Egitto: condannate a morte 17 persone, denunce di tortura

In Egitto, un tribunale militare ha condannato a morte 17 persone per attacchi contro le chiese del Cairo, Alessandria e Tanta, nei quali sono state uccise 74 persone tra il 2016 e il 2017. Secondo il sito del quotidiano ‘Al-Ahram’, altre 19 persone sono state condannate all’ergastolo nell’ambito dello stesso processo, a un imputato sono […]

In Egitto, un tribunale militare ha condannato a morte 17 persone per attacchi contro le chiese del Cairo, Alessandria e Tanta, nei quali sono state uccise 74 persone tra il 2016 e il 2017. Secondo il sito del quotidiano ‘Al-Ahram’, altre 19 persone sono state condannate all’ergastolo nell’ambito dello stesso processo, a un imputato sono stati comminati dieci anni di carcere, mentre altri nove ne dovranno scontare 15. Gli attentati erano stati rivendicati dall’organizzazione nota come Daesh o Stato islamico. Non c’e’ “alcuna giustificazione” agli attentati contro le chiese copte, ma “pronunciare una pena di morte collettiva contro un processo militare ingiusto non dissuadera’ gli autori di futuri attentati” ha commentato l’ong Amnesty International. Ed e’ tornata a parlare di diritti umani violati in Egitto anche l’ong Human Rights Watch, che oggi ha pubblicato in un report la storia di Khaled Hassan, cittadino egiziano-americano. Hassan, fatto scomparire dalle autorita’ l’8 gennaio 2018 ad Alessandria, ha riferito all’ong di essere stato vittima di stupri e torture, dopo essere stato accusato di coinvolgimento in attivita’ dello Stato islamico. L’accusa e’ stata smentita dall’uomo, che risiedeva a New York e si recava periodicamente in Egitto in visita alla famiglia. “La sparizione di Hassan e le sue dettagliate accuse di tortura, insieme alle smentite del governo, provano la realta’ che le forze di sicurezza egiziane operano nell’impunita’” ha detto Michael Page, vice-direttore dell’ong per il Medio Oriente e il Nord Africa.