Regno Unito negozia con i partner UE l’invio di contingenti in Groenlandia

Il governo britannico avrebbe avviato colloqui con alcuni partner europei per valutare un dispiegamento di forze in Groenlandia, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nell’Artico e attenuare le preoccupazioni espresse dall’amministrazione statunitense. Fonti citate dal Telegraph affermano che il premier Keir Starmer considera «estremamente sul serio» l’aumento delle attività di Russia e Cina nella regione, […]

Il governo britannico avrebbe avviato colloqui con alcuni partner europei per valutare un dispiegamento di forze in Groenlandia, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nell’Artico e attenuare le preoccupazioni espresse dall’amministrazione statunitense. Fonti citate dal Telegraph affermano che il premier Keir Starmer considera «estremamente sul serio» l’aumento delle attività di Russia e Cina nella regione, e sostiene la necessità di un segnale comune fra alleati. In questa fase preliminare si discute di inviare truppe, navi da guerra e aerei britannici, in coordinamento con Francia e Germania, per difendere l’isola artica.

La ministra dei Trasporti, Heidi Alexander, ha definito queste ipotesi semplici «discussioni di routine», spiegando a Sky News che «l’Artico sta diventando una regione geopolitica sempre più contesa fra Russia e Cina» e che «ci si aspetterebbe che parlassimo con tutti i nostri alleati nella Nato su cosa possiamo fare per scoraggiare l’aggressione russa». Alexander ha inoltre ricordato l’accordo fra Regno Unito e Norvegia per la realizzazione delle fregate Tipo 26, destinate a tutelare le infrastrutture sottomarine critiche, e ha annunciato un incremento degli esercizi congiunti dei Royal Marines in Scandinavia, insieme al pre-posizionamento di equipaggiamenti.

Nel frattempo, diversi Paesi nordici respingono le accuse di un’imponente presenza militare di Mosca e Pechino in prossimità della Groenlandia. Diplomatici citati dal Financial Times assicurano che «negli ultimi anni non c’erano tracce di navi o sottomarini russi e cinesi» nell’area, confermando il giudizio del ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide: «Non è corretto affermare che ci siano molte operazioni di Russia o Cina nei pressi della Groenlandia. C’è attività nei nostri dintorni. Ma pochissima lì».

Sul piano politico, il premier svedese Ulf Kristersson ha definito «giuste» le critiche alla retorica americana e ha sottolineato l’impegno congiunto di Svezia, Paesi baltici e altre nazioni europee a fianco della Danimarca. Jens Stoltenberg, ex segretario generale della Nato, ha avvertito che «sarebbe una situazione molto grave se gli Stati Uniti imponessero in un modo o nell’altro il controllo sulla Groenlandia contro la volontà del popolo groenlandese» e ha ribadito che «il futuro della Groenlandia dovrebbe essere deciso dalla Groenlandia e dalla Danimarca». Anche in Germania, sia il ministro degli Esteri Johann Wadephul sia il vicecancelliere Lars Klingbeil hanno sottolineato che spetta unicamente a Danimarca e Groenlandia stabilire il proprio destino, richiamando il rispetto dei principi del diritto internazionale per tutti gli alleati, compresi gli Stati Uniti.