Ottava tappa della Dakar, per i fratelli Totani una performance da archiviare

Dopo una tappa brillante, l’ottava frazione della Dakar 2026 si è trasformata in un percorso ad ostacoli per i fratelli Totani. L’equipaggio aquilano ha dovuto affrontare una serie di imprevisti, piccoli ma concatenati, che ne hanno condizionato il risultato finale. “La speciale è stata complicata – racconta al traguardo Tito, visibilmente nervoso – bruttissima, e […]

Dopo una tappa brillante, l’ottava frazione della Dakar 2026 si è trasformata in un percorso ad ostacoli per i fratelli Totani. L’equipaggio aquilano ha dovuto affrontare una serie di imprevisti, piccoli ma concatenati, che ne hanno condizionato il risultato finale.

“La speciale è stata complicata – racconta al traguardo Tito, visibilmente nervoso – bruttissima, e dura, molto dura. Tutto ok, in un certo senso, però abbiamo fatto almeno tre errori. A cominciare da stamattina quando sul tratto di dune per evitare un’altra vettura siamo rimasti appoggiati sulla cresta della duna con la pancia del nostro buggy. Se non l’avessimo fatto ci saremmo scontrati con l’altro veicolo e le conseguenze sarebbero state ben peggiori”.

Poco dopo, i Totani si sono trovati a rimanere impantanati in una zona di fesh fesh, tra cespugli e piante, all’interno di un oued. “Non riuscendo ad andare indietro abbiamo tirato fuori le piastre e ci siamo disinsabbiati”, prosegue Tito. Il ritardo accumulato ha generato tensione, che ha portato alla perdita del primo waypoint dell’intero rally: “La strumentazione ce l’ha segnalato ma solo più avanti, dopo che avevamo già marcato altri tre punti. Tornare indietro era davvero impossibile (oltre che vietato dal regolamento) e abbiamo deciso di pagare il prezzo, che per fortuna era solo di 15 minuti”.

Il nervosismo non si è placato e poco dopo l’equipaggio ha perso ulteriore tempo convincendosi di un errore nella lettura di una nota, che in realtà non aveva sbagliato. Sul fronte tecnico, il buggy MonnaLisa ha risposto bene alla guida, ma alcuni indicatori luminosi si sono accesi e il sistema di allarme per il limitatore di velocità ha smesso di funzionare. Stasera i meccanici avranno dunque molto lavoro, mentre l’equipaggio cercherà di scrollarsi di dosso frustrazione e polvere, vera costante della giornata.

In classifica la tappa si è chiusa con il 98° posto, e 16’40” di penalità complessivi, 15 dei quali dovuti al waypoint perso. Domani toccherà alla nona tappa, prima parte della seconda marathon: niente assistenza esterna. I meccanici interverranno solo sui mezzi già nel bivacco. Sono 532 i chilometri totali, di cui 410 di settore selettivo, diversificato per auto e moto. Dopo un trasferimento di 119 km si entrerà nella speciale che conduce, con un ultimo tratto di 3 km, al bivacco refuge, dove equipaggi e staff dormiranno in tenda e si nutriranno con le razioni fornite dall’organizzazione.