Da dicembre oltre mille pub britannici hanno aderito a un’iniziativa che vieta l’ingresso ai parlamentari del Partito Laburista, in segno di protesta contro l’aumento dei “business rate”, l’imposta sugli immobili non residenziali. La mobilitazione è scattata dopo che il governo aveva annunciato la sospensione delle agevolazioni fiscali concesse durante la pandemia, unita all’aggiornamento annuale della tassa, che avrebbe portato a un rincaro del 76 per cento del carico tributario per i locali nel 2026.
Molti gestori hanno apposto cartelli con la scritta “No ai parlamentari laburisti” all’ingresso dei propri locali. Tra le figure istituzionali coinvolte, Rachel Reeves, ministra delle Finanze e artefice della legge di bilancio, è stata allontanata dal pub che frequentava abitualmente a Pudsey, nello Yorkshire. Anche il deputato Tom Hayes ha denunciato via video di non poter più entrare nel suo pub di quartiere.
La protesta arriva in un momento di profonda difficoltà per il settore: nel 1980 i pub nel Regno Unito superavano i 69.000, mentre oggi sono meno di 50.000. Nel solo 2023 si sono registrate in media due chiusure al giorno, con molti locali acquistati da grandi catene. Di fronte alle pressioni dei proprietari, l’esecutivo ha annunciato di aver fatto marcia indietro e di valutare un pacchetto di sostegno dedicato al comparto dei pub.