Inchiesta Soget: interrogato Mario Mazzocca

Mentre continuerebbe la faida interna a Soget SpA tra Ufficiali della Riscossione e Dirigenza (Soget), che testimonierebbe il nervosismo che aleggia palpabile nelle stanze di Via Venezia 49, e, nel frattempo, girerebbe pure in azienda la falsa notizia che l’indagine portata avanti dalla Procura pescarese è stata chiusa con un bel buco nell’acqua, “avvalorata” dal […]

Mentre continuerebbe la faida interna a Soget SpA tra Ufficiali della Riscossione e Dirigenza (Soget), che testimonierebbe il nervosismo che aleggia palpabile nelle stanze di Via Venezia 49, e, nel frattempo, girerebbe pure in azienda la falsa notizia che l’indagine portata avanti dalla Procura pescarese è stata chiusa con un bel buco nell’acqua, “avvalorata” dal fatto, come ampiamente previsto da L’Impronta, che Domenico Ludovico, tuttora indagato per abuso d’ufficio e falso, proprio in quella inchiesta che si farebbe passare per finita a “tarallucci e vino”, è tornato dal 2 novembre al posto di comando dell’esecutivo Soget SpA.

Domenico Ludovico, “il fuoriclasse tarantino” delle norme che regolano la riscossione coattiva dei tributi,  si è  smarcato ben 4 magistrati eludendo la misura cautelare dell’interdizione dei pubblici uffici, uscendo dalla porta e rientrando dalla finestra nel suo ufficio, che, in ogni modo, non risulterebbe si sia mai raffreddato. Il tutto, parrebbe, con 4 semplici mosse:

1) presentarsi il 13 luglio 2015 davanti al GIP con apposita lettera di dimissioni (pss. a termine che tanto nessuno se ne accorge, ovvero fino al 30 ottobre);

2) avvalersi della facoltà di non rispondere (così il Giudice ti liquida in quattro e quattro otto e, magari, non legge neanche le carte);

3) il 2 novembre ritornare al proprio posto senza passare dal via…;

4) nel frattempo fare girare in azienda la falsa notizia che l’indagine è stata chiusa con un bel buco nell’acqua…;

Molto verosimilmente sarebbe successo questo, e nessuno se ne sarebbe accorto se non ci avesse messo lo zampino  un Ufficiale della riscossione non reticente che lo ha denunciato prontamente a noi de L’Impronta.

Un terno al LOTTO, anzi una QUATERNA…

Sembrerebbe che il CDA SOGET, per portare a frutto tanta meditata soluzione, confidando sull’idiozia che spesso governa i motori sfasati di questo povero paese, si sia riunita nelle segrete stanze di Via Venezia 49 il 23 ottobre scorso per riportare ufficialmente sulla poltrona dell’Esecutivo il suo “il fuoriclasse tarantino”.

I dipendenti della Soget SpA ogni lunedì mattina sembrerebbero  meravigliati  di ritrovare in giro per l’Italia i loro posti di lavoro, mentre si aspetterebbero invece che, magari da un momento all’altro, la Polizia Giudiziaria, dopo essersi procurata qualche tonnellata di nastro adesivo, arrivi a sigillare gli uffici Soget SpA sparsi da Torino a Taranto, considerata la fabbrica di illeciti messa in opera dalla dirigenza della società di riscossione pescarese su tutto il territorio nazionale, armata di presunzione, appoggio politico – pagato a caro prezzo dai comuni contribuenti  e dagli Ufficiali non reticenti,  –  e impunità, quest’ultima frutto troppo spesso della manifesta incompetenza della magistratura italiana.

Anche i comuni cittadini si stupiscono del perdurare della Soget SpA, messi al corrente da quella poca stampa che ancora informa l’opinione pubblica; soprattutto si stupiscono di come sia possibile che un ente appalti la riscossione dei tributi alla SOGET e un altro, nello stesso momento, la escluda d’ufficio dalla gara per manifesta inaffidabilità.

Da tanto stupore sembrerebbe sia stato colto anche il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone, perché proprio non si capisce – o non si vuole capire –, perché alcuni enti emettono contro la Soget SpA i provvedimenti dovuti di esclusione e revoca, mentre altri, al contrario, continuino ad affidarle l’appalto del servizio di riscossione tributi.

L’indagine portata avanti dalla Procura di Pescara, giusto per dare una notizia utile ai naviganti – probabilmente prossimi al naufragio –, nonostante i “furbetti” di Via Venezia 49, prosegue.

Proprio oggi 9 novembre,  è stato interrogato, presso gli uffici della Procura della Repubblica di Pescara, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca, in qualità di indagato per corruzione e abuso d’ufficio in concorso con l’Ex Direttore della Soget SpA Gaetano Monaco e con il “neo verginale” Responsabile dell’Esecutivo Domenico Ludovico.

Ma cosa legherebbe i tre indagati secondo i PM di Pescara?

Semplice, il 15 luglio 2014 Monaco e Ludovico avrebbero disposto, “il primo ufficiosamente e il secondo formalmente, per mere ragioni di favoritismo”, precisano i PM, “la cancellazione dell’ipoteca, con la falsa motivazione di definizione del debito”.

Il debito di cui trattasi e che era oggetto di iscrizione ipotecaria riguarderebbero 22.000 euro circa di ACA (Azienda Comprensoriale Acquedottistica S.p.A.) – società pubblica che garantisce la fornitura dell’acqua per le province di Pescara, Chieti e Teramo;  sostanzialmente, sembrerebbe che il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca non paghi la bolletta dell’acqua.

Ma non è tutto.

I due alti dirigenti Soget SpA avrebbero inoltre disposto, “ancora indebitamente”, sempre secondo i magistrati, “la sospensione della prosecuzione delle procedure esecutive finalizzate alla riscossione del credito, abusando del proprio ufficio e consentendo a Mazzocca di restare inadempiente”.

In buona sostanza, i due dirigenti Soget SpA si sarebbero preoccupati più di non far pagare le bollette dell’acqua al Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca, che di come fare a riscuoterle.

Ma non è finita qui.

Il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca sarebbe accusato di corruzione perché, sempre stando alla narrazione dei PM pescaresi, quando era Sindaco di Caramanico Terme avrebbe “indotto alla deliberazione di giunta con la quale, il 14 marzo 2014, il Comune di Caramanico Terme ha prodotto, ex post e d’ufficio, la proroga di un anno del servizio di riscossione a favore della Soget”.

Insomma, cosucce, “quisquilie”, direbbe il napoletano Raffaele Cantone.

Tutto questo mentre i comuni e ignari cittadini  sono vessati da parte dei dirigenti Soget SpA e dagli Ufficiali della riscossione reticenti, che da anni abusano dei propri poteri eludendo sistematicamente precise disposizioni di legge a tutela dei contribuenti.

Chissà cosa succederà lunedì, che segue ogni maledetta domenica.