Oltre mille agricoltori Coldiretti da tutta Italia, con una nutrita rappresentanza di giovani dall’Abruzzo, sono scesi in piazza a Strasburgo per manifestare davanti al Parlamento Europeo. La richiesta è chiara: fermare le importazioni sleali di cibo che non rispettano gli standard europei e rafforzare i controlli doganali, attualmente fermi a un esiguo 3% delle merci.
In prima fila Carla Di Michele, delegata regionale Coldiretti Giovani Impresa Abruzzo, insieme ai rappresentanti provinciali Leonardo Rocchetti, Miriana Coccia, Cristiana Lauriola e Guido Di Primio:
“Siamo qui per difendere il nostro futuro. Abbiamo investito in agricoltura sostenibile, ma l’Europa ci penalizza aprendo i mercati a prodotti fuori controllo. Servono regole uguali per tutti: la reciprocità è la base di ogni mercato giusto.”
Coldiretti contro la Commissione Von der Leyen: “L’agricoltura non è un laboratorio ideologico”
Il messaggio di Coldiretti è rivolto alla Commissione Europea, colpevole – secondo l’organizzazione – di aver trasformato l’agricoltura in un “esperimento ideologico” che ignora le esigenze dei territori produttivi.
“La Commissione impone burocrazia, regole penalizzanti per gli agricoltori europei e spalanca le porte a prodotti esteri realizzati senza alcuna tutela sanitaria o ambientale”, dichiara il presidente Ettore Prandini.
Reciprocità, tracciabilità e trasparenza
Le richieste di Coldiretti sono nette:
- Obbligo di origine in etichetta per tutti i prodotti alimentari
- Controlli sistematici su tutte le merci in ingresso
- Stop al codice doganale dell’ultima trasformazione, che nasconde la reale provenienza dei prodotti
- Revisione degli accordi commerciali internazionali, a partire dal Mercosur, giudicato altamente pericoloso per la salute e la qualità del cibo in Europa
“Abbiamo documentato nel porto di Rotterdam l’ingresso di alimenti trattati con sostanze vietate da decenni in Europa”, afferma il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo. “Quello non è un porto, è una porta degli inferi. Serve una svolta.”
Una mobilitazione che continuerà
La battaglia di Coldiretti non si fermerà qui. La protesta – assicurano i vertici dell’organizzazione – proseguirà fino a quando la Commissione UE non adotterà misure concrete a tutela dell’agricoltura europea e della sovranità alimentare.
“Vogliamo trasparenza, sicurezza, equità. E continueremo a lottare per ottenerla”, conclude Prandini.