La nuova pubblicità di Benetton in cui il Papa bacia un imam è offensiva, inutile e mira solo al profitto. Il giudizio poco lusinghiero è di Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso. “Viviamo in un’epoca in cui i significati vengono troppo facilmente stravolti. È davvero il colmo che l’ultima trovata di Benetton venga definita da illustri opinionisti sociale solo perché propone il non odio”.
Benetton viola regole le norme che tutelano l’immagine delle persone e non rispetta le sensibilità religiose. Secondo Alberto Contri “Nessuno può usare l’immagine altrui senza permesso, oltretutto a fini commerciali”. Inoltre “secondo il codice dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria non è lecito violare i sentimenti religiosi di chicchessia”. Non si può parlare nemmeno di diritto di cronaca, trattandosi di fotomontaggi. “Rimane soltanto l’intento smaccatamente provocatorio, che ha già ottenuto il massimo di risultati: che se ne parli bene o male, basta che se ne parli. Siamo quindi in presenza di una evidente forma di strumentalizzazione che nuoce a tutta la pubblicità, sia commerciale che sociale, come dimostrato dalla confusione dimostrata in molti commenti che non sanno nemmeno più discernere tra utilità sociale e mera provocazione. Non sono queste campagne che si possono definire di comunicazione sociale”.