vuol dire che il vostro destino di… automobilista dipende dal tipo di Commissione in cui siete incappato. Spiacevole ma potrebbe essere ancora sopportabile se queste differenze non comportassero a seconda della personalità del presidente e suppongo a seconda dei casi  a dover sottostare ( tra l’altro per avere il rinnovo di un solo anno) a prove sproporzionate, a volte del tutto arbitrarie, fortemente demoralizzanti. Ciò può avvenire grazie a una sorta di simbiosi tra regole esageratamente investigative e, come già detto, criterio soggettivo del funzionario.
Per chiarire il concetto mi affido al seguente esempio: in una commissione romana è tassativa la visita geriatrica.. Per cominciare, non è facile prenotare questa “visita” e può accadere che si debba raggiungere una sede molto lontana in altre città del Lazio per trovarne una disponibile in tempo ragionevole; quanto alla cosiddetta visita, essa  in parte o del tutto può consistere nel sottoporvi a un nutrito formulario che qui riporto limitatamente a pochi quesiti: “Lei sa dove si trova in questo momento?  Sa dirmi in quale stagione siamo? Usa lavarsi i calzini da sè? Si fa ancora da mangiare da sè? Va al supermercato da solo? Come attende all’igiene personale? Ricorre alle spugnature? Perde le urine? Quanto fa 100 meno 6? E 94 meno sei?e 88 meno 6? E 82 meno 6? e via di seguito finché l’esaminando innervosito non s’impappina e indispettito cade in errore. Personalmente, avendogli detto che mi ero sempre dedicata soprattutto alla medicina sociale, il giovane non so se medico o psicologo mi sciorina tanti nomi di professionisti di tale specialità chiedendomi se li conoscessi e come; visto poi  che non ne conoscevo nessuno mi guarda con aria di commiserazione, annota suppongo le sue deduzioni e volta pagina. Peccato che non si rendesse conto che le mie conoscenze risalivano a 40 – 50 anni prima che lui nascesse. Perché non gliel’ho fatto notare? Risposta: perché la stupefazione, il surreale, spesso ammutolisce.
Ebbene in altre commissioni questa “visita” applicata indifferentemente a persone lucide e attive e a persone defedate e non più presenti a se stesse, non è assolutamente prevista. E’sostituita da un unico quesito già stampato nel certificato, il seguente: ”Presenta reazioni della personalità ” cui dopo un breve scambio d’informazioni viene scritto il giudizio, in una sola parola : “normali”. (Come sintetizzino una condizione di non normalità lo ignoro)
Da notare poi un altro dato fondamentale, che caratterizza la diversità tra commissioni e commissioni, il criterio che garantisce la privacy. Ebbene mentre nella commissione romana viene messo per  iscritto quanto il presidente ha diagnosticato a torto o a ragione, così che il documento non tutela i dati personali dell’utente, nella commissione non romana presa a paragone (Viterbo), si specifica in marcata evidenza sempre nello stampato: “DATI SANITARI OMESSI  PER TUTELA DEI DATI PERSONALI.
Come si può constatare, siamo a un ben diverso livello d’interpretazione democratica quanto al dovuto rispetto della persona.
E qui intercalo il seguente esempio minimale (che spero rappresentare  la nota rondine che non fa primavera) allo scopo di spiegare qual è l’atmosfera che si respira in certe commissioni. Mentre attendevo nelle lunghe ore fino al mio turno per entrare nell’ufficio della commissione, il presidente ne apre d’impeto la porta sporgendosi solo con il busto e con piglio  rabbioso urla a un vecchietto tremebondo poco distante :” Io a te la patente non te la do, capitooo?!” Tra la piccola folla degli astanti calò il gelo…e serpeggiò definitivamente la paura.
Concludo facendo osservare che se da un lato si procrastina l’età della pensione e si celebra come una vittoria il prolungamento della vita non si può dall’altro “ torturare“ e condannare all’inabilità gli anziani, gettandoli nello sconforto, ciò che può anche esitare in gravi patologie da stress.
Se un anziano non può più procacciarsi il cibo o raggiungere la farmacia o il medico di base è perduto. Quanto sarebbe di buon senso limitarsi a chiedergli quando e come si serve dell’auto; spessissimo infatti si tratta di tratti veramente insignificanti per giungere al vicino supermercato ma non percorribili a piedi da un anziano con le borse delle provviste. E’ dunque quanto mai sperequata la mole delle indagini rispetto l’uso effettivo della patente; sarebbe bene riflettere semmai sull’opportunità di selezionarne dei limiti da caso a caso, escludendo forse le autostrade e le strade di veloce percorrenza o segnalando i limiti della velocità, il divieto di sorpasso e così via. Si potrebbe anche pensare all’obbligo di una vettura di assai ridotta velocità.  Di solito gli anziani abbandonano la guida gradualmente contestualmente al declino della loro esistenza, è inutile incrudelire per anticipare l’evento. D’altronde se incorreranno in incidenti per loro responsabilità seguiranno la sorte di tutti i cittadini fino al ritiro della patente. ( C’è anche l’ipotesi forse bizzarra forse no, di sottoporre  alle stesse prove per anziani anche coloro che anziani non sono; non escluderei che ci troveremmo di fronte a notevoli sorprese).
Non mi sembra fuori luogo anche calcolare il costo delle invalidità giovanili nel bilancio del Paese per incidenti dovuto ad eccesso di velocità e a mancanza di esperienza, per non contare le droghe o l’alcol. E’ sgradevole evidenziarlo, ma è da tenere in conto per non incorrere in unilaterali pubblici troppo categorici interventi. Ricordo il non trascurabile dato che riguarda l’ammontare delle perdite di giovani vite per incidenti stradali di cui davvero non sono responsabili gli anziani, che pare essere superiore a quelle degli sciagurati eventi bellici.
Infine, rende assai perplessi che per il rinnovo di questa assai sofferta patente non si richieda una prova al volante, a mio avviso veramente  più importante della valutazione di qualsiasi Commissione medica.
A me sembra tassativo che le Commissioni, tutte, 1)debbano rispondere alle medesime regole, 2)che sia opportuno istituire un controllo del loro funzionamento, 3) che mai e poi mai abbiano un carattere investigativo, (se non addirittura inquisitorio e perfino persecutorio), sempre ricordando che la patente è un diritto e non una concessione. 4) non si trascuri di valutare l’ammontare dell’esborso a carico dell’utente delle varie prove imposte dalla Commissione, con speciale attenzione a quelle non motivate da una condizione di necessità.
Gloria Capuano
Giornalista di Pace
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P.S. Per l’art.3 della Costituzione Italiana “tutti i cittadini …sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Mi chiedo se non sarebbe il caso di aggiungere: ”e d’età”.
Non sarebbe anzi il caso di sottolineare in esso che  i cittadini d’età dalla nascita fino all’adolescenza così come i cittadini in tarda età dovrebbero poter contare su una  particolare tutela  dei diritti indispensabili alla loro sicurezza e al loro benessere? Se riflettiamo sul grande numero dei giovanissimi  che scompaiono fin dalla più tenera età e dei troppo anziani in tanti modi presi di mira perché anziani, come si può non convenirne?
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