
Sarebbe molto da scrivere sulla Perdonanza Celestiniana, sulle singolarità che segnano la nascita del primo Giubileo della cristianità, sancito dalla Bolla pontificia di Celestino V, emanata il 29 settembre 1294 ad un mese esatto dalla sua incoronazione papale nella basilica di Collemaggio. Come pure del privilegio gelosamente conservato dalla Municipalità aquilana, in virtù del possesso della Bolla custodita nella cappella della Torre civica, d’indire annualmente le celebrazioni della Perdonanza. Lo faranno altri, certamente con maggior proprietà. A me preme invece richiamare alla memoria, da testimone molto addentro ai fatti della Municipalità, circostanze e vicende che riportarono la Perdonanza all’attenzione degli Aquilani – e non solo – facendo loro riscoprire un evento ormai sopito della spiritualità aquilana e della stessa storia civica. Questa breve nota, dunque, richiama all’attenzione le iniziative promosse nel 1983, grazie alla lungimiranza del sindaco Tullio de Rubeis che della Perdonanza intuì tutte le potenzialità sia sotto l’aspetto religioso come dei valori civici, per “rivitalizzare” l’antico giubileo aquilano.
che incorniciasse con la dovuta dignità e adeguata solennità l’antica pergamena, cosicché, accompagnandola a Collemaggio, ciascun aquilano potesse ammirarla. Fu Remo Brindisi, cui il sindaco s’era rivolto, a realizzare un’opera adatta allo scopo. L’artista creò una grande teca a forma d’aquila, di color verde, rimasta esposta in municipio, lungo lo scalone tra il primo e secondo piano di Palazzo Margherita, fino al terremoto del 6 aprile 2009. Andammo da Remo Brindisi a Lido di Spina – il sindaco, Centofanti ed io – per ritirarla, alcuni giorni prima della Perdonanza, nell’agosto dell’83. Il grande pittore ci tenne felicemente ospiti nella sua splendida villa rivestita di formelle di ceramica bianca, in verità un Museo Alternativo d’arte, che attualmente porta il suo nome, con centinaia di opere di sommi artisti contemporanei – da Picasso a Chagall, Braque, Dalì, Fontana, Modigliani, De Chirico, Guttuso e tanti altri, oltre alla collezione di opere di Brindisi – insomma il meglio della pittura del Novecento. La prima Perdonanza Celestiniana “rivitalizzata”, come allora si scrisse, fu certamente un evento spartano, rispetto a quelle degli anni seguenti. Eppure fu bella e di grande respiro. Fu un miracolo inatteso per gli Aquilani, per i turisti e per gli Abruzzesi venuti a parteciparvi. Grande anche il ritorno della Chiesa, presente con il Cardinale Carlo Confalonieri, già pastore della diocesi aquilana, legato del Papa per l’apertura della Porta Santa, con l’arcivescovo Carlo Martini e con il vescovo ausiliare Mario Peressin, con un’imponente partecipazione di religiosi, in piena sintonia con la Municipalità, come pure generosa fu la partecipazione di Comuni abruzzesi, di autorità e rappresentanze civili della città.




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