Roma democratica e antifascista si è stretta ieri, 16 ottobre 2012, intorno alla Comunità Ebraica con tante iniziative in ricordo della deportazione degli Ebrei romani, a distanza di 69 anni della terribile mattina, in cui le truppe tedesche agli ordini dell’ufficiale delle SS, Herbert Kappler, con un blitz, arrestarono 1024 persone di quella etnia. Una delle pagine più scandalose della storia della città eterna. Erano donne, uomini, anziani e bambini rinchiusi dapprima al collegio Militare di Palazzo Salviati, a via della Lungara, poi alla stazione Tiburtina e successivamente trasferiti, su treni merci ammassati come bestie, nel campo di concentramento di Aschwitz. Di costoro solo 16 persone fecero ritorno nelle loro case, nessun bambino ed una sola donna: Settimia Spizzichino. Lei testimone e memoria vivente – cui prossimamente verrà intolato il ponte dell’Ostiense, deceduta nel 2000, nel libro “ Gli anni rubati “ racconta le atrocità vissute in quell’inferno avendo giurato a se stessa di farlo anche in nome di coloro che non tornarono mai più. Come se quei poveri Cristi fossero figli di un Dio diverso e non gente in carne ed ossa che stentava la vita tra problemi e difficoltà come ogni essere umano in quei tempi duri di guerra e carestia. Un’umanità senza futuro, carne da macello. La Comunità di S. Egidio e la Comunità Ebraica di Roma hanno aperto ieri pomeriggio,con uno striscione dal titolo: “ Non C’è Futuro Senza Memoria”, una marcia silenziosa con fiaccolata per ricordare la terribile deportazione degli ebrei romani. Quanto di più assurdo, bestiale, aberrante, incomprensibile che la luce della ragione di qualsiasi mente umana possa arrivare a concepire. Tante le autorità intervenute tra cui il Presidente del Consiglio, Monti, che ha detto -:” Oggi questo luogo è il simbolo della città che non vuole dimenticare, la Memoria non è una condizione accessoria alla vita” – il Ministro della coesione sociale, Fabrizio Barca, quello della Giustizia, Paola Severino, quello della cooperazione, Andrea Riccardi, il Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti e Walter Veltroni insieme a tanti altri esponenti della società civile e organizzazioni umanitarie. Per la Comunità ebraica erano presenti: Il Rabbino Capo di Roma Riccardo di Segni, il Presidente delle Comunità ebraiche d’Italia, Renzo Gattegna e quello della comunità di Roma Riccardo Pacifici. Altra bella iniziativa, volta al ricordo e alla valorizzazione della memoria, la presentazione del libro “ 16.10.43. Li hanno portati via” curato dal progetto Storia e Memoria della Provincia di Roma. Un viaggio agghiacciante attraverso le testimonianze di chi visse quella notte dei tempi: deportati ed ebrei romani scampati all’eccidio. Ci sono foto, testimonianze dirette, mamme che cercano i propri figli,corrispondenze reali dell’angoscia vissuta in quei giorni. Ieri il pianto di una studentessa del liceo Malpighi di Roma al termine della proiezione del film:” Nata 2 volte, storia di Settimia , ebrea romana” ed il post scritto da Jonathan Raphael Limentani , figlio di Carla di Veroli nipote dell’unica donna superstite dai campi di concentramento di Auschwitz, fanno ben sperare . << Oggi, esattamente 69 anni fa, alle 5.30 di mattina iniziava la retata degli ebrei romani, che su 1024, sopravvissero ad Auschwitz in soli 16, 15 uomini e una donna, Settimia Spizzichino. Perchè ho distinto la donna dagli altri 15 uomini? Perchè mi riguarda in prima persona, perchè fu una donna con le palle di ferro, sia ad Auschwitz che prima di andarci, quando di fronte…ai tedeschi, indicando mia nonna e la madre disse : “quella è la donna delle pulizie con sua figlia” per non farle deportare… Perciò se sto scrivendo questo post per ricordare, non lo sto facendo per futili motivi, ma perchè è un dovere ricordare. Questa donna è mia zia, sopravvissuta ad Auschwitz. Ricordare non è una cosa da fare solo oggi, è da fare ogni giorno, con il minimo gesto, per non dimenticare, anche dando vita a mille discussioni sull’argomento come io faccio all’ordine del giorno… Spesso le persone mi chiedono :” ma come fai a fare tutte ste litigate e non preoccuparti di essere odiato?” la risposta è che lo faccio per ricordare, per non permettere che lo sterminio di ebrei, di gay, di individui con handicap e di prigionieri politici vengano insabbiati dal negazionismo e da giovani fascistelli senza morale. “Il mio compito è di raccontare finchè sono viva”- Settimia Spizzichino, e così farò anch’io, che se esisto è solo grazie a lei.>> I giovani – depositari della memoria storica, prezioso patrimonio che accompagna l’umanità, troppo profondo ed importante per essere rinnegato o misconosciuto – sono l’energia positiva il nostro domani, il futuro. A loro affidiamo, con fiducia, il gravoso e delicato compito di … non dimenticare poiché diceva Primo Levi: “ Se capire è impossibile, conoscere è necessario”
Nando Giammarini