Mimosa, ‘Fiore giusto’: la certificazione non decolla

Belli, profumati ma anche etici. Fino al 2010 erano 15 le aziende liguri che potevano vantarsi della certificazione “Fiore giusto”. Nato dalla collaborazione tra Bottega Solidale – Movimento Fiori e Diritti di Genova con il Distretto floricolo del Ponente Ligure, Cgil, Cisl e Uil e il Mercato dei Fiori di Sanremo, il marchio garantiva che […]

Belli, profumati ma anche etici. Fino al 2010 erano 15 le aziende liguri che potevano vantarsi della certificazione “Fiore giusto”. Nato dalla collaborazione tra Bottega Solidale – Movimento Fiori e Diritti di Genova con il Distretto floricolo del Ponente Ligure, Cgil, Cisl e Uil e il Mercato dei Fiori di Sanremo, il marchio garantiva che i fiori fossero stati prodotti rispettando i diritti dei lavoratori e l’ambiente. Nel 2011 però nessuna azienda ha chiesto di rinnovare la certificazione e non ci sono state new entry. “Prendo atto che al settore non interessa -afferma Cristiano Calvi del Movimento fiori e diritti-. Non sente l’esigenza, ma è una scelta miope”.

In Liguria sono circa 6mila le aziende florovivaistiche. “La certificazione, però, non riguarda solo questa regione, ma può essere chiesta da qualsiasi impresa -aggiunge Cristiano Calvi-. È anche vero che i consumatori sono ancora poco attenti a questo tema. Su altri prodotti alimentari c’è una richiesta di attenzione agli aspetti etici, sui fiori meno”. L’8 marzo, festa della donna, tonnellate di mimose invaderanno strade e piazze italiane, ma nessuna potrà vantarsi di essere, oltre che bella, anche giusta. (dp)