Con un PIL praticamente piatto, una disoccupazione giovanile mortificante, un’incontenibile e sembrerebbe irrisolvibile evasione fiscale, i servizi pubblici statali e locali al palo, vetusti e privi di risorse per modernizzarsi e rendersi efficienti, la credibilità internazionale che tenta affannosamente la risalita dai suoi minimi storici, l’Italia pare sull’orlo del baratro.
E di tutta evidenza che per questo stato di cose, cè intanto un principale responsabile: l’intera classe politica che negli ultimi quarant’anni ha gestito in modo pessimo il Paese, anteponendo interessi personali o partitici a quelli prioritari della Nazione.
E anche vero, però, che la responsabilità è pure di tutti quelli che come cittadini hanno assistito passivamente a questa deriva, senza pretendere contromisure immediate e serie, senza denunciare prontamente truffe e corruzione, senza chiedere immediatamente il conto ai loro rappresentanti parlamentari, regionali, provinciali e comunali.
I più, si sono di fatto lavati le mani, allontanandosi volontariamente da un sistema politico giudicato forse anche giustamente disgustoso, ma così, di fatto, lasciando allo stesso sistema l’assoluta e incontrollata libertà di agire nella più totale assenza di controllo, senza dover rendicontare alcunché.
Il disinteresse mostrato dai cittadini italiani durante le ultime elezioni, rappresenta un segnale forte ed inconfutabile del biasimo verso la classe politica centrale e locale. Ma questa non è cosa sufficiente, lo abbiamo ben capito tutti, e finalmente: perché, infatti, solo la partecipazione attiva ed appassionata alla vita politica del Paese può cambiare le cose e restituirci il futuro che gli italiani meritano e che, anche troppo pazientemente, attendono da tempo.
L’Italia e gli italiani, siamo convinti, hanno però ancora respiro, energia, fantasia, capacità, coraggio, voglia di intraprendere. Ed è con queste forze vive che l’Italia può cambiare, può farcela a risorgere e riconquistare il privilegiato e ammirato ruolo che ha sempre avuto nel mondo civile e sviluppato.
E’ allora giunto il momento di diventare protagonisti del cambiamento, di agire perché l’Italia diventi giorno per giorno un Paese sempre più giovane, moderno, dinamico, energico, incentivante, positivo; dove l’orizzonte sia limpido e il percorso che ognuno sceglie di fare, libero e chiaro; con uno Stato amico che sia a fianco di chi studia, lavora, investe, e rispetta le leggi.
Uno Stato equo, con tasse adeguate alla qualità dei servizi ricevuti, in cui innovazione, istruzione e ricerca siano capisaldi e occasioni principali su cui crescere. Dove il Made in Italy costituisca la ricchezza, la forza, l’opportunità, l’assett di tutti, non solo di pochi privilegiati; e faccia il paio con il migliore welfare, l’economia sociale e lo sviluppo della persona, per risolvere gli squilibri economici, territoriali e culturali che si trascinano immodificabili e sempre più esasperati, sostenendo con forza il diritto al futuro di tutt’Italia e dell’abbandonato Sud in particolare.
Per queste ragioni, nasce oggi, ma da una lunga e consapevole valutazione culturale e una radicata convinzione politica, Lavoriamo per l’Italia. Iniziativa a forte connotazione giovanile, che vuole soprattutto unire le forze sane e innovative del Paese e la cosiddetta società civile (senza tralasciare, naturalmente, le grandi esperienze delle sue migliori figure professionali) nell’impegno per un concreto e profondo ricambio generazionale del Paese che, come tutti sanno, è ai record mondiali di gerontocrazia, non riuscendo da tempo, di fatto, a rimuovere caste, l’obbies e potentati che pervadono ogni ambito sociale, istituzionale, economico.
Sono, invece, assolute priorità, il merito e la capacità, metro di reale valutazione e reclutamento. E il rigore, la trasparenza e la sostenibilità dei conti pubblici, le basi necessarie per la corretta gestione dello Stato, sicuramente i più importanti valori delliniziativa del Governo Monti.