La pittura olandese al Quirinale

Le  Scuderie Papali al Quirinale ospitano fino al 20 gennaio 2013  una mostra di 57 opere del secolo d’oro dell’arte olandese,  provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo. La mostra include sette opere di Johannes Vermeer (1632-1675), il più famoso del gruppo. Questi dipinti rappresentano in prevalenza interni di abitazioni della popolazione […]

Le  Scuderie Papali al Quirinale ospitano fino al 20 gennaio 2013  una mostra di 57 opere del secolo d’oro dell’arte olandese,  provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo. La mostra include sette opere di Johannes Vermeer (1632-1675), il più famoso del gruppo.

Questi dipinti rappresentano in prevalenza interni di abitazioni della popolazione borghese, in maggioranza protestante, che conviveva con gruppi fedeli alla chiesa cattolica. E così abbiamo un ricco, brillante quadro del sistema di vita olandese del XVII secolo:  lavoro, usi, abitudini, stili di vita, il semplice vivere quotidiano. Ricordiamo che, secondo l’etica protestante, il successo negli affari era il segno della grazia di Dio. Inoltre i Protestanti, nella riforma della chiesa, sostennero la necessità della libera lettura ed  interpretazione dei testi sacri, per cui nei paesi dove si affermò la loro riforma, si diffuse  rapidamente l’ alfabetizzazione, per tutti. Non solo gli uomini, anche le donne dovevano essere in grado di leggere da sole le sacre scritture.

Molte donne sono rappresentate nei  dipinti della mostra come  protagoniste attive della loro epoca. Ed ecco donne che scrivono e leggono lettere,  ricevono visite, chiacchierano amabilmente in salotto, ricevono visite. I loro salotti sono in genere ambienti ristretti ed intimi, arredati con tappeti pregiati, illuminati da raggi di luce provenienti in genere dall’ esterno, che le sfiorano dando loro la vita. Gli abiti delle protagoniste sono stupendi tessuti preziosi, morbidi e luminosi, colori argentei e qualche nota di rosso,  segno di agiatezza, ma anche di diffuso buon gusto per stili e linee raffinati. In genere il salotto è abitato anche dal cane della famiglia.

In particolare da notare che  tanti dipinti rappresentano il prodursi della musica nei salotti: anche in questo caso tante donne sono protagoniste, non solo uomini. Il Suonatore di violoncello, Donna al clavicordio, Compagnia musicale, La Suonatrice di liuto, Giovane donna seduta al virginale, Donna che suona la tiorba, Il Concerto, Giovane donna in piedi al virginale, Coppia elegante con strumenti musicali,  sono i dipinti dedicati all’arte della musica presenti in questa esposizione, che ci dicono quanto fosse elevata e raffinata la cultura della borghesia olandese.

Il più noto dei pittori olandesi presenti in questa mostra è Johannes Vermeer.

Johannes Vermeer nacque  in una famiglia protestante, solo da adulto passò alla chiesa cattolica per  matrimonio. La sua opera oggi nota consiste di 37 dipinti, di cui 8  in esposizione. Interessante per comprendere la sua maestria nell’uso dell’ illuminazione dei personaggi, i due ritratti di Santa Prassede, presenti l’uno accanto all’altro nella mostra, l’originale del fiorentino Felice Ficherelli (1605-1669)  e la copia che J. Vermeer dipinse all’inizio della sua carriera. La seconda appare  chiara e luminosa. La santa protagonista è illuminata da una luce proveniente da destra,  luce fatta di colori, pennellate e sfumature di colori  chiari usati con  sapienza e pazienza infinite.

Sapienza e pazienza infinite evidenti anche nel  dipinto “La Ragazza con  il cappello rosso”, nel manifesto della mostra. E’ un dipinto prezioso, di dimensioni ridotte, che ha un fascino forte; si rimane incantati a vedere quello sguardo rivolto all’ombra, quasi volesse sfuggire la luce che proviene da destra a sfiorare il cappello rosso e parte del volto.

Una mostra straordinaria, da gustare in silenzio, alla ricerca di una intima e colta  raffinatezza del gusto e dei costumi quotidiani, di uomini e donne della classe media del XVII secolo,  protagonisti nella storia e nell’arte.

Emanuela Medoro