La Corte Suprema della Corea del Sud ha confermato la condanna a tre anni e mezzo di reclusione per Taeil, ex membro del gruppo K-pop NCT, ritenuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di una donna in stato di ebbrezza. I giudici hanno respinto l’ultimo ricorso della difesa, facendo così decadere ogni possibilità di revisione della sentenza di secondo grado.
Il tribunale aveva inquadrato il fatto nella categoria del “quasi-stupro aggravato”, norma che punisce l’abuso su una vittima incapace di opporsi per incoscienza o altra condizione di vulnerabilità. Oltre al periodo di detenzione, Taeil e i due amici condannati con lui dovranno seguire un percorso di riabilitazione di 40 ore per reati di violenza sessuale e saranno interdetti dal lavorare in strutture rivolte a minori, adolescenti e persone con disabilità.
I tre imputati erano stati incriminati a piede libero lo scorso marzo per un’aggressione avvenuta a Seul nel giugno precedente. Durante il primo grado di giudizio, nel luglio scorso, il Tribunale distrettuale centrale della capitale aveva disposto per Taeil la custodia cautelare immediata, richiamando la “gravità della vicenda”. L’accusa, in quella fase, aveva richiesto una pena di sette anni di carcere.
Taeil, 31 anni, aveva debuttato nel 2016 con gli NCT sotto l’egida della SM Entertainment, uno dei principali operatori nel mercato globale del K-pop. La sua carriera si era interrotta bruscamente nell’agosto 2024, a seguito dell’avvio delle indagini da parte della polizia, quando la società ha annunciato l’esclusione del cantante dal gruppo.