L’esercitazione Arctic Endurance vede la Danimarca promuovere una mobilitazione congiunta in Groenlandia a cui partecipano otto Paesi della NATO. Pur non trattandosi di un’imponente operazione militare, il suo valore simbolico risiede nel rafforzamento della presenza occidentale di fronte alle ambizioni strategiche statunitensi sull’isola e alle crescenti attività russe e cinesi nell’Artico.
Già dall’estate scorsa le forze armate danesi avevano intensificato pattugliamenti ed esercitazioni per proteggere infrastrutture chiave. A Nuuk, la capitale della regione autonoma, stanno giungendo i primi contingenti alleati. Sul territorio sono presenti da tempo circa 150 soldati statunitensi, a cui si aggiungono i 15 militari francesi, una cifra contenuta rispetto ai 20mila abitanti locali.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che “nei prossimi giorni” verranno dispiegati ulteriori rinforzi con asset terrestri, aerei e marittimi.
Dalla Germania è decollato un A400M con un nucleo di 13 soldati, la cui permanenza è prevista fino a sabato. Berlino motiva la partecipazione sottolineando che “Russia e Cina stanno utilizzando sempre più l’Artico per scopi militari, mettendo così a repentaglio la libertà di trasporto, comunicazione e rotte commerciali”.
Altri effettivi in arrivo comprendono ufficiali svedesi, due soldati norvegesi, un ufficiale britannico, un rappresentante della Marina olandese e due militari finlandesi. Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha fatto sapere che Tallinn è pronta a inviare i “boots on the ground” se necessario. Il Canada, pur non schierando truppe, ha assicurato il suo appoggio all’iniziativa e alla sovranità groenlandese, annunciando l’apertura prossima di un consolato a Nuuk.
Secondo la Difesa danese, l’esercitazione comprenderà “la sorveglianza di installazioni essenziali, l’assistenza alle autorità locali, compresa la polizia, l’accoglienza di truppe alleate, lo schieramento di aerei da combattimento in Groenlandia e nei dintorni e la risoluzione di compiti navali”. L’operazione servirà inoltre a valutare la capacità dei soldati di operare nel clima estremo dell’Artico.