Assange chiede asilo alla Francia, ma Hollande rifiuta

È notizia di circa una settimana fa, la rivelazione dello spionaggio americano nei confronti dei vertici francesi e in particolare degli ultimi tre inquilini dell’Eliseo: Jaques Chirac, Nicolas Sarkozy e Francois Hollande. L’operazione è stata rivelata grazie ai materiali di Wikileaks, il sito internet che ha pubblicato negli ultimi anni numerose notizie riservate riguardanti il […]

È notizia di circa una settimana fa, la rivelazione dello spionaggio americano nei confronti dei vertici francesi e in particolare degli ultimi tre inquilini dell’Eliseo: Jaques Chirac, Nicolas Sarkozy e Francois Hollande. L’operazione è stata rivelata grazie ai materiali di Wikileaks, il sito internet che ha pubblicato negli ultimi anni numerose notizie riservate riguardanti il governo americano, che stanno mettendo continuamente in seria difficoltà i rapporti diplomatici statunitensi con la maggior parte dei suoi alleati. Il fondatore e programmatore di Wikileaks, Julian Assange, quasi a voler sfruttare una sorta di sentimento di empatia del governo francese, ha tentato di prendere la palla al balzo per chiedere alla Francia asilo politico, mediante una lettera aperta indirizzata al Presidente Hollande e pubblicata dall’importante quotidiano Le Monde.

L’Eliseo però ha subito respinto la richiesta, ritenendo che non esiste “pericolo immediato” per Assange: “Un esame approfondito ha rivelato che la Francia non può dare seguito alla domanda, tenuto conto degli elementi di diritto e della situazione materiale di Assange”, si legge in una nota dell’eliseo ripresa da Le Figaro. “La situazione di Assange non presenta alcun pericolo immediato” ed egli è “anche oggetto di un mandato d’arresto europeo”.

Assange aveva chiesto asilo ad Hollande asserendo che “La mia vita è in pericolo, e la mia integrità, fisica e psicologica è, ogni giorno che passa, un po’ più minacciata. Solo la Francia si trova oggi nella condizione di offrirmi la protezione necessaria contro quelle che sono solo persecuzioni politiche nei miei confronti“. “La Francia, accogliendomi – ha aggiunto – compierebbe un gesto umanitario ma anche simbolico, mandando un incoraggiamento a tutti i giornalisti che nel mondo rischiano la vita quotidianamente per permettere ai loro concittadini di fare un passo in più verso la libertà”.