Ius soli: in parlamento una storia al giorno di nuovi italiani

Una storia al giorno sui tanti ragazzi nati in Italia ma ancora senza cittadinanza, letta dagli scranni del Parlamento per richiamare l’attenzione sul tema dello ius soli. Saranno i deputati e senatori, che hanno dato vita al nuovo intergruppo parlamentare, composto da esponenti di vari schieramenti, a portare in aula la voce dei nuovi italiani. […]

ius soliUna storia al giorno sui tanti ragazzi nati in Italia ma ancora senza cittadinanza, letta dagli scranni del Parlamento per richiamare l’attenzione sul tema dello ius soli. Saranno i deputati e senatori, che hanno dato vita al nuovo intergruppo parlamentare, composto da esponenti di vari schieramenti, a portare in aula la voce dei nuovi italiani.
Capofila dell’iniziativa di sensibilizzazione l’ex ministra dell’Integrazione Cècile Kyenge: “finché in questa stessa aula non discuteremo la nuova legge sulla cittadinanza, i firmatari di questa iniziativa racconteranno ogni giorno la storia di un ragazzo o di una ragazza ancora senza cittadinanza: storie di speranze, dolori, peripezie burocratiche, disillusioni, storie di tutti i giorni, fatte anche di successi in salita ma successi, ancora più veri e specchio della loro voglia di essere italiani – spiega in una nota la parlamentare del Pd -. L’aula della Camera è il cuore del Parlamento. Qui tutti noi cerchiamo di portare la voce degli italiani. A volte in maniera alta, a volte meno. Ma è il motivo per cui noi siamo in Parlamento: per dare voce anche a chi non ha votato o non può votare, a chi di voce ne ha di meno e non può farsi sentire”.
L’Italia conta circa un milione di giovani nati e cresciuti nel paese ma la legge sulla cittadinanza è ferma al 1992 e in Parlamento ci sono ben 20 proposte di legge per riformarla. “ Per la legge questi ragazzi restano stranieri – continua Kyenge – anche se non lo sono. Sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze che nascono e crescono nel nostro Paese o che arrivano qui da piccoli.
Considerano l’Italia la loro casa, la loro nazione, ma questa nazione non li considera suoi cittadini. E loro non hanno un’altra patria. Pertanto, abbiamo deciso di costituire un gruppo di deputati, aperto a tutti gli schieramenti, per dare voce in Parlamento ai nuovi italiani. Questa voce verrà portata anche fuori dall’Aula grazie all’azione congiunta con la società civile. Coinvolgeremo anche tutti gli organi, le istituzioni, gli enti che si occupano di minorenni e adolescenti, fra questi ricordo: il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, l’Unicef, Save the children, la Rete G2 e le associazioni dentro e fuori la campagna l’Italia sono anch’io”.
Tra parlamentari dell’intergruppo, quasi tutti provenienti dal Pd (Kyenge, Paolo Beni, Davide Mattiello, Giuseppe Guerini etc) anche Mario Marazziti di Per l’Italia, Renata Polverini di Forza Italia, Nicola Fratoianni di Sel e molti altri. “In Parlamento si è ampliato il numero di parlamentari – di tutte le provenienze politiche – che pensa che sia arrivato il momento di cambiare – continua la nota – Il diritto di cittadinanza è un tema su cui si ragiona già da tempo ed esistono ormai molti progetti di legge che possono aiutare l’Italia ad entrare in una nuova fase dell’integrazione. Ma il tempo per discutere la riforma della cittadinanza continua a slittare. Continua ad essere un’occasione perduta per il nostro Paese. La nuova legge sulla cittadinanza è una necessità perché l’Italia è già cambiata, perché i nostri giovani hanno già compreso l’importanza e il valore dell’integrazione”.