Green Mobility: Pescara centrale diventa Bike Station

Stamattina a Pescara il futuro della mobilità nel libro di Legambiente “Green mobility. Come cambiare la città e la vita”, idee e proposte per i cittadini e i decisori politici. Dall’elettrificazione della mobilità privata, ai sistemi di sharing mobility sempre più articolati e semplici da usare, mobilità collettiva in sede protetta con tempi affidabili e […]

Stamattina a Pescara il futuro della mobilità nel libro di Legambiente “Green mobility. Come cambiare la città e la vita”, idee e proposte per i cittadini e i decisori politici. Dall’elettrificazione della mobilità privata, ai sistemi di sharing mobility sempre più articolati e semplici da usare, mobilità collettiva in sede protetta con tempi affidabili e aggiornamenti sugli smartphone, strade e piazze libere dalle auto e quindi sicure per gli spostamenti a piedi e in bicicletta ma anche per ripiantare alberi e creare spazi per una diversa vivibilità urbana.
Il testo, curato da Andrea Poggio, è stato presentato nell’ambito dell’accordo tra Legambiente e Trenitalia che vede Pescara trasformarsi in Bike Station, con servizi di noleggio bici agevolato per i viaggiatori in treno a partire dal 1 luglio 2018.
L’incontro ha visto la partecipazione del direttore regionale di Trenitalia, Marco Trotta, e dell’Assessore alla mobilità del Comune di Pescara, Giuliano Diodati, e del Sottosegretario alla Giunta regionale, Mario Mazzocca.
“La nuova partnership con Legambiente Abruzzo – afferma Marco Trotta – si colloca nel solco della storica collaborazione tra il Gruppo Ferrovie dello Stato e Legambiente e nasce con l’obiettivo di favorire chi sceglie la combinazione treno+bici come soluzione di viaggio più eco-friendly, oltre che conveniente. L’accordo, infatti, prevede agevolazioni sui servizi Bike Station di Legambiente per chi raggiunge Pescara C.le in treno ovvero: -50% sul noleggio bici, -30% sul deposito della propria bici, servizi di manutenzione gratuita per 1 anno riservati agli abbonati regionali Trenitalia.”
In un paese con 38 milioni di auto private, neanche 100 mila autobus e 6 mila auto in car sharing, favorire la riduzione dell’inquinamento ci obbliga a un salto tecnologico e a cambiamenti importanti negli stili di mobilità: una quota crescente di veicoli (dal monoruota all’autobus) a zero emissioni, veicoli elettrici o a idrogeno, generati da fonti rinnovabili. Anche l’Europa dovrebbe introdurre ‘quote obbligatorie’ di mercato di veicoli elettrici, come fanno la Cina, la California e altri dieci stati USA. Legambiente sta chiedendo all’Europa e all’Italia quote progressivamente crescenti di ZEV, sino al 100% dopo il 2030. Accompagnate da divieti di circolazione sempre più severi per i veicoli a combustione nei centri città ed in tutte le aree urbana inquinate. Divieto di circolazione di tutte le auto a combustione al 2040.
Anche alla regione Abruzzo si chiede di fare la sua parte al fine di favorire la nuova mobilità: elettrica, connessa, condivisa e multimodale. Un’opportunità straordinaria per cambiare il nostro rapporto con i mezzi di trasporto e l’ambiente, usando le nuove tecnologie per partecipare alla rivoluzione urbana, strada per strada.
“Sul tema della sostenibilità siamo presenti – dichiara Mario Mazzocca – Ci muoviamo a 360 gradi. Abbiamo ricordato le azioni che la Regione sta portando avanti, soprattutto per quanto riguarda le colonnine elettriche nell’ambito di un investimento da 1,3 milioni di euro. Ce ne sono già dieci a L’Aquila e altre nove arriveranno presto a Teramo. C’è poi l’iniziativa pilota con la Tua per uscire dal combustibile fossile e scegliere la strada dell’idrometano: entro due anni saranno a regime, nell’area metropolitana, 76 autobus a idrometano. Siamo, inoltre, in procinto di realizzare la relativa stazione di rifornimento e, gradualmente, trasformeremo tutti i mezzi dell’area metropolitana, quella con maggior criticità dal punto di vista della qualità dell’aria”.
L’appuntamento di oggi costituisce una prima traccia, con esempi e proposte di una nuova mobilità che non è solo innovazione tecnologica ma anche un cambiamento di stili di vita, di mezzi e di servizi, di modi di fare impresa e di governo del bene comune rappresentato dallo spazio urbano e dalle infrastrutture abilitanti. E fa il punto sui processi di cambiamento e le differenze tra le esperienze, le potenzialità delle diverse soluzioni e della loro integrazione, coinvolgendo la città di Pescara dentro il processo avviato del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.
Sta di fatto che la sfida, imprescindibile, che abbiamo di fronte è di dare risposta all’inquinamento delle città e all’emergenza climatica del pianeta. E che il modo in cui sceglieremo di cambiare la mobilità definirà davvero i caratteri dello sviluppo del nostro territorio e del Paese.
C’è poi il ragionamento sui costi delle auto per i cittadini e per lo Stato e quello, articolato e complesso, sugli spazi cittadini da restituire alla vivibilità comune, che riportiamo in estrema sintesi.
In Italia, i chilometri che percorriamo oggi in automobile (700 miliardi di km/passeggero all’anno) sono soddisfatti da quasi 38 milioni di autoveicoli a combustibili fossili che percorrono in media appena 12.000 chilometri all’anno con 1,5 persone a bordo. Secondo le proposte avanzate da Legambiente, nel 2030 il 90% degli stessi viaggi potrebbe essere soddisfatto da 18 milioni di e-car che percorrano ciascuna 20.000 chilometri con 1,7 persone a bordo.
Oggi il gettito fiscale del settore trasporto e mobilita ammonta a 72 miliardi di euro all’anno: metà dei quali deriva da accise e Iva sui carburanti e il restante ripartito tra tasse sull’assicurazione, l’acquisto, il possesso (bollo), i ricambi e la gestione. Al 2030, anno del presunto switch-off all’elettrico, anche supponendo un raddoppio del bollo (ma con meta delle auto in circolazione il gettito rimarrà di 6 miliardi) e dei pedaggi (stradali, autostradali, aree urbane, parcheggi) gli oneri fiscali complessivi si dimezzano: grazie alla fine dei carburanti fossili e relative accise e Iva (36 miliardi nel 2017), la riduzione sul costo di utilizzo (niente più oli, meno ricambi, poca manutenzione) e di assicurazione (veicoli più sicuri, riduzione dei furti). Questo argomento peserà nel tempo più di qualsiasi forma di incentivo statale, necessariamente limitato dal punto di vista della durata e dell’entità.
“Da diversi anni le persone reclamano le loro strade come ‘bene comune’ – dichiara Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo – e finalmente si sta dedicando nuova attenzione a studi ed incentivi allo sviluppo di progetti importanti che vanno in queste nuove direzioni. Le Nazioni unite, con il programma Habitat, hanno coniato il concetto di ‘Prosperous City’, riferendosi a quelle città che investono su sviluppo sostenibile, produttività economica, equità, inclusione sociale e qualità della vita. Città che, oltre al resto, sappiano disegnare in modo adeguato la propria rete di strade come spazi pubblici ‘vivibili e completi’. Citta dove le strade vengano ridisegnate per rispondere a tutti i bisogni di spazio aperto delle comunità locali e come luogo di incontro, i cui utilizzatori siano le persone, diverse per età, genere, caratteri sociali, modo di spostarsi. Questa sfida deve essere raccolta anche in Abruzzo e Pescara è il laboratorio adatto.”