Fermezza danese su Groenlandia: dopo il dissenso con Trump partono esercitazioni militari sull’isola

Le forze danesi e un contingente francese sono sbarcate in Groenlandia quasi in simultanea, segnando l’avvio della risposta europea alle proposte di acquisto dell’isola avanzate dall’amministrazione statunitense. L’ultimo tentativo di trovare un’intesa si era concluso senza risultati durante l’incontro tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia alla Casa Banca mercoledì 14 gennaio. Il […]

Le forze danesi e un contingente francese sono sbarcate in Groenlandia quasi in simultanea, segnando l’avvio della risposta europea alle proposte di acquisto dell’isola avanzate dall’amministrazione statunitense. L’ultimo tentativo di trovare un’intesa si era concluso senza risultati durante l’incontro tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia alla Casa Banca mercoledì 14 gennaio.

Il premier danese Jens-Frederik Nielsen ha confermato che «l’ambizione americana di prendere il controllo della Groenlandia rimane intatta» e ha ribadito la ferma opposizione di Copenaghen a qualsiasi cessione di sovranità su Nuuk. A sostegno di questa posizione il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, ha illustrato l’operazione Arctic Endurance, che prevede una presenza militare «più permanente in Groenlandia, anche grazie agli alleati stranieri». Il programma include esercitazioni congiunte a rotazione, cui hanno già aderito Francia, Svezia, Germania, Spagna e Norvegia.

In controtendenza rispetto ai partner europei, il governo italiano ha escluso l’invio di propri contingenti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha osservato: «Cosa fanno cento, duecento o trecento soldati di qualunque nazionalità? Sembra l’inizio di una barzelletta», sostenendo che la questione andrebbe gestita sotto l’egida della Nato, per «unire, non spaccare».

Parigi, intanto, ha confermato l’arrivo di 15 soldati d’élite e ha convocato un Consiglio di difesa straordinario per valutare anche le tensioni tra Stati Uniti e Danimarca. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che «nei prossimi giorni» saranno inviati ulteriori mezzi terrestri, aerei e marittimi. Più contenuti i contributi di Paesi Bassi e Finlandia, che forniranno rispettivamente un ufficiale di Marina e due militari di collegamento.

Dal canto suo la Casa Banca fa sapere che la presenza di forze europee non influirà sull’orientamento del presidente Trump nei confronti della Groenlandia. Anche la Russia, attraverso il proprio ambasciatore presso la Nato, ha espresso «grave preoccupazione» per l’aumento della tensione nell’Artico, invitando a preservare la regione come «territorio di pace, dialogo e cooperazione paritaria».