Le autorità anticorruzione ucraine hanno avviato un’inchiesta nei confronti di Yulia Tymoshenko, ex primo ministro del Paese, con l’accusa di aver tentato di “comprare” il voto di alcuni deputati. Secondo fonti locali, nella notte tra il 13 e il 14 gennaio la sede del partito Batkivshchyna è stata perquisita da oltre trenta agenti.
“Oltre trenta uomini pesantemente armati – denuncia Tymoshenko – senza presentare alcun documento, hanno di fatto sequestrato l’edificio e preso in ostaggio i dipendenti. Respingo categoricamente tutte le accuse assurde. Sembra che le elezioni siano molto più vicine di quanto sembrasse. E qualcuno ha deciso di iniziare a fare piazza pulita degli avversari”.
Figura di rilievo nella politica ucraina degli ultimi vent’anni, Tymoshenko ha guidato il governo nei mandati 2005 e 2007-2010 ed è stata una delle protagoniste della Rivoluzione arancione del 2004. Nota come leader dell’opposizione ai governi filorussi, è stata condannata nel 2011 in un processo giudicato arbitrario da Unione Europea e Stati Uniti, per poi tornare libera nel 2014 in seguito al cambiamento di potere a Kiev.
Da allora l’ex premier ha mantenuto un ruolo di primo piano, continuando a presiedere il partito Batkivshchyna e a rappresentare una voce critica nei confronti dell’attuale establishment.