Forte tensione fra i lavoratori dell’Ilva di Taranto che questa mattina si sono radunati all’interno dello stabilimento, protestando perché l’azienda avrebbe iniziato a spegnere le luci e a interrompere l’erogazione dell’acqua nei reparti sottoposti a sequestro. Gli operai si sono poi spostati all’esterno dove hanno dato vita ad un’assemblea sulla statale Appia. La Fim chiede alla magistratura di consentire una produzione ‘minima’ degli impianti, mentre la Fiom accusa: ‘i capi stanno istigando alla rivolta contro la magistratura’.
Ribatte il presidente dell’Ilva Ferrante: ‘Accuse irricevibili e infondate’. Parere negativo della Procura, ‘in linea con quello dei custodi’, sul piano di interventi immediati presentato dall’azienda.
“La preoccupazione più grossa – dice ancora Bentivogli – in queste ore è che i lavoratori sentono che dopo discussioni e ordinanze, lo strumento principale sembra quello di iniziare a far pagare loro il conto”.
“Pensiamo – ha sottolineato – che questo sia evitabile. Sull’ambientalizzazione si deve fare sul serio, ma gli interventi devono essere anche compatibili con l’occupazione”.
Quanto alla possibilità di utilizzare i lavoratori degli impianti sequestrati per le bonifiche, Bentivogli auspica “che si possa discutere anche su questo punto. Bisognerebbe mantenere le relazioni sindacali per le aree sotto sequestro. Vogliamo capire quale è il traguardo dell’ambientalizzazione e attendiamo di conoscere le motivazioni della bocciatura del piano dell’Ilva, che ritenevamo importante ma ancora parziale”.
Secondo Bentivogli “è finito l’intervento dei palliativi, degli interventi tampone, ora servono soluzioni strutturali. Bisogna muoversi e costruire immediatamente piani di fattibilità per iniziare a fare le opere”.