A Minneapolis un nuovo intervento armato dell’Ice ferisce un uomo

A Minneapolis un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) ha sparato a un uomo alla gamba, ferendolo durante un posto di blocco. La vittima, un cittadino venezuelano privo di permesso di soggiorno, è stata trasportata in ospedale e non sarebbe in pericolo di vita. Il fatto avviene a poco più di sette chilometri dal luogo […]

A Minneapolis un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) ha sparato a un uomo alla gamba, ferendolo durante un posto di blocco. La vittima, un cittadino venezuelano privo di permesso di soggiorno, è stata trasportata in ospedale e non sarebbe in pericolo di vita. Il fatto avviene a poco più di sette chilometri dal luogo in cui, lo scorso 7 gennaio, un’altra agente Ice aveva ucciso la 37enne Renee Good.

Secondo il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, l’uomo si sarebbe rifiutato di fermarsi al controllo e avrebbe tentato di scappare prima in auto, urtando un veicolo parcheggiato, poi a piedi. Raggiunto dagli agenti, avrebbe aggredito l’agente assieme ad altre due persone scese da un appartamento vicino, armate “con un manico di scopa e una pala”. “Temendo per la propria vita, mentre subiva un’imboscata da parte di tre persone, l’agente ha esploso un colpo”, recita la ricostruzione ufficiale.

L’episodio è avvenuto in una città ancora scossa dalle proteste seguite alla morte di Renee Good. Secondo Associated Press, subito dopo la sparatoria un piccolo gruppo di manifestanti ha cercato di avvicinarsi al luogo dell’intervento, venendo respinto con lacrimogeni e fumogeni. I manifestanti hanno risposto lanciando pietre e facendo esplodere fuochi d’artificio. Minneapolis ospita da inizio gennaio oltre duemila agenti impegnati in un’operazione su vasta scala contro l’immigrazione irregolare.

Attraverso i suoi canali social, l’amministrazione cittadina ha invitato la popolazione alla calma: “Sappiamo che c’è molta rabbia, ma vi chiediamo di restare pacati”. In un secondo messaggio si è rivolta direttamente all’Ice: “nuovamente all’Ice di lasciare la città e lo Stato. Noi stiamo con le nostre comunità di immigrati e rifugiati, sappiate che avete il nostro supporto”. O’Hara, esponente dell’amministrazione locale, ha confermato che il ferito non è in pericolo di vita e che la sua versione coincide in gran parte con quella del Dipartimento di Sicurezza Nazionale.