Un’inchiesta di NBC News ha messo in luce un malfunzionamento nell’uso di un sistema di intelligenza artificiale da parte dell’agenzia federale U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice). Circa 200 nuove reclute sono state infatti inserite negli uffici operativi senza aver completato il previsto addestramento di otto settimane presso l’accademia Ice in Georgia, che copre diritto dell’immigrazione, uso delle armi e test fisici.
Il software era stato ideato per individuare profili con esperienza pregressa nelle forze dell’ordine da destinare al “programma Leo” (Law Enforcement Officer), riservato a chi è già in servizio. In fase di screening, tuttavia, l’algoritmo ha considerato idonei anche i candidati i cui curriculum contenevano semplicemente termini come “officer” o “funzionario”, comprese frasi quali “Ambisco a diventare funzionario dell’Ice”.
“Stavano usando l’intelligenza artificiale per analizzare i curriculum e hanno scoperto che molte delle persone che erano ‘Leo’, in realtà non lo erano”, ha spiegato un funzionario a conoscenza dell’indagine. Secondo le fonti di NBC, la maggior parte dei candidati segnalati al programma non aveva mai servito in polizie locali o federali.
Un portavoce del Dipartimento della Sicurezza interna ha definito l’episodio un problema tecnologico ormai risolto. La vicenda si aggiunge alle tensioni già crescenti per l’espansione delle attività Ice in vari Stati, alimentate anche da recenti proteste e da casi come quello del Minnesota, dove un agente ha ucciso la 37enne Renee Nicole Good.