Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reso noto che Luigi Gasperin, l’imprenditore italiano di 77 anni detenuto in Venezuela dallo scorso 9 agosto, è finalmente libero e si trova presso la sede dell’ambasciata italiana a Caracas. La conferma arriva tramite un post su X del titolare della Farnesina, che sottolinea la conclusione di una vicenda che aveva tenuto in apprensione il governo italiano e i famigliari dell’imprenditore per oltre cinque mesi.
Originario del Basso Piemonte, Gasperin aveva avviato in Venezuela un’attività di successo nel settore petrolifero. Proprietario della Tecnica Petrolera Wlp, la sua impresa si era aggiudicata più di sessanta contratti con la compagnia statale Pdvsa tra il 2000 e il 2024, occupandosi principalmente delle perforazioni nei giacimenti, operazioni che richiedono l’utilizzo di esplosivi.
Il suo arresto era avvenuto durante un’ispezione a Maturín, capitale dello stato di Monagas, dove le autorità venezuelane avevano sequestrato materiale esplosivo ritenuto non più funzionale alle attività estrattive. Il governo di Caracas aveva accompagnato l’operazione con l’annuncio di aver messo a segno una serie di blitz contro presunti piani sovversivi legati all’opposizione.
Nei mesi di detenzione la famiglia e le istituzioni italiane avevano sempre negato qualsiasi coinvolgimento di Gasperin in attività clandestine. “Mio padre non è un terrorista, non è un cospiratore, non è un traditore del Venezuela”, aveva dichiarato la figlia Claudia, definendolo “un uomo onesto, innocente, privato della libertà e del lavoro di una vita”. Anche il sindaco di Tortona, Federico Chiodi, aveva espresso vicinanza alla famiglia: “Il momento è delicato e stiamo tutti sperando che la soluzione arrivi nel più breve tempo possibile”.
L’annuncio di Tajani segna un passo decisivo verso il ritorno in Italia dell’imprenditore, sebbene permangano incertezze sulle modalità e i tempi del suo rientro definitivo.