D’Alessandro e Ruffini: “No al ripristino dei Ticket sanitari, Chiodi mantenga le promesse fatte”

“Nella vita si incontrano tanti affabulatori. Parlano talmente bene  da farci credere che le cose dette siano veritiere. Ma che un atteggiamento simile lo si riscontri in un Presidente di Regione non è edificante né per l’Istituzione che rappresenta né per i cittadini che dovrebbe tutelare”. E’ il duro attacco del Partito Democratico scaturito dopo […]

“Nella vita si incontrano tanti affabulatori. Parlano talmente bene  da farci credere che le cose dette siano veritiere. Ma che un atteggiamento simile lo si riscontri in un Presidente di Regione non è edificante né per l’Istituzione che rappresenta né per i cittadini che dovrebbe tutelare”. E’ il duro attacco del Partito Democratico scaturito dopo aver appreso stamane, per mezzo stampa, il ripristino dei Ticket sanitari per le cure dei disabili nelle strutture  riabilitative.   “Lo avevamo annunciato e scritto- ricorda il Capogruppo del PD Camillo D’Alessandro – i ticket non erano stati revocati ed il potere di farlo lo ha il commissario alla sanità, cioè Chiodi. Quando fu Redigolo ad introdurre i ticket – afferma l’esponente del PD – subito la Giunta si nascose dietro il dito e tutti ad invocare giustamente la fine del commissariamento ed il passaggio dei poteri a Chiodi. Ora quale sarà l’ennesima giustificazione? Colpa del terremoto o della crisi internazionale? Sull’argomento interviene il Consigliere del PD Claudio Ruffini, delegato per il gruppo a seguire la materia sanitaria: “Ecco la riforma sanitaria del Presidente Commissario Chiodi – dice Ruffini –  annunciata per il 2010. La riforma in cui le prestazioni vengono poste a carico dei cittadini abruzzesi oppure scaricate sul bilancio dei comuni,  già penalizzati dai  trasferimenti riguardanti le politiche sociali.  Noi ci saremmo aspettati,  – prosegue Ruffini – vista la sospensiva votata positivamente dalla V Comissione, che prima di arrivare ad un atto così incisivo, lo stesso avrebbe dovuto essere oggetto di profonda discussione nella sede deputata, alla presenza dello stesso Chiodi.  D’altro canto, la Presidente di Commissione, compagna di partito del Presidente-Commissario, aveva manifestato la volontà di ridiscutere il provvedimento. Evidentemente il Presidente- Commissario crede di avere già acquisito poteri straordinari, da non dovere ascoltare neanche l’opinione del Presidente Verì del suo stesso partito. Chiediamo infine – conclude Ruffini –  di discutere di nuovo il provvedimento e fino a quella data di sospenderlo, visto che su carta porta anche un effetto retroattivo”.