Un filmato di 47 secondi girato dal cellulare dell’agente federale Jonathan Ross fornisce un nuovo punto di vista sulla sparatoria in cui ha perso la vita la poetessa e attivista per i diritti dei migranti Renee Nicole Good, 37 anni. Il video, pubblicato dal sito Alpha News, documenta gli istanti immediatamente precedenti e successivi allo sparo.
Nel filmato si vede Good seduta al volante del suo Suv, mentre rivolge all’agente la frase “That’s fine, I’m not mad at you” (“Va bene, non sono arrabbiata con te”) sorridendo. Poco oltre, in strada, la moglie di Good, Rebecca, riprende Ross e lo sfida a “attaccarci” o “sfidarci”: “Vuoi attaccarci? Vuoi sfidarci? Vai a prenderti da mangiare, bello”, gli dice. L’agente invita Rebecca a salire a bordo del veicolo e, poco dopo, si uniscono altri colleghi che cercano di far scendere Renee dal lato guida.
A questo punto Good effettua una retromarcia di pochi metri, girando il volante. La ripresa si fa irregolare, il telefono punta verso il cielo e poi torna a inquadrare la strada, mostrando il Suv che accelera via. Nel frattempo si sentono distintamente gli spari. Rebecca, ancora filmando, commenta: “Noi i fischietti, loro le pistole”. Good, all’interno dell’auto, ripete il suo “I’m not mad at you” e “Non sono arrabbiata con te”.
Secondo la Casa Bianca, il contenuto del video confermerebbe che l’agente Ross ha agito in “autodifesa”. Tuttavia, chi ha partecipato alle proteste di piazza contesta questa ricostruzione: sostengono che Good fosse rimasta all’interno del veicolo con le mani salde sul volante e non avrebbe potuto mettere a repentaglio la vita dell’agente, che si trovava accanto all’auto. Secondo i manifestanti, il colpo ravvicinato esploso dal poliziotto non trova giustificazione nell’ipotesi di una minaccia diretta. Le autorità continuano a esaminare il video come parte delle indagini in corso.