Le scontrose origini di Plutone e le sue lune

Avrà pure perso il titolo di nono pianeta del Sistema solare, ma Plutone continua a mantenere alto l’interesse degli scienziati, come dimostra un nuovo studio che svelerebbe la sua origine e quella dei tre satelliti. Lo studio si basa su simulazioni al computer eseguite dal planetologo Robin Canup, i cui risultati sono stati pubblicati sull’ […]

Avrà pure perso il titolo di nono pianeta del Sistema solare, ma Plutone continua a mantenere alto l’interesse degli scienziati, come dimostra un nuovo studio che svelerebbe la sua origine e quella dei tre satelliti. Lo studio si basa su simulazioni al computer eseguite dal planetologo Robin Canup, i cui risultati sono stati pubblicati sull’ Astronomical Journal. Le simulazioni sono partite considerando le condizioni nel Sistema solare oltre 4 miliardi di anni fa: era un periodo caotico, con frequenti scontri tra i corpi rocciosi. La Luna si è probabilmente formata in quella fase dall’aggregazione dei frammenti prodotti dall’impatto tra la Terra e un altro corpo grande come Marte.

Secondo le simulazioni di Canup, sempre in quel periodo turbolento, da uno scontro tra piccoli corpi di dimensioni simili avrebbero avuto origine Plutone e i suoi tre satelliti: Caronte, Nix e Hydra. Per l’esattezza inizialmente si sarebbero formati Plutone, Caronte e un insieme di piccoli frammenti ghiacciati che successivamente si sarebbero aggregati e compattati tra loro dando forma a due altri piccoli corpi: Nix e Hydra, i due satelliti scoperti nel 2005.

Abbiamo usato il condizionale perché si tratta solo di un possibile scenario: la validità deve ora essere confemata dai dati. Conferma che potrebbe arrivare già nel 2015, quando la sonda americana New Horizons raggiungerà Plutone e potrà studiare da vicino Nix e Hydra. Se questi risulteranno composti in prevalenza da ghiaccio allora sarà confermata la loro origine da un insieme di frammenti ghiacciati. Proprio come previsto dal modello di Canup che solo a quel punto da scenario possibile diverrà modello attendibile sulla formazione di Plutone e delle sue lune.

Luca Nobili – Inaf